
Originalmente inviato da
coccinella93
Io ritengo che l'analisi della domanda sia fondamentale per dimostrare di avere bene capito il problema che abbiamo davanti e quelle che sono le richieste del paziente.
Per quanto riguarda la SECONDA prova: presentare un disturbo facendo riferimento a quelli che sono i parametri necessari per identificarlo (DSM) e impostare una valutazione decidere quindi cosa valutare e secondo quale modalità, di quali strumenti avvalersi ai fini di una procedura diagnostica ben definita. COsa sostanzialmente dobbiamo fare per essere sicuri di aver valutato correttamente i sintomi e che ci possa permettere nei limiti del possibile di condurre una diagnosi in modo più oggettivo e standard possibile. Il trattamento credo sia davvero da citare in poche righe, l'unico errore che potremmo fare sarebbe quello di evitare di dire che il nostro paziente ha bisogno di una terapia o di accertamenti che non ci competono, ma non è di nostra competenza impostarla, ma semplicemente suggerirla e accennare a aspetti da riabilitare che sono i più importanti trovati dalla nostra valutazione. quindi partendo dalle caratteristiche del disturbo che ci verrà dato, in che modo noi lavoreremo con il paziente per stabilire se i suoi sintomi sono tali da porre un inquadramento nosografico o meno? ricordiamoci che l'etichettamento diagnostico è un pò una fase in cui andiamo "dritti sparati" senza chiederci quelle che sono le reali necessità del paziente.
TERZA PROVA-PROGETTO: si tratta di impostare in ambito che può essere clinico, scolastico, lavorativo un progetto di intervento. anche qui l'analisi del contesto è fondamentale. Pensare nella pratica di proporre un progetto senza che ve ne sia bisogno è assurdo e non ce lo approverebbe mai nessuno, visto che si tratta di risorse economiche in primis, investite per prevenire o migliorare una situazione. quindi bisogna seguire un procedimento che è ben spiegato nel Rollo secondo me: ovvero Analisi domanda e premessa, gli obiettivi generali e specifici che il nostro progetto persegue, i destinatari, le responsabilità delle figure coinvolte, il tempo, le risorse necessarie, i vincoli possibili e i rischi (le falle del nostro progetto!!), fasi e attività che lo compongono e se ho tralasciato qualcosa è comunque importantissima la fase della Valutazione e Monitoraggio: non si può prevedere di attuare un progetto stabilendo dei risultati da raggiungere senza preoccuparsi di avere ottenuto o meno gli scopi, o di correggere la rotta in itinere: è bene ricordare che stiamo sempre investendo risorse umane, economiche, di tempo.
Ad esempio, per la valutazione dei disturbi di apprendimento, io personalmente non considererei come strumento di somministrazione la WPPSI a meno che non ci siano dubbi sul funzionamento cognitivo del bambino, perchè in pratica una diagnosi di DSA nel senso di poter porre l'etichetta è concessa a partire dalla fine della seconda elementare e per la discalculia dalla fine della terza. quindi è bene considerare una valutazione del criterio di esclusione (ovvero assenza di RM) a partire dai 6 anni.