• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 27 di 28 PrimoPrimo ... 1725262728 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 391 fino 405 di 418

Discussione: Io sono la tigre

  1. #391
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da Giulio_MZI
    Ma se cambiassi approccio? Ma, rimanendo in tema, se costruissi una realtà diversa dal lamento? Tipo valorizzare l'obiettivo e trarre autostima dalla prospettiva di raggiungerlo.. Non sarebbe una soluzione al "datemi quello che voglio veramente".
    Per me non rappresenta una soluzione questa, che ci devo fare? Dire di sì per far contento qualcuno?

    Io di questa cosa qua mi lamento e tu dici non ti lamentare e accetta, io l'ho detto che così i problemi e le cose che non vanno si risolvono sempre.

    Ma poi quale obiettivo? Sto valorizzando qua quello che vorrei davvero... Avere un vitalizio per vivere abbastanza liberamente. A me la prospettiva di star da qualche parte a lavorare per anni non fa aumentare l'autostima mi fa sentire in gabbia, così come mi sentivo quando dovevo andare a scuola, che mi dicano "bravo" chi se ne frega, non le sopporto 'ste cose qua. In una gabbia sempre ci devi andare a finire, o è la prigione, o il lavoro, o altro, e questo per me è un problema da risolvere.

    A me poi andrebbe bene anche prendermelo da solo quel che voglio senza chiedere aiuto, sapessi come potrei riuscire in questa cosa, l'avrei già fatto da me, ed il lamento sarebbe sparito e sarei stato abbastanza soddisfatto, certo che se una persona invece d'aiutarmi a raggiungere quel che voglio davvero mi vuole aiutare non aiutandomi, cioé suggerendomi di adattarmi e costruire autostima su quel che non mi sta bene, non credo che ci riusciremo mai a capire, così non ci capiamo affatto e continueremo nei secoli dei secoli a non comprenderci, se io potessi vivere per secoli e pure questa persona.

    Il problema non è il lamento per me, e sempre ci si fissa su questo fatto. Il lamento è quello di qualcuno che sta male per qualcosa che lo affligge, questa cosa io non la so cambiare e comunque certi interventi, da quel che ho capito la lasciano così com'è, e si pretende poi pure che il lamento sparisca?

    Se mi fanno male i piedi quando cammino e devo camminare per far qualcosa che mi piace, e mi lamento di tutta questa situazione, chi se ne frega se a qualcuno da fastidio, il dolore ce l'ho io nel camminare e la situazione questa è, chi mi dice cammina e sopporta, tocca a tutti, e trova autostima o piacere nel sopportare questo dolore e nella prospettiva del piacere che ti toccherà (forse), non m'aiuta, mi dice cavolate per me, quel che conosco già e che rappresenta il problema stesso... M'aiuterebbe chi mi dicesse "fermati che cammino io per far 'sta cosa qua" (se a queste parole seguissero i fatti) o che mi suggerisse davvero delle alternative praticabili per evitare di camminare, visto che comporta quel dolore di cui mi sto lamentando con lui, se no non avrei avuto manco bisogno di chiedere aiuto, sopportavo, non mi lamentavo e basta, non pensi?

    Il problema questo è per me, ora adattarsi non è una soluzione per me, può essere soddisfacente forse per qualcun altro, ma con me non funziona, ci vuole qualcos'altro. Se non c'è proprio questo altro da propormi perché voi stessi avete a che fare con lo stesso irrisolto e siete stati incapaci quanto me in tal senso essendovi dovuti adattare come tutti (dite voi... Ma un tipo come me però non sarebbe dovuto esistere proprio... Da dove sono potuto venir fuori? ), allora semplicemente lo schifo che c'è per me resta, ed insieme a questo il mio lamento. L'alternativa per me si trova fuori da questo tipo di strategie qua, è inutile propormele, se questo non lo si è compreso ancora, dopo tante cose che ho detto, non saprei più cosa aggiungere.

    Persone che aiutano a parole (usando 'ste parole qua) senza darmi effettivamente nulla, lasciando le cose di cui mi lamento così come stanno, non mi servono, ma a guardar bene non servirebbero davvero a nessuno.
    Ultima modifica di Char_Lie : 09-12-2011 alle ore 14.48.52

  2. #392
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    13-10-2010
    Messaggi
    72

    Riferimento: Io sono la tigre

    Ho capito benissimo che se si guarda al dolore e alla frustrazione non si può mai guardarla con gioia, perchè la fatica e il dolore agiscono innanzi tutto. Se si guarda ad un motore che gira, si può dire che i suoi cilindri stiano metaforicamente faticando, il ferro che stride stia soffrendo, ma che il tutto è armonioso in relazione all'obiettivo che il motore ha, cioè di muoversi e produrre lavoro. Se il motore siamo noi, oltre che essere soddisfatti dello scopo che abbiamo, dobbiamo per forza essere consapevoli del dolore accidentale in questo spostamento. Non dico di rendersi ciechi al dolore, perchè non si può non sentire un dolore ai piedi quando si cammina per 8 ore servendo pietanze a dei tavoli, dico solo di concentrarsi sullo scopo di questo per poter meglio reggere.
    Certo se rimane aperta la possibilità che si può evitare del tutto il dolore, allora il tentativo di estirparlo diventa fattibile, possibile, legittimo!
    Ma è veramente cosi?
    Altra cosa: se si è sofferto 8 ore per i poveri piedi martoriati dalla fatica, e alla 9 ora questi possono riposare, che senso ha lamentarsi anche la 9 ora?????
    Allora il lamento provoca un vantaggio, un piacere aggiunto..

    E non è vero che non è possibile trarre autostima dalla fatica. Ce ne sono molti di esempi, dall'allenamento del maestro di arti marziali che è felice di fare 200 addominali, dal calciatore che ha in mente solo la vittoria della partita nei suoi 60min di corsa. Altri, non so se ti verranno in mente, concentrato come sei ad escluderli dalla coscienza per aver ragione.

    Ottenere tutto senza qualche rinuncia è un capriccio infantile permesso dal viziarti di chi sta intorno. Oltre che dalla possibilità di non farlo.

    Va bene lamentarsi per far fronte ad uno stressor, ma espandere e pretendere di cambiare frammenti di realtà oggettiva è totalmente inutile.
    Domani potrei benissimo essermi stufato della forza di gravità che mi spinge verso il basso, e cominciare a pretendere che non lo faccia. Comincierei ad elaborare strategia per evitarlo, situazioni dove non si presenta, comincierei a sognare un volo nello spazio, molle sotto i piedi e razzetti che mi spingono in su. Ma non c'è niente da fare, sono solo soluzioni secondarie e non potrei mai risolvere il "problema" alla radice.
    Se cominciassi invece a dirmi che sono fortunato che c'è la forza di gravità perchè impedisce che vaghi per lo spazio andando incontro a morte certa, la cosa cambierebbe e tornerebbe alla normalità...

  3. #393
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da Giulio_MZI Visualizza messaggio
    Ho capito benissimo che se si guarda al dolore e alla frustrazione non si può mai guardarla con gioia, perchè la fatica e il dolore agiscono innanzi tutto. Se si guarda ad un motore che gira, si può dire che i suoi cilindri stiano metaforicamente faticando, il ferro che stride stia soffrendo, ma che il tutto è armonioso in relazione all'obiettivo che il motore ha, cioè di muoversi e produrre lavoro. Se il motore siamo noi, oltre che essere soddisfatti dello scopo che abbiamo, dobbiamo per forza essere consapevoli del dolore accidentale in questo spostamento. Non dico di rendersi ciechi al dolore, perchè non si può non sentire un dolore ai piedi quando si cammina per 8 ore servendo pietanze a dei tavoli, dico solo di concentrarsi sullo scopo di questo per poter meglio reggere.
    Certo se rimane aperta la possibilità che si può evitare del tutto il dolore, allora il tentativo di estirparlo diventa fattibile, possibile, legittimo!
    Ma è veramente cosi?
    Altra cosa: se si è sofferto 8 ore per i poveri piedi martoriati dalla fatica, e alla 9 ora questi possono riposare, che senso ha lamentarsi anche la 9 ora?????
    Allora il lamento provoca un vantaggio, un piacere aggiunto..
    Ma quale piacere aggiunto, un'altra cavolata! Io te l'ho detto, se ricevo un vitalizio il lamento svanisce rispetto alla questione del guadagno che non c'è e della fatica del lavorare, se provassi piacere in questo, nonostante il vitalizio dovrei lamentarmi ancora della situazione, pure di ricevere 'sti soldi.
    Lo sto dicendo da un bel po', proviamo 'sta cosa, voglio vedere se è vero.
    Se è vero che provo piacere a lamentarmi, una volta accontentato realmente dovrei lamentarmi ancora, vediamo se è vero. E poi insomma di fronte alla possibilità d'essere soddisfatto davvero poi dovrei preoccuparmi del fatto che non potrei lamentarmi più?

    E non è vero che non è possibile trarre autostima dalla fatica. Ce ne sono molti di esempi, dall'allenamento del maestro di arti marziali che è felice di fare 200 addominali, dal calciatore che ha in mente solo la vittoria della partita nei suoi 60min di corsa. Altri, non so se ti verranno in mente, concentrato come sei ad escluderli dalla coscienza per aver ragione.

    Ottenere tutto senza qualche rinuncia è un capriccio infantile permesso dal viziarti di chi sta intorno. Oltre che dalla possibilità di non farlo.
    Per me è così, non è possibile per me trarre piacere dalla fatica, io singolo individuo specifico non provo piacere per 'ste cose qua. Ci sono uomini che provano piacere a farsi penetrare da altri uomini, è possibile questo, e lo vediamo tutti, ma dedurre che sia possibile per ogni uomo provare piacere nel far queste cose, non del tutto corretto per me.

    Va bene lamentarsi per far fronte ad uno stressor, ma espandere e pretendere di cambiare frammenti di realtà oggettiva è totalmente inutile. Domani potrei benissimo essermi stufato della forza di gravità che mi spinge verso il basso, e cominciare a pretendere che non lo faccia. Comincierei ad elaborare strategia per evitarlo, situazioni dove non si presenta, comincierei a sognare un volo nello spazio, molle sotto i piedi e razzetti che mi spingono in su. Ma non c'è niente da fare, sono solo soluzioni secondarie e non potrei mai risolvere il "problema" alla radice.
    Ed è così, se è questo quello che tu vai cercando davvero per star meglio, soluzioni io non ne possiedo di migliori rispetto a te e te lo dico... Non lo so, sono deficiente quanto te... Il "va bene" e in "non va bene" in base a cosa lo si dovrebbe misurare poi? In base a quel che pensi tu o a quel che penso io?

    Se cominciassi invece a dirmi che sono fortunato che c'è la forza di gravità perchè impedisce che vaghi per lo spazio andando incontro a morte certa, la cosa cambierebbe e tornerebbe alla normalità...
    A parlare e dirti delle cose, puoi dirti quello che vuoi, puoi sposarti con una donna brutta che non ti attrae per nulla e dirti che è una fortuna, perché così non rischi che ti metta le corna, cose del genere le si può fare, ma di nuovo, io sento che certe cose le detesto, non me lo ripeto, ne parlo solo per esprimermi.
    "la cosa tornerebbe alla normalità" poi già descrive il fatto che hai un'idea di "essere umano normale". Io sono anormale per te dunque, sotto questi aspetti qua, che per me non risultano tali? E la salute sarebbe rappresentata dal portare la mia anormalità verso la tua idea di normalità? Il mio "essere infantile" va spostato verso la tua idea di "essere adulto"? Questo è il problema per me, secondo te?

    Comunque sì va bene, sono infantile e viziato, è colpa delle persone che mi stanno intorno che non mi hanno mazziato abbastanza, o è colpa mia che non mi sono mazziato abbastanza da solo, il problema per me comunque resta, che per un'altra persona non sia un problema, io che ci devo fare? Buon per lei, non per me.

    Sto discorso qua, 'sta predica insomma, poi secondo te sei il primo a farmela? Se leggi qualche pagina indietro già c'è stato quasi praticamente un altro intervento identico e molti altri prima del tuo sempre uguali, più intervenite più mi convinco che c'avevo ragione quando sostenevo che la psicoterapia rappresenta soprattutto una forma di "educazione". Consapevolezza = Educazione.

    Volete la verità, ecco questa è la verità.
    Ultima modifica di Char_Lie : 09-12-2011 alle ore 15.44.23

  4. #394
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    13-10-2010
    Messaggi
    72

    Riferimento: Io sono la tigre

    Si era intenzionalmente una predica con toni da papà incazzato..Ma lo vedo che reggi bene alle controargomentazioni.
    E si, non è detto che si può vedere questo solo come un problema da educare. Fa parte della tua individualità, merce rara in un mondo di conformisti.
    L'unico argomento che deve far presa su chi fa un discorso come il tuo (che ho inteso benissimo) e che chi ci rimette in primo sei tu.

    La verità viene etichettata come qualcosa di positivo in generale, ma non è per niente detto che l'uso che se ne fa corrisponde alla sua vera faccia.
    La verità può ustionare e distruggere, bloccare, annientare chi la conosce. Sapere che il terapeuta non ha la vera soluzione ad un mio problema o che ha soluzioni a problemi che non sono primari, mi sconforta.
    Fino a questo punto ci siano arrivati. Ma, siccome non siamo macchine che possono sopravvivere in ogni condizione, abbiamo bisogno di certe illusioni per andare avanti. Ci si può impuntare su un discorso che si ritorce su chi lo fa solo se questa persona non ne risente in primis. La prima e immediata sconvenienza è per la persona stessa.
    Ti comprendo perchè per parecchi mesi ce l'avevo col mondo perchè ho capito che le persone non si possono intendere a pieno nelle loro relazioni. C'è molta più follia e irrazionalità di quanto si pensi. Risultato di questi miei pensieri è stato il logoramento delle mie stesse relazioni col mondo, che hanno cominciato a scricchiolare sotto il peso della verità. Non riescono a reggerla.
    Ma io sto nel mondo e mi devo difendere in primis da questo, non sono una variabile da trascurare.
    Tutto ciò per dire che si puoi aver ragione di una questione, in questo caso la questione è gigantesca, ma se si continua a spingere per un'insoddisfazione dei rapporti umani si va sulla via o della follia o della misantropia.

    Volete la verità, ecco la verità. Ci si presenta come un illustratore di un luogo pericoloso e temibile, tenuto nascosto dal poco valore di chi vuole rimanere cieco. In questa mio differenziarmi dagli altri che temono questo luogo della verità io traggo il mio valore, un eroe che si addentra dove gli altri non osano andare.
    Questa è la psicologia del temerario.
    Ma ricordati che Dante dall'inferno è tornato, perchè se si sta li non c'è speranza per nessun'uomo.
    Bisogna fare buon viso a cattivo gioco, altrimenti la strada è il suicidio, unico posto dove l'uomo abita un altro mondo diverso da quello che tanto l'ha deluso.
    Ma è da escludere anche questo, perchè il mondo dove abita il suicida è un non-mondo, creato solo dal vivo e inesistente per il morto, che è solo corpo biologico.

    La soluzione è dare meno potere agli argomenti che mantengono il passato in un certo equilibrio, col tempo si costruisce una nuova visione del passato. Anche se sembra incredibile (e questa incredulità è data dalla sanità mentale) che il passato può essere cambiato (perchè questo cambiamento ci dice che non esiste un solo passato), questo può avvenire sotto grandi spinte interiori. La reinterpretazione degli eventi, ad esempio quando finisce un matrimonio decennale.

  5. #395
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Io sono la tigre

    Io voglio una speranza che sia più di un'illusione, ecco tutto, all'inferno o ci siamo o non ci siamo, e se ci siamo già semplicemente non ci può essere speranza. Se il mondo così com'è per me è delusione, e questo mondo è condannato a restar così, beh resta delusione, se non può diventare altro grazie a qualche intervento, semplicemente non esiste cura, quel che abbiamo intorno non esiste grazie a qualche interpretazione per me, se non ho un centesimo in tasca non è che con un'interpretazione trasformo il niente in cento euro.
    Chi ha davvero il potere di cambiare certi assetti, di rendere abitabile un ambiente che risulta ostile, può far qualcosa, può curare e potrebbe anche far qualcosa per me, negli altri casi non c'è niente di meglio da fare che continuare a portare la stessa croce. Ora come la si porta la si porta 'sta croce, da sani di mente, da cretini o da folli, da mariti insoddisfatti, da single che cercano una donna, da lavoratori nevrotici, da ladri che rischiano la galera, da mantenuti, da persone che si lamentano, da aspiranti suicidi, o altro, che importa? Se non lo si è matti, per caso la croce non la si deve trascinare più?
    Se c'è davvero un modo per vivere meglio per me e scaricare 'sta croce da qualche parte e soddisfare nell'insieme certe mie esigenze frustrate, se me lo si mostra 'sto modo sarò il primo a barcamenarmici dentro, non mi si dovrà convincere mica con tutti 'sti discorsi qua. Questo è il cambiamento che cerco, se risulta utopica la cosa, tale resta, ed il male di cui mi lamento io, resta semplicemente incurato, è inutile che mi si dica che sono io a non volerlo curare, perché non diamo lo stesso senso alla parola "cura" e alla parola "male", ecco tutto.

    La risposta curativa a queste intenzioni frustrate, che consiste nel dire "la vita è questa, adattati" a me non basta, non è neanche una risposta curativa per me, che la vita sia questa per me è il problema di partenza da risolvere, come la si fa a far divenire realmente qualcos'altro? I mezzi per far questo dove li si reperisce?

    Che me la dia da solo 'sta risposta o che me la dia un altro poco cambia, è lo stesso, rappresenta un non rispondere, un non esser capaci di rispondere al male di cui mi lamento.

    Se una persona mi pagasse gratis, avverrebbe davvero qualcosa di diverso che proprio non mi aspetto, mi aspetto prediche e cose del genere invece, questi aiuti qua arrivano sempre puntuali come orologi svizzeri, in fin dei conti mica è difficile per un altro dirmi "mettiti a far questo e quest'altro" perché ti conviene.
    Le parole per me non bastano, ho bisogno di vedere... di toccare... di annusare questo altro che mi si promette e devo sentirlo io che mi conviene, poi dopo userò delle parole per rappresentare le esperienze nuove e diverse.
    Le parole da sole, queste realtà alternative, non ce la fanno a costruirle per me, sono impotenti, al posto di dire "ti aiuto" senza fare poi effettivamente nulla di quel che mi aspetto da una persona che mi aiuti davvero (e non da qualcuno che vuole indottrinarmi ed educarmi) vale molto di più un gesto indirizzato in questo senso qua (secondo ovviamente la mia idea di aiuto e non quella tramite cui l'altro interpreta liberamente la mia, di idea, per tirare acqua al suo mulino di idee del cavolo) che mi faccia toccare concretamente l'aiuto ricevuto.
    Il discorso che mi conviene far certe cose e pensare in certi modi sta in bocca a preti, guru ed infine psicoterapeuti, se mi conviene dico io, perché allora ancora non mi muovo? Conviene credere che esista dio, conviene credere che esistano più passati e compagnia bella, ma io cosa voglio? E questo cosa c'entra con quel di cui mi lamento? Se esiste dio, l'inconscio, l'edipo e tutto il resto, nella mia esistenza concreta di tutti i giorni, cosa cambia?
    Per me alla fine, cambia davvero la vita una pensione, uno spazio sociale tranquillo, il non dover lottare con tutti per un posto di lavoro di merda, che tutte 'ste cose qua messe insieme.

    Si vogliono avviare dei cambiamenti senza far nulla che possa cambiare davvero la mia esistenza, e lo si chiede poi semplicemente a me di cambiare certe cose là dove io non ho modificato nulla perché non mi stava bene modificarlo. Se non s'aggiunge qualcos'altro e non si sostituisce una predica con qualcosa che curi davvero, le cose storte restano storte per me.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 10-12-2011 alle ore 10.16.18

  6. #396
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    ma tu pensa se tutti ragionassero così, che società egoista...

    Io non lo so, eh?, ma l'uomo è sempre andato avanti facendo, creando, a dispetto del mondo, fregandosene del mondo com'è.

    Galileo, Copernico, Einstein, SABIN, !!! che è morto povero avendo salvato la vita a milioni di personeee..

    Che eran tutti malatii!??

  7. #397
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    A un certo punto, saggezza esige fregarsene del mondo com'è.

    Il mio psy dice sempre: "Se tutti coltivassero un po' di più il loro giardino" lui c'ha sempre sta metafora bella, e io gliela rubo, mi svito un po' di testa e mi ci avvito la sua....

  8. #398
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da Giulio_MZI Visualizza messaggio
    Si era intenzionalmente una predica con toni da papà incazzato..Ma lo vedo che reggi bene alle controargomentazioni.
    E si, non è detto che si può vedere questo solo come un problema da educare. Fa parte della tua individualità, merce rara in un mondo di conformisti.
    L'unico argomento che deve far presa su chi fa un discorso come il tuo (che ho inteso benissimo) e che chi ci rimette in primo sei tu.

    La verità viene etichettata come qualcosa di positivo in generale, ma non è per niente detto che l'uso che se ne fa corrisponde alla sua vera faccia.
    La verità può ustionare e distruggere, bloccare, annientare chi la conosce. Sapere che il terapeuta non ha la vera soluzione ad un mio problema o che ha soluzioni a problemi che non sono primari, mi sconforta.
    Fino a questo punto ci siano arrivati. Ma, siccome non siamo macchine che possono sopravvivere in ogni condizione, abbiamo bisogno di certe illusioni per andare avanti. Ci si può impuntare su un discorso che si ritorce su chi lo fa solo se questa persona non ne risente in primis. La prima e immediata sconvenienza è per la persona stessa.
    Ti comprendo perchè per parecchi mesi ce l'avevo col mondo perchè ho capito che le persone non si possono intendere a pieno nelle loro relazioni. C'è molta più follia e irrazionalità di quanto si pensi. Risultato di questi miei pensieri è stato il logoramento delle mie stesse relazioni col mondo, che hanno cominciato a scricchiolare sotto il peso della verità. Non riescono a reggerla.
    Ma io sto nel mondo e mi devo difendere in primis da questo, non sono una variabile da trascurare.
    Tutto ciò per dire che si puoi aver ragione di una questione, in questo caso la questione è gigantesca, ma se si continua a spingere per un'insoddisfazione dei rapporti umani si va sulla via o della follia o della misantropia.

    Volete la verità, ecco la verità. Ci si presenta come un illustratore di un luogo pericoloso e temibile, tenuto nascosto dal poco valore di chi vuole rimanere cieco. In questa mio differenziarmi dagli altri che temono questo luogo della verità io traggo il mio valore, un eroe che si addentra dove gli altri non osano andare.
    Questa è la psicologia del temerario.
    Ma ricordati che Dante dall'inferno è tornato, perchè se si sta li non c'è speranza per nessun'uomo.
    Bisogna fare buon viso a cattivo gioco, altrimenti la strada è il suicidio, unico posto dove l'uomo abita un altro mondo diverso da quello che tanto l'ha deluso.
    Ma è da escludere anche questo, perchè il mondo dove abita il suicida è un non-mondo, creato solo dal vivo e inesistente per il morto, che è solo corpo biologico.

    La soluzione è dare meno potere agli argomenti che mantengono il passato in un certo equilibrio, col tempo si costruisce una nuova visione del passato. Anche se sembra incredibile (e questa incredulità è data dalla sanità mentale) che il passato può essere cambiato (perchè questo cambiamento ci dice che non esiste un solo passato), questo può avvenire sotto grandi spinte interiori. La reinterpretazione degli eventi, ad esempio quando finisce un matrimonio decennale.
    Ohè, questo sa chiacchierare bene, è papabile, Char-Lie!

    Okkiè?

    Eccolo qui, trovato, questo fa al caso tuo, telefona!
    Ultima modifica di complicata : 10-12-2011 alle ore 12.50.39

  9. #399
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ohè, questo sa chiacchierare bene, è papabile, Char-Lie!

    Okkiè?

    Eccolo qui, trovato, questo fa al caso tuo, telefona!
    A me servirebbero però più persone che all'opposto non sappiano chiacchierare affatto, smettano di farlo una buona volta e facciano qualcosa per me , a chiacchierare so chiacchierare pure io stesso piuttosto bene .
    Non c'è nulla di cui parlare davvero, non c'è nulla da elaborare con 'sti sistemi qua, l'altro che parla vuole usare certe parole e certi discorsi per attivarmi e mettermi in moto come se fossi un motore che non funziona più, mentre quel di cui avrei bisogno è che un altro si attivi nel darmi qualcos'altro, al di là delle parole per attivare me. Se manca questo "al di là" di un semplice sistema volto ad attivare me senza cambiare mai nulla delle cose che conosco, non c'è cura, sempre solo sto, con gli stessi problemi e lo stesso solito malcontento.

    Alla fine il problema per tutti questi qua complicata consiste nel fatto che il motore non parte perché s'è rotto, ma il motore non parte per me, non perché è rotto (non s'è mai scassato in realtà, funziona probabilmente diversamente da altri motori), ma perché carburante dentro non ce n'è più, si cerca di aggiustare il motore per farlo partire senza preoccuparsi mai di andare a vedere se il carburante dentro al serbatorio del motore c'è .

    Si può cercare di riparare all'infinito un motore che non funziona, ma se non si ha intenzione di spendere un centesimo per inserire la benzina necessaria per farlo partire, andandola a prendere da qualche altra parte e sottraendola ad altri sistemi (credendo illusoriamente che basta che il motore funzioni bene per far camminare un'automobile) l'automobile non parte.

    Se un robot funzionasse bene, ma si fossero scaricate le batterie che sono quasi in rosso, mi sapete dire il parlare col robot per convincerlo a ricaricarsi da solo a cosa possa mai servire? Se non sapete dove si trova uno spinotto e non avete idea manco voi di dove potrebbero essere le risorse per farlo ricaricare, e inoltre vi guardate bene pure dal cedere parte della vostra energia perché il robot ce la deve fare da solo, pretendendo poi addirittura che il robot ne ceda un po' della sua per far ricaricare voi, il robot come lo aiutate?

    A suggerirgli "ristrutturati per consumare di meno" a che può servire? Come dovrebbe ristrutturarsi?
    Ma poi se era questo il problema sarebbe bastato prendere il robot, buttarlo via e sostituirlo con uno che ha una struttura che consuma meno, è in una buona simbiosi con l'ambiente e pretende un consumo energetico minore.

    Non sono una macchina che vive per sopravvivere o far funzionare tutti i meccanismi biologici naturali, si fotta pure il meccanismo se questo anche è contro di me, son capace anche di mandarlo in malora e portarlo alla fine insieme a me avendo la possibilità di far questo, vorrei vivere meglio davvero secondo il mio metro e non semplicemente esistere come m'è possibile all'interno di certi ventagli di possibilità meccaniche che alla fine conosco già (che per qualcuno siano scenari naturali, non me ne frega proprio nulla, si vede allora che son pure rivolto contro certe idee di natura), il mio star bene dipende dall'allargare questo ventaglio in positivo ed oggettivamente, se la natura è già ristretta così, spazio per star meglio per me semplicemente non ce n'è.

    Chi riesce ad aprire delle possibilità congrue col mio star meglio m'aiuta, chi mi vuol far semplicemente continuare ad esistere male all'interno di un ventaglio di possibilità che conosco già, dicendomi semplicemente di reinterpretarle, no... Questo so farlo già da me, scelgo già alla meno peggio di volta in volta, tenendo presente le cose che sopporto e che non sopporto, lo sto facendo tutt'ora.

    Anche il fatto che le relazioni si deteriorino non è un problema fondamentale, mi piacciono queste relazioni? Mi stanno bene davvero? Se la mia risposta è sì il non deteriorarle va bene, ma se la risposta è no, che le tengo in piedi a fare se mi rendono più frustrato che felice, per continuare a vivere male, pur di vivere? Se ce ne sono di migliori per me, mi si mostri dove andarle a cercare.

    Se lo scopo è quello di farmi cambiare ed è questo qua il problema, iniziate a minacciarmi di menarmi proprio, di togliermi i viveri, di torturarmi e roba del genere, di sicuro funzionerà ancora meglio, che poi io stia uno schifo nel crescere così con 'sto sistema qua, cosa importa? Basta che io viva e mi riproduca, che non parli da solo e non sia matto secondo certi standard, (come cambiare non importa, è tutto equivalente), è questo il problema principale per tutta una bella fetta di strizzacervelli del cavolo che ci sono in giro. Fatto questo io sarei tornato in salute, secondo queste menti illuminate sarei passato dalla nevrosi all'essere semplicemente infelice, e cosa ho risolto? Un cazzo di niente.

    Che io la pensi diversamente e dia un senso diverso al termine "star meglio" non conta nulla, sapete voi "esperti" quando sto meglio e quando sto peggio, io questo non posso saperlo mai perché per certe persone sono un bambino viziato che si lamenta di quello di cui non dovrebbe lamentarsi, alla fine i problemi di cui mi lamento in pratica non esistono proprio, sono io in quanto bambino a crearli, trasformato in adulto i problemi svaniscono. Che una soluzione sia corretta o meno per me rispetto alle mie problematiche, manco posso saperlo perché essendo un ragazzino mi lamento anche quando mi si da qualcosa di buono, io in pratica vengo espropriato di ogni forma di giudizio.
    Ma se l'idea di fondo è questa... Come potreste mai fallire? Questa terapia deve essere per forza infallibile! Avrete sempre ragione nel dire che sono io a non voler star bene.

    Io penso che quel che mi manca non è il giudizio, è una buona soluzione, invece si vuole intervenire solo su questo giudizio infischiandosene di cambiar qualcosa che stia bene a me cambiare. In questo discorso io devo sparire così come sparisce il discorso di un bambino che fa troppe domande... "tu bambino non capisci un cazzo, non lamentarti del fatto che devi studiare, stai zitto, quale sia il tuo bene te lo diciamo noi che conosciamo meglio di te di cosa hai bisogno". Il bambino basta che sopravviva, prenda buoni voti a scuola e vada avanti e si inserisca come una ruota dentanta allegramente all'interno dello spazio lasciato dagli altri ingranaggi, questo è l'importante... Ma che viva uno schifo immerso in tutte 'ste situazioni qua di crescita normale e naturale, importa per caso a qualcuno? Conoscono tutti meglio di me cosa mi fa bene, tutte le persone che ho intorno lo sapevano fin da quando ero in fasce, e perché allora quando andavo a scuola stavo così male?
    "E' un male salutare, tutto questo è salutare, ti fa bene alla salute", ed io stavo uno schifo e continuavo a stare così... "Fa tutto bene..." e si insiste... Questo è il discorso dell'"adulto", del "maestro", del "professore" ed infine dell'"analista" o delle persone che si credono tali rispetto ad altre, ma com'è allora che io bene non stavo?

    Io non mi trovavo allora coi conti e continuo a non trovarmi ora... I conti non tornano per me. Pure 'sta relazione... bambini/adulti = pazienti/psicoterapeuti è fittizia, spesso gli adulti che son convinti d'esser diventati tali, sono cento volte più coglioni dei bambini, affermano di sapere là dove non sanno un cazzo, il bambino guidato dall'istinto sputa via certi cibi pericolosi da ingerire che certi adulti sono stati educati a mangiare. Gli adulti ti circoincidono, ti infibulano, ti torturano in vari modi e sostengono pure che tutto questo ti fa bene alla salute, certo che se uno se ne convince che tutto questo fa bene alla salute continuerà a fare lo stesso. Io se mi danno una spuntatina al pisello, non dico "ah bravi, bel rito di iniziazione, vi sono grato". L'istinto ci danneggia sempre, l'educazione dell'adulto ci fa bene a tutti, questo è il discorso dell'adulto.

    A me non interessa proprio, ecco tutto, non m'importa diventare adulto, curo il mio bene, né quello del bambino, né quello dell'adulto.

    Alla fine quel che si racconta il bambino che è divenuto adulto è che non è un problema serio questo, una persona divenuta adulta infatti non se lo dovrebbe porre proprio e dovrebbe raccontarsi d'esser fortunata.
    Alcuni bambini non sono voluti crescere come certi altri, è solo questo qua il problema di fondo... Io in pratica secondo 'ste teorie sarei uno di questi bambini qua. Bisogna persuadere tutti a crescere e svilupparsi in certi modi, chi dice di star male così, non funziona bene, va aggiustato a funzionare bene all'interno degli ingranaggi che ci sono, il sistema di ingranaggi fa bene alla salute e basta, chi dice di aver bisogno di qualcos'altro va aggiustato pure lui e portato a ripetere che ha bisogno delle stesse cose buone che hanno fatto tanto bene ad altre persone, se crede che qualcosa manchi ancora è un idiota che va o imbottito di farmaci o rieducato a rigare dritto come chi non si lamenta mai (non traendo piacere perverso da questo) e s'è abituato alle frustrazioni esistenziali attuali, lavora e non rompe i coglioni a nessuno.

    Così si risolvono tutti i problemi, questa qua è la cura. Ad uno psicoterapeuta così la testa gliela si dovrebbe staccare davvero, ma non per usarla al posto della nostra ma per buttarla direttamente nel cestino dei rifiuti.


    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 11-12-2011 alle ore 13.57.41

  10. #400
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    A te secondo me ti ci vuole proprio uno che chiacchieri poco, ma che ti faccia scavare alle radici e alle cause del tuo malessere, sempre che tu lo consideri malessere.

    Partendo da un principio, malessere, esempio "stavo male a scuola", trovare le cause del tuo star male a scuola, cos'è che ti faceva star male, magari il tuo rapporto con l'educazione, e bla bla bla, e poi una volta scoperto questo, chissà che non ti si ccenda qualche lampadina in più.



    Si vede che ho appena messo le luci all'albero di Natale?)

  11. #401
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    Ora faccio una scommessa scherzosa: scommetto due a uno che ci trovi da ridire perchè ti sembro edu'ativa!

    Tanto io sono una paziente, me lo posso permettere di scherzare con Char.Lie, a differenza degli altri)

  12. #402
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    13-10-2010
    Messaggi
    72

    Riferimento: Io sono la tigre

    Ma, io non credo proprio che il bambino che non stava bene a scuola faceva tutte queste considerazioni complesse e ragionevoli.
    Qua non si tratta di voler dire che se qualcuno mi da una cortellata a 10 anni io diventando adulto devo considerare quella coltellata come qualcosa di positivo, non è per niente questo! E ti credo che poi chi si cerca di "educare" a questa cosa qui si ribelli e si impunti. Si tratta di spegnere il motore che da forza a queste considerazioni semplicemente dicendo che non c'è bisogno che sia acceso nel presente. O anche che se ne può accendere uno diverso che funziona per l'oggi.

    Questo è quello che si può dire normalmente.

    Ma per certi versi hai ragione. Se si sposta il tuo discorso ad una critica della società, la cosa si fa più complessa:
    -è sicuramente meglio lavorare 4 ore che 8
    -gli adulti non ragionano in modo profondo sull'educazione dei figli, ma copiano più che altro dei modelli da cui hanno fatto esperienza
    -quello che si crede sia la cosa migliore da fare per qualcuno potrebbe non esserlo

    Ok mettiamo che mi hai convinto a non educare un bambino: sei sicuro che il rimedio che proponi non sia peggiore del male?
    Di solito i bambini senza genitori vanno ai margini della società, delinquenza, droghe, sono navi alla deriva.
    La soluzione non è sicuramente quella di lasciar allo stato brado il bambino, ma casomai quella di far insegnare la cosa giusta all'adulto e quando si dice questo non si fa più una critica ai metodi educativi ma all'intera società.
    Se ci si vuole spostare su questo piano, ti consiglio di leggere i libri sulla decrescita. Meno lavoro (che è dimostrato essere in eccedenza per mantenere la sovraproduzione di beni) e più felicità. Mi sembra calzi a pennello col tuo discorso, e pian piano che cambio immaginario anche col mio.

  13. #403
    Banned
    Data registrazione
    21-03-2008
    Residenza
    Salerno
    Messaggi
    1,546

    Riferimento: Io sono la tigre

    Citazione Originalmente inviato da Giulio_MZI Visualizza messaggio
    Ma, io non credo proprio che il bambino che non stava bene a scuola faceva tutte queste considerazioni complesse e ragionevoli.
    Qua non si tratta di voler dire che se qualcuno mi da una cortellata a 10 anni io diventando adulto devo considerare quella coltellata come qualcosa di positivo, non è per niente questo! E ti credo che poi chi si cerca di "educare" a questa cosa qui si ribelli e si impunti. Si tratta di spegnere il motore che da forza a queste considerazioni semplicemente dicendo che non c'è bisogno che sia acceso nel presente. O anche che se ne può accendere uno diverso che funziona per l'oggi.

    Questo è quello che si può dire normalmente.

    Ma per certi versi hai ragione. Se si sposta il tuo discorso ad una critica della società, la cosa si fa più complessa:
    -è sicuramente meglio lavorare 4 ore che 8
    -gli adulti non ragionano in modo profondo sull'educazione dei figli, ma copiano più che altro dei modelli da cui hanno fatto esperienza
    -quello che si crede sia la cosa migliore da fare per qualcuno potrebbe non esserlo

    Ok mettiamo che mi hai convinto a non educare un bambino: sei sicuro che il rimedio che proponi non sia peggiore del male?
    Di solito i bambini senza genitori vanno ai margini della società, delinquenza, droghe, sono navi alla deriva.
    La soluzione non è sicuramente quella di lasciar allo stato brado il bambino, ma casomai quella di far insegnare la cosa giusta all'adulto e quando si dice questo non si fa più una critica ai metodi educativi ma all'intera società.
    Se ci si vuole spostare su questo piano, ti consiglio di leggere i libri sulla decrescita. Meno lavoro (che è dimostrato essere in eccedenza per mantenere la sovraproduzione di beni) e più felicità. Mi sembra calzi a pennello col tuo discorso, e pian piano che cambio immaginario anche col mio.
    Io non credo di possedere un rimedio per far star bene tutti, quel che desidererei ottenere è star bene io, questo tipo d'educazione qua a me fa male, lavorare mi fa più male che bene, questo so e questo posso affermare, se il sistema educativo fa bene magari al 98 per cento delle persone e io ricado in quel 2 per cento a cui fa più male che bene, serve un'alternativa che non c'è proprio. Ma io egoisticamente la chiedo l'alternativa per me, non per la società. La società già sta bene e magari di me non ha proprio bisogno per tirare avanti, a non star bene sono io, mica la società o qualcun altro, è ovvio che mi si dica arrangiati. Io dico solo di riconoscere almeno quale sia il male prima di proporsi di curarlo, il male di cui mi lamento io molti di voi non lo riconoscono proprio come tale, e così non ci si comprende. Il problema per me è campare senza lavorare perché le energie per lavorare, secondo il senso attuale del termine, non ce le ho proprio, esaurite quelle disponibili non riesco a fare più nulla, e desidero fare anche altro per piacere. Ora mi lamento, ma quando lavoravo non stavo poi meglio, stavo peggio. Ma ancora la situazione risulta problematica sotto certi aspetti, quelli del guadagno e del reddito.

    Poi cosa c'entra la scuola col non avere i genitori e una casa, e l'esser gettati per strada allo stato brado?

  14. #404
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    Ti racconto quella del vaso bianco?

    Sì, te la racconto, ha sempre un grande successo.

    Io come insegnante sono un vaso bianco, neutro.

    O perlomeno dovrei essere.

    Gli alunni ci versano dentro un mucchio di colori: Verde, il nonno, Rosso, la mamma, Giallo il babbo, ecc

    Se io resto bianca, tutto bene.

    Se mi faccio versare addosso tutti sti colori, le loro emozioni, anche la rabbia, succede un casino.

    se te pensi che addosso alle persone, o ai colleghi, versi un'intera tavolozza di colori, i tuoi, ti accorgerai di un sacco di cose.

    Leggi i tuoi colori, e il legame che hanno con le tue emozioni)

    Secondo me stai meglio con il mondo.

  15. #405
    Banned
    Data registrazione
    14-09-2009
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    1,780
    Blog Entries
    126

    Riferimento: Io sono la tigre

    La casa di solito io la interpreto che sono io.

    Non avere una casa per me significa non albergare.

    La casa dei miei sogni è grande e moderna, e superaccessoriata

    E' sempre in costruzione, ovviamente.

    I genitori invece sono i punti di riferimento, cioè come li ho interiorizzati io.

    Per me erano la Bibbia.

    Certo non averli non lo so cosa vuol dire, io vedevo una collega a scuola, ed era mia madre.

    Mamma mia, entra la mamma in classe mentre faccio lezione, che dirà di me, che so' na schiappa di certo!))


    E' meglio crescere bradi, non vi sono fantasmi che entrano a rompere.
    Ultima modifica di complicata : 12-12-2011 alle ore 13.16.01

Pagina 27 di 28 PrimoPrimo ... 1725262728 UltimoUltimo

Tags for this Thread

Privacy Policy