Ciao, Lorenzo. Normalmente dinanzi al disagio psichico e soprattutto nel nome del concetto di "minimo danno" arrecabile al giovane, il giudice applica la misura cautelare degli arresti domiciliari. Se concessi dopo un periodo di detenzione, rappresentano la risposta del giudice al bisogno di tutela psicologica del detenuto imputato.
Puoi comunque fare "il tuo" producendo una relazione scritta sulla condizione psicofisica del giovane, da consegnare al suo avvocato che provveda a recapitarla con le dovute richieste al giudice. E' importante che tu scriva quale sarebbe a tu avviso la misura cautelare che meglio risponderebbe ai suoi bisogni. Considera che per essere eventualmente presa in considerazione dal giudice non bastano ansia o depressione, ma che sia evincibile, dalla condizione da te rilvata, un rischio suicidario.