
Originalmente inviato da
Megiston Matema
L'analisi è soltanto uno dei modi (attualmente quello privilegiato) per fare i conti con noi stessi, con ciò che siamo, non è certo l'unico; ci si prova in molti modi ... uno piacevole (non sempre, perché talvolta può sembrare un film horror) è il rapporto di coppia, ma anche l'arte potrebbe essere una modalità per attraversare il proprio fantasma (in termini lacaniani) o di essere presenti a se stessi. Certamente, non tutti coloro che hanno una relazione con un partner sono presenti a se stessi, non tutti gli artisti, non tutti gli attori (a guardarsi un po' in giro si direbbe anzi il contrario) e, talvolta, neppure un'analisi giunge pienamente al nucleo, al magma incandescente di ciò che sei. Certo è che non è come un diploma l'attraversamento del fantasma, è piuttosto un processo che inizia e dura per l'intero corso della vita. Si può essere attori, poeti, musicisti, ecc. senza aver attuato almeno in parte questo processo? Si, credo di si, guardandomi intorno, leggendo di persone diventate famose ed eminenti nella loro arte, direi che è possibile ... ma di certo non si eccelle, manca il colpo d'ala del genio. Si può essere analisti? Decisamente no, il processo di presenza a se stesso in un analista deve essere fluido, non rigido e farraginoso, se no non arriva da nessuna parte ... al massimo potrà agevolare un "aggiustamento", un sostegno, un'impalcatura del funzionamento già esistente. Ma l'analisi non è soltanto mettere in sicurezza l'esistente con sostegni e impalcature, è rimettere in sesto ciò che si è in modo che tenga in piedi senza impalcatura e sostegno alcuno, tenendo ciò che è solido e ricostruendo invece ciò che è sul punto di crollare, senza alterare lo spirito e lo stile dell'intera costruzione iniziale.
Ciao