
Originalmente inviato da
Giulio_MZI
La psicologia non potrà mai essere una scienza, perchè l'oggetto e il soggetto dell'indagine corrispondono. L'individuo cioè non potrà mai tirarsi fuori dal suo sguardo che osserva, oggettivandosi. Rimane nella sua soggettività e da questa scaturisce i suoi preconcetti e le sue visioni del mondo. Se la sua visione del mondo è quella razionalità che chiamiamo psicologia e che oggi si studia, la si elogia come metodo di comprensione, la si crede strumento efficace, non bisogna dimenticare che è pur sempre "contenuta" in una mente. La mente è innanzi tutto apertura di senso che la logica cristallina della psicologia non può chiudere nei suoi recinti, perchè soffoca l'individualità che scaturisce dal creare un senso proprio agli eventi. Jung ha chiamato questo lavoro processo di individuazione e l'ha messo negli scopi della vita.
Nessun professore alla facoltà di psicologia ti metterà su questa strada, perchè, come se prendessi le sembianze di Jung, e il prof di Freud, finiresti per litigarci ed allontanarti.
Credere che studiando qualche teoria psicologica si conoscano le altre persone, crea arroganza, supponenza, e una specie di dipendenza da questa razionalità, perchè necessaria a mantenere il potere sugli altri, il potere di dire qualcosa di loro che loro stessi non sanno. In realtà si sta esponendo un ennesimo punto di vista sulle cose, che, tramite l'errore di scientificità tramandato dalla psicologia, lo si eleva a Logos.
Se vuoi tirarti fuori da queste sabbie mobili ti consiglio di cominciare a studiare i libri di Umberto Galimberti, per primo La casa di psiche.
Per il percorso universitario, ci sono problemi di saturazione del mercato lavorativo, ed è fortemente sconsigliato iscriversi ad una facoltà di psicologia in questo periodo.
Se interessa la materia per una crescita personale si può benissimo studiarla in autonomia.
Saluti e buona fortuna!