• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 9 di 28 PrimoPrimo ... 789101119 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 121 fino 135 di 418

Discussione: Io sono la tigre

  1. #121
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    che poi, tutto sommato, anche se siamo Ot, questa è la parte più affascinante di una psicoterapia, qui non ne parlano mai, ma in fondo posso testimoniare che ciò che affascina non è la teoria, ma quello che accade in una seduta, al di là che uno poi razionalmente ci creda o no.

    La sospensione dell'incredulità che uno prova in quella sede, come quando ti immergi a fondo nella lettura di un libro o nella visione di un film.

    Dimentichi la realtà circostante e dài per vera la vicenda.

    Poi non parlano mai di sogni, un'altra cosa che affascina la gente in seduta.

    Zono un po' nazional-popolare, ma inzommaaa

  2. #122
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Piuttosto i filosofi dicano che l'inconscio è una sciocchezza, e che non esiste nessun "fantasma".. moh.
    Non esiste l'inconscio? L'inconscio è come la nebbia (ricordi quella battuta di Totò?), quando c'è non si vede ... e quando non si vede c'è. Non esiste nessun fantasma? L'hanno detto i filosofi? Oddio, sta a vedere che ci toccherà cancellare la festa di Halloween adesso ...
    Ciao

  3. #123
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
    Data registrazione
    27-12-2009
    Messaggi
    549

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Beh lalangue ma se è un motore immobile che cerco davvero, ed è una cazzata immane (come dice il tipo bassino coi baffetti ), che non sta né in cielo né in terra, semplicemente restano spaccate e fratturate le cose che desidero davvero aggiustare, vivo male e basta, è inutile pararsi dietro ad espressioni come "elaborazione del lutto", se il malcontento in me lo produce sia il lutto che le sue possibili elaborazioni, secondo le psicoterapie varie che si so inventate 'ste cose, come lo si dovrebbe curare questo male?

    A me basterebbe pure 'na pensione senza rischiare di finire in galera, ho chiesto ma mi è stato detto che sono troppo sano per pretenderla, insomma qua nel mio caso si va nel pratico, un modo per campare abbastanza bene ed avere mezzi di sostentamento buoni non ce l'ho, se mi si dice "ma un motore immobile per produrre denaro non c'è, devi metterti a lavorare" non resto poi così soddisfatto, questa mancanza resta tale, ma è una mancanza di consapevolezza? Che c'entra in tutto questo?

    Cos'è che non comprendo in questo quadro, si può sapere? Che inconsciamente "in realtà" non vedo l'ora di mettermi a lavorare?

    L'unica consapevolezza che c'ho, è che sparo un sacco di cavolate (associazioni più libere di queste non ne so mettere insieme ). Ma vi siete accorti che studiare la psicoanalisi somiglia molto allo studio delle scienze occulte? "Avvicinarsi alla "O" di Bion" (Cose di scienza, Carmelo... Cose Fondamentali...) non somiglia ad espressioni come "avvicinarsi al primo motore immobile"?

    Cagliostro ai suoi tempi credo fosse un guaritore, non è che siete molto lontani da queste figure . Il termine "profondo" è sempre al centro di certi discorsi analitici, "Scienze Esoteriche"... "Analisi Del Profondo"... "Cambiamento profondo"... Ma io 'sta profondità non la vedo, e la verità per me è sempre un qualcosa con la v minuscola.

    Io vorrei riuscire ad avvicinarmi ed avvicinare una bella tipa che non rompa troppo le scatole, che m'apprezzi così insomma, di 'sta "O" di Bion (Che mi viene in mente sempre il film Histoire d'O ) e di tutta la saggezza del mondo di questi maestri qua, io che me ne faccio? E voi, soprattutto, che ve ne fate?

    Certo è divertente recitare, far la commedia, come in questo film, però oltre a questo non è che si può aggiungere che tutto questo faccia guarire, oppure che modifichi la vità da così a colà e cose del genere. Se accetto 'sto gioco ed arrivo a dire come volete che sono consapevole, che succede? I problemi e le cose che non mi stanno bene si mettono a posto?

    P. S. Comunque 'sta scena è troppo divertente . 'Sto film dei creatori di Cinico TV non l'ho visto. Il tipo che vien posseduto dallo spirito di Cagliostro (così ho afferrato insomma da quel che hanno detto) ha lo stesso strabismo dell'attore che interpretava l'aiutante dello scienziato in Frankenstein Junior. Poi i classici fulmini da film dell'orrore e la bava tipo "l'Esorcista" mischiati a questo bianco e nero coi due tipi un po' alla Ciccio e Franco ed il terzo bassino, scettico e scocciato da tutta 'sta messa in scena, m'hanno fatto schiattare. I tre cineasti-cinematografari .

    Un saluto


    "...intellettuale e... e spirituale... possano..."

    Che me ne faccio io di tutta questa scienza? Mi serve per il dopo. Bion ha inventato tutto un apparato teorico per non impazzire. Più o meno ce l'ha fatta. Reduce di guerra, è stato l'unico del suo gruppo a tornare vivo e ad essere insignito di una onorificenza al Valore Militare. In compenso si è portato dentro la morte e la follia della guerra, oltre alle difficoltà già avute con la sua famiglia. Le sue analisi con Rickman e con Melanie Klein, il suo lavoro come psichiatra e psicoanalista e tutta la sua vita successiva sono improntate alla comprensione del disagio psichico e della sua elaborazione (se il disagio sia più il suo o quello delle persone che incontrava, è tutto da definire). La sua ricognizione nel suo stesso psichismo è decisamente più affascinante e meno taciuta di quella di Freud, per citare il primo che mi viene in mente. Le fondamenta freudiane e l'arredamento kleiniano sono evidenti, ma l'architettura e il gusto sono tutti bioniani, soprattutto nel disegnare nuovi spazi psichici da annettere all'edificio psicoanalitico.
    L'atteggiamento di Bion è vicino a quello della Daseinsanalyse, per certi versi: l'osservatore diventa l'osservato, si immerge completamente nel suo mondo. La seconda parte riguarda la teoria, cioè il modo in cui trattare il materiale psichico emerso.
    Ultima modifica di lalangue : 07-11-2011 alle ore 23.37.17
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  4. #124
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
    Data registrazione
    14-03-2011
    Messaggi
    163

    Riferimento: Io sono la tigre

    Che tipo di verità si intende in psicoanalisi quella spirituale esistenziale in senso ampio o quella intrapsichica che porta alla coscienza e alla conoscenza dei motivi del disagio e ha solo quella finalità e magari non ricerca altro. Ciao

  5. #125
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da lalangue
    Bion ha inventato tutto un apparato teorico per non impazzire.
    Perché bisogna evitare di impazzire in certi sensi?
    La pazzia in fin dei conti è uno stato come un altro, io più che evitare la pazzia vorrei esser più felice secondo il mio senso.
    Certo che se voler essere più felici per gli psicoterapeuti è una forma di pazzia e bisogna costringere tutte le persone ad "elaborare certi lutti", che significa rassegnarsi senza lamentele a certe cose sgradevoli e al fatto che più felici non possono esserlo, allora sono matto da legare e pazzo già lo sono, ma un sistema per correggere questa pazzia a me personalmente a cosa potrebbe mai servire? E agli altri "matti" serve? Quel che mi disturba e che a me dà noie, non è la mia pazzia, cioé questa pazzia qua, ma altro.
    Si costruisce un apparato di idee ed emozioni per evitare di avere altre idee e altre emozioni? Ma perché queste altre le si vuole evitare? Continua a sfuggirmi il vero senso della cosa.
    Si suppone che vengono create resistenze contro la verità, ma dall'altro lato si cercano di creare resistenze contro la "pazzia", che potrebbe essere magari un modo più vero di osservare come stanno le cose, certo poi "guardare come stanno" può essere ritenuto folle. Ed il gioco si ribalta specularmente. Il matto cerca di curare chi è sano verso la sua malattia mentale.

    Io i cosiddetti matti cerco di non evitarli perché sono matti, e nemmeno cerco di "correggerli" dalla loro presunta "malattia". Tutti gli amici che conosco ora sono ritenuti tutti disturbati in qualche modo.

    Perché vedete la pazzia come il sommo male, quando poi il male per le persone comuni in genere è tutt'altro? Si dice a qualcuno "quel tale fa lo scemo per non andare alla guerra", ma cos'è più folle? Far lo scemo per non andare in guerra o andarci davvero?

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 08-11-2011 alle ore 21.13.44

  6. #126
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    13-10-2010
    Messaggi
    72

    Riferimento: Io sono la tigre

    Ho messo in "incubazione" gli interessanti ragionamenti che ho letto sul post, vediamo che nasce! Tra qualche tempo rimetto un po' di carne al fuoco..

    Solo un commento, mi sorprende come alcuni ragionamenti scaturiti in me li ritrovo molto simili in persone che non conosco e magari partendo da altri presupposti, mi convinco sempre di più che di ragione ce ne è una sola, e ci si arrivi un po' tutti a certi punti. Sono molto interessanti i tuoi interventi char_lie, se incontri grandi problemi è perchè fai ragionamenti complessi.

  7. #127
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    Infatti le persone semplici sono quelle che non si attorcigliano in ragionamenti super intelligenti, e stanno meglio!

    Non so come facciano gli psiconalisti a stare bene, con tutti quei Bion!

    e soprattutto, come facciano a trovare donne che li sopportino
    Ultima modifica di complicata : 08-11-2011 alle ore 13.01.24

  8. #128
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    Perchè non aprite il thread " Intervista con lo psicoanalista e/o col filosofo"?

    Sarebbe interessante!

    Faccia a faccia alla Chiambretti.

  9. #129
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    A me in seduta hanno sempre insegnato che bisogna svuotare la mente da troppa sapienza, come nella parabola zen della tazza di tè troppo colma, che trabocca, e quella è la via dell'accoglimento, della comprensione.

    una persona che ha sempre da ribattere, è piena, non ha posto per apprendere altro di nuovo, non ha spazio, ecco.

    Solo un bambino può rendere l'idea.

  10. #130
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    Che tipo di verità si intende in psicoanalisi quella spirituale esistenziale in senso ampio o quella intrapsichica che porta alla coscienza e alla conoscenza dei motivi del disagio e ha solo quella finalità e magari non ricerca altro. Ciao
    La tua domanda è molto interessante e conduce direttamente al cuore stesso del soggetto: qual’è la sua “verità”, quale il senso della sua vita, per che scopo vivere? E’ una grande domanda, a cui non è facile rispondere, sicuramente meriterebbe una risposta ben più autorevole di quella che potrei darti io in questa sede.
    Proverò lo stesso a dire qualcosa, magari ne nasce un discorso collettivo meno ingenuo e semplicistico di quello che posso fare io da solo.
    Io credo che lo spirituale esistenziale e l’intrapsichico, il particolare e l’universale, l’umano e il divino (o l’assoluto), l’individuale e il relazionale, debbano saldarsi insieme e trovare un punto di contatto come gli indici di Dio e di Adamo che tendono a sfiorarsi ne Il giudizio universale di Michelangelo.
    Quando nasciamo di “verità” ne troviamo già esistenti fin troppe, ci sono le verità religiose, quelle laiche, ci sono valori, obblighi, norme, regole, sanzioni, aspirazioni, desideri, ... , già pronti “prêt-à-porter”, a cui puoi dire di sì (magari con qualche lieve modifica estetica, con qualche ritocco, con qualche cenno di personalizzazione, magari credendoli profondamente e intimamente tuoi e non attinti dall’esterno), oppure puoi dire di no, per selezionarne altri (perché non si vive senza verità, la condizione di chi è senza alcuna verità è la stessa condizione di chi non aveva alcun responso dalle stelle, di chi era in uno stato di de-siderium, di chi era senza stelle, ed è una situazione di angoscia assoluta, quella che Heidegger chiama angoscia davanti al nulla).
    Viviamo in un grandissimo mega-store, un enorme super-market, dove le ”verità” sono esposte in bellavista nelle teche e nelle vetrine, seducenti nella loro confezione, ammiccanti, in attesa dell’acquirente che potrebbe essere ciascuno di noi.
    Lo scettico, il disincantato, il deluso, guardano alla miriade sterminata di verità che riempie loro gli occhi e si domandano: “ Che cosa è la verità?”. (Giovanni, 18, 38), come già fece Ponzio Pilato senza attendere risposta, di fronte al Cristo che gli diceva di essere venuto al mondo per rendere testimonianza alla verità.
    Abbiamo sempre creduto, e crediamo tuttora, che la verità sia un contenuto universale, qualcosa che ci giunge da chissà dove, dalle stelle, dal cielo, dagli dei, che sia nascosta nelle viscere della terra, basta solo seguirne le tracce, interpretare i segni, scovarne la scia, c’è una particola di verità in qualsiasi cosa, basta seguirla per arrivare all’intera verità ... una spasmodica ricerca senza fine, come hanno fatto i cabalisti ebraici, i monaci medioevali, gli alchimisti, gli scienziati illuministi, i teologi di ogni credo e di ogni religione.
    Istillare il desiderio di sapere nell’uomo è come far sorgere un’ansia che non troverà mai soddisfazione, perché ogni qualvolta crederà di aver trovato qualcosa, si accorgerà ben presto che ogni posizione di sapere, ogni supposto sapere (come ben sapeva Socrate e come ben sappiano noi psicoanalisti moderni), è letteralmente insostenibile.
    Per qualche decennio, sulla scia della grandi scoperte freudiani, sull’avallo autorevole degli psicoanalisti della prima generazione, si è lavorato con i pazienti per ricondurli in quella che si credeva la “verità” universale: l’Edipo. Tutti i problemi nevrotici venivano ricondotti a questo schema universale da cui poi derivava la sessualizzazione, la socializzazione e la moralizzazione dell’individuo.
    Lo schema era talmente ampio, così come ampio era il concetto di libido, che spaziava dal piacere della suzione infantile, al bacio, al soddisfacimento sessuale genitale adulto, all’educazione sfinterica, fino alla creazione artistica, che molti soggetti riuscivano a ritrovarcisi dentro e molti analisti sperimentavano la psicoanalisi, secondo il famoso mot française, come un système où tout se tient.
    E’ straordinario, però, notare come le analisi in fondo funzionassero lo stesso, altrimenti non saremmo qui a parlarne, la psicoanalisi si sarebbe infranta ben presto nella costellazione dove si infrangono le illusioni; nel breve giro di qualche decennio la psicoanalisi si è trovata ad avere dei dubbi su quella che credeva la finalità ultima del lavoro analitico e su ciò che pensava all’origine del disturbo nevrotico.
    Dubbi che si sono trasferiti ben presto nel chiedersi: ma se non è quello allora cos’è che funziona in ciò che facciamo? La situazione ben strana di avere uno strumento che funziona e di non sapere perché funziona e cosa funziona.
    Oggi si dice, in base a studi più approfonditi e rigorosi, che il fattore terapeutico fondamentale sia la relazione, ma la relazione è un concetto molto ampio per essere soddisfacente e si cerca di scendere nel particolare dello studio dei processi e dei micro processi analitici, cercando di cogliere micro-sequenze interattive senza perdere di vista la globalità del processo terapeutico.
    Adesso, anche laddove il termine Edipo sia ancora in uso, esso è svuotato dal suo significato sessuale originario (come accade in Lacan e in altre teorizzazioni psicoanalitiche recenti); la “verità” in psicoanalisi ha perso definitivamente qualsiasi connotato relativo ai contenuti universali e sui sta indirizzando sempre di più sui processi interattivi e relazionali.
    O meglio, verso quell’alterna danza creativa che coniuga auto ed eco regolazioni, espansioni diadiche della coscienza, ricerca di una sempre maggiore coerenza.
    Non importa quali siano le verità del soggetto, non importa cosa sceglie come suoi valori, cosa decide di fare, non importa nemmeno se ha o non ha verità, ciò che importa in analisi è che l’individuo riesca a trovare/creare (o meglio, co-creare insieme all’analista) delle verità confortevoli da abitare insieme agli altri e che le riesca a sentire sue.
    Un elemento però trovo fondamentale in questo lavoro (e qui Freud ritorna in una veste inedita), se mi chiedo cosa fa si che io scelga una cosa piuttosto che un’altra, che la faccia mia, che la arredi a mio piacimento, che mi disponga ad abitarla come soggetto, che mi sobbarchi insieme ad uno sconosciuto un lavoro profondo, che mi rivolterà come un calzino, che a fianco alle grandi e piccole soddisfazioni sarà anche faticoso, a tratti doloroso, sicuramente impegnativo più del Tour de France, l’unica risposta che mi do è: l’amore.
    Solo l’amore è il carburante più potente, la spinta più forte, lo stimolo più efficace, per il cambiamento: per amore del partner divento migliore di ciò che sono, per amore dell’amico sono stimolato a conoscere e ad esplorare mondi non miei, per amore dell’analista sono disposto a rinunciare ai miei sintomi e a trovare un equilibrio migliore.

    Ciao
    Ultima modifica di Megiston Matema : 08-11-2011 alle ore 19.39.12

  11. #131
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    A me in seduta hanno sempre insegnato che bisogna svuotare la mente da troppa sapienza, come nella parabola zen della tazza di tè troppo colma, che trabocca, e quella è la via dell'accoglimento, della comprensione.

    una persona che ha sempre da ribattere, è piena, non ha posto per apprendere altro di nuovo, non ha spazio, ecco.

    Solo un bambino può rendere l'idea.
    Un bambino o ... l' "analista senza memoria e senza desiderio" di Bion

  12. #132
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    Sempre pensato che debbano essere insopportabili,in realtà

  13. #133
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema
    E’ straordinario, però, notare come le analisi in fondo funzionassero lo stesso, altrimenti non saremmo qui a parlarne, la psicoanalisi si sarebbe infranta ben presto nella costellazione dove si infrangono le illusioni; nel breve giro di qualche decennio la psicoanalisi si è trovata ad avere dei dubbi su quella che credeva la finalità ultima del lavoro analitico e su ciò che pensava all’origine del disturbo nevrotico.
    Dubbi che si sono trasferiti ben presto nel chiedersi: ma se non è quello allora cos’è che funziona in ciò che facciamo? La situazione ben strana di avere uno strumento che funziona e di non sapere perché funziona e cosa funziona.
    Ma non s'è mai capito nemmeno chiaramente la funzione dell'attività psicoanalitica quale sia per la verità, come fate a dire che funziona?
    E' uno strumento per far cosa?
    Non solo non s'è capito cosa funziona, non s'è capito proprio a che serve di preciso, e comunque il non servire a qualcosa di specifico, come una cura medica per esempio, non significa svalorizzare l'attività in quanto tale.
    Lo sport a cosa serve? E guardare la partita in TV? Mica delle attività devono per forza migliorare la vita a chiunque, a chi piacciono di sicuro la migliora, ma di certo non le si può equiparare a cure.
    E' come dire "l'arte funziona, se no sarebbe sparita da tempo", ma la funzione dell'arte quale sarebbe per poter affermare che funziona? Funziona rispetto a cosa? L'arte è uno strumento per far cosa? Bisognerebbe fissare qualche scopo delimitabile abbastanza precisamente per dire che un'attività "funziona" o che è uno strumento per far qualcosa. Il qualcosa che dovrebbe esser raggiunto non si capisce in cosa consiste.

    Per me vi trovate in questa posizione scomoda rispetto al dover definire la funzione strumentale, perché avete voluto piazzare voi stessi la vostra attività (chiacchierare in una stanza in certi modi) nel settore "cure". Mo cosa cura, o al limite quale sia lo scopo che dovrebbe essere raggiunto, alla fine dovete chiarirlo voi stessi, il fatto che non sia sparita non dimostra che debba funzionare in maniera analoga ad una cura medica o che pure curi qualcosa. Produce cambiamenti? Beh ma in tal senso funziona un po' tutto, pure un meteorite che casca sulla casa produce cambiamenti significativi, dover traslocare altrove se si è ancora vivi.

    Per me è un'attività umana che si può affiancare alla poesia, all'astrologia, alla pittura, pratiche che forse non servono ad alcuno scopo preciso, non è mica vero che delle attività sopravvivono solo se ci sono scopi ben delimitati.

    Una persona che dipinge e vende i suoi quadri mica si trova nella posizione di dover giustificare la funzione svolta dai suoi dipinti! Qualcuno ci arreda l'appartamento qualcun altri ci filosofeggia sopra... Certo nel momento in cui affermasse che questi son capaci di far qualcosa di speciale allora poi dovrà giustificare il senso di queste affermazioni aggiuntive. La "quadro-cura funziona!" può sostenere qualcuno, se no chi campa vendendo quadri sarebbe sparito!

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 08-11-2011 alle ore 21.19.23

  14. #134
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
    Data registrazione
    27-12-2009
    Messaggi
    549

    Riferimento: Io sono la tigre

    La stanza d'analisi è uno dei pochi posti in cui uno può guardare a quello che succede nella sua mente (nel suo cuore, nella sua psiche, nella sua anima, a seconda delle inclinazioni) senza che qualcuno si metta a correggere. Al massimo, ci si guarda meglio. O ci si guarda dal dire, a discrezione dei partecipanti.
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  15. #135
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    La stanza d'analisi è uno dei pochi posti in cui uno può guardare a quello che succede nella sua mente (nel suo cuore, nella sua psiche, nella sua anima, a seconda delle inclinazioni) senza che qualcuno si metta a correggere. Al massimo, ci si guarda meglio. O ci si guarda dal dire, a discrezione dei partecipanti.
    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema
    Solo l’amore è il carburante più potente, la spinta più forte, lo stimolo più efficace, per il cambiamento: per amore del partner divento migliore di ciò che sono, per amore dell’amico sono stimolato a conoscere e ad esplorare mondi non miei, per amore dell’analista sono disposto a rinunciare ai miei sintomi e a trovare un equilibrio migliore.
    Per concludere... Per amore del partner mi metterei pure a lavorare... Giusto?
    Questo "migliore di ciò che sono" poi chi lo instilla dentro di te? Cos'è questo se non correggere? "se non fai così non ti voglio più bene"... 'Sta cosa non stride con quel che sostiene lalangue?

    Ma poi insomma ho letto spesso l'espressione "resistenza alla guarigione", questa espressione guardate che andrebbe analizzata davvero e non psicoanaliticamente. Una persona deve esser in sostanza convinta a "guarire"?

    E come la si può convincere? "seducendola" con un po' d'amore simbolico?

    Già, dimenticavo, si muore anche per l'amore che si prova per la Patria... Amore simbolico appunto, non si vede una carezza in questi casi e si parla d'amore, e con qualcuno 'ste cose funzionano davvero, viste le persone che per questo si sono immolate. Comunque fino a che una persona (e che sia una bella donna) amore non me ne dimostra davvero e molto, se lo può scordare che io fatichi tanto per qualcosa di così fittizio.
    Cosa mi dà concretamente in cambio un analista per pretendere che io metta a soqquadro in modo così spiacevole la mia esistenza volontariamente?
    Per costringermi o persuadermi a far certe cose un pochino più volentieri, d'amore ed attenzioni in cambio ce ne vorrebbero moltissime e non un'oretta a settimana, che tra l'altro devo contribuire a pagare io stesso.
    Megiston per farmi spendere un tot di energie (e rischiare che vadano a vuoto) bisognerebbe investirne come minimo altrettante per farmi affrontare tutto più serenamente, se si vuol utilizzare come leva un discorso simbolico cercando di propinare amore simbolico al posto dell'amore concreto vero e proprio, in maniera tale che, usando una metafora, tu ti limiti a darmi i soldi del monopoli mentre pretendi che io tiri fuori dal potafogli le banconote vere, te lo puoi scordare! 'Sta cosa su alcune persone non fa tanto effetto. Alle banconote del monopoli rispondo con le armate del risiko, non vado certo in guerra davvero rinunciando al sintomo (ammesso che sia un sintomo aver paura di andarci come ce l'ho io), continuo "a far lo scemo" .
    Comunque è sempre un'idea che sta in testa allo psicoterapeuta questa della guarigione, il paziente magari ha altre idee rispetto al proprio benessere. In ogni caso mi si può incentivare con un premio o qualcosa del genere per farmi agire in certi modi (che per certi aspetti, a me risultano sgradevoli) più volentieri, solo che poi le risorse vere e proprie per questo incentivo in più nella mia esistenza (che nel mio caso deve essere "bello grande" secondo i miei "paramentri economici") chi le mette in gioco davvero? L'analista? Lo psicoterapeuta? Ma se son loro che pretendono d'esser pure pagati? Guardate che a me starebbe pure bene, e forse certe cose nella mia vita le risolverebbe, "vuoi che faccia 'sta cosa? Beh allora Pagami profumatamente... O in denaro... O in natura", se però mi vuoi fregare pagandomi con qualche parola o con qualche gesto simbolico... Beh, arrivederci e grazie , io non sposto una sedia.
    Per un centinaio di euro magari una sedia la sposti davvero volentieri e non senti manco più il peso di questa sedia, perciò 'ste cure qua funzionerebbero di sicuro, riattiverebbero la libido e come!
    Come si suol dire "i soldi farebbero tornar la vista ai ciechi", bisogna però trovar qualcuno ancora più "matto" disposto ad investire molte risorse (ho parlato di denaro ma si può trattare di lavoro pesante vero e proprio nel creare un incentivo) che vadano a fondo perduto, e non un analista che vuol avere pure il suo tornaconto personale (la sua bella fetta di torta) in tutto questo e comprarsi pure scarpe firmate, creando ancora un altro buco di risorse. Si rinuncia a qualcosa di importante in cambio di altre rinunce importanti, l'analista a cosa rinuncia davvero (cosa mi dà in cambio?) quando pretende che a me venga voglia di far cose che detesto fare accettando senza protestare (e magari addirittura volentieri) la sua idea di vita sana? Ci tengo a sottolineare che l'idea di sanità mentale da raggiungere volentieri è sua, se no io non avrei alcuna "resistenza" a mettere in atto qualcosa che in linea di principio potrei mettere in atto e che mi sta benissimo.

    Insomma un buco economico, in qualsiasi settore si trovi, non lo si sana con gesti simbolici di certo, piazziamo allora un analista alla guida dell'economia del paese e vediamo se funziona davvero.

    Comunque poi cos'è questa se non la storia del bastone (=angoscia) e della carota (=amore) in ambito educativo? C'è qualcosa di sostanzialmente diverso?

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 09-11-2011 alle ore 10.03.32

Pagina 9 di 28 PrimoPrimo ... 789101119 ... UltimoUltimo

Tags for this Thread

Privacy Policy