di solito è comunicato una quindicina di giorni prima su www.uniba.it, sezione post-laurea, sessione appropriata, nel tuo caso II sessione 2011. di solito, si comincia sempre alle nove....
di solito è comunicato una quindicina di giorni prima su www.uniba.it, sezione post-laurea, sessione appropriata, nel tuo caso II sessione 2011. di solito, si comincia sempre alle nove....
Vi andrebbe di confrontarci su qualche caso?
si ok proponi pure!
proprongo questo caso per uno scambio di opinioni
Su consiglio del suo medico di famiglia, una giovane donna si presenta presso il servizio pubblico
lamentando la presenza da circa un anno di alcuni sintomi che non hanno trovato riscontri dal punto
di vista organico. Sente palpitazioni, nausea, sensazione di non riuscire a controllare le situazioni e
di essere sul punto di impazzire. Talvolta sono presenti forti dolori che pensa possano essere indizio
di una qualche grave malattia.
La giovane donna ha 20 anni, appare molto più piccola della sua età nell’abbigliamento e
nell’eloquio.
Racconta di frequentare il secondo anno di università, di avere difficoltà nell’organizzare i tempi di
studi e “ di non essere al passo con gli esami, se si paragona con i suoi colleghi”. Nelle superiori
aveva sempre ottenuto ottimi risultati studiando in collaborazione e competizione con una
compagna di scuola.
È fidanzata da circa 5 anni con un ragazzo di 3 anni più grande di lei che ancora frequenta le
superiori e con cui riferisce “ le cose non stanno andando tanto bene ultimamente”.
La sua maggiore critica è rispetto al fatto che pensa che “ lui non vuole crescere”. Il suo desiderio è
che le cose con lui ritornino come all’inizio. I primi sintomi sono comparsi durante le discussioni
con il fidanzato, ma ora sono tali per cui la donna tende a evitare molte attività sociali, fra cui la
frequenza di lezioni affollate e l’uscita nei locali o al cinema.
Si richiede di fare:
analisi del caso e ipotesi diagnostica;
test psicodiagnostici da somministrare;
proposta di trattamento.
Ultima modifica di alestar92 : 05-10-2011 alle ore 13.45.57
Analisi del caso: dopo un anno di sintomi che non hanno avuto riscontro organico ("palpitazioni", "nausea", "sensazione di non riuscire a controllare le situazioni", "essere sul punto di impazzire", "forti dolori" ritenuti dalla stessa (cioè dalla donna, eh eh!!!) indizio di grave malattia) una donna di 20 anni si reca presso un servizio pubblico.
La giovane racconta di frequentare il 2° anno di università, di avere difficoltà ad organizzare i tempi di studio, di non essere al passo con lo studio, in confronto ai suoi compagni, laddove durante la scuola superiore aveva sempre riportato ottimi risultati. Riferisce, inoltre, di essere fidanzata da 5 anni con un ragazzo più grande di lei di 3 anni, che frequenta la scuola superiore, con il quale le cose "non vanno tanto bene" e al quale rimprovera "di non voler crescere". Proprio durante le discussioni col fidanzato sono comparsi i primi sintomi, i quali sono continuati e divenuti tali che ora la donna tende ad evitare attività sociali (ad es. frequenza di lezioni affollate, uscite in locali e cinema).
Dalla lettura del caso proposto, si evince che la giovane donna provi ansia e preoccupazione da circa un anno,1) relativamente al suo stato di salute, a causa dei sintomi presenti, manifestatisi per la prima volta durante le discussioni col fidanzato, (per il quale ha anche compiuto accertamenti che non hanno avuto riscontro organico),2) relativamente alla sua carriera universitaria; 3) relativamente alla sua storia col fidanzato.
Con tutta probabilità, la donna ha difficoltà a controllare le sue preoccupazioni, circostanza che l'ha spinta ad un consulto medico prima, cui sono seguiti accertamenti dal punto di vista organico, ed ad un consulto psicologico poi. La giovane vive senz'altro una situazione di disagio e difficoltà nel funzionamento sociale e universitario (=scolastico), data la sua difficoltà nell'organizzare i tempi di studio ((((((mi chiederei,per difficoltà di concentrazione/vuoti di memoria????????))))
Considerando gli elementi forniti, la mia ipotesi diagnostica si orienterebbe verso un disturbo d'ansia, più precisamente Disturbo d'Ansia Generalizzato.
Tuttavia, gli elementi forniti non sarebbero sufficienti da soli a diagnosticare tale disturbo; consiglierei dunque di effettuare ulteriori approfondimenti diagnostici. Dato che i sintomi si sono manifestati durante le discussioni col fidanzato, che si suppone essere una figura di riferimento per la giovane, esplorerei le tematiche della dipendenza e della separazione-individuazione, così come i vissuti rispetto al fidanzato. Indagherei, inoltre, altri aspetti della sintomatologia ansiosa (presenza di irrequietezza, facile affaticabilità, difficoltà di concentrazione e vuoti di memoria, irritabilità,tensione muscolare, alterazione del sonno) e approfondirei la natura delle preoccupazioni dell'utente.
Qualora l'ipotesi diagnostica principale fosse confermata dagli approfondimenti diagnostici effettuati, in qualità di psicologo, consiglierei una terapia espressiva ad approccio psicodinamico, per favorire il processo di separazione-individuazione e per rendere l'utente maggiormente consapevole, rielaborando la tematica della dipendenza; inoltre, solleciterei l'utente a familiarizzare con tecniche di rilassamento.
Che ne dite???? Ciao!!!
Le aree tematiche sono state approfondite benissimoPer la sintomatologia non avevo considerato questo disturbo, effettivamente mi hai dato uno spunto..
Io invece avrei ipotizzato un disturbo di panico (occorre indagare se i sintomi compaiono all'improvviso e raggiungono il picco entro 10 minuti dall'insorgenza, la presenza di implicazioni conseguenti all'attacco ci sono visto il ricorso ai medici e al timore di avere una malattia e alla paura di poter impazzire) con agorafobia (tende ad evitare i luoghi affolati).
Poi pensavo sia al suo mettersi a confronto e in competizione cn i colleghi e ad anche al fatto che critica il fidanzato dicendo che deve crescere che siano delle caratteristiche di personalità da indagare.. orientata verso il dovere? Perfezionismo? Esperisce sentimenti di inadeguatezza nei confronti dei colleghi? Su questo nn sono sicura..
che ne pensate?
anch'io avevo pensato ad un disturbo di panico con agorafobia, perchè la ragazza durante le discussioni col ragazzo inizia ad avere sintomi di tipo panico (perchè non è capace digestire l'ansia, probabilmente perchè non dispone di un oggetto interno buono) e successivamente a queste sviluppa un evitamento di alcune situazioni comefolla, locali cinema, quindi sviluppa l'agorafobia in seguito agli attacchi (bisognarà accertare la frequenza di questi) in più in seguit a questi modifica ilproprio comportamento (evitamento di diverse situazioni). poi non so altri suggerimenti?
Sono d'accordo con te piper&flower.
Su questo caso invece ho tanti dubbi.. è sintetico e forse per questo più difficile, non dà molti elementi informativi.
Giovanna, 27 anni, chiede un appuntamento al Consultorio Familiare.
È sposata da 4 anni ed ha una figlia di 2 mesi.
Il pediatra le ha consigliato di chiedere aiuto ad uno psicologo perché l'accudimento di Elena è diventato molto difficile da quando, soprattutto di notte, la bambina, preda di coliche, piange per lunghe ore.
Giovanna si sente impotente e ha anche accessi di rabbia che cerca di controllare.
Giovanna racconta di essere stata molto contenta della sua gravidanza anche se era forte la preoccupazione di giungere in buone condizioni al parto.
Giovanna, con gli occhi pieni di lacrime, dice di aver perso il suo primo figlio al 5° mese di gravidanza, circa un anno fa.
Descrivere:
• la possibile area di sofferenza;
• la conseguente pianificazione dei colloqui;
• una plausibile modalità di restituzione comprensiva anche delle indicazioni di un eventuale successivo intervento.
ragazze ma come iniziate a scrivere???so che può sembrare banale....ma mi sto cervellando su come poter iniziare...e poi quanto lungo deve essere questa volta?????perchè non ho capito se dobbiamo fare finta di scrivere una ipotesi diagnostica o spiegare passo passo cosa stiamo facendo e perchè.....cioè la confusione è sempre di più!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!...........grazie!!!!!!
ragazze ma come iniziate a scrivere???so che può sembrare banale....ma mi sto cervellando su come poter iniziare...e poi quanto lungo deve essere questa volta?????perchè non ho capito se dobbiamo fare finta di scrivere una ipotesi diagnostica o spiegare passo passo cosa stiamo facendo e perchè.....cioè la confusione è sempre di più!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!...........grazie!!!!!!
Ciao! si potrebbe cominciare : Per le finalità richieste farò riferimento al DSM-IV TR..... Per la lunghezza, da indicazioni date da Lancioni negli anni scorsi e da quanto indicato in tracce degli anni precedenti, o anche in altre università, la lunghezza ideale consigliata e suggerita è di due facciate. in bocca al lupo a tutti noi!!!!
potrebbe essere depressione (forsepost partum) perchè la donna ha subitoun evento traumatico (perdita del primo figlio) e probabilmente questo lutto non è stato elaborato, infatti, in seguito aciò la donna è eccessivamente preoccupata che al secondo parto tutto vada bene, inoltre, il sentirsi impotente e l'aggressività mi fanno pensare alladepressione. oppure disturbo post traumatico da stress? perònon c'è traccia di un eventuale intrusionedei pensieri, evitamento e aumento dell'arousal! voi che dite?
Secondo me è come hai ipotizzato per prima, piper&flower , depressione post partum.. Grazie per l'indicazione, mi lasciava un po' perplessa come traccia..
Ma per per gli approfondimenti diagnostici come vi regolate.. approfondite dal punto di vista psicodinamico, tipo funzione dell'io, relazioni oggettuali, funzionamento del sè ecc.. ?