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Discussione: Io sono la tigre

  1. #331
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    L'analisi è soltanto uno dei modi (attualmente quello privilegiato) per fare i conti con noi stessi, con ciò che siamo, non è certo l'unico; ci si prova in molti modi ... uno piacevole (non sempre, perché talvolta può sembrare un film horror) è il rapporto di coppia, ma anche l'arte potrebbe essere una modalità per attraversare il proprio fantasma (in termini lacaniani) o di essere presenti a se stessi. Certamente, non tutti coloro che hanno una relazione con un partner sono presenti a se stessi, non tutti gli artisti, non tutti gli attori (a guardarsi un po' in giro si direbbe anzi il contrario) e, talvolta, neppure un'analisi giunge pienamente al nucleo, al magma incandescente di ciò che sei. Certo è che non è come un diploma l'attraversamento del fantasma, è piuttosto un processo che inizia e dura per l'intero corso della vita. Si può essere attori, poeti, musicisti, ecc. senza aver attuato almeno in parte questo processo? Si, credo di si, guardandomi intorno, leggendo di persone diventate famose ed eminenti nella loro arte, direi che è possibile ... ma di certo non si eccelle, manca il colpo d'ala del genio. Si può essere analisti? Decisamente no, il processo di presenza a se stesso in un analista deve essere fluido, non rigido e farraginoso, se no non arriva da nessuna parte ... al massimo potrà agevolare un "aggiustamento", un sostegno, un'impalcatura del funzionamento già esistente. Ma l'analisi non è soltanto mettere in sicurezza l'esistente con sostegni e impalcature, è rimettere in sesto ciò che si è in modo che tenga in piedi senza impalcatura e sostegno alcuno, tenendo ciò che è solido e ricostruendo invece ciò che è sul punto di crollare, senza alterare lo spirito e lo stile dell'intera costruzione iniziale.
    Ciao
    Megiston ma tu come fai ad essere sicuro di essere presente a te stesso? Giudichi gli altri, addirittura sei convinto di poter dire chi è un genio in ambito artistico e chi no, ma questa forma d'autorità chi te l'ha data?
    Io ora sai dico solo che amo un artista, amo la sua arte semplicemente, che sia un genio o che eccelle che significa?
    Che piace a te? Che è "presente a se stesso"? Che è così come tu desideri che sia?

    Poi come si fa a non alterare lo stile e lo spirito della costruzione iniziale? Questo spirito iniziale chi decide quale sia? Sempre tu? Lo stile non potrebbe dipendere dalle strutture portanti che vorresti andare a modificare?

    Io poi c'ho un'idea che a mio avviso non è campata in aria. Se si vogliono rendere gli individui capaci di sopravvivere in svariate condizioni, e renderne solida la struttura, forse bisognerebbe portarli in uno stato tale da renderli simili a certe bestie, che manco se ne accorgono se non hanno più una zampa... O meglio, in qualche modo se ne accorgono pure, ma la cosa non li disturba più di tanto.

    Bisogna decidersi una buona volta: si vogliono far vivere meglio le persone e si vuole migliorarne lo stato di salute? O si vuole renderle più resistenti a qualsiasi scossa esistenziale? A qualsiasi ambiente. Le due cose secondo me non coincidono affatto in tutti i casi. In caso di carestie magari un barbone è più capace di me e di te di sopravvivere in queste condizioni. Ed il barbone riesce a campare e sopravvivere pure adesso senza una casa, un mestiere, senza nessuna delle impalcature che usano altre persone per continuare a vivere ed esistere, non ha bisogno nemmeno di curare nessuno come uno psicoterapeuta. Mangia e si veste con quel che trova, senza fare troppo lo schizzinoso. Non è vero che uno psicoanalista è più indipendente di altri dal suo ecosistema, se scompare questo sistema, scompare molto velocemente pure l'analista.
    Ultima modifica di Char_Lie : 29-11-2011 alle ore 13.46.59

  2. #332
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Char.Lie, secondo me dipende da cosa vuole il cliente.

    Io volevo essere più resistente ai terremoti ambientali, volevo sopravvivere nella giungla, altri avranno obiettivi ben più elevati.

    Te mi sembra tu ce l'abbia i più elevati di tutti!

    io volevo sopravvivere perchè c'avevo da continuare a fare un mestiere, che non potevo più fare, perchè non sopravvivevo a un ambiente che giungla era,ma non poi così giungla da dovervi soccombere.

    E mi pareva strano di doverci morire, eh.

    Non so se possa rendere l'idea.
    Ultima modifica di complicata : 29-11-2011 alle ore 13.50.57

  3. #333
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Per me sai non è un problema sopravvivere, in apparenza sono poco resistente perché mi lamento sempre , ma poi in pratica sono anche più adattabile di tante altre persone.
    Io sento comunque di non vivere bene giocando così come ha voluto Madre Natura, vivere per sopravvivere non mi riesce a bastare, vorrei di più, ci vorrebbe un bello sconto sulle pene da pagare. Se non c'è, per me non s'aggiusta proprio più nulla, continuo a sopravvivere, non certo meglio, vivo e sopravvivo male come la maggior parte dei comuni mortali.
    Chi mi dice "Vuoi questo? Sì? Allora questo è il prezzo da pagare... Scegli!", non aggiunge nulla, sono presente a me stesso in questo senso, ma manco vivo bene. Forse riuscirei a vivere come un barbone ed in svariati ambienti... Ad esempio, mica sono morto in ambiente scolastico? Ma lo odiavo comunque e ci stavo male. A resistere magari resisto pure, ma chi se ne importa! Spesso niente mi impedisce di adattarmi e resistere, se non io stesso.
    Per me se la vita è proprio questa qua e basta, e non esistono alternative diverse e sconosciute che possono modificare le cose in modo diverso, ho già perso, non c'è proprio nulla da curare, non si può proprio curare niente di quel di cui mi lamento. Le scelte che posso compiere all'interno di questo gioco al massacro le conosco già, quale presenza maggiore dovrebbe esserci? Ho compreso praticamente le stesse cose che ha compreso anche un'altra persona, ma nonostante ciò, non mi sta comunque bene, e perciò non è che posso fingere, vivo male questo tipo di vita qua che per un altro magari è comunque gioiosa.

    Alla fine scelgo alla meno peggio, m'adatto a quel che c'è, ma resto comunque sempre molto frustrato, un analista che vorrebbe rendermi più consapevole, non aggiungerebbe nulla in tal senso, qualcuno invece che mi facesse conoscere alternative diverse e molto meno frustranti per raggiungere una certa soddisfazione, mi sarebbe utile.

    Se questa forma di conoscenza è un'illusione, come direbbe Lacan, non c'è nulla da curare o da migliorare, delle persone come me magari considerano già la condizione (per altri) normale dell'umanità, nella maggior parte dei casi, una mezza schifezza, e da questo schifo qua nessuno poi può tirarti fuori vivo davvero se quel che si limita a fare l'altro (che a parole dice di volerti aiutare, ma che nei fatti si rivela un falso salvatore) è cercare di convincerti a resistere e abituarti a questa condizione gioendo degli stessi bocconi miseri che di tanto in tanto t'arrivavano pure prima grazie al tuo sudore (se la pensavo così e carcavo 'sto tipo di aiuto qua, non ci sarebbe stato alcun problema, non avrei sentito il bisogno di qualcos'altro).

    A guardar bene non è questo il problema di cui ci si lamenta, da questa condizione in realtà uno vorrebbe poter uscirci, permanere all'interno del gioco e di una certa legge non modifica niente di ciò che si vorrebbe davvero cambiare e cioé la legge del gioco, la vita insomma dopo un intervento del genere resta la stessa, le difficoltà uguali, i prezzi da pagare identici, l'unica differenza consiste nel fatto che t'hanno convinto ad adattarti senza lamentarti come farebbe un bambino a certe angustie esistenziali. Questa è la crescita... E davvero si crede che c'è bisogno di qualcun altro, uno psicoanalista? Uno psicoterapeuta?

    Questa è già la condizione normale dell'uomo che ho conosciuto. Se fosse stata questa la difficoltà per me, non ci sarebbe proprio stato alcun problema di cui lamentarmi. Hai voglia di crescere e resistere in questo mondo qua.

    Né lo stregone, né lo psicoterapeuta, né lo scienziato possono aiutare le persone simili a me se vogliono creare una "soluzione" in questo senso qua, lasciando la condizione umana inalterata.


    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 29-11-2011 alle ore 21.12.02

  4. #334
    Megiston Matema
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    Riferimento: Io sono la tigre


  5. #335
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Ultima modifica di Char_Lie : 29-11-2011 alle ore 22.08.19

  6. #336
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: Io sono la tigre

    La presenza a sè stessi secondo me è una sensazione che ti permette di scegliere con consapevolezza e responsabilità e di assumere le conseguenze. E' molto difficile raggiungere questa meta perchè le persone non possono sempre mantenere una "presenza a sè stessi" in tutte le situazioni della vita, questa sensazione secondo me l'acquisti anche con l'esperienze positive che hai, non può dipendere esclusivamente da te (certo che la personalità conta) occorrono anche fattori esterni di soddisfazioni, come sempre c'è una intercambiabilità di cose.
    Ultima modifica di ludovicamaria : 30-11-2011 alle ore 09.40.26

  7. #337
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria
    La presenza a sè stessi secondo me è una sensazione che ti permette di scegliere con consapevolezza e responsabilità e di assumere le conseguenze.
    la consapevolezza di cosa? Io nemmeno ho capito.

    Una scelta in una situazione la fai tu, e non ci piove, pure se qualcuno ti punta una pistola contro e ti dice o la borsa o la vita, scegli, sceglie anche una donna che viene minacciata dal protettore che se non fa quel che deve rischia di fare una brutta fine. Sceglie pure quel tale che ammirava Megiston, che per non vivere in una certa situazione, da schiavo magari, s'ammazza con gran consapevolezza. In cosa differisce poi un suicidio consapevole da uno inconsapevole, non si sa.

    Le cose nella vita certe volte possono pure cambiare improvvisamente (ed è qua che sta pure la doppia fregatura), e la consapevolezza di quel che si sceglie nessuno ce l'ha davvero, se uno s'ammazza per non vivere sotto un regime e dopo un po' questo cade, con quale consapevolezza s'è ammazzato?

    Per essere consapevoli di quel che si sceglie bisognerebbe conoscere perfettamente il mondo, le conseguenze, tutto, e nessuno la possiede davvero 'sta cosa, forse Dio, se esiste, chi vuol vendertela con con un colloquio a due ti prende doppiamente in giro come un mago che presuppone di poter conoscere il futuro e le conseguenze di una scelta grazie all'osservazione locale di certe carte.

    Si vende una sensazione insomma, ma niente di concreto, qualcuno c'ha la sensazione di poter predire il futuro con delle carte da gioco, ma questa appunto è solo una sensazione, alla fine chi conosce davvero come stanno le cose sa che pure questa è soltanto una sensazione, un'altra illusione.

    Ma comunque per me scegliere in certe circostanze non è proprio possibile senza esitazione, perché la scelta non riesce a riassumere le mie intenzioni, ed è qua che allora sono più consapevole di chi sceglie con questa "consapevolezza" qua che insegnano ad avere alcuni di voi.
    Certe intenzioni, che pur c'erano, vengono nascoste da qualche parte per dare una coerenza al tutto. L'intenzione che c'era a monte era magari quella d'avere la moglie ubriaca e la botte piena, come fai a scegliere l'esistenza che fa per te se non c'è proprio in mezzo a quelle disponibili? Scegli alla fine a metà, con esitazione, a pezzi, senza una vera coerenza totale.

    Scelgo anche io alla fine, ma non con questa decisione categorica con cui sceglie chi dice d'essere consapevole, lavoro e mi lamento, non lavoro e mi lamento, perché sono consapevole che non mi sta bene davvero nessuna delle due situazioni per motivi diversi, adesso ha prevalso il non lavorare, ma mi manca il guadagno, se potessi averlo per vie diverse potrei risolvere davvero la situazione, una scelta per me non aggiusta certi problemi e malcontenti.

    Io scelgo allora irresponsabilmente all'ottantacinque novanta per cento e responsabilmente al quindici venti, perché

    1) non conosco davvero le conseguenze di certe scelte, posso fare una stima probabilistica, ed in base a questa scegliere, ma è roba da previsione metereologica incerta. Non ho la consapevolezza di Nostradamus quando scelgo qualcosa, c'ho la consapevolezza normale delle circostanze che c'hanno un po' tutti.

    2) la scelta tra certe opzioni non riesce ad acchiappare le mie intenzioni, alcune vengono alienate e tagliate via. Io nonostante tutto sento di essere di più, di avere più esigenze rispetto a quelle che riesco a soddisfare scegliendo in certe circostanze, certe scelte tagliano via questo di più intenzionale, e non si può curare la cosa secondo me con operazioni chirurgiche che legittimano questi tagli come un qualcosa di sano. Come un qualcosa che fa crescere, qua non è che si cresce si taglia via quel che in certe circostanze non ci può stare, è un'altra selezione naturale questa, sempre e comunque violenta.

    Io vado proprio nella direzione opposta. Non m'interessa d'avere illusoriamente una maggiore decisione nelle mie scelte, mi interessa essere più soddisfatto potendo scegliere quel che mi va bene davvero in modo più totale. Ma per far questo bisogna andare oltre certi aut-aut e superare la violenza di certe scelte aggiungendo altre possibilità ed alternative esistenziali, un individuo da solo può scegliere, ma non può costruire di sana pianta certe alternative che sfuggono alla violenza contro di sé di certi aut-aut.

    Fossero questi i problemi, sarebbe già tutto risolto a monte per me. E mi meraviglia che per qualcuno risulti un problema essere indecisi, ci sono dei buoni motivi anche per cui si è indecisi, non si possono non avere esitazioni per me, già l'avvertire questa cosa come una malattia da curare all'interno dell'individuo, per me non è poi così sano.

    Comunque aspetto pure un chiarimento di Megiston, cos'è per te 'sta "presenza a se stessi"? Sei d'accordo con Ludovicamaria?
    Ultima modifica di Char_Lie : 30-11-2011 alle ore 11.07.21

  8. #338
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    Riferimento: Io sono la tigre

    io ho visto diverso quel che c'era scritto sulla lavagna.

    Innanzitutto, servizio clienti non è.

    poi c'era scritto: non facciamo caffè, per cui svegliatevi da soli.

    Poi c'era scritto: la macchinetta del caffè la vendono da Trony, non ci sono paragoni, andate dellà.

    Cioè noi non siamo al servizio del cliente, non vendiamo i caffè già pronti, vi vendiamo le macchinette per farvelo da soli


    la presenza a se stessi significherà dunque, farsi il caffè da soli con gli strumenti che noi vi offriamo.

    La presenza a se stessi significherà risolvere problemi senza amletizzarci a vita, boh?

  9. #339
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    Riferimento: Io sono la tigre

    intanto, io c'ho i miei cavoli con un analista che dichiara "Non ho spazio".

    Poi, che dichiara: "Ci sentiamo stasera per valutare la "situazione".

    Che situazione, boh?

    Moh-OOOOOOTTTTTTTT


    Desperadoooos
    Ultima modifica di complicata : 30-11-2011 alle ore 11.35.48

  10. #340
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    io ho visto diverso quel che c'era scritto sulla lavagna.

    Innanzitutto, servizio clienti non è.

    poi c'era scritto: non facciamo caffè, per cui svegliatevi da soli.

    Poi c'era scritto: la macchinetta del caffè la vendono da Trony, non ci sono paragoni, andate dellà.

    Cioè noi non siamo al servizio del cliente, non vendiamo i caffè già pronti, vi vendiamo le macchinette per farvelo da soli


    la presenza a se stessi significherà dunque, farsi il caffè da soli con gli strumenti che noi vi offriamo.

    La presenza a se stessi significherà risolvere problemi senza amletizzarci a vita, boh?
    Io la cosa che non ho capito è quali strumenti secondo questa visione vengono offerti e che risultano di una qualche utilità. Che qualcuno m'esorti a far qualcosa piuttosto che qualcos'altro, a me personalmente non serve a molto e continua a meravigliarmi non poco il fatto che per alcuni venga sentita come utile 'sta cosa, così come mi meravigliano quelli che spendono tanti soldi con dei maghi e i vari Otelma o come si chiama.

    A me servirebbe qualcuno che m'offrisse alternative migliori per me e secondo il mio metro di giudizio di cos'è buono e cos'è cattivo, alternative che io non conosco già, e non uno che m'aiuti a scegliere in mezzo a quelle che già conosco ripetendomi in continuazione quello che già so ed è arcinoto a tutti e che rappresenta proprio il problema da risolvere. Alla fine scelgo comunque alla meno peggio in base a quel che so in mezzo a certe alternative, ma resto frustrato comunque, qualcosa la si sceglie sempre, ma è la scelta giusta che per me manca proprio.

    Ad esempio io voglio guadagnare facendo poco e niente (questo voglio, me lo si chiede in continuazione cosa voglio... Questo!), se necessariamente nella mia esistenza devo lavorare in certi sensi e fare una serie di cose che detesto per guadagnare, non c'è proprio niente che possa migliorarla, se invece ci sono delle alternative praticabili in qualche modo, potrei vivere meglio.
    Invece arriva qualche genio della psiche e mi dice "eh ma se vuoi guadagnare, devi lavorare così e colà" e c'era bisogno di questo consiglio davvero? Magari è proprio 'sta situazione qua che non mi sta tanto bene e la vorrei cambiare.

    io desidererei che mi venisse proposta qualche soluzione in cui si tenga conto delle mie esigenze, non la solita fuffa sulla libertà, l'autodeterminazione e la responsabilità... Libertà egalitè io arrobb'a tte tu arruobb'a me... O quella sull'educazione, il rafforzamento, la crescita interiore e così via ...

    Questa roba qua so produrlmela anche da me, è la stessa roba che sta sempre in bocca a santoni tipo Osho (che è in voga ultimamente) e via dicendo. Saprei essere profondo quanto tutti questi altri, ma non mi interessa esserlo, non mi interessa seguirli, non mi interessa ascoltarli, non mi interessa imbrogliare le persone (beh, a pensarci bene forse questo mi interesserebbe, se dicendo le stesse cazzate riesco a raggranellare qualche soldo ).

    Non hanno niente da darmi, tutte 'ste persone vengono verso di me e verso tutti gli altri a mani vuote e pretendono che gli venga riconosciuto che ci portano la buona novella, la filosofia liberatrice, ma niente hanno in mano più di me e niente possono dare se insistono con questi discorsi qua sulla consapevolezza da santoni saggi.
    E' tutto vuoto, niente, loro vivono e sopravvivono grazie al bisogno delle persone di ricevere degli aiuti che loro non possono (o non intendono) davvero fornire, e questo è un danno enorme che va a colpire molte persone.

    Se non sai come poter aiutare qualcuno rispetto a quel che chiede, sii sincero e digli che non sai, che ignori quanto lui, questa è santità, altro che tutti 'sti filosofastri della vita con baffoni e barbe e occhiali. Parla chiaramente e non alludere se hai capito cosa va cercando l'altro e non sai come si potrebbe ottenere, o se non sei davvero intenzionato a fornire l'aiuto vero che sta chiedendo.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 30-11-2011 alle ore 15.09.21

  11. #341
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    Riferimento: Io sono la tigre

    in pratica ce vendono la loro testa, ce danno una testa di ricambio, in usufrutto od usucapione, appunto, e quella è lo strumento.
    Ce l'avvitiamo sul collo, e stiamo a posto.

  12. #342
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Complicata se la loro testa riesce a risolvere meglio di noi i nostri problemi, di sicuro ci sarà utile, se la fanno lavorare davvero al servizio di questi problemi e non al servizio dei propri e se è migliore della nostra in tal senso, sotto qualche aspetto... Ma cosa c'entra la consapevolezza, la presenza a se stessi e 'ste cose qua?
    Se la mia psicoterapeuta se ne stava chiusa in casa la sera e non coltivava relazioni con certi colleghi, come faceva ad aiutarmi con questa presenza fantasmatica di se dentro di se? Quando pure subito si fosse riconoscuta ogni volta avesse visto uno specchio, senza mai sbandare (come può capitare a qualcuno di sera in penombra ), cosa m'avrebbe potuto suggerire di diverso rispetto a quel che già sapevo? A me tutto questo insomma, a cosa serve?
    Ultima modifica di Char_Lie : 30-11-2011 alle ore 15.32.50

  13. #343
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Fantastica scena

    Ottima scelta!!

  14. #344
    Megiston Matema
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    io ho visto diverso quel che c'era scritto sulla lavagna.

    Innanzitutto, servizio clienti non è.

    poi c'era scritto: non facciamo caffè, per cui svegliatevi da soli.

    Poi c'era scritto: la macchinetta del caffè la vendono da Trony, non ci sono paragoni, andate dellà.

    Cioè noi non siamo al servizio del cliente, non vendiamo i caffè già pronti, vi vendiamo le macchinette per farvelo da soli


    la presenza a se stessi significherà dunque, farsi il caffè da soli con gli strumenti che noi vi offriamo.

    La presenza a se stessi significherà risolvere problemi senza amletizzarci a vita, boh?
    Pure gli strumenti bisogna co-costruire ... e se no è troppo facile, ti piaceva la macchinetta già bella e pronta imballata da Trony, e invece no, cacciavite e chiave inglese, bisogna costruirsi pure quella .
    La presenza a se stessi non è amletizzarsi, è partire da sé per arrivare all'altro e partire dall'altro per arrivare a sé.
    Ciao

  15. #345
    Megiston Matema
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    La presenza a sè stessi secondo me è una sensazione che ti permette di scegliere con consapevolezza e responsabilità e di assumere le conseguenze. E' molto difficile raggiungere questa meta perchè le persone non possono sempre mantenere una "presenza a sè stessi" in tutte le situazioni della vita, questa sensazione secondo me l'acquisti anche con l'esperienze positive che hai, non può dipendere esclusivamente da te (certo che la personalità conta) occorrono anche fattori esterni di soddisfazioni, come sempre c'è una intercambiabilità di cose.
    Non è difficile da raggiungere in sé, è un conseguimento spontaneo e naturale, quello del bambino che se gli sporchi il nasino e lo metti davanti allo specchi, ad un certo punto si pulisce il naso e non più lo specchio. E' quella cosa che ti fa partire da te, da chi sei e da cosa vuoi; è consapevolezza e responsabilità, come dici tu. E' il non pensare che la "palla" ce l'abbiano gli altri e chiedergliela con insistenza oppure, è lo stesso, pensare che gli altri non abbiano alcuna palla (bluffano, ingannano, ...) e che di conseguenza non possiamo giocare. Presenza a se stesso vuol dire che io insieme a te possiamo costruire qualcosa (la palla) con cui giocare. Questo qualcosa è il nostro rapporto, che mi fa essere più di ciò che ero prima, senza di te.
    Ciao

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