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Discussione: Io sono la tigre

  1. #361
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    "Non seguitemi perchè mi sono persa"

    L'ho detto io, oh.
    Ecco infatti quel che dici tu secondo me è corretto complicata, c'è anche però - a quanto pare - chi dice a chi s'è perso "non ti preoccupare seguimi... comunque devi sapere che mi sono perso pure io". La seconda parte però questo tipo la rivela un po' più in là, dopo che hai fatto chilometri e chilometri appresso a lui, solo allora analizza il transfert, in cui si rivela all'altra persona che è stata lei a creare da sola st'aspettativa, che era succube del suo inconscio ... Ecco il discorso rivelazione:
    "Tu credi che io sia una guida, ma non lo sono, ti ho curato da questa tua convinzione sbagliata, vedi? Ti ho avvicinato alla realtà... Adesso vai, sei indipendente da me!"
    Si viene curati da una credenza che ha generato in larga misura l'altra persona stessa, con un certo atteggiamento che produce pure dipendenza. Ad esempio se ti sei perso in un bosco e qualcuno abbigliato da soccoritore ti dice "seguimi", induce in te la credenza che sappia cosa sta facendo ed è probabile che tu lo segua per uscire dall'impiccio, visto che da solo pensi ovviamente di non esserne capace. Ma ci si era persi prima e si continua ad esser persi nel "bosco" pure dopo la "cura" di questa guida, s'è curata 'na cosa che non c'entra nulla col problema di partenza, col fatto che ci si fosse persi e c'era bisogno di una guida che conoscesse davvero meglio il territorio circostante.

    La storia è questa: arriva il falso soccorritore e crea lui stesso un problema aggiuntivo in mezzo agli altri e cioé il fatto che sia un falso soccorritore, e dopo che l'ha creato lo risolve pure, dato che è stato il soccorritore stesso a produrre questa forma di falsità col suo intervento.
    Ma io cosa me ne faccio di 'sto giochetto?
    Nulla!

    Io se non vedo qualcosa di più sensato che m'è utile, non mi fido chissà quanto di chi a parole dice di aiutarmi, vedo, osservo e valuto in continuazione se mi sta aiutando davvero. Pure se sono disperato non riesco a fidarmi così a scatola chiusa, la fiducia aumenta man mano che l'altro riesce davvero a darmi quel che voglio.

    Da me è difficile ottenere una fiducia stratosferica subito, che poi si dovrà analizzare, non attecchisce proprio 'sta cosa. Inizio a fidarmi quando ottengo quel che mi interessa e l'altra persona m'è davvero d'aiuto.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 04-12-2011 alle ore 14.06.19

  2. #362
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    ti devi innamorà, Char-lIe, ti passa tutto il malcontento esistenziale
    La vedo dura a innamorarmi, bisognerebbe trovare la materia prima, è questa che manca e che non so bene dove cercare .

  3. #363
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Mah, di solito si va nei locali dove ci sono singles che cercano altrettanto.

    Discoteche, piani-bar, baracchine, luoghi di ritrovo, palestre, mm, vediamo..associazioni culturali, e..ah...luoghi di lavoro!!


    nei luoghi di lavoro si intrecciano un sacco di rapporti proficui!

    Ma te non vuoi lavorare....
    I luoghi di lavoro hanno un sacco di aspetti piacevoli))

  4. #364
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Mah, di solito si va nei locali dove ci sono singles che cercano altrettanto.

    Discoteche, piani-bar, baracchine, luoghi di ritrovo, palestre, mm, vediamo..associazioni culturali, e..ah...luoghi di lavoro!!


    nei luoghi di lavoro si intrecciano un sacco di rapporti proficui!
    Ecco perché molti uomini vogliono impedire alle loro donne di lavorare

    Ma te non vuoi lavorare....
    I luoghi di lavoro hanno un sacco di aspetti piacevoli))
    Beh, se riuscissi a star là senza dover lavorare potrei occuparmi delle relazioni, io tutte 'ste energie non ce le ho, una cosa riesco a fare. Non è tanto il luogo di lavoro che mi crea difficoltà, le difficoltà le creano tutte quelle persone che si trovano là e che pretendono che risolvi tutta una serie di incombenze invece di flirtare con le donne che passano di là . 'Sto piacere qua per me risulta inaccessibile sul luogo di lavoro, e non solo.
    A frequentare associazioni culturali ci sto provando, solo che lo stesso è difficile poi attaccar bottone. Trovare una donna che mi piaccia e alla quale io piaccia mi sembra ormai un'impresa quasi impossibile per me. Sono difficile e poco attraente io e sono difficili le donne che mi piacciono. Le relazioni reali che ho instaurato spesso sono state più una fatica che un piacere, per questo poi spesso si sfilacciano come dei lacci vecchi e logori e fanno una brutta fine, ma poi non è che mi preoccupa questo, tronco e taglio via o lascio troncare le relazioni che mi lasciano più frustrato che felice, io davvero voglio qualcosa di diverso, se no ci resterei dentro volentieri.

    Ho trovato qualcuno che mi fa più piacere frequentare, ma sono soprattutto persone del mio stesso sesso che manco c'hanno tante conoscenze femminili, con l'altro sesso le cose continuano a non funzionare per nulla anche se qualche amica ce l'ho.

    Vorrei provare più gioia, ma spesso poi tutte le incombenze che certe relazioni comportano mi creano frustrazione e nervosismo, devo fare questo, devo fare quell'altro, devo, devo e devo, ed io ormai mi sono stufato, non mi serve proprio a nulla qualcuno alla Megiston che mi ricordi quel che dovrei fare per mantenere in piedi una relazione, spesso questo lo so già, il problema è proprio questo, che "devo", è questo che si dovrebbe curare e mettere a posto, così non sono contento e non mi sta affatto bene, e quindi pure le relazioni muoiono.

    La scelta per me consiste nello starci dentro male o lo starci fuori comunque male perché non riesco a trovare un po' di vera soddisfazione in entrambi i casi, standoci fuori ho tempo e risorse almeno per coltivare altro, è l'unico vantaggio, per questo me ne tengo lontano quando mi stufano. Ci vuole un tipo di donna diverso proprio da quelle che ho conosciuto usualmente e che, a quanto pare, conoscono pure gli psicologi... Donne dallo spazio profondo .

    Io cerco una buona forma d'accettazione in amore e non una donna che dica "mi metto con te se ti metti a fare questo e quest'altro", così più che amore viene a prodursi odio e insopportazione.

    Poi ci si chiede meravigliati perché tanti uomini vanno a mignotte (e probabilmente continueranno ad andarci pure in futuro), cosa c'è di complicato da capire?
    Arrivano i vari Crepet e teste di cavolo psico-qualcosa che analizzano la situazione, analizzano tutto ma non riescono mai a capire un cazzo. Se pure il sesso con certe donne, disponibili a farlo a certe condizioni piuttosto rigide, non è più un piacere, a questo punto a cosa può servire stare con una donna che ti guarda innamorata per far 'ste cose? Gli occhi innamorati da soli non fanno venir la voglia di far l'amore, spesso visto che comportano una serie di incombenze pesanti e frustranti, questa voglia la fanno passare insieme all'amore stesso che si sarebbe potuto provare.

    Può darsi pure che la vita così com'è in questi ambiti non possa piacermi proprio, sia solo un fastidio, se è curabile 'sta cosa ci vorrebbe un intervento diverso per me da questi qua, il malcontento mio non lo si riesce ad inquadrare con 'sti sistemi educativi di crescita.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 04-12-2011 alle ore 21.00.20

  5. #365
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    Riferimento: Io sono la tigre

    non so, Char-Lie, te forse chiedi un tera che ti sappia distruggere, che faccia di te un cumulo di macerie, da ricostruire da capo.

    Cioè, non uno che ti dà spago, ma uno che ti spiazza, ti distrugge tutti i tuoi puntelli, le tue sicurezze.

    Uno che sappia mettersi AL DI SOPRA DI TE, su un piano astrale, uno dello spazio profondo.

    Cercalo.

  6. #366
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    non so, Char-Lie, te forse chiedi un tera che ti sappia distruggere, che faccia di te un cumulo di macerie, da ricostruire da capo.

    Cioè, non uno che ti dà spago, ma uno che ti spiazza, ti distrugge tutti i tuoi puntelli, le tue sicurezze.

    Uno che sappia mettersi AL DI SOPRA DI TE, su un piano astrale, uno dello spazio profondo.

    Cercalo.
    A cercare lo cerco l'aiuto che mi servirebbe, se non è troppo pericoloso il contesto della ricerca, da perdere non ho nulla in questi casi, poi se non esiste proprio, semplicemente non trovo nulla, sia che cerco, sia che non cerco. Nella ricerca le fregature alla lacan però tento di scartarle , queste si che rappresentano una perdita. Prendo quel che mi serve (una bella somma in contanti per esempio la accetterei subito), butto via quel che mi è inutile, "presenza a sé stessi", "consapevolezza" e tutta la roba fittizia che vien proposta (fittizia per me, perché ho bisogno di tutt'altro, non di queste cose qua).
    Il detto "chi cerca trova" non è assolutamente vero, e non è vero di sicuro nemmeno "chi non cerca non trova", certe cose che ti sei affannato a cercare certe volte ti cascano in testa quando non fai proprio nulla... Come gli occhiali... Sto giocando d'azzardo.
    Nello spazio comunque non ci saprei andare, spero che con qualche navicella ne sia atterrato qualcuno dalle mie parti .

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 05-12-2011 alle ore 19.08.53

  7. #367
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    Riferimento: Io sono la tigre

    magari una bella terapeuta/femmina che la strapazzi di filosofia, e lei mentre parli si dà lo smalto alle unghie e sbadiglia sussurrando la fatidica domanda:"Yawn, ma Lei, come si sente, al riguardo?"?

  8. #368
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Ma in genere con una psicoterapeuta, cerco di evitare 'sti discorsi qua, ci litigherei e basta.
    M'aiuta chi capisce bene la situazione in cui mi trovo, quello che desidero davvero ottenere e cosa vado cercando, e l'aiuto arriva quando 'sta persona mi mostra o crea una buona occasione per me, che io non avevo conosciuto o non avevo creato.
    Io tutto questo cerco di comunicarlo abbastanza esplicitamente e mi meraviglia che certi psicoterapeuti facciano finta di non capire.
    Non chiedo d'adattarmi ad una qualsiasi realtà dovesse trovarsi là fuori, se ci sono le basi e gli strumenti adatti là fuori per migliorare la mia situazione, e qualcuno sa farmeli usare meglio di me stesso (in assenza del suo intervento), la situazione migliorerà grazie a questo intervento d'aiuto, se no la mia esistenza resta "non funzionale" nella stessa misura, perché quella persona non è capace di farmi accedere ad un migliore per me che sia davvero migliore per me più di quanto ne sia capace io stesso: insomma avendo le mie stesse esigenze e capacità, che non sono le sue, non saprebbe far di meglio rispetto a quel che sono capace di fare io stesso da solo.
    Qualcuno è migliorato magari secondo certi standard di salute (famiglia, figli ecc. ecc.) e dopo un po' s'è suicidato proprio perché comunque viveva male all'interno di una relazione del genere che lo rendeva infelice... E che miglioramento è questo? Si desidera una relazione in cui si stia bene, non una in cui ci si deve ficcare a forza perché alternative migliori non ce ne sono. Si sta male da soli e male in compagnia, e così si sceglie il male minore, ora però se si vuol migliorare davvero 'sta situazione di scelta bisogna trovarla effettivamente una possibile compagnia migliore, a star da solo a far scelte tra certe padelle e certe braci, già ne son capace da me, ma sono queste scelte opzionali che non mi fanno star bene... o A o B non mi basta insomma, io voglio un C, servono alternative, ma se la persona a cui mi rivolgo è incapace quanto me di scorgerne altre di alternative, e lei s'è comunque adattata all'A o al B (con "sofferenza" sostiene, ma mi chiedo anche se sia vero questo, magari questa scelta opzionale a questo tipo qua non creava tanto disagio) e vuol farmi star bene con un sistema di perturbazioni portandomi al cambiamento di opzione tra opzioni disagevoli che conosco già (A o B), non m'aiuta per nulla, lascia il mio problema così com'è pretendendo semplicemente che m'adatti a questo "irrisolto" decidendo con sicurezza quel che per me è indecidibile con sicurezza, ma io di 'sta cosa non me ne faccio nulla!
    Basta mostrarmele certe cose che non conosco già e se mi servono davvero e mi sono utili le prendo e le afferro da me se me le si offre, non mi si deve mica convincere ad accettare qualcosa che non mi piace o cose del genere, se mi serve davvero qualcosa la prendo, se no addio, la rispedisco al mittente; un vaso che s'è frantumato in maniera tale da non poter essere ricomposto resta rotto finché qualcuno non s'inventa qualche sistema nuovo ed alternativo per ricomporlo.
    Chi vuol lavorare in tal senso, proponendomi cose che rifiuto, con me non può fare altro che lavorare male.
    Se per una persona era importante che un'altra restasse in vita e questa è morta, c'è qualcosa di irrimediabile per me, che semplicemente non si può affrontare per ora, perché è irrisolvibile con i mezzi e le conoscenze attuali. L'aiuto qui non esiste proprio per me, se fossi quella persona e qualcuno mi chiedesse "di cosa hai bisogno?" la risposta sarebbe semplice per me... "avrei bisogno che la persona che è morta torni vicina a me".
    Non si ha bisogno di niente di quel che certi altri sono capaci o son disposti a darci in certe situazioni per "aiutarci", quindi cosa lo si chiede a fare se abbiamo bisogno di aiuto? Se quello di cui si avrebbe veramente bisogno non lo si vuol dare (come ad esempio i soldi che chiedevo io) o non si è capaci di darlo, è meglio starsene zitti e basta o parlare di altro per far conversazione, fare questo però non significa aiutare la persona ad affrontare il problema specifico, quel problema specifico può darsi che sia inaffrontabile per ora, ed è probabile che chi parla sia incapace quanto l'altro di risolvere certe cose. Come fa una persona incapace nel risolvere certi problemi ad aiutare un'altra persona incapace nel risolvere gli stessi problemi? Non può.
    Io non suppongo affatto che un soggetto sappia far qualcosa o conosca qualcosa che non conosco io e che allo stesso tempo mi può tornare utile per migliorare la mia situazione in certi ambiti, finché questo soggetto non me lo dimostra praticamente che possiede questa forma di conoscenza che può liberarmi da certi impicci di cui mi lamento, o mi mostra in qualche modo che questo è vero non suppongo di aver davanti a me un soggetto che sa qualcosa.
    Tutte le chiacchiere valgono praticamente zero per me finché non mi si mostra e dimostra qualcosa, si dice di saper fare qualcosa che m'è utile, bene, si deve dimostrare quel che si afferma alla fine, e cioé che m'è utile, il senso di cosa significa essermi utile lo decido io però. Quel che potrebbe essermi utile davvero alla fine non me lo si dà (ad esempio i soldi e certi aiuti concreti), idee migliori delle mie non me le si dà... E cosa si fa alla fine allora?
    Praticamente nulla, mi si dice "Risolviti i problemi e adattati senza lamentarti all'irrisolto perché ne sei capace" e questo magari lo sapevo già, e cosa cavolo significa questo per me? Proprio niente! Come guadagno senza lavorare troppo? Non si sa; Come riesco a realizzare una situazione esistenziale migliore per me? Non si sa. La soluzione proposta è in pratica continuare a vivere male convincendosi pure che è un bene.
    Questa è la "presenza a se stessi", mica non ho capito, ho capito pure fin troppo bene, ma a cosa mi servi tu Psicoterapeuta? A niente fin dall'inizio!


    Comunque va be', penso che non si possa stare dalla stessa parte, certe persone ti vogliono aiutare, però già sono schierate contro certi tuoi interessi senza rendersene bene conto, ed alla fine possono solo farti del male continuando pericolosamente ad esser convinte che ti stanno aiutando.

    Ciao Complicata
    Ultima modifica di Char_Lie : 06-12-2011 alle ore 14.50.39

  9. #369
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Va bene, gli psichi vanno per tentativi e l'abbiamo appurato.

    Ora lasciamogli il thread, poverini.

  10. #370
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata
    Va bene, gli psichi vanno per tentativi e l'abbiamo appurato.
    In realtà complicata non vanno per tentativi, perché un tentativo per come ragionano certi psicoterapeuti non può andare mai a vuoto. Il discorso di certi psicoterapeuti è questo: "questo ti fa bene e basta, e se non sei d'accordo con me, ti sbagli tu, e non io e le teorie che ha messo in mezzo la mia scuola" .
    Ad esempio dire che "la presenza a se stessi migliora l'esistenza di una persona" che significa? Perché la migliora? Cos'è un'esistenza migliore per un soggetto specifico? Qua questa cosa non se la chiedono proprio; l'hanno già impostato loro come gli pare e piace e più gli fa comodo il migliore in cosa consiste.
    Per questo ci sono tante scuole ognuna col suo credo, perché non si ascolta l'utenza di cosa ha davvero bisogno, questa può pure sparire, a questi mica interessa davvero di cosa abbiamo bisogno noi, di cosa ci lamentiamo, s'è sostenuto qualche messaggio fa in questa stessa discussione infatti che veniamo "curati" proprio grazie al non ricevere nulla di quel che richiediamo, se qualcuno così non "guarisce" e dice di non star meglio, è sempre questo ad essere la pecora nera che è convinta di cose sbagliate, perché "la cura funziona e basta", "la cura è utile a tutti e basta!". Le pecore nere dovrebbero essere bianche, se ne hai vista qualcuna nera, allora sei sicuramente tu ad esserti sbagliato, non la teoria che è assolutamente giusta, vai perciò curato finché non arrivi a guardare come il terapeuta solo pecore bianche .

    Ammettere la possibilità che l'aiuto che si vuol fornire, con tutte le conoscenze professionali che si possiedono, in svariati casi potrebbe non servire a nulla, perché in fin dei conti potrebbe risultare falso quel che sostiene in questi casi lo psicoterapeuta, viene sistematicamente escluso ed espulso.

    La cura così si traduce in un indottrinamento della persona rispetto alle proprie teorie, una riscrittura dei problemi esistenziali all'interno di queste teorie ed anche una riscrittura del senso del termine "star bene" secondo le idee del terapeuta, è molto simile questo processo a quello dell'indottrinamento religioso. Vai da Megiston e il problema diviene quello di riconoscersi nello specchio per esser più felici, vai da un altro e il problema fondamentale diviene tutt'altro, quello di lavorare e far l'amore in certi modi per esempio (la fissazione che bisogna raggiungere l'orgasmo vaginale e cose simili), ma i problemi propri e specifici, quel di cui mi lamento io stesso e non quello che il terapeuta di turno crede che dentro di me gridi vendetta (espressione usata da Megiston)... Di questo qualcuno ha intenzione di occuparsene davvero, provando "pericolosamente" ad accontentarmi, senza prendermi per i fondelli e trattandomi come un indemoniato da esorcizzare?

    Insomma qualcuno è davvero interessato ad ascoltare quali sono i problemi miei per provare a suggerirmi qualche rimedio e soluzione rispetto a questi che riesca a soddisfarmi, un rimedio e una soluzione che stia bene soprattutto a me e non a tutti voi o alla vostra scuola o alle vostre personali esigenze?

    Questa è una domanda che pongo io, ma può essere la domanda che potrebbe porre un utente generico. Detto questo lascio la discussione agli psicologi terapeuti.

    Saluti a tutti
    Ultima modifica di Char_Lie : 06-12-2011 alle ore 23.17.45

  11. #371
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Re: Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    non so, Char-Lie, te forse chiedi un tera che ti sappia distruggere, che faccia di te un cumulo di macerie, da ricostruire da capo.

    Cioè, non uno che ti dà spago, ma uno che ti spiazza, ti distrugge tutti i tuoi puntelli, le tue sicurezze.

    Uno che sappia mettersi AL DI SOPRA DI TE, su un piano astrale, uno dello spazio profondo.

    Cercalo.
    Ho un'idea!



    Troppo vulcaniano? Preferisci un altro orientamento spazio-temporale?
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  12. #372
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    Riferimento: Re: Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da lalangue Visualizza messaggio
    Ho un'idea!



    Troppo vulcaniano? Preferisci un altro orientamento spazio-temporale?
    Va bene per me un qualsiasi orientamento che non predichi le solite cazzate come questa, con la quale molti di voi si trovano perfettamente d'accordo (almeno Megiston da quel che ha scritto).
    Se dico che una cosa non mi è utile, ho una resistenza, ma come si dovrebbe individuare quel che mi è utile se quel che sento e giudico io rispetto al mio star meglio praticamente non conta un cazzo?
    Io posso pure sparire? Quel che sento io può sparire? Ci siete voi che cercate di farmi guarire, e imponete voi quale debba essere il senso di guarigione adatto a me, e su quel che mi farebbe star bene davvero io non posso avere nessuna voce in capitolo?
    Se io non sono d'accordo ed ho delle resistenze, vado curato ad esser d'accordo?
    Io vorrei una risposta, invece si risponde aggirando le domande che pongo, fate uno slalom e mi trattate appunto come una persona da esorcizzare.
    Siete convinti che a parlare è il diavolo in me, e cioé in termini più attuali a parlare è una patologia e non io, e perciò queste domande non vengono prese seriamente in considerazione, sono deliri di un demente che vanno curati.
    Come si può comunicare così? Non si può. E' anche questa una delle cose che mi rendono più triste, non solo ho certi problemi e chiedo certe forme di aiuto, in questi ambiti psichiatrici e psicoterapeutici questi problemi spesso non vengono nemmeno riconosciuti come tali, risultano tutti falsi problemi, non esistono a monte perciò non ci si sforza nemmeno di provare a formulare e creare concretamente qualche soluzione (ad esempio quella di darmi dei soldi avrebbe potuto funzionare, se qualche terapeuta fosse stato disposto a dare questa forma di aiuto, qua la difficoltà non è di chi chiede aiuto ma di chi dovrebbe darlo, la verità è che quest'ultimo non è disposto a sacrificarsi tanto per far star meglio un'altra persona, certe forme d'aiuto in linea di principio le si potrebbe fornire, ma qualcuno deve andarci a perdere qualcosa), invece si pretende di curare andando nella direzione contraria. S'arriva alla solita posizione paradossale in cui si sostiene che s'aiuta chi chiede certe forme di aiuto non facendo nulla o dando all'altro quel che non ha mai chiesto a nessuno. E che aiuto è questo? Una presa per i fondelli come lo slogan della Lega Nord di qualche tempo fa "aiutiamoli tutti, a restare a casa loro", se si vogliono aiutare davvero delle persone in difficoltà bisogna rinunciare a grosse fette del proprio benessere, cedere concretamente queste... Invece no, si vuole aiutare qualcuno non aiutando, non perdendo niente di importante, standosene comodamente seduti in poltrona ad esortare l'altro ad aiutarsi da solo, guardate che pure io sono capace d'aiutare tutti così.

    Un amico mi chiede un prestito in denaro? Oppure un altro mi chiede di aiutarlo a trasportare dei bagagli per un trasloco? Io cosa gli rispondo, una volta che sono stato ben indottrinato con queste idee che c'avete voi?
    Senti guarda ti fa più bene non ricerverli 'sti soldi da me e non ricevere alcuna forma di aiuto da me, io lo faccio per il tuo bene, così ti sforzi e ti impegni a guadagnare da solo e a risolvere tutti i tuoi problemi in maniera autonoma e indipendente, io favorisco il tuo cambiamento così, fidati .

    Certo aiutare così certe persone che chiedono aiuto è comodo soprattutto per me, l'altro chissà se però è d'accordo. Se non è daccordo, lo sapete cosa vi dico? Che c'ha delle resistenze a riconoscere che l'ho aiutato comunque , è in uno stato patologico, non è capace di riconoscere quando una persona gli fa del bene e quando gli fa del male.
    Ultima modifica di Char_Lie : 07-12-2011 alle ore 11.35.35

  13. #373
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    Riferimento: Io sono la tigre

    non erano mica tanto cavolate, quelle del paziente No, secondo me.

    Da tipica paziente No, coniuge di una persona altrettanto No, con un terapeuta Sì, con figli No, io mi sento proprio No.

    Però ho la consapevolezza di essere No.

    Ora, a me serve un carattere Solare Sì, starei meglio con un carattere Sì.)

    Questo carattere Sì, che squarcerebbe il velo di tristezza che mi circonda, poichè sono molto propositiva nei momenti Sì, me lo può suggerire solo il terapeuta.

    Sono stata chiara?



    Un terapeuta deve controbilanciare

  14. #374
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    Riferimento: Io sono la tigre

    il carattere di una persona è molto importante, per il suo benessere.

    C'è chi è portato a mettere in dubbio tutto, cosa che porta secondo me automaticamente, a una visione negativa.

    Metto in dubbio, e nego.

    Con queste persone, il terapeuta dovrebbe dare delle certezze, non insinuare il dubbio, è questo che mi rende perplessa.

    Sto rivalutando il paradosso, come tecnica.

    Fagli vedere il contrario, a una persona.

    Sei insoddisfatto? Guarda quanto reggi ad essere soddisfatto, vedrai che reggi cinque minuti, non di più.

    L'insoddisfazione ti rende sicuro, la positività ti fa crollare.

    A chi fai dispetto, se sei depresso?

    Se una persona ti dirà che ad essere depresso non gli fai dispetto per nulla, smetterai di lamentarti.

    Discorso campato in aria.)))Chiedo venia.

    Mia suocera voleva vendere la casa, perchè credeva di far dispetto a me, inconsciamente.

    nessuno la poteva convincere, solo io

    Le dissi: Che bello, è una bella idea venderla!)

    Diventò pallida, fuggì, e ha rinunciato per sempre.

    Ho salvato la vita a mio suocero))
    Ultima modifica di complicata : 07-12-2011 alle ore 13.53.08

  15. #375
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    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    il carattere di una persona è molto importante, per il suo benessere.

    C'è chi è portato a mettere in dubbio tutto, cosa che porta secondo me automaticamente, a una visione negativa.

    Metto in dubbio, e nego.

    Con queste persone, il terapeuta dovrebbe dare delle certezze, non insinuare il dubbio, è questo che mi rende perplessa.

    Sto rivalutando il paradosso, come tecnica.

    Fagli vedere il contrario, a una persona.

    Sei insoddisfatto? Guarda quanto reggi ad essere soddisfatto, vedrai che reggi cinque minuti, non di più.

    L'insoddisfazione ti rende sicuro, la positività ti fa crollare.


    A chi fai dispetto, se sei depresso?

    Se una persona ti dirà che ad essere depresso non gli fai dispetto per nulla, smetterai di lamentarti.

    Discorso campato in aria.)))Chiedo venia.

    Mia suocera voleva vendere la casa, perchè credeva di far dispetto a me, inconsciamente.

    nessuno la poteva convincere, solo io

    Le dissi: Che bello, è una bella idea venderla!)

    Diventò pallida, fuggì, e ha rinunciato per sempre.

    Ho salvato la vita a mio suocero))
    Ma a me il positivo non me l'hanno mai dato davvero per poter provare poi che non lo posso reggere, se trovo uno psicoterapeuta che mi mantiene economicamente senza chiedermi nulla in cambio penso che reggerei benissimo la situazione nel ricevere proprio quel che desidero.
    Qualcuno che vuole provare 'sta cosa c'è? Non vedo l'ora! Se è convinto davvero che non reggerò non ha molto da perdere . Se trovo persone che vogliano fare 'sti esperimenti qua con me e dico di avere ancora problemi rispetto al lavoro allora c'hanno ragione gli psicoterapeuti. .
    Ultima modifica di Char_Lie : 07-12-2011 alle ore 14.09.44

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