Aggiungo:
viene riportato che la situzione di grave sofferenza che gli impedisce di riposare sia di giorno che di notte è presente da qualche mese; riferisce un senso di inutilità e la sensazione di non aver costruito niente nella sua vita e anche gli aspetti riguardanti le figlie gli sembrano merito esclusivo della moglie...
detto ciò io ho fatto una sorta di schemino e ho ipotizzato un disturbo dell'umore, inizialmente in diagnosi differenziale, anche io ho messo con un disturbo dell'adattamento con tono dell'umore depresso, ma poi pensato fosse più probabile si potesse trattare di disturbo depressivo maggiore perchè presente da qualche mese, con perdita di interesse per alcune aree, sessualità (?) per es.(andrebbero indagati meglio altri aspetti che non vengono riportati), "grave sofferenza" (da approfondire),affatticabilità, disturbi del sonno (anche se in realtà parla del non riuscire a riposare e anche qui non è esplicitamente scritto insonnia...), sentimenti di autosvalutazione con l'evento precipitante del lutto paterno e i cambiamenti familiari (adolescenza delle figlie e indipendenza economica della moglie)...neanche io sono sicurissima fosse quello anche perchè il quadro clinico non era gravissimo, ma ho pensato potesse essere inteso come esordio del disturbo...
ci sono un sacco di cose che non ho citato... per esempio una importante poteva essere quella di indagare i pensieri o il rischio relativo al suicidio...
ho scritto che gli avrei fatto fare il BDI di Beck per valutare gli aspetti della triade cognitiva e l'mmpi per valutare altri aspetti di personalità e tematiche ansiose relative al periodo di cambiamento e quindi preoccupazioni per il futuro. Ho scritto che avrei coinvolto la moglie e la famiglia per accertamenti e per favorire l'aderenza all'intervento. Ho scritto dell'analisi della domanda, che andava definita meglio, empatia e alleanza terapeutica (bla, bla). Ho forse fatto una fesseria (?) scrivendo che avrei chiesto a lui se avrebbe voluto un consulto con uno psichiatra per eventualmente la somministrazione di farmaci per favorire il riposo, essendo in una struttura pubblica ho indicato che c'era la possibilità di rivolgersi a un'equipe multidisciplinare fra cui lo psichiatra, appunto. Inoltre, non ho indicato un orientamento psicoterapico.. ma ho scritto che avrebbe potuto avvalersi anche dello psicoterapeuta nell'eventualità di iniziare il percorso... ho parlato della compilazione di un diario come compito a casa dove indicare il pensiero e l'emozione associata per gestire gli aspetti svalutativi del suo pensiero...
poi bo, ho scritto tutto un pò alla rinfusa, sia qui che soprattutto nel compito, non c'era tantissimo tempo per cui dopo averci impiegato più di mezz'ora per analizzare il testo e fare lo schemino, ho visto che il tempo stringeva e ho buttato giù un pò confusamente! Anche in merito alla restituzione insomma, non gli ho dedicato molte righe, era più una conclusione anche perchè non volevo sconfinare tra competenze psicologiche e psicoterapeutiche...
ho fatto un foglio protocollo, più 3 righe nell'altro!
ai posteri l'ardua sentenza...
ora in attesa degli esiti riposo per qualche giorno e poi ci pensiamo...
ciao








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L'unica cosa che mi viene in mente è chiedervi se il vostro compito è stato svolto in maniera coerente... Perchè questo è molto importante.. Se impostate il caso con un approccio psicodinamico, ovviamente poi tutta la discussione dovrà essere coerente con quel modello: il significato dei sintomi, le aree da approfondire, gli strumenti...Seguire un approccio psicodinamico e poi inserire gli strumenti di quello cognitivo-comportamentale è considerato un errore gravissimo!!! La coerenza è fondamentale!! Anche per quanto riguarda le aree da approfondire se seguite un impostazione psicodinamica, queste dovranno essere relative ai conflitti, pulsioni, paure... mentre per quello cognitivo-comportamentale saranno relative a schemi di comportamenti, ai rinforzi...