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  1. #106
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    21-03-2008
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame
    Non sono vincoli reali, Char Lie, sono vincoli soggettivi tuoi. Non c'è niente di definitivamente reale, che n/on passi attraverso il filtro soggettivo. L'alternativa è in te, e anche nel mondo, perché le donne (per fare un esempio) non sono affatto tutte uguali.
    Forse non ne hai ancora conosciute di diverse, e se anche le conoscessi, forse non ti accorgeresti del loro essere diverse...perché parti dall'assunto che tu "sai come sono fatte". Quindi, cosa c'è da scoprire di diverso?
    E' che certe volte mi sembra di essere incappato in qualcosa di diverso e così mi dico "finalmente!" per poi scoprire che non era così diverso come credevo ed arriva la disillusione, io non sai quanto vorrei delle disconferme, però ascolto le persone, osservo le donne e il loro comportamento nei miei confronti e di altri uomini e torna nuovamente la stessa frustrazione.

    Per questo forse le persone si mettono a scrivere storie, a inventare, per far andare qualche volta diversamente le cose, anche io riesco solo ad immaginare che le cose vadano diversamente, morti che resuscitano, principi azzurri e principesse, ma nella realtà circostante non vanno in queste direzioni qua che fantastico io ed altri, ci vanno davvero di rado, perciò non so se i vincoli stanno davvero solo nella mia testa ed è solo un filtro.

    Se è lì nella mia testa soltanto questo filtro, dovrei osservare cose molto diverse (dovrei essere affetto da allucinazioni insomma, ma io non soffro di alcuna allucinazione!), ora non ricordo dove ho scritto dell'accoppiata "donna bella/barbone, brutto sporco e pure spiantato", ecco vedessi una cosa del genere, i vincoli economici che c'ho in testa salterebbero davvero tutti per aria , sarebbe davvero un controesempio che mi farebbe cambiare le idee che mi son fatto riguardo al mondo circostante. Cose del genere però io le immagino soltanto, ma non esistono in mezzo a quello che vedo, esistono sempre e solo in certe storie, questa economia qua è fittizia.

    Vedo emarginazione, frustrazione, persone improduttive accantonate e buttate via nel fondo, lotte continue, occupazioni di spazi, costrizioni, gerarchie, conflitti, sacrifici umani, scarsità di beni, certo qua e là c'è qualcosa di buono, come ho già detto, non è che non lo noto, ma è troppo poco davvero comunque per me. Se io stesso sono attratto da donne giovani e carine e scarto certi altri tipi, è probabile che certi tipi resteranno emarginati se tutti hanno preferenze simili alle mie. Questo meccanismo economico poi produce certi effetti su larga scala.

    Io certe idee non le ho cambiate da molto tempo è vero, ma non mi sembra d'averci visto male, discorsi simili a quello che mi hai fatto tu adesso Ladyflame me li hanno già fatti degli psicoterapeuti ai quali mi sono rivolto e li ho letti anche su certi manuali, ma non bastano e non riescono a convincermi che sono veri quando poi attorno a me io vedo tutt'altro!

    Se uno psicoterapeuta mi desse tanto denaro in mano da rischiare di finire sul lastrico senza motivo, senza ricavarci nulla, ecco cose del genere disorienterebbero le idee economiche che mi son fatto... Regali fuori luogo, gesti che vanno contro davvero ogni logica economica che mi son costruito... Le parole non bastano se non sono accompagnate da gesti e immagini coerenti, le prove più forti e convincenti in fin dei conti per me le si osserva.

    Mi farebbe cambiare idea davvero un "gesto assurdo" e sincero (quindi non tecnico e per esser tale deve mettere in gioco tutta l'esistenza dell'altra persona): questo farebbe saltare per aria certe mie idee economiche, invece di usare tante parole, e sempre le stesse. Io parlo e scrivo tanto, ma davvero poi me ne starei zitto se dall'altra parte mi si mostrasse qualcosa di realmente diverso.
    Come diceva Massimo Troisi in un suo film, se la statua della madonna si mettesse a ridere invece di piangere sangue cosa potrebbero ribattere quelli che non credono al miracolo e sostengono che è un trucco?

    Insomma dove devo cercare qualcosa di diverso? Queste prove che mi confermino che il paradiso è qui e non solo nella mia immaginazione? Dovunque mi son girato cose tanto diverse non le ho osservate se non nelle creazioni di fantasia di qualcuno. A me sembra che bisognerebbe proprio cambiare gli scenari che osservo e non certi filtri mentali, non mi sembra che non funzionino nel discriminare quel che succede davvero. Anzi quando ho cercato di raccontarmi una storia più ottimista per rappresentare una situazione incompleta mi sono pure sbagliato.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 24-09-2011 alle ore 22.21.25

  2. #107
    Partecipante Assiduo L'avatar di Ladyflame
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Ma infatti, Char Lie, tu avresti proprio bisogno di controesempi. Un "gesto assurdo" e sincero (quindi non tecnico e per esser tale deve mettere in gioco tutta l'esistenza dell'altra persona).

    Che tu abbia bisogno di concreti controesempi, o di concreti "contro-occhi" (occhi nuovi, una lente diversa per guardare il mondo), è una questione da chiarire. Anche se credo la soluzione stia nel mezzo.

    Semplicemente perché l'esperienza influenza la visione delle cose, e VICEVERSA. E' un circolo virtuoso, e potenzialmente vizioso. E' evidente che sei in un circolo vizioso, di sfiducia. La tua sfiducia ha un senso, è reale (la nutri) e motivata. Non sono reali (in quanto soggettivi e derivati della tua personale storia), i perché di questa sfiducia. Hanno una ragion d'essere nel tuo sistema di significato, ma non sono del tutto tangibili né definitivi.

    Ti posso garantire che potresti avere dei controesempi, praticamente di tutto, dei terapeuti, delle donne etc... Perché nel mondo esistono tutte le ragioni e tutte le loro contraddizioni. Il punto è che, se anche tu ti trovassi davanti dei controesempi, non riusciresti a distinguerli, non in maniera "immediata" (non mediata). La tendenza sarebbe ad avvalorare le tue posizioni, per ragioni di unitarietà, coerenza di significato, e di salvaguardia.

    Ma facendo un passo indietro, e lasciando perdere esempi e controesempi. Sarebbe necessario capire come e perché sei arrivato a pensare e vedere in un certo modo, e questo sarebbe il compito di un terapeuta. Farsi raccontare da te le tue esperienze, remote e recenti. Sapere come vivi, limiti e possibilità.

    E un punto importante da chiarire con te sarebbe la questione dell' "economia". Perché tu parli molto di questioni economiche, come se questo pensiero ti opprimesse. E' comunque sempre presente nelle tue visioni o nei pensieri che esprimi.

    Credo che se tu percepisci realmente e fortemente questo "malcontento esistenziale", meriti approfondirlo in un contesto psicoterapico. Mi dirai che hai letto molte cose per conto tuo (attenzione all'auto-analisi, molto pericolosa), e che sei già stato da più di un terapeuta. Mi domando se sai che di terapeuti ne esistono di estrazioni diversissime.
    Ciò che ti posso dire è che da un terapeuta di una data formazione a un altro, può intercorrere un universo, già solo perché possono partire da concezioni della persona e del suo "funzionamento" di una diversità quasi inconciliabile. Molto prima delle tecniche di cura, dei "rimedi", c'è il credo del terapeuta, e il modo di ascoltare, comprendere la persona, per localizzare il reale problema. La sua modalità conoscitiva e comprensiva cambia l'intero trattamento del problema, l'intera sorte del percorso di aiuto.

    Mi piacerebbe sapere da quali terapeuti sei stato (se ci sei stato), intendo di quale stampo. Non è una domanda diretta, hai il diritto di sorvolare e non rispondere in questa sede, se non ti va.
    Sono convinta però che trovando un approccio terapico adeguato al tuo modo di essere, potresti incontrare degli esiti più positivi.

    Non ti arrendere, "ogni problema ha una soluzione", bisogna solo trovare la via giusta di risoluzione, e qui sta tutta la difficoltà. Non soluzioni miracolose o magiche (come la madonna di Troisi), ma almeno un allargamento della visione e della possibilità.
    Ultima modifica di Ladyflame : 25-09-2011 alle ore 10.14.58

  3. #108
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame
    La tendenza sarebbe ad avvalorare le tue posizioni, per ragioni di unitarietà, coerenza di significato, e di salvaguardia.
    E' che qua non riesco a capire cosa dovrei salvaguardare, perché dovrei avere questo attaccamento? Se ho di fronte qualcosa che mi piace molto senza troppi scarti negativi, perché non dovrei vederla? Io sono entrato all'interno di certe relazioni con la speranza d'essere più felice rispetto allo star da solo e poi invece la cosa m'ha prodotto depressione e frustrazione lo stesso, perché molte cose non mi rendevano poi così soddisfatto, così mi sono allontanato di nuovo per raccogliere qualche energia nella speranza di trovare qualcosa di diverso, poi mi riavvicino e tento di nuovo un approccio ma non va di nuovo.

    Forse è vero che devo andare a cercare in certi altri posti, ma dove e come? Gli psicoterapeuti sorvolano su queste questioni e passano al discorso del filtro, io la fiducia che vivo in un altro mondo non riesco a costruirmela senza prove, se ho avuto esperienza che il fuoco brucia, non riuscirò a credere così facilmente che il fuoco non scotti se non lo osservo mai.

    Ad esempio io non è che sono attaccato all'idea che il fuoco scotti, è un'idea che mi sono formato in base alla mia esperienza, e ora ci credo, tutto qui, anche il ricostruire come si forma un'idea del genere non basta per "smontarla", ci vuole qualcuno che metta una mano nel fuoco per un bel po' e la tiri fuori senza che diventi un hamburger per fornirmi qualche prova del contrario. Mi sono fatto anche altre idee, ad esempio che se ti butti giù dal terzo piano rischi di spezzarti qualche osso, sono tutte idee che mi sono costruito io soggettivamente, nessuna di queste idee mi fa stare poi particolarmente tranquillo o produce più felicità, certo tutto potrebbe accadere, che un giorno si metta in moto una sorta di antigravità, ma io non ci scommetto su troppo.

    Io la mano non ce la metto nel fuoco, tu ce la metteresti nel fuoco dicendoti che è una tua costruzione il fatto che ti ridurrà la mano a un pezzo di carbone? Posso davvero affermare che siamo attaccati tutti all'idea che il fuoco scotti? Per questo non mi convince proprio questa teoria dell'attaccamento alla patologia, non c'entra nulla con le credenze, soprattutto quelle che ci fanno star male. Non basta una ricostruzione, ci vogliono prove per me, ed io non me le so costruire.

    Non c'è alcun attaccamento a come crediamo sia fatto il mondo circostante, ci crediamo per dei motivi e certe prove più convincenti, ecco tutto. L'attaccamento per me c'entra poco.

    Un saluto

  4. #109
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Io non ce la metto davvero la mano sul fuoco per dimostrare a te che non diventa un hamburger, ma che razza di pretese.

    Ohohihi, Char-Lie, certe volte guarda mi ci sbudello dal ridere, chiedo venia, ma dove li trovi sti esempi?

    Sarà mica la conversazione con LadyFLAME?
    Ultima modifica di complicata : 25-09-2011 alle ore 12.10.19

  5. #110
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Ma no complicata era solo un esempio, così come ci costruiamo credenze rispetto al mondo animato ed umano ce le costruiamo anche rispetto a quello inanimato, su come si muovono gli oggetti e così via, non c'è una differenza sostanziale per me, sicuramente tutto può cambiare nel mondo circostante, anche che il fuoco scotti, però quanto scommetteresti che questo possa accadere?

    Io sono sfiduciato nella possibilità che certi tipi di donne si comportino diversamente con me (e con certi altri tipi di persone, perché ho continuamente sotto gli occhi tutto questo), così come sono sfiduciato del fatto che il fuoco improvvisamente smetta di scottare, non avendo mai visto cose che disconfermino questa credenza. Certo non sono andato a controllare che tutte le istanze del fuoco scottino davvero, così come non sono sicuro al cento per cento che tutte le donne siano davvero così come credo che siano (nel mondo ce ne sono molte come son tanti gli incendi), che tutto questo sia una mia costruzione lo so, ma sono anche convinto che collimi abbastanza con quel che vedo e osservo, non è che ci sono attaccato molto di più a queste credenze rispetto alle donne più di quanto sia attaccato al fatto che il fuoco scotti, sono più in evidenza perché sono orientato contro queste cose al livello affettivo.

    Se la trovo davvero la donna che mi piace e con la quale sto bene perché dovrei negare che le cose stanno così?

    Non ci sono attaccato affatto alle idee sgradevoli rispetto alla realtà, se il mondo fosse più vicino o coincidesse al limite a quel che desidero io, cosa ci perderei? Se un oggetto non ha difetti per me, come li faccio a notare? Quando sono davvero soddisfatto di qualcosa perché dovrei inventarmi un difetto che non rappresenta davvero un difetto per me?

    Quella che "il fuoco scotti" è una credenza simile a quella che mi sono costruito rispetto all'universo femminile che può essere comunque messa in dubbio, non sono su due piani distinti, eppure non si sa perché per uno psicologo è irrazionale piazzare una mano nel fuoco credendo che scotti, non avendo verificato la cosa per tutte le fiammelle, mentre non lo è più irrazionale credere certe cose riguardo all'universo umano anche se non hai conosciuto tutti gli esseri umani. Eppure io ho visto più esseri umani che incendi in vita mia!

    Se si riesce con un discorso, senza esporre alcuna prova contraria, a convincere qualcuno a mettere una mano nel fuoco, nonostante la sua esperienza, e a persuaderlo di ritentare perché "non è detto che scotti sempre e comunque come tutte le altre fiammelle conosciute già" forse si può riuscire a convincermi che ho costruito qualcosa di errato.

    Per come son fatto, mi si deve mostrare qualcosa di diverso da qualche parte, quantomeno mi si dovrebbe indicare dove andare a guardare coppie tra belle donne e spiantati senza risorse e pure bruttarelli... Insomma non basta per me un discorso che "non mostri", la persuasione in me opera per altre vie. Me la si deve mostrare una fiammella che non scotta, senza cercare di usare trucchi da illusionisti, se si arriva a questo punto forse le mie idee rispetto al fuoco cambieranno così come cambieranno quelle che mi son costruito rispetto alle donne ed all'economia di fondo che sostiene il loro desiderio nei confronti dell'altro sesso.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 25-09-2011 alle ore 13.41.50

  6. #111
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    E' che qua non riesco a capire cosa dovrei salvaguardare, perché dovrei avere questo attaccamento? Se ho di fronte qualcosa che mi piace molto senza troppi scarti negativi, perché non dovrei vederla? Io sono entrato all'interno di certe relazioni con la speranza d'essere più felice rispetto allo star da solo e poi invece la cosa m'ha prodotto depressione e frustrazione lo stesso, perché molte cose non mi rendevano poi così soddisfatto, così mi sono allontanato di nuovo per raccogliere qualche energia nella speranza di trovare qualcosa di diverso, poi mi riavvicino e tento di nuovo un approccio ma non va di nuovo.
    Per salvaguardare esattamente tutto questo. L'attaccamento a questo modo di rapportarti con l'esterno, estendendolo a tutti i possibili contesti, situazioni, persone. Del passato, del presente e del futuro. Ti chiudi sistematicamente all'esperienza, e l'esperienza non può attraversarti, e farti evolvere. Sei bloccato, palesemente.

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Forse è vero che devo andare a cercare in certi altri posti, ma dove e come? Gli psicoterapeuti sorvolano su queste questioni.
    Non devi cercare, solo vivere la tua vita, aprirti all'esterno, e osservare. Dovresti dimenticare per un attimo che il mondo è come lo pensi tu, aprendoti all'eventualità di controprove. Fare una sorta di "sospensione del giudizio".
    Ma sono mossa a pensare che non lo fai, né puoi farlo, in concreto. Continui appunto a cercare, cercare, cercare, qualcosa che non c'è. Giusto? Quello che tu cerchi, non c'è.
    Prova allora a non cercare niente, e vediamo se ti capita di trovare qualcosa. Può capitare, sai. Come quando cerchi ostinatamente un oggetto per la casa, e va a finire che ne trovi un altro, che ti fa dimenticare l'ossessione per la ricerca del primo.


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    io la fiducia che vivo in un altro mondo non riesco a costruirmela senza prove, se ho avuto esperienza che il fuoco brucia, non riuscirò a credere così facilmente che il fuoco non scotti se non lo osservo mai.
    Non sei aperto alle prove, come ho già detto. Per essere aperto alle "prove", dovresti smettere di cercarle.
    Se hai avuto esperienza che il fuoco brucia, potrai avere esperienza di altri oggetti che sono caldi, ma non necessariamente bruciano e ti ledono.
    Potrai trovare la prova che qualcuno può darti un calore che non ti brucia, ma semplicemente ti scalda, se smetterai di cercare, o voler trovare le prove, e aspetterai di "incontrare". Certe cose non si cercano e non si trovano, si incontrano, o sono loro a trovare noi. Sempre se non si è chiusi all'incontro, e a "farsi trovare" (senza chiudersi e ristagnare al nostro interno).

    Aggiungo poi che trovare le prove dell'amore di una donna non è come trovare le prove che il fuoco ti ustiona le dita.
    Non si può parlare di "prove esistenziali" negli stessi termini e nella stessa logica di "prove materiali-fisiche". Sono processi di "messa alla prova", completamente diversi.

    Ti devi rassegnare a non trovare mai le prove, almeno finché non smetterai di cercarle, nel mondo o nei terapeuti.

    Se tu ti rassegnassi veramente, e non solo apparentemente (sei rassegnato solo in apparenza, in realtà il tuo malcontento è segno della tua non rassegnazione), forse questo meccanismo si azzererebbe e saresti finalmente svuotato di questo groviglio vizioso esperienza-credenza. Se te ne svuotassi, si libererebbe il posto per accogliere veramente il mondo e gli altri, nella loro eterogeneità.

    Dice Tiziano Terzani: "Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è dentro non è da nessuna parte".

    Non puoi cercare fuori ciò che non puoi accogliere dentro, Char Lie.

    Buona domenica a tutti!

  7. #112
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Se si riesce con un discorso, senza esporre alcuna prova contraria, a convincere qualcuno a mettere una mano nel fuoco, nonostante la sua esperienza, e a persuaderlo di ritentare perché "non è detto che scotti sempre e comunque come tutte le altre fiammelle conosciute già" forse si può riuscire a convincermi che ho costruito qualcosa di errato.
    Per come son fatto, mi si deve mostrare qualcosa di diverso da qualche parte, quantomeno mi si dovrebbe indicare dove andare a guardare coppie tra belle donne e spiantati senza risorse e pure bruttarelli... Insomma non basta per me un discorso che "non mostri", la persuasione in me opera per altre vie. Me la si deve mostrare una fiammella che non scotta, senza cercare di usare trucchi da illusionisti, se si arriva a questo punto forse le mie idee rispetto al fuoco cambieranno così come cambieranno quelle che mi son costruito rispetto alle donne ed all'economia di fondo che sostiene il loro desiderio nei confronti dell'altro sesso.
    Mi era sfuggita questa tua risposta.
    Penso che nessuno potrà mai convincerti a mettere mani sul fuoco, nonostante la tua esperienza. Un po' come dicevo sopra, se cerchi dimostrazioni e prove (o contro-prove) dei tuoi enunciati, non ne troverai mai, nemmeno in una terapia. Il punto non è trovare le prove, ma questa fissazione nel volerle trovare. Andrebbe veramente capito il perché, di questo blocco a questo livello, e non sarà mai possibile in questa sede.
    Nel mondo umano non ci si avvicina agli oggetti o alle persone per testarne la pericolosità (come al limite nel mondo fisico, ma nemmeno troppo. Un esempio banale, si può mangiare un barattolo intero di Nutella sapendo che potremo stare male di stomaco, ma il godimento nel mangiarla prevale sul rischio del sentirsi male); ci si avvicina semplicemente per attrazione, piacere/curiosità di vivere un'esperienza.
    Casomai dopo, si avverte una pericolosità, o un beneficio, o entrambi (la Nutella è buona, ma abusarne mi fa sentire male).
    Sembra che in te questo meccanismo flessibile si sia deformato e irrigidito, non ti avvicini più per conoscere, e godere di una scoperta, che potrà essere piacevole, spiacevole, o entrambe.
    Ma solo per trovare prove o controprove delle tue passate esperienze, soprattutto in quanto alla loro pericolosità.
    Come fai a conoscere una donna in maniera non condizionata, a scoprire se veramente ti "brucerà", o magari no, se asserisci di sapere già come sono le donne e cosa vogliono?

    Poi, giusto per scambiarci vissuti. Io in questo momento sono single, da diverso tempo. Ho avuto qualche esperienza allo stato iniziale, ma non proseguita, perché non rivelatasi positiva e adatta a ME.
    Questo non mi porta a credere che gli uomini tanto sono tutti in un modo Y, e so che vogliono cose X, che io non posso dare.
    Non lo posso credere in alcun modo, già solo perché, gli uomini che posso aver incontrato in due anni erano profondamente diversi l'uno dall'altro, e le ragioni che hanno portato l'esperienza a concludersi precocemente, profondamente diverse.
    Cosa concludo io? Semplicemente che non ho trovato l'uomo che fa per me, in questo mio momento di vita.

    La fortuna che forse io ho, è di aver sperimentato una bella storia d'amore, che certo ha rafforzato la mia fiducia nella possibilità di esperienze di coppia positive, anzi, a dir poco meravigliose.

    Ma se anche non avessi avuto questa prova o "controprova", non avrei mai potuto esser certa che nel mondo non esistono uomini per me - perché tanto sono tutti uguali e inadatti a me -.

    Avrei semplicemente atteso di fare l'"incontro giusto", mantenendomi aperta al piacere dell'incontro con gli altri, con le diversità.
    E ti garantisco che è la condizione di molte persone, che addirittura in età avanzata sostengono di non "essersi mai innamorate", e magari si scoprono innamorate e appagate in una relazione di coppia a 40, 50 o 60 anni (per dire). Ma le casistiche sono infinite.

  8. #113
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame
    Mi era sfuggita questa tua risposta.
    Penso che nessuno potrà mai convincerti a mettere mani sul fuoco, nonostante la tua esperienza. Un po' come dicevo sopra, se cerchi dimostrazioni e prove (o contro-prove) dei tuoi enunciati, non ne troverai mai, nemmeno in una terapia. Il punto non è trovare le prove, ma questa fissazione nel volerle trovare. Andrebbe veramente capito il perché, di questo blocco a questo livello, e non sarà mai possibile in questa sede.
    Cerco prove Ladyflame proprio perché non ho fiducia che le cose stanno come dici tu e altre persone, ma desidero comunque che stiano diversamente da come credo che stiano. Trovare prove poi per me significherebbe soddisfare certi miei desideri. C'è una bella frattura tra quel che conosco e so riguardo a persone e cose e come desidero che siano queste persone e queste cose, solo se trovo delle prove che le avvicinino veramente a quel che desidero posso curarla questa frattura senza rieducare i miei desideri ad adattarsi a quella che credo sia la realtà adesso.

    Se non credo nell'esistenza di un Dio non posso di certo sospendere il mio pensiero critico e crederci per un po', non penso che le credenze si possano sospendere o riattivare con atti volontari.

    Anche qua non è che sia complicata da comprendere questa cosa. La prova significa per me soddisfazione. E' questa la mia fissazione, il blocco viene a crearsi perché non c'è soddisfazione, le persone adatte con cui stare abbastanza bene non le trovo, c'è un'emergenza per me, non riesco a capire cosa c'è di difficile da capire. Posso sospendere il giudizio per un po', come faccio già. Ti ho detto Ladyflame che per un po' ci credo, ma poi arrivata la disillusione, non posso farlo per anni, se non arriva questa soddisfazione poi inizio a pensare e credere di nuovo che le cose sono costituite in maniera tale che questo appagamento non arriverà mai, credere che si è destinati a fare una brutta fine e che certe cose resteranno perennemente così non significa accettare la situazione con tranquillità!

    Io non accetto affatto tutta l'eterogeneità della realtà senza batter ciglio, al livello affettivo non accetto affatto tutto, non accetto il fatto che le persone invecchino (compreso me), non accetto che muoiano, e non accetto una marea di altre cose che detesto del cosiddetto mondo naturale ed in me non c'è l'intenzione di accettarle affettivamente dicendomi che sono buone perché vanno così, esistono ma non sono affatto buone per me, se non esistessero o fossero diverse sarebbe meglio, comprendo come sono fatte ma non accetto il loro esser fatte così. Ci credo e lo vedo che le persone invecchiano e muoiono davvero ma che le cose stanno così non lo accetto affatto.

    Io sono in buona parte rivolto contro certi vincoli di madre natura, e certe volte penso che sia proprio una gran P... 'sta madre! Senza offesa per le prostitute... Per questo certe volte non capisco perché le persone c'hanno quest'idea fissa che il "naturale" è buono, son naturali le zanzare, i virus e tutti i malanni del cavolo, che vada al diavolo la natura! Sono rivolto contro buona parte di questa natura.

    Sento l'emergenza di trovare qualcosa di diverso, non posso sospendere le emozioni, posso smettere di cercare di sicuro, questo lo posso fare, ma non posso azzerare quel che desidero davvero, aspetto da anni, quanto devo aspettare ancora? A 60 anni magari non avrò nemmeno più voglia di farle certe cose, il problema c'è ora, bisognerebbe poterlo risolvere e trovare una certa soddisfazione in un intervallo di tempo ragionevole.

    Se nessuno può aiutarmi davvero in questo, nessuno può curare questo mio mal di vivere. Per curarmi si dovrà cercare di aiutarmi a soddisfare proprio buona parte dei miei "desideri di onnipotenza", poi se si desidera fare altro con me e di quel che vado cercando io non gliene frega nulla a nessuno, compreso il terapeuta, beh faccia quel che vuole questo per conto suo, ma non affermi che mi sta curando, per me pure il suo intervento rappresenta un altro male in mezzo ai mali.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 25-09-2011 alle ore 22.09.28

  9. #114
    Partecipante Assiduo L'avatar di Ladyflame
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Cerco prove proprio perché non ho fiducia che le cose stanno come dici tu e altre persone, ma desidero comunque che stiano diversamente da come credo che stiano. Trovare prove poi per me significherebbe soddisfare certi miei desideri. C'è una bella frattura tra quel che conosco e so riguardo a persone e cose e come desidero che siano queste persone e queste cose, solo se trovo delle prove che le avvicinino veramente a quel che desidero posso curarla questa frattura senza rieducare i miei desideri ad adattarsi a quella che credo sia la realtà adesso.
    Ammettiamo definitivamente che sei sfiduciato. Continuo a ripetere che non puoi trovare controprove alla tua sfiducia, almeno finché sei sfiduciato, perché l'atteggiamento di sfiducia te lo impedisce. E' un circolo vizioso, te ne dovresti rendere conto.

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Anche qua non è che sia complicata da comprendere questa cosa. La prova significa per me soddisfazione. E' questa la mia fissazione, il blocco viene a crearsi perche non c'è soddisfazione, le persone adatte con cui stare abbastanza bene non le trovo, c'è un'emergenza per me, non riesco a capire cosa c'è di difficile da capire. Posso sospendere il giudizio per un po', come faccio già, ti ho detto che per un po' credo ma poi arriva la disillusione, ma non per anni, se non arriva questa soddisfazione poi inizio a pensare di nuovo che le cose sono costituite in maniera tale che questo appagamento non arriverà mai.
    Non è affatto complicata la cosa. Ho capito benissimo qual è il tuo blocco, chi meglio di te poteva descriverlo? Non c'è soddisfazione di prove. Ma chiarisci a te stesso, o almeno provaci, che non c'è soddisfazione perché sei in un circolo vizioso. Sfiducia = Impossibilità di controprove (tanto non esistono, lo sai già, lo hai già verificato) = Insoddisfazione.
    Dov'è l'esperienza reale in tutto questo? E' tutto nei tuoi procedimenti mentali, esiste tutto lì, e poco o nulla al di fuori.
    Certo, capisco che se hai incontrato una serie di insoddisfazioni (io non so quante e quali donne hai sperimentato), è normale avere sfiducia. Ma ti ricordo che ogni persona ha incontrato fasi caratterizzate da tale sfiducia, non per questo ha il "malcontento esistenziale irrisolvibile", né è entrata in questi circoli viziosi di pensiero.
    Tu purtroppo sembri soffrire molto, esprimi tu stesso questo malcontento, il che fa pensare che non è un semplice accumularsi di insoddisfazioni, ma un tuo blocco ad una sofferenza. Lo abbiamo chiarito sopra il tuo blocco.
    Per alcuni single non è affatto un problema non avere una partner adatta, non vivono la loro realtà di single con tanta sofferenza e tanta ruminanza mentale al riguardo.


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Io non accetto affatto tutta l'eterogeneità della realtà senza batter ciglio, al livello affettivo non accetto affatto tutto, non accetto il fatto che le persone invecchino (compreso me), non accetto che muoiano, e non accetto una marea di altre cose che detesto del cosiddetto mondo naturale ed in me non c'è l'intenzione di accettarle affettivamente dicendomi che sono buone perché vanno così, esistono ma non sono affatto buone per me, se non esistessero o fossero diverse sarebbe meglio, comprendo come sono fatte ma non accetto il loro esser fatte così.
    Questa è una tua personale visione delle cose, non discutibile. Di certo capisco che non ti aiuta, data la pregnanza con cui la sostieni. Il fatto che esistano cose non buone del mondo naturale credo non dovrebbe rovinarti la vita, al limite intristirti in alcuni momenti, e spingerti a godere delle cose buone in altri momenti. Altrimenti ci si può suicidare dalla nascita, credo.


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Sento l'emergenza di trovare qualcosa di diverso, non posso sospendere le emozioni, posso smettere di cercare di sicuro, questo lo posso fare, ma non posso azzerare quel che desidero davvero, aspetto da anni, quanto devo aspettare ancora? A 60 anni magari non avrò nemmeno più voglia di farle certe cose, il problema c'è ora, bisognerebbe poterlo risolvere e trovar soddisfazione in un intervallo di tempo ragionevole.
    Senti un'emergenza di trovare qualcosa di diverso. Prova a cercarlo dentro di te. Capisci che là fuori il mondo gira per leggi proprie, non certo per asservirsi a te, o a me. Prova ancora ad affrontare il problema, che è il TUO personale, perché sei TU il soggetto che soffre del mondo. Non c'è il mondo, senza il soggetto che lo percepisce.
    Finché cercherai solo nel mondo le controprove e le ragioni di un malcontento irrimediabile, temo non le troverai mai. Il mondo non potrà rimediare al tuo malcontento... se anche si trattasse di incontrare domani la donna giusta per te, con questo atteggiamento attuale si riducono di molto le possibilità.

    E se anche non la incontri, devi continuare a vivere di me*da per questo? Scusa tanto, devi ammettere che c'è una sofferenza un po' sopra le righe in te, che ti affligge. Lo dici tu stesso. Forse vale la pena riprovare ad affrontarla, prima dentro, e solo dopo preoccuparsi del fuori.

    Credo che col terapeuta adatto a te potresti analizzare meglio i tuoi blocchi, e i tuoi procedimenti mentali. Perché sono in te tutte le spiegazioni e tutti i possibili rimedi del caso, semplicemente credo che da solo tu non riesca a trovarli, ora.

    P.s. Una cosa interessante che potresti fare, se e quando tu ne avessi voglia, è rileggere questa conversazione dall'inizio, proprio dall'inizio del thread. Te lo suggerisco perché si nota che continui a rimarcare le tue posizioni, giustamente, perché è quello che pensi.
    Però alle volte capita di tralasciare alcune informazioni aggiunte dagli altri.

    Nel forum c'è proprio la possibilità di scambiarsi informazioni, per evolvere in una conversazione. Potrebbe essere interessante per te rileggere tutti i contributi dall'inizio.
    Ultima modifica di Ladyflame : 25-09-2011 alle ore 22.07.14

  10. #115
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Troppo mentale, Char-Lie?

    Forse dovresti affidarti più all'istinto?

    Più esperienze di emozioni, meno intelletto e più intuitività?

    Ragioni troppo, ci ragioni troppo sulle cose, dovresti sperimentare dimensioni più corporee, più immediate, ecco, secondo me.

    Un bel brano di musica, ci vuole.

  11. #116
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    Riferimento: attaccamento alla patologia


  12. #117
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame
    Senti un'emergenza di trovare qualcosa di diverso. Prova a cercarlo dentro di te. Capisci che là fuori il mondo gira per leggi proprie, non certo per asservirsi a te, o a me.
    Pure qua io capisco, capisco tutto, ma non mi sta bene. Il mondo va per leggi proprie l'ho capito, ma con 'ste leggi, che mi sembra di conoscere, io spesso mi scontro. A me 'ste cose qua la rovinano la vita, queste spesso non mi stanno bene, ora o si prende seriamente in considerazione il fatto che a me danno fastidio, e molto, oppure è inutile parlare, se per uno psicoterapeuta "non dovrebbero rovinare la vita a nessuno" ci troviamo di nuovo di fronte ad un "dover essere" ossia un'esortazione morale "tu devi essere come quell'altro che non si lamenta di queste cose". Se certe leggi opprimenti, in qualche misura non le si riesce a piegare (provando che non sono leggi necessarie), non c'è nulla da fare per me.

    Citazione Originalmente inviato da Ladyflame
    Per alcuni single non è affatto un problema non avere una partner adatta, non vivono la loro realtà di single con tanta sofferenza e tanta ruminanza mentale al riguardo.
    Per me è un problema e non mi sta bene questa soluzione, non è una soluzione per me. Voglio stare con una donna che mi piaccia e alla quale io piaccia, questa cosa mi è mancata in passato, mi manca e continua a mancarmi.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 26-09-2011 alle ore 15.07.41

  13. #118
    complesso
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    ........

  14. #119
    complesso
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    .....

  15. #120
    Partecipante Assiduo L'avatar di Ladyflame
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Pure qua io capisco, capisco tutto, ma non mi sta bene. Il mondo va per leggi proprie l'ho capito, ma con 'ste leggi, che mi sembra di conoscere, io spesso mi scontro. A me 'ste cose qua la rovinano la vita, queste spesso non mi stanno bene, ora o si prende seriamente in considerazione il fatto che a me danno fastidio, e molto, oppure è inutile parlare, se per uno psicoterapeuta "non dovrebbero rovinare la vita a nessuno" ci troviamo di nuovo di fronte ad un "dover essere" ossia un'esortazione morale "tu devi essere come quell'altro che non si lamenta di queste cose". Se certe leggi opprimenti, in qualche misura non le si riesce a piegare (provando che non sono leggi necessarie), non c'è nulla da fare per me.
    Non si tratta di dover essere, puoi rimanere benissimo come sei, e soffrire. Nessuno ti dice che non devi lamentarti, anzi.
    Però, almeno nella discussione in questa sede, si arriva sempre a una situazione di impasse irrisolvibile, non so se te ne rendi conto. Non prospetti vie d'uscita, neanche nella conversazione. A questo punto credo non ci sia da dire più niente.
    Cosa dire a chi pretende di trovare un dio sceso in terra che modifichi improvvisamente il mondo imperfetto (e per questo meraviglioso, a mio personale avviso), che ha creato? Quali bacchette magiche cerchi?

    Vuoi rimanere una specie di pessimista cosmico, e pretendi che il mondo diventi più bello ai tuoi occhi, non so per quale magia, allucinazione. Che qualcuno ti dimostri "prove contrarie" al mondo orribile che vedi tu. Ma chi te le può dare?

    Io potrei dartene per la mia personale visione del mondo e per il mio personale vissuto, ma resta il mio vissuto, e non il tuo. Questo riconferma che il mondo è quel che è, ma cambia attraverso lenti di osservazione diverse.
    O accetti di essere un pessimista cosmico, e cerchi di flessibilizzarti (non modificarti, ma almeno flessibilizzarti), cambiare paio d'occhiali; oppure resti pessimista cosmico e vivi di merda tutta la vita. Altre vie non ce ne sono.

    Il mondo non lo puoi cambiare, se non nelle tue percezioni, e nei tuoi meccanismi di attenzione, percezione, elaborazione. Quei meccanismi che in ognuno di noi sono selettivi, abbracciano solo certi parti della realtà. Di solito ci fanno assimilare una dose di aspetti belli e una dose di aspetti più brutti, ma tu sembri assimilare solo gli aspetti orribili del mondo. Quantomeno, è ciò che emerge da questa discussione, ci tengo sempre a ribadire che io non ti conosco, rispondo a quanto esprimi qui, e condividi con noi.

    Poi ti avevo invitato a rileggere la discussione, perché tu sembri cogliere e rispondere solo ad alcune argomentazioni riportate dagli altri; altre le escludi proprio. Non dico tu lo faccia del tutto intenzionalmente, però è come se cercassi di farti tornare sempre "i conti in tasca". Non lasci alcuno spazio all'apertura di prospettive diverse dalla tua, non ammetti altre visioni del mondo.

    Se il mondo ai tuoi occhi è così brutale, io devo essere pazza per vederlo anche meraviglioso, prima di tutto nella relazionalità umana. Io, Complicata e Complesso siamo dei poveri pazzi, attaccati a una nostra qualche patologia? O sei tu attaccato alla patologia? Io credo non lo sia nessuno di noi. Però non è la realtà ontologica a fare la differenza, solo noi, come persone dotate di sensi che captano e menti che elaborano.

    Se a te le "leggi del mondo" rovinano la vita, nessun terapeuta può cambiarle per te. Né può cambiare te. Potrebbe aiutarti a convertire la tua sofferenza in qualcosa di più sano e utile, ma sei il primo a renderti conto che non c'è nulla da fare per te. Allora è inutile davvero continuare a parlarne, anche la semplice conversazione arriva sempre a un punto di non ritorno.


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Per me è un problema e non mi sta bene questa soluzione, non è una soluzione per me. Voglio stare con una donna che mi piaccia e alla quale io piaccia, questa cosa mi è mancata in passato, mi manca e continua a mancarmi.

    Un saluto
    Qui mi hai mal interpretata, non volevo dire che non deve essere un problema per te. Volevo dire che non può essere il non aver ancora trovato la donna giusta la causa del grave malcontento esistenziale. Volevo dire che se tu vivi con tale gravità questa realtà insoddisfacente, e con tale convinzione l'impossibilità che possano esistere altre realtà e future esperienze diverse (impossibilità di aprirti alla vita e all'evoluzione), forse potresti cercare di farti aiutare da qualcuno più competente di noi. Sempre se non vuoi continuare a vivere di m****.
    O ti affidi e ti fai aiutare, accettando non di cambiare tu, ma cambiare almeno il tuo "paio d'occhiali", anche solo per la curiosità di provare. Oppure vivi per sempre ad aspettare le prove di un mondo alternativo favoloso, il favoloso mondo di Char Lie.
    Concedimi questa battuta del tutto affettuosa
    Ultima modifica di Ladyflame : 29-09-2011 alle ore 01.02.08

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