ciao marialauretta...allora per quanto riguarda le variabili (ossia gli esperimenti) non so davvero che dirti, perchè anche io non ne ho trovati. l'unico che mi viene in mente, relativamente alla prospettiva del new look on perception (bruner) è la ricerca di bruner in cui chiese ad un gruppo di studenti (metà appartenenti ad una classe socioeconomica bassa e l'altra metà ad una più benestante) di indovinare le dimensioni di alcune monete eguagliandone il diametro attraverso una macchia di luce proiettata sul muro. non solo i ragazzi sopravvalutarono la grandezza delle monete, ma quelli più poveri tendevano a sovrastimare la grandezza delle monete con un valore maggiore, rispetto a quelli più ricchi. l'aspetto innovativo della ricerca è l'attribuzione a stati interni anzichè a stimoli esterni il controllo del comportamento.
mi rendo conto che come ricerca faccia un po' schifo, ma questa ho...
per quando riguarda invece la metodologia sono più ferrata; io ho messo il metodo psicometrico, con l'utilizzo di test che valutano in modo specifico le abilità percettive come l'HUTT ADAPTION BENDER GESTALT TEST e il TEST DELLA FIGURA NASCOSTA DI WITKIN.
a livello applicativo io cito gli esperimenti di deprivazione sensoriale prolungata e, nel settore clinico-neuropsicologico, la sindrome da negligenza spaziale unilaterale (neglet).
spero ti sia di aiuto!!!









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