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Discussione: scelte professionali..

  1. #16
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
    Data registrazione
    23-06-2005
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    63

    Riferimento: scelte professionali..

    La tematica riguardante l'omeopatia e l'utilizzo dei prodotti di cui i medici omeopati si avvalgono nelle loro prescrizioni è certamente materia molto controversa in ambito medico. Ciò è dovuto soprattutto alla mancanza di una chiara spiegazione dei meccanismi di azione attraverso i quali questi agiscono. Quello su cui non vi è dubbio è comunque il fatto che questa pratica medica possa vantare moltissimi anni di esperienza clinica da parte di chi la utilizza; oltre, in anni più recenti, di molte ricerche cliniche e sperimentazioni, anche su animali in omeopatia veterinaria. La pretesa di liquidare l'attività di questi professionisti, con una solida formazione scientifica alle spalle, come cialtroni e imbonitori, è prevalentemente espressione di bieca ignoranza da parte di persone convinte di parlare in nome della scientificità delle proprie asserzioni. In realtà si limitano a fare sfoggio di castronerie come quelle dello zucchero in acqua calda, non avendo la minima cognizione dell'argomento oggetto di discussione.
    Ultima modifica di ParanorWill : 03-11-2011 alle ore 14.24.02

  2. #17
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: scelte professionali..

    Ma poi io dico: perchè non pensiamo ai cavoli nostri? Come se non avessimo già abbastanza problemi e cialtroni nella nostra stessa categoria, qualcuno ha la presunzione di giudicare il lavoro di omeopati, psichiatri, medici di base, senza capire niente di omeopatia, psichiatria e medicina... A questo punto perchè non giudichiamo anche il lavoro degli ingegneri e non andiamo a correggere i loro calcoli per la costruzione dei ponti?

  3. #18
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    13-10-2010
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    72

    Riferimento: scelte professionali..

    Vedo che con la retorica te la cavi molto bene ninfaverde! Cerchi di includermi in chi giudica tutto il mondo, quando io sto giudicando solo l'omeopatia, materia di cui ho letto abbastanza per essermi fatto la mia idea stabile.

    Ammetto che non conoscevo il percorso che deve compiere un omeopata, e sinceramente sono molto incuriosito da tutta la faccenda. Per me l'omeopata è un ciarlatano per definizione e se è una figura regolare della formazione italiana, o devo cambiare la mia definizione di omeopata, o cambio in peggio quello della formazione. E non è da escludere la seconda....

    Ma vediamo le argomentazioni: per iscriversi al corso di tre anni da omeopata è necessario essere un medico. Vorrei immaginare un paragone: domani mi invento un corso di telepatia della durata di 10 anni, e metto dei paletti per le matricole, devono avere 5 lauree per entrare, questo non avvalora il corso ma solo i criteri di iscrizione. Quindi potrebbe benissimo essere un corso serio, ma con argomenti miseri, come quelli che già conosco sulla materia.

    Per chi sostiene che l'omeopatia funzioni invito a portare dei dati che avvalorano le tesi in questione, perchè fino ad oggi non è stato superato il traguardo dell'effetto placebo.

    Ho trovato questo articolo con centinaia di commenti a procedere, sia pro che contro, per chi non si è ancora fatto un'idea. http://leganerd.com/2011/09/07/omeop...ali-dei-denti/

  4. #19
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: scelte professionali..

    Adesso voglio invitare i medici che ci stanno leggendo (prego che qualcuno per sbaglio sia finito qui) ad esprimere la loro più sincera considerazione sulla validità della consulenza psicologica e vedi cosa ti risponderà la maggior parte di loro. Conclusione: il mondo è pieno di pregiudizi, a volte di giudizi frettolosi e troppo superficiali, che non abbiamo la premura di approfondire. Pensiamo a fare bene il nostro lavoro che a fare gli omeopati ci pensano loro! Poi se questa è una tua opinione che scrivi qui va benissimo, però non fare l'errore nel caso ti capiti un paziente che usa l'omeopatia di dare del ciarlatano a nessuno, potrebbe essere molto spiacevole. Tutto qui.

  5. #20
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    13-10-2010
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    72

    Riferimento: scelte professionali..

    No ti sbagli, io ho approfondito, e proprio per questo mi sono fatto una certa idea! Certo quando ci sono degli interessi che vengono meno se si esprime il proprio pensiero intimo, non lo si può esprimere. Altre volte le esperienze bloccano la critica razionale: persone miracolate (diciamo fortunate), criticano meno, così come chi ha una figura di riferimento nell'ambito (un padre ad es), o la prospettiva di uno svantaggio blocca il naturale corso dei pensieri verso certe assurdità senza prove!

    Mi metto comodo ad aspettare qualche fanatico della materia che mi reputa un pericolo...

  6. #21
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
    Data registrazione
    23-06-2005
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    63

    Riferimento: scelte professionali..

    Sostieni di essere una persona che ha approfondito l' argomento. Posizione alquanto curiosa, devo dire, per qualcuno che prima che glielo facessero sapere nella discussione su un forum sembrava non distinguere naturopatia da omeopatia, ne sapeva che gli omeopati fossero dei medici...
    Se cerchi ricerche cliniche sull'efficacia dei trattamenti omeopatici puoi trovarle persino su internet...vedi pubmed. Ma nel sentire affermazioni così perentorie quanto completamente infondate appare persino futile continuare in discussioni di questo genere...

  7. #22
    Partecipante
    Data registrazione
    29-10-2011
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    47

    Riferimento: scelte professionali..

    Come ho già detto, personalmente non credo nell'omeopatia o meglio, non credo nella reale efficace dei vari medicinali omeopatici. Ho un conoscente omeopata, che mi ha spiegato come alla base dell'efficacia della cura ci sia la relazione medico-paziente. Il farmaco da solo non serve. E da una sommaria descrizione di come si svolgono le visite dall'omeopata mi pare che non ci si discosti molto da una seduta dallo psicologo. Per cui non metto in discussione l'efficacia delle cure omeopatiche, solo che in base ai dati che ho a disposizione, mi sembra ragionevole pensare che questa efficacia sia dovuta più che altro ad un effetto placebo, o alla suggestione esercitata da una figura particolarmente carismatica, oppure al senso di benessere e liberazione che derivano dal potersi trovare davanti ad una persona con cui poter parlare delle proprie questioni personali.
    Ultima modifica di edobianchi : 03-11-2011 alle ore 22.39.40

  8. #23
    Partecipante Affezionato
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    13-10-2010
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    72

    Riferimento: scelte professionali..

    Non ho mai mischiato le due discipline. E' una tua distorsione percettiva che operi su quello che scrivo! Sei invece molto esperto in tema di infondatezza, deduco che fai parte della categoria dei diluitori senza fine di acqua e zucchero..
    Inoltre hai fissato il concetto di "profondità di conoscenza" dulla materia sul sapere o no che i corsi di laurea hanno delle iscrizioni post laurea in medicina.
    Credo che il concetto vada fissato sugli argomenti della materia invece, dove ho già capito quanto c'è da capire..

    Ad esempio una meta-analisi di The lancet del 2007 su 220 casi clinici non dimostra alcuna efficacia oltre l'effetto placebo.

    Ha ragione edobianchi, questo è quello che succede: dal medico si ha spesso un clima asettico, freddo e distaccato, nelle altre figure in questione si ha più interesse e coinvolgimento da parte del professionista, questo coinvolge il paziente che si sente ascoltato.

    Chi dovrebbe fare questo? bravi ci siete arrivati subito---> lo psicologo!
    Perchè si il paziente si sente ascoltato, ma come si valuta la qualità dell'ascolto? Immaginate una signora che parla dei suoi disturbi fisici ad un omeopata che con grande attenzione la rilassa e le consiglia di sbarazzarsi delle sue aspirine. Quello che sta avvenendo è il problema controverso in molti campi: come influisce l'ascolto in questa signora? quali meccanismo sblocca che la fanno guarire? come funziona l'autoconvincimento? quali sono i limiti? Bene non credo che l'omeopata coinvolto nella scenetta abbia di questi pensieri, ma gode della sua pseudoscienza, si compiace dei suoi metodi senza nessuna indagine per la verità. In una consulenza psicologica i pensieri di chi sta di fronte alla signora sono ben altri e molto più complessi. Già che non sono su quanto adrà diluito il principio attivo del medicinale li distingue nella scala di scientificità.

    Credo che è nell'interesse di ogni psicologo vincere la competizione con figure parallele che svolgono un surrogato del mestiere, per tutti quelli che dicono: non c'è problema, ognuno fa il suo e siamo tranquilli. Sono occasioni perdute!

    Figuriamoci, ho anche lasciato la facoltà e non dovrei avere interesse personale! Ma solo per difendere la scienza e l'intelligenza vale la pena andar contro certe teorie!
    Ultima modifica di Giulio_MZI : 03-11-2011 alle ore 23.23.43

  9. #24
    Banned
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    14-01-2009
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    Riferimento: scelte professionali..

    che assurde generalizzazioni, edobianchi e GiulioMzi .
    Scardinate una professione e professionisti che nemmeno conoscete.
    Scambiare un omeopata per una sorta di sciamano carismatico, bhè, davvero un insulto a chi studia questa disciplina dopo anni e anni di impegno e ricerca. Certo, come in ogni categoria può esserci il professionista serio e quello meno serio, ma non fate di ogni erba un fascio!
    Ultima cosa: se vi interessa la mia personale esperienza posso assicurarvi che l'omeopata al quale anni fa si era rivolto mio padre (persona assolutamente non influenzabile, non suggestionabile ) l'ha curato da una dermatite che nemmeno il dermatologo più conosciuto della città era riuscito a curare . Una persona molto pragmatica e ben distante da presunte caratteristiche persuasive,carismatiche di vostra immaginazione. Oltretutto i farmaci omeopatici vengono venduti in farmacia e non credo proprio che si venda acqua fresca-effetto placebo!
    Ultima modifica di Haidy2009 : 04-11-2011 alle ore 10.52.25

  10. #25
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: scelte professionali..

    E' determinante invece conoscere il percorso di studi e la formazione di un professionista per potersi formare un'opinione che non consista solo in fumo, sentiti dire e pregiudizi! Un medico omeopata spesso e volentieri ha un'altra specializzazione, quindi non ha alcun interesse a vendere granuli di zucchero se un paziente ha bisogno di altro o ha una malattia che va curata in modo diverso. Conosce bene i farmaci e sa quando prescrivere cure omeopatiche e quando invece è necessaria la collaborazione o l'invio ad altro specialista. E' come uno psicologo che fa consulenza, se gli si presenta un caso problematico o che deve fare psicoterapia sa riconoscere il proprio limite (e quando non lo fa non è colpa della psicologia come disciplina, ma della persona incompetente) e sa fare un invio!
    E' proprio diverso l'approccio rispetto ad un naturopata o a vanna marchi, perchè una persona che non ha una formazione medica non sa neanche dove mettersi le mani per inviare il paziente o ipotizzare una diagnosi. Se hai la base medica, sei in regola... Il resto è una tua opinione che non ci interessa.
    Ultima modifica di ninfaverde : 04-11-2011 alle ore 11.04.09

  11. #26
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
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    Riferimento: scelte professionali..

    Citazione Originalmente inviato da Giulio_MZI Visualizza messaggio
    Non ho mai mischiato le due discipline. E' una tua distorsione percettiva che operi su quello che scrivo! Sei invece molto esperto in tema di infondatezza, deduco che fai parte della categoria dei diluitori senza fine di acqua e zucchero..
    Inoltre hai fissato il concetto di "profondità di conoscenza" dulla materia sul sapere o no che i corsi di laurea hanno delle iscrizioni post laurea in medicina.
    Credo che il concetto vada fissato sugli argomenti della materia invece, dove ho già capito quanto c'è da capire..

    Ad esempio una meta-analisi di The lancet del 2007 su 220 casi clinici non dimostra alcuna efficacia oltre l'effetto placebo.

    Ha ragione edobianchi, questo è quello che succede: dal medico si ha spesso un clima asettico, freddo e distaccato, nelle altre figure in questione si ha più interesse e coinvolgimento da parte del professionista, questo coinvolge il paziente che si sente ascoltato.

    Chi dovrebbe fare questo? bravi ci siete arrivati subito---> lo psicologo!
    Perchè si il paziente si sente ascoltato, ma come si valuta la qualità dell'ascolto? Immaginate una signora che parla dei suoi disturbi fisici ad un omeopata che con grande attenzione la rilassa e le consiglia di sbarazzarsi delle sue aspirine. Quello che sta avvenendo è il problema controverso in molti campi: come influisce l'ascolto in questa signora? quali meccanismo sblocca che la fanno guarire? come funziona l'autoconvincimento? quali sono i limiti? Bene non credo che l'omeopata coinvolto nella scenetta abbia di questi pensieri, ma gode della sua pseudoscienza, si compiace dei suoi metodi senza nessuna indagine per la verità. In una consulenza psicologica i pensieri di chi sta di fronte alla signora sono ben altri e molto più complessi. Già che non sono su quanto adrà diluito il principio attivo del medicinale li distingue nella scala di scientificità.

    Credo che è nell'interesse di ogni psicologo vincere la competizione con figure parallele che svolgono un surrogato del mestiere, per tutti quelli che dicono: non c'è problema, ognuno fa il suo e siamo tranquilli. Sono occasioni perdute!

    Figuriamoci, ho anche lasciato la facoltà e non dovrei avere interesse personale! Ma solo per difendere la scienza e l'intelligenza vale la pena andar contro certe teorie!
    A questo punto siamo veramente al ridicolo. Non solo ti ho segnalato l'esistenza di ricerche cliniche al riguardo. Ti ho anche detto dove è possibile in generale andarle a cercare. Cosa che ovviamente tu, quello che ha approfondito l'argomento ed è convinto che i medici omeopati siano una sorta di sciamani andini che non sanno neanche cosa sia una facoltà di medicina, non ti sei neppure lontanamente preoccupato di verificare.
    Riguardo la tanto sbandierata meta-analisi pubblicata sulla rivista Lancet, se ti fossi preoccupato di analizzare la questione oltre il sensazionalismo di qualche telegiornale, avresti saputo quanto sia stata in realtà contestata nel metodo. La maggior parte delle ricerche cliniche prese in considerazione sono state condotte con criteri di prescrizione e somministrazione dei preparati che con l'omeopatia non avevano nulla a che vedere. Non a caso la prescrizione di un prodotto omeopatico avviene sulla base di un' accurata valutazione clinica individuale. Ma di questo ovviamente la superficialità della stampa generalista e di chi non pensa di doversi informare minimamente per farsi un'idea, non possono tenerne conto. Questo a proposito di esperti di infondatezza.
    A titolo di semplice informazione, non rientro nella categoria dei cosiddetti "diluitori di acqua e zucchero" alla quale nella tua povertà di tesi argomentative mi hai inserito; tra l'altro esistente solo nelle tue distorsioni percettive. Sono semplicemente una persona alla quale piace informarsi prima di sputare sentenze.

  12. #27
    Partecipante Affezionato
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    13-10-2010
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    Riferimento: scelte professionali..

    E' chiaro che è sempre relativo il concetto di approfondire un argomento, non posso raggiungere il livello massimo perchè non ho studiato per intero la materia.
    Proverò, per vostro rispetto, ad approfondire di più e continuare a cercare oltrepassando lo spesso muro di inesistenza di prove e teorie bizzarre che già possiedo.
    La mia decisione però si basa su:
    -escludere l'evidenza di un singolo caso di persone significative che conosco
    Il fatto che si guarisce per una dermatite dopo che c'è stato l'intervento di un omeopata non spiega come la dermatite è passata, non da significato alle cause, non indaga i processi, da solo una correlazione di causa-effetto, per cui l'effetto potrebbe non essere causato da quello che si pensa.
    -non considerare le ricerche su pubmed
    E' un database libero, domani potrei inserire dei dati su una personale ricerca sugli asini volanti, nessuno la vaglierebbe prima di inserirla ne è assicurato un controllo nello svolgimento, stesura dei dati ecc.
    -non tenere in considerazione gli anni o il titolo di studio
    ripeto distolgono dalle cose importanti che sono i meccanismi e le cause dei fenomeni


    Visto che ci sono vari esperti in materia approfitto subito per farmi indirizzare su una ricerca che mi illumini dal mio buio di scetticismo.

    Puoi portarmi una ricerca statisticamente significativa a doppio cieco su una metologia/farmaco usato comunemente in materia?

  13. #28
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Tenaciaa
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    Riferimento: scelte professionali..

    Citazione Originalmente inviato da donatidott Visualizza messaggio
    buongiorno a tutti!
    avrei bisogno di un consiglio.. mi hanno proposto una collaborazione nell'ambito di un centro polispecialistico "alternativo" nel quale lavorerebbero professionisti omeopati, naturopati, ecc. Non so che immagine potrei dare della psicologia lavorando in un centro di questo tipo....

    Non capisco il tuo problema.
    Non c'è nulla di degradante a collaborare con queste figure professionali, alla fine sono medici mica cartomanti!
    Mi sembra un'interessante proposta, fossi in te non me la lascerei sfuggire, penso sia formativa! xD
    Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio, il bisogno – Voltaire

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