Mitico!
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Mitico!
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Intervento chilometrico e molto interessante, quello di Char_Lie. Alcuni pensieri li condivido, altri meno. A titolo informativo, posso dire che è bene distinguere, all'interno delle strutture pubbliche che si occupano di pazienti "gravi", i colloqui psichiatrici (siano diagnostici o di controllo) da tutto il resto delle psicoterapie. Inoltre è altrettanto bene sapere che, nella maggior parte dei posti in cui sono stato, gran parte delle psicoterapie propriamente dette (di ogni scuola ed orientamento) sono possibili grazie ai tirocinanti psicologi e psicoterapeuti (trad. it.: gratis per il servizio erogante, a basso costo per il paziente).
Rispetto ad un intervento integrato, realmente socio-psico-etno-teo-qualcosa, credo che molto si stia facendo, molto resta da fare e moltissimo non si può più pensare di fare, a causa dello stato pietoso in cui versano le finanze pubbliche.
Dei passaggi dal pubblico al privato, delle carenze nei vari interventi e di tutto ciò che non funziona... ecco, ci sarà il tempo e lo spazio per parlare anche di questo.
E' interessante il discorso di Char_Lie è certo che se una persona è indigente e pure psicotica ha più difficoltà a curarsi ed è più stigmatizzata rispetto a una persona psicotica ma economicamente con più possibilità. In certi casi si fa il discorso che se una persona ha un disagio mentale ed è produttiva si è già raggiunto lo scopo di cura dimenticandosi del suo vero benessere , inoltre non dovrebbero assegnare certi impegni lavorativi (quando si danno) poco decorosi e poco retribuiti alle persone con disagio mentale. Non basta poi una chiaccherata e una pillola date di "corsa" da certi professionisti occorre più impegno personale più rispetto, tempo e risorse economiche.
Io però Char_Lie conosco abbastanza bene gente benestante, che le condizioni materiali favorevoli le ha, che ha vita sociale attiva e agevole, rispetto, potere, successo, famiglie, uomini e donne che possono desiderare, eppure si sono sparate o vivono in bilico tra la vita e la morte con problemi alimentari.
Non sono sufficienti le condizioni materiali e non sottovaluterei l'importanza del poter parlare con qualcuno che non sia lontano come un Dio, a meno che non si pensi ad un Dio incarnato, ma allora la differenza si fa sottile.
Per quanto riguarda la psichiatria - di cui so assolutamente poco - mi/vi chiedo: quali pericoli ci sono che incateni una persona nelle sue stesse difficoltà? Voglio dire, già fare una diagnosi di un disagio psichico, per esempio nelle situazioni-limite, non è facile: esiste un pericolo che a fronte delle difficoltà e della lentezza di un trattamento psicoterapeutico si ceda alla tentazione di intensificare il trattamento farmacologico stroncando risorse che forse, pazientemente, potrebbero essere valorizzate e relegando così alla "bollatura" di una malattia la persona in cura?
Non so benedetta, io tutte le persone disturbate che ho conosciuto non è che avessero un retroterra pieno di risorse. Io comunque in questo centro ci sono andato da paziente, beh perché sto seguendo l'attività di arteterapia, unica cosa che faccio volentieri. Poi te l'ho detto mi sono accorto che comunque c'è una relazione tra una certa forma di benessere mentale e le risorse materiali ed economiche di cui si dispone. Queste risorse influenzano anche buona parte delle relazioni che si intrattengono con gli altri, le cose non sono nettamente slegate.
Io penso che certe risorse siano importanti, se tieni inattiva la mente, un po' alla volta si deteriorano pure le capacità cognitive. Un bambino che ha altri problemi ma che ha dei giocattoli, per esempio, può star meglio rispetto ad un bambino con gli stessi problemi ma che non ha niente intorno. Pensa solo al fatto che una persona che possiede un computer come me, può fare svariate cose. Posso entrare in contatto con una serie di informazioni (conoscere per esempio il film "Il ritorno di Cagliostro"), posso scrivere su questo forum, e se ho qualche risorsa economica in più posso comunque tenere certe attività che altri non possono permettersi proprio.
Per quanto non possa essere il massimo stare con una prostituta, non vederla manco col cannocchiale una donna non è che sia un'alternativa lieta che fa bene alla salute mentale.
Io ho avuto la possibilità di smettere di lavorare potendo continuare a sopravvivere senza finire in uno di questi centri, ma chi non ce l'ha questa possibilità spesso non è che poi sta meglio, il più delle volte fa una brutta fine. Somministrare farmaci e psicoterapie credo che non basti.
Io se posso star meglio e trovo situazioni in cui ci vado a guadagnare le adotto, l'aiuto terapeutico che ci vorrebbe è solo quello di capire cosa va cercando una persona e mostrare 'ste situazioni là dove uno non le conosce proprio, quindi aiutare la persona a sfruttare le risorse di cui dispone per fare quel che desidera fare più liberamente e non per renderla capace di lavorare come sosteneva, mi sembra, pure Freud.
L'elemento educativo dovrebbe sparire dalle psicoterapie per me, pure la perturbazione. Non mi convincono questi sistemi che usano pure certe favole alla pinocchio che contengono messaggi del genere: se non studi ti trasformi in un asino. L'uso del terrore, della paura, o viceversa all'opposto l'esaltazione del coraggio a vincere ogni paura e resistere a tutto, proprio non mi vanno giù, e sono contrario a questi metodi. Oltretutto io me ne accorgo quando si cerca di usarli con me in ambito terapeutico, perciò credo che spesso sia pure inutile.
Per star bene è vero che bisogna saper sfruttare le risorse per avvicinarsi il più possibile all'equilibrio ideale, ma là dove scarseggiano non è che le si può creare soltanto con una psicoterapia. Quel che si può risolvere, se lo psicoterapeuta è più capace di te nello scovare risorse nella tua vita per risolvere il tuo malcontento, si risolve, il resto resta senza risposta, e se questo resto è importante per la persona, il disagio mentale resta, a meno che lo psicoterapeuta non voglia spendere risorse mentali e materiali in più (quelle che non sono semplicemente di supporto e consulenza), mettendo a repentaglio la propria salute.
Io comunque in questo centro di igiene mentale ci sono andato (come ho già detto) per frequentare un gruppo di arteterapia, la mia esperienza è da "paziente" non grave. Entrando in contatto con questa realtà mi sono accorto che la gravità del disagio era abbastanza proporzionale al retroterra da cui provenivano 'ste persone ed anche alle varie risorse di cui disponevano. Chi aveva un disagio simile al mio aveva potuto usufruire delle stesse reti di protezione materiale, economica e familiare.
Il disagio mentale sfocia nel sociale per me, non si possono separare gli ambiti, non è come un dente cariato, se ricevi soldi non è che svanisce la carie se non esiste un dentista che sappia curarla, mentre in ambito psicologico le cose sono più intrecciate. Pure i soldi possono far star meglio mentalmente, perciò la salute mentale non può essere separata da certe altre forme di intervento assistenziale a vari livelli.
Come dice quel detto "i soldi non rendono felici, fuguriamoci la miseria!".
Un saluto
Ultima modifica di Char_Lie : 24-11-2011 alle ore 10.47.57
Dipende, perchè la psicoterapia in alcuni casi rallenta o non è adeguata alla cura dei disturbi psichici perchè all'esordio della malattia è più utile, data l'emergenza, una cura rapida. Si, secondo me ci sono anche situazioni-limite dove uno specialista poco preparato può riempire di farmaci il paziente quando invece serve una terapia psicologica "fatta da chi la sa fare" o integrata. In molte strutture invece per ridurre i costi si somministrano farmaci (forse anche troppi a scapito del paziente) senza valutare e monitorare bene la situazione causando cronicità al paziente.
Ultima modifica di ludovicamaria : 24-11-2011 alle ore 14.11.56
Si, sono d'accordo che lo stato di deprivazione può portare a non far sperimentare situazioni importanti per la crescita emotiva e lo sviluppo di funzioni cognitive anche perché la mancanza dei mezzi di sussitenza abbrutisce i rapporti tra le persone. Però forse dovremmo indirizzare le richieste di maggiore benessere ai centri di potere e non agli psicoterapeuti. D'altro canto però non sono convinta che nelle situazioni più gravi una psicoterapia, magari da aggiungere a quella farmacologica, non "smuova" niente, non faccia "vibrare" a pelle niente. Non lo so, forse proprio il rapporto umano, con calore, può far arrivare qualcosa, anche se non è un assegno o un tozzo di pane.
Carina l'arteterapia come funziona? Come ti trovi?
Quelli in cui lo psichiatra sta male da cani?.![]()
guardate come fa un vero psicoterapeuta, ma vero, a fare le sedute.
Ciao, secondo me i casi che hanno la precedenza per usufruire della psicoterapia sono purtroppo i meno gravi cioè quelli in cui vi è un certo grado di consapevolezza, che sono presenti a sè e hanno la forza per riuscire a modificare-si, cioè in poche parole che hanno abbastanza equilibrio per reggere una psicoterapia. Tenendo presente che nelle strutture difficilmente si fa psicoterapia a lungo termine, si preferiscono terapie di sostegno a breve periodo anche perchè gli utenti che frequentano hanno patologie che non possono permettersi di andare a "scavare" con tecniche analitiche.
e quindi il sillogismo è che un matto non può fare lo psicologo, allora abbiamo la possibilità di sapere che chi lavora come psicologo non è matto.
Bisogna vedere da che parte stai della gabbia.
Chi è che dice che lo psichiatra è sano di mente?
E chi autorizza uno psicologo a riempire la gente di discorsi?
Eeeeh.
Lo stesso psichiatra, è lui che fa le diagnosi (fa un'autocertificazione, come per l'atto di nascita) ... ha il coltello dalla parte del manico
La gente stessa, o meglio, i suoi pazienti, che lo pagano per sentire i suoi discorsi
Ciao
Ultima modifica di Megiston Matema : 24-11-2011 alle ore 21.23.27