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  1. #46
    lialy
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    siamo psicologi o catechisti? no una che opzione possa escludere l'altra, ma come al solito in questa stanza quando si parla di religione, politca o calcio funziona così, il punto focale si sposta e parte la battaglia di chi ne sa di più, chi fa più citazioni dotte ecc ecc......che ne pensate della volontà di un uomo di decidere arbitrariamente di smettere di vivere? poteva spararsi in gola, avvelenarsi, tagliarsi le vene, lanciarsi sotto un auto, buttarsi in un fiume, ma ha deciso di farlo in quel modo. Ritorniamo sull'argomento e le lezioni di catechismo lasciamole fuori, non conta Gesù, ma Lucio Magri...........

  2. #47
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da Zingarella85 Visualizza messaggio
    Ma magari davvero non finisce tutto con la morte (e non mi riferisco al fatto che esista un luogo in cielo come ci propina la pubblicità del caffè Lavazza). Essere ricordato dopo la tua fine, albergare nel cuore di qualcuno anche quando fisicamente non ci sarai più, non potrebbe essere quel fantomatico senso della vita su cui dalla notte dei tempi tutti ci interroghiamo? Mi piace pensare che il senso della Vita sia l'amore e, per me, Dio, Gesù o qualsiasi altro essere superiore è Amore, e come ha già scritto Antinomica sono entità non spiegabili razionalmente perché l'amore, così come la Fede, non possono essere spiegati solo con la fredda logica della ragione. Scritto così sembra un pensierino di un bimbo delle elementari ma spero il messaggio sia comunque arrivato.

    Detto questo, mi scuso se ho contribuito all'allontanamento dal fulcro della discussione iniziale, prometto di non intervenire più

    Che l'Amore sia l'unica cosa che può dare senso alla vita non ci piove, credo sia un punto su cui siamo tutti d'accordo... La differenza sta nel come declinare la parola amore: se considerarla espressione di un Essere superiore o considerarla come profondamente umana, immanente in "questo" mondo, l'unico che conosciamo e di cui abbiamo certezza.... Anche per me Gesù è un grande ( l'ho detto all'inizio della discussione ): ma, per riprendere la citazione di de Andrè, non posso crederlo figlio di Dio, ma fratello mio come tutti gli altri uomini.
    Lialy mi scuserà se mi permetto una citazione, ma mi piace troppo... E' quella di un grande scrittore latino di cui forse qualcuno avrà rimembranze liceali, Terenzio: "homo sum humani nihil a me alienum puto" che si potrebbe tradurre liberamente in "Sono un Uomo e nulla di ciò che riguarda l'Umanità posso considerare a me estraneo".... Ecco: questo, per me, si intende per "Amore": la consapevolezza di un comune destino e di una comune natura che ci unisce al di là di ogni differenza di ceto, razza, religione... Differenze che, di fronte alla "livella" di Totò, perdono completamente di significato...

    Citazione Originalmente inviato da lialy Visualizza messaggio
    siamo psicologi o catechisti? no una che opzione possa escludere l'altra, ma come al solito in questa stanza quando si parla di religione, politca o calcio funziona così, il punto focale si sposta e parte la battaglia di chi ne sa di più, chi fa più citazioni dotte ecc ecc......che ne pensate della volontà di un uomo di decidere arbitrariamente di smettere di vivere? poteva spararsi in gola, avvelenarsi, tagliarsi le vene, lanciarsi sotto un auto, buttarsi in un fiume, ma ha deciso di farlo in quel modo. Ritorniamo sull'argomento e le lezioni di catechismo lasciamole fuori, non conta Gesù, ma Lucio Magri...........
    Il tuo rimprovero è giusto e motivato e mi colpisce in modo particolare visto che io ho iniziato questo thread... Ma, come ho già scritto, su questo punto non ci sono state differenze di sorta tra di noi, abbiamo tutti trovato ingiustificabile la condotta del medico che, invece di tentare in ogni modo di convincere Lucio Magri a curarsi per una malattia controllabilissima come la depressione, ha accettato di aiutarlo a morire.
    Diverso è il discorso se, invece, parliamo più in generale dell'eutanasia in senso lato... Io, personalmente, sono favorevolissimo, lo considero un diritto dell'individuo su cui nessun altro, non lo Stato, non la Chiesa, ha il diritto di porre veti ingiustificati ed ingiustificabili.

  3. #48
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Mi ero riproposta di non partecipare ulteriormente alla discussione, ma aggiungo un ultimo concetto Concordo sul fatto che ci siamo discostati dall'argomento di partenza, però come più volte sottolineato da Joker quella discussione si era in un certo qual modo esaurita trovandoci tutti d'accordo sul fatto che la depressione è una patologia curabile. E forse una persona depressa non ha la giusta prospettiva per prendere una decisione cosi definitiva. Conosco una ragazza per esempio che in un momento critico della sua vita ha tentato il suicido non riuscendoci. Oggi seppur sfigurata e con mille difficoltà rimpiange quel suo gesto disperato ed ora è fortemente aggrappata alla vita.
    Comunque nonostante siamo andati oltre il tema di partenza, ben venga (a mio avviso) se qualcosa ci spinge al confronto. Pagherei per poterlo fare più spesso Per capire più a fondo gli altri,ma anche per non adagiarmi sulle mie certezze, piccole o grandi che siano.
    Tanto più che la Bibbia, meriterebbe di essere letta e studiata soltanto da un punto di vista culturale, per la coesione stilistica, che mostra e perchè è un pò la madre di tutte le storie. Racconta, fatti, sentimenti,sensazioni, dinamiche, che tutt'oggi sono ancora attuali. Non c'è libro, film o spettacolo teatrale che non comprenda qualcosa di già scritto nella Bibbia (certo con le dovute evoluzioni).
    In merito al fatto che è un bisogno umano credere, penso possa essere vero anche il contrario. E cioè che sia un bisogno umano razionalizzare tutto e mettersi al riparo da qualsiasi eventuale delusione.In mancanza di certezze io sono certo di non avere fede.
    Sinceramente, forse peccando di superficialità, a me poco importa che non ci siano testimonianze scritte dei vangeli, ma soltanto orali. A me ciò che rapisce è il messaggio. Nè credo che umane contraddizoni possano in qualche modo ostacolare quello che è uno slancio interiore, in cui la razionalità c'entra fino ad un certo punto.
    Non sento il bisogno di incasellare tutto, non posso affermare con certezza che l'Amore sia umano o divino,ma credo, a prescindere, che sia qualcosa di eccezionale, un moto interiore che scuote il mondo. Ed è il mio filo conduttore, perchè sento e so che è così. Posso anche sbagliarmi, ma non mi dispiace se so di aver seguito le mie ragioni profonde, seppur non completamente ragionevoli.
    Ultima modifica di Antinomica : 19-12-2011 alle ore 17.40.27

  4. #49
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da lialy Visualizza messaggio
    siamo psicologi o catechisti? no una che opzione possa escludere l'altra, ma come al solito in questa stanza quando si parla di religione, politca o calcio funziona così, il punto focale si sposta e parte la battaglia di chi ne sa di più, chi fa più citazioni dotte ecc ecc......che ne pensate della volontà di un uomo di decidere arbitrariamente di smettere di vivere? poteva spararsi in gola, avvelenarsi, tagliarsi le vene, lanciarsi sotto un auto, buttarsi in un fiume, ma ha deciso di farlo in quel modo. Ritorniamo sull'argomento e le lezioni di catechismo lasciamole fuori, non conta Gesù, ma Lucio Magri...........
    sono psicologa, e non ho mai insegnato catechismo non volevo dare lezioni, ma solamente rispondere a chi mi portava a mettere in causa Gesù'
    Su Lucio Magri ho espresso il mio parere. mi fermo qui, è stata comunque una discussione che ci ha permesso di riflettere e confrontarci, sebbene con idee diverse.

  5. #50
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Io mi trovo in linea con gli interventi di Antinomica.
    Essendo psicologa, la vicenda mi colpisce da un punto di vista umano e psicologico.
    Penso che siamo di fronte ad una storia di grande sofferenza individuale, un intimo dolore di cui in realtà sappiamo molto poco al di là dell'etichetta "depressione". Tutti sappiamo cosa significa soffrire e star male, ma arrivare a perdere il senso del vivere e desiderare di morire è un vissuto che va al di là della sofferenza che comunemente ci appartiene. La depressione è una malattia che, come ha sottolineato Antinomica, muta profondamente le modalità di pensiero della persona ed esaspera i vissuti emotivi, con il rischio di produrre comportamenti estremi come l'autolesionismo o il suicidio. Antinomica ha scritto: "...una persona depressa non ha la giusta prospettiva per prendere una decisione così definitiva"; del resto, il suicidio è una scelta che nasce quasi sempre da una condizione psicopatologica, perchè solitamente un individuo che non si trovi in tale condizione non prende decisioni così estreme. Premesso che nutro profondo rispetto per qualsiasi scelta individuale, soprattutto quando si tratta della propria vita, il mio dispiacere riguarda il dolore di Lucio Magri che forse, e dico forse, si sarebbe potuto alleviare, "curare", portandolo ad una scelta diversa. O forse la scelta non sarebbe stata diversa, non lo so.... Ma io non voglio giudicare, in questi casi non ci riesco proprio, e ritengo irritanti discorsi che cercano di stabilire cosa un uomo sia o meno in diritto di fare di se stesso. Rispetto, e comprensione. Solo questo.

  6. #51
    Johnny
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da joker.the.mad Visualizza messaggio
    Haidi, io sono d'accordo con te come sono d'accordo con Antinomica: la fede non si può spiegare a parole perchè è un bisogno dell'animo umano.... Dovuto a ciò che dicevo nel mio precedente post: l'esigenza insopprimibile per molte persone di non pensare che la vita finisca con la morte... Per molti, sicuramente per te, questo è insopportabile: per me e per quelli che la pensano come me, invece è una grande consolazione pensare che la vita finisca, finalmente, con la morte e che dopo non ci sia più nulla....
    Per te è una consolazione pensare che esista un Dio che ci abbia creato, ci abbia inviato su questo mondo e poi ci "indichi la Via" come dici tu, per la salvezza eterna....
    Per me, invece, pensare che esista un Essere supremo che si sia divertito a crearci, a sbatterci su questo mondo a trascorrere quel tempo che si degna di concederci, in mezzo al dolore, alla sofferenza propria e, soprattutto, altrui.... Consapevoli, unici esseri viventi, che, come gli Yogurt, siamo a scadenza, che tutto ciò che cerchiamo di costruire, ciò per cui lottiamo e ci danniamo dalla mattina alla sera ad un bel momento svanirà come neve al sole perché una macchina che ci viene incontro sbanda sul bagnato... O perché il DNA di una delle nostre cellule impazzisce e comincia a riprodursi disordinatamente formando un cancro... O perché un minuscolo grumo di sangue occlude una piccola arteria del nostro cuore o del nostro cervello...
    E pensare ancora che questo Essere ci dica: guarda, ti ho regalato, è vero, questa vita di merda, però se tu fai ciò che io ti dico di fare, se ti comporti "come Dio comanda", vedrai che poi, nell'aldilà, otterrai un gran bel premio...
    Ecco, pensare tutto questo ( mi scuso se ho calcato la mano, ma se ci pensate bene, di questo si tratta... ) non mi consolerebbe affatto, ma, anzi, mi terrorizzerebbe... Perchè non guarderei a questo Essere come un padre buono ( e perché dovrei?... Chi glielo ha chiesto di farmi nascere e farmi passare attraverso tutto questo?.... ), tutt'altro....

    Carissima Haidi, di persone vicine a me che hanno sofferto ne ho avute a bizzeffe... Tu ne hai tratto quella conclusione, per me incomprensibile, io la mia, probabilmente incomprensibile per te.
    Va bene tutto: basta essere consapevoli che di diversità di bisogni dell'animo si tratta, di esigenze opposte e che però la stessa base hanno: trovare il modo di affrontare la vita nel modo meno doloroso possibile.
    Tutto il resto ( la Chiesa con tutto il suo pesante fardello storico alle spalle, i suoi paramenti sacri materiali e immateriali... ) è solo la costruzione barocca di chi, in buona o cattiva fede, sui bisogni dell'animo umano specula.
    la verità è che non esistono prove dell'esistenza o non esistenza di Dio, ai credenti quello che dà fastidio è che i non credenti dicano, più o meno tra le righe, che i credenti sono degli illusi e gonzi e solo loro hanno ragione.

    I credenti non fanno ragionamenti astratti o logici per spiegare perché sono credenti, perché la fede è irrazionale (lo è per definizione), danno solo testimonianza della loro fede.
    Invece i non credenti spesso vogliono convincere che hanno ragione loro facendo ragionamenti astratti e comunque scorretti anche dal punto di vista logico (l'esempio dell' yogurt a scadenza è demenziale).

    ciao
    Ultima modifica di Johnny : 20-12-2011 alle ore 08.12.35

  7. #52
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    la verità è che non esistono prove dell'esistenza o non esistenza di Dio, ai credenti quello che dà fastidio è che i non credenti dicano, più o meno tra le righe, che i credenti sono degli illusi e gonzi e solo loro hanno ragione.

    I credenti non fanno ragionamenti astratti o logici per spiegare perché sono credenti, perché la fede è irrazionale (lo è per definizione), danno solo testimonianza della loro fede.
    Invece i non credenti spesso vogliono convincere che hanno ragione loro facendo ragionamenti astratti e comunque scorretti anche dal punto di vista logico (l'esempio dell' yogurt a scadenza è demenziale).

    ciao
    Questa è bella... Ma se sei stato tu ad introdurre la scommessa di Pascal che altro non è se non un tentativo ( quello si demenziale... ) di dare una giustificazione logica alla fede...

  8. #53
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Ma perchè arrivare a discutere sull'esistenza di Dio o su chi abbia ragione tra i credenti e i non credenti?
    Certamente tutto ciò che riguarda l'esistenza umana e la morte è anche materia religiosa, ma non solo!
    Ed è altrettanto certo che la propria posizione in fatto di fede religiosa influenza molto il nostro modo di interpretare vicende come quella di Lucio Magri, ma lo sforzo dovrebbe essere proprio quello di riuscire ad entrare in una prospettiva diversa, la prospettiva del protagonista di questa storia...altrimenti non comprenderemo mai chi è diverso da noi!

  9. #54
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da Alesxandra Visualizza messaggio
    Ma perchè arrivare a discutere sull'esistenza di Dio o su chi abbia ragione tra i credenti e i non credenti?
    Certamente tutto ciò che riguarda l'esistenza umana e la morte è anche materia religiosa, ma non solo!
    Ed è altrettanto certo che la propria posizione in fatto di fede religiosa influenza molto il nostro modo di interpretare vicende come quella di Lucio Magri, ma lo sforzo dovrebbe essere proprio quello di riuscire ad entrare in una prospettiva diversa, la prospettiva del protagonista di questa storia...altrimenti non comprenderemo mai chi è diverso da noi!
    Carissima Ale, tu hai ragione, abbiamo sconfinato, ma, probabilmente era inevitabile... Come è inevitabile finire a parlare dei Massimi Sistemi quando si comincia a discutere di questioni che, in un certo qual modo, a quei massimi sistemi fanno riferimento... L'OT é sempre dietro l'angolo e spesso non si può evitare... Certo, si potrebbe discutere dei "Massimi Sistemi" in un thread apposito, ma nessuno mai, credo, ne aprirà uno intitolato "Cosa pensate della Religione Cattolica?"...
    Detto questo, ritorno brevemente sul suicidio di Lucio Magri, prendendo spunto da ciò che hai scritto...
    Vedi, per come ho inteso io la questione, il personaggio principale di questa vicenda non è, paradossalmente, lo stesso Lucio Magri... Il suo comportamento, è, tutto sommato, comprensibile, quasi "normale" nella sua patologia... Era malato, aveva la depressione, la "bestia addosso"... Sintomo principale della depressione è proprio l'idea che vivere non abbia più senso e che la cosa migliore sia porre fine alla propria esistenza... Se non è vero che tutti i depressi si suicidano, è però vero che ( quasi...) tutti i suicidi erano depressi....
    Quindi tutto abbastanza comprensibile, logico, personalmente non faccio fatica a mettermi nei suoi panni ed a capirlo...
    Il personaggio di questa vicenda che non capisco e non approvo è, invece, il medico che lo ha aiutato a morire... Lucio Magri non era, come posso dire... "fuori controllo", non era una persona che aveva tagliato tutti i ponti col mondo, lo fosse stato si sarebbe buttato dalla finestra o si sarebbe impiccato o avrebbe scelto un'altra forma di suicidio solitaria, come fanno tutti quelli nella sua condizione: un suicidio, insomma, tra virgolette "normale"....
    Al contrario lui col mondo aveva mantenuto i contatti, prima di partire aveva salutato tutti... E, soprattutto, aveva mantenuto il contatto, appunto, col suo medico, una persona di cui, evidentemente, si fidava al punto da consegnare a lui la sua vita...
    Ecco, secondo me, questo medico sarebbe stato pienamente giustificabile se la malattia di Magri fosse stata un'altra, chessò, un cancro terminale, una malattia incurabile e gravemente disabilitante... Ma la depressione no, la depressione si cura, anche piuttosto facilmente ( volendo, basta una pilloletta... ): non è possibile acconsentire che una persona si suicidi per una condizione patologica risolvibile.
    Personalmente, l'ho già scritto più volte, è questo che trovo inaccettabile.

  10. #55
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da joker.the.mad Visualizza messaggio
    Era malato, aveva la depressione, la "bestia addosso"... Sintomo principale della depressione è proprio l'idea che vivere non abbia più senso e che la cosa migliore sia porre fine alla propria esistenza... Se non è vero che tutti i depressi si suicidano, è però vero che ( quasi...) tutti i suicidi erano depressi....
    Quindi tutto abbastanza comprensibile, logico, personalmente non faccio fatica a mettermi nei suoi panni ed a capirlo...
    Il personaggio di questa vicenda che non capisco e non approvo è, invece, il medico che lo ha aiutato a morire... Lucio Magri non era, come posso dire... "fuori controllo", non era una persona che aveva tagliato tutti i ponti col mondo, lo fosse stato si sarebbe buttato dalla finestra o si sarebbe impiccato o avrebbe scelto un'altra forma di suicidio solitaria, come fanno tutti quelli nella sua condizione: un suicidio, insomma, tra virgolette "normale"....
    Al contrario lui col mondo aveva mantenuto i contatti, prima di partire aveva salutato tutti... E, soprattutto, aveva mantenuto il contatto, appunto, col suo medico, una persona di cui, evidentemente, si fidava al punto da consegnare a lui la sua vita...
    Ecco, secondo me, questo medico sarebbe stato pienamente giustificabile se la malattia di Magri fosse stata un'altra, chessò, un cancro terminale, una malattia incurabile e gravemente disabilitante... Ma la depressione no, la depressione si cura, anche piuttosto facilmente ( volendo, basta una pilloletta... ): non è possibile acconsentire che una persona si suicidi per una condizione patologica risolvibile.
    Personalmente, l'ho già scritto più volte, è questo che trovo inaccettabile.
    Comprendo la tua riflessione, ed è un problema che mi sono posta anch'io.
    Purtroppo per curare le malattie psichiche è fondamentale la collaborazione della persona. Se non c'è la volontà personale di curarsi, non c'è medico o psicologo che possa far qualcosa. Insomma, è vero che la depressione è curabile, ma anche per prendere una pilloletta, come dici tu, ci vuole l'intenzione del paziente, non puoi fargliela ingoiare con la forza. Lui non voleva curarsi, voleva farla finita. Aveva 79 anni e ha scelto così. Non credo che ci fosse persona in grado di fargli cambiare idea, un'idea maturata nel corso di un paio d'anni e alla fine attuata. Diciamo anche che lui ha potuto permettersi di farsi aiutare in questo, mentre per una persona comune il suicidio "violento" è l'unica soluzione. Chissà, forse se quel medico non l'avesse aiutato si sarebbe ucciso ugualmente, con metodi "tradizionali" (perdonate l'uso delle virgolette ma spero si capisca cosa intendo dire).
    Ultima modifica di Alesxandra : 21-12-2011 alle ore 17.08.45

  11. #56
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da Alesxandra Visualizza messaggio
    Comprendo la tua riflessione, ed è un problema che mi sono posta anch'io.
    Purtroppo per curare le malattie psichiche è fondamentale la collaborazione della persona. Se non c'è la volontà personale di curarsi, non c'è medico o psicologo che possa far qualcosa. Insomma, è vero che la depressione è curabile, ma anche per prendere una pilloletta, come dici tu, ci vuole l'intenzione del paziente, non puoi fargliela ingoiare con la forza. Lui non voleva curarsi, voleva farla finita. Aveva 79 anni e ha scelto così. Non credo che ci fosse persona in grado di fargli cambiare idea, un'idea maturata nel corso di un paio d'anni e alla fine attuata. Diciamo anche che lui ha potuto permettersi di farsi aiutare in questo, mentre per una persona comune il suicidio "violento" è l'unica soluzione. Chissà, forse se quel medico non l'avesse aiutato si sarebbe ucciso ugualmente, con metodi "tradizionali" (perdonate l'uso delle virgolette ma spero si capisca cosa intendo dire).
    Mah... Hai sicuramente ragione, ma non del tutto, però.... Se è sicuramente vero che un trattamento psicologico non è neanche ipotizzabile in assenza di cooperazione da parte del paziente, questo è ( un po'... ) meno vero per quello farmacologico...
    Se Magri si fidava di questo medico, avrebbe sicuramente accettato di prendere "la pilloletta" su suo consiglio..... Non c'era bisogno, ovviamente, che sapesse cosa fosse, c'erano mille modi per convincerlo...
    Poi, una volta che il suo tono d'umore fosse cambiato per effetto del farmaco, sarebbe stato più semplice convincerlo a continuare stabilmente la terapia: sarebbe stata la stessa sensazione di benessere ottenuta prendendo la medicina a convincerlo... Il suicidio appare l'unica opzione se il resto dell'orizzonte è nero come la pece, se si comincia a stare, in un qualche modo, "bene", allora tutto cambia ed è possibile ( non sicuro, ma possibile... ) che avrebbe cambiato idea...
    Del resto, che la sua decisione non fosse così irrevocabile è dimostrato dal fatto che, come riportavano le cronache, avesse già tentato l'ultimo viaggio in un'altra occasione, annullando poi tutto all'ultimo minuto perché gli era mancato il coraggio...
    Naturalmente tutto questo presuppone che quel "famoso" medico di cui stiamo ripetutamente parlando, fosse anche un suo amico o, comunque, una persona che avesse per lui un interesse non solo freddamente professionale...
    Tutto cambia se così non fosse stato, e se tra di loro ci fosse solo di mezzo una parcella da pagare a fine "prestazione".....

  12. #57
    Johnny
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da Alesxandra Visualizza messaggio
    Comprendo la tua riflessione, ed è un problema che mi sono posta anch'io.
    Purtroppo per curare le malattie psichiche è fondamentale la collaborazione della persona. Se non c'è la volontà personale di curarsi, non c'è medico o psicologo che possa far qualcosa. Insomma, è vero che la depressione è curabile, ma anche per prendere una pilloletta, come dici tu, ci vuole l'intenzione del paziente, non puoi fargliela ingoiare con la forza. Lui non voleva curarsi, voleva farla finita. Aveva 79 anni e ha scelto così. ).
    ho come la sensazione che l'età abbia giocato un ruolo, come se essere anziani sia una cosa negativa a tal punto che è meghlio morire piuttosto che invecchiare ulteriormente. Se un paziente depresso di 20 anni ha il diritto di ricevere cure adeguate per la sua patologia, non vedo perché questo non valga anche per un paziente che di anni ne ha 79. A 79 anni la vita vale meno che a 20 anni???

    Poi, visto il curriculum politico di Lucio Magri, qeusto suicidio assistito ha tutta l'aria di essere un atto politico. Il che sarebbe ancora più grave perché il medico deve agire per il bene del paziente e non per motivi politici
    Ultima modifica di Johnny : 22-12-2011 alle ore 20.42.16

  13. #58
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    ho come la sensazione che l'età abbia giocato un ruolo, come se essere anziani sia una cosa negativa a tal punto che è meghlio morire piuttosto che invecchiare ulteriormente. Se un paziente depresso di 20 anni ha il diritto di ricevere cure adeguate per la sua patologia, non vedo perché questo non valga anche per un paziente che di anni ne ha 79. A 79 anni la vita vale meno che a 20 anni???
    Qui nessuno ha detto questo, quindi non mi spiego la tua sensazione.
    Tutti hanno diritto di ricevere cure adeguate, a qualsiasi età. Così come tutti hanno il diritto, a qualsiasi età, di rifiutare le cure.
    Lui non voleva curarsi, punto.
    Non vedo perchè fare polemica a tutti i costi.

  14. #59
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    Poi, visto il curriculum politico di Lucio Magri, qeusto suicidio assistito ha tutta l'aria di essere un atto politico. Il che sarebbe ancora più grave perché il medico deve agire per il bene del paziente e non per motivi politici
    No, scusa.... giuro che non ho intenti polemici, te lo chiedo solo per capire: quindi, secondo te, il medico che ha aiutato Magri a morire ( e sul cui comportamento non sono certo tenero: basta rileggere ciò che ho scritto su di lui...) lo avrebbe fatto per compiere "un atto politico", magari per fare propaganda e/o per difendere interessi politici...
    Quali? Quali interessi voleva difendere, secondo te, e/o quali ideali voleva propagandare aiutando un uomo depresso ad uccidersi?... Pensi davvero che si possa far propaganda in questo modo? Che qualcuno possa convincersi a votare in un certo modo dopo aver letto questa tristissima vicenda?...
    Giuro, non capisco, mi sembra assurdo anche solo immaginare, sia pure alla lontana, di poter mettere in mezzo la politica persino in una vicenda come questa...
    E da dove lo deduci, poi, questa tua ipotesi... Dal curriculum politico non del medico ( che nessuno conosce...), ma da quello di Magri... Come se, a questo punto, fosse stato lui ad ammazzarsi per "compiere un atto politico", per difendere i suoi supposti ideali...

  15. #60
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    Riferimento: Il suicidio di Lucio Magri

    Citazione Originalmente inviato da joker.the.mad Visualizza messaggio
    ...
    Ecco, secondo me, questo medico sarebbe stato pienamente giustificabile se la malattia di Magri fosse stata un'altra, chessò, un cancro terminale, una malattia incurabile e gravemente disabilitante... Ma la depressione no, la depressione si cura, anche piuttosto facilmente ( volendo, basta una pilloletta... ): non è possibile acconsentire che una persona si suicidi per una condizione patologica risolvibile.
    Personalmente, l'ho già scritto più volte, è questo che trovo inaccettabile.
    Prendo questo passaggio come spunto per offrire qualche riflessione.

    C'e' differenza fra il suicidio e l'uccisione di una persona consenziente. Confondendoli l'eutanasia e' ridatta ad un problema di liberta' individuale e si perde di vista l'essenziale.

    La depressione e' un'etichetta descrittiva non una causa efficiente. Dire "Magri ha voluto essere ucciso perche' era depresso" e' come dire "il leone mangia la carne perche' e' carnivoro".

    Malattie incurabili e gravemente disabilitanti non sono ragioni sufficienti per volere essere uccisi o per volere suicidarsi. Per fortuna in molti casi non lo sono neanche la mancanza di assistenza data alle persone che si trova in queste condizioni e la rappresentazione sociale di queste condizioni che Joker cosi' efficaciemente sa esprimere.

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