Second thoughts:
nei primi "Scritti" di Melanie Klein c'è un riferimento ai progressi nelle capacità intellettive del figlio, prima frenate. Pare che un maggiore senso di libertà nel chiedere, nell'indagare questioni [supposte] vietate, abbia a che fare con una deposizione dell'onnipotenza del proprio pensiero e di quello dell'Altro. In altre parole: accorgersi che ci sono delle zone d'ombra, dei "non so", sotto le conoscenze che diamo per assodate, aumenta la libertà di una conoscenza più libera e meno vincolata a qualche divinità (morale, genitoriale, religiosa). Chiedere, interrogarsi, sembra essere il modo per esistere realmente, per avere coscienza di esistere, per sviluppare il proprio sapere e il proprio essere. Le canzoni che cantano le sirene sono quelle relative all'approdo, alla conoscenza sicura, ammaliante. Come De André, anche Bion ci ricorda
la ragione del viaggio: viaggiare. La confusione delle lingue, lo spazio che si apre tra l'Uno e l'Altro, l'asimmetria, la non corrispondenza, "il n'y a pas de rapport sexuel", la faglia che c'è tra noi e l'Altro, tra "je" e "Moi", tra l'"Io" e il soggetto dell'inconscio, tutto ciò è quello che ci spinge ad una crescita, alla rottura del "si fa così" e del "si pensa così".
Ad esempio, chi è che obbliga Char_Lie a lavorare?