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  1. #76

    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    Cari giovani psicologi,
    la scelta non è facile, ma penso che negli anni universitari, studiando le varie teorie, vi siate formati un opinione, anche se mi rendo conto non è sempre facile. Nel tirocinio avrete invece toccato con mano la difficoltà, se avete fatto o presenziato a colloqui clinici, di saper ascoltare ciò che dice un paziente. Oltre al lamento, e ai sintomi portati, a cosa dare ascolto e come operare? Offrendo un modello di "normalità"? Certamente no! Chi sono gli psicologi da poter dire qual è il bene per l'altro? Non esistono soluzioni generali, valide per tutti, ma un accompagnamento a trovare la propria.
    Tuttavia questo lo si può fare solo se ci si mette, nei confronti del soggetto che formula una domanda di sapere perché gli succede di star male, in una posizione particolare, che si può assumere solo dopo un percorso personale approfondito: un'analisi.
    Si tratta di una trasformazione soggettiva, che non si acquisisce attraverso un sapere o un apprendimento di tecniche. Vi piacerebbe essere addomesticati alla normalità o indottrinati su come dovete imparare a pensare in maniera corretta?
    La psicanalisi è una pratica, che si impara sulla propria pelle, per venire a capo di ciò che ci sostiene al mondo come esseri desideranti..

  2. #77
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    Citazione Originalmente inviato da pastoute Visualizza messaggio
    Cari giovani psicologi,
    la scelta non è facile, ma penso che negli anni universitari, studiando le varie teorie, vi siate formati un opinione, anche se mi rendo conto non è sempre facile. Nel tirocinio avrete invece toccato con mano la difficoltà, se avete fatto o presenziato a colloqui clinici, di saper ascoltare ciò che dice un paziente. Oltre al lamento, e ai sintomi portati, a cosa dare ascolto e come operare? Offrendo un modello di "normalità"? Certamente no! Chi sono gli psicologi da poter dire qual è il bene per l'altro? Non esistono soluzioni generali, valide per tutti, ma un accompagnamento a trovare la propria.
    Tuttavia questo lo si può fare solo se ci si mette, nei confronti del soggetto che formula una domanda di sapere perché gli succede di star male, in una posizione particolare, che si può assumere solo dopo un percorso personale approfondito: un'analisi.
    Si tratta di una trasformazione soggettiva, che non si acquisisce attraverso un sapere o un apprendimento di tecniche. Vi piacerebbe essere addomesticati alla normalità o indottrinati su come dovete imparare a pensare in maniera corretta?
    La psicanalisi è una pratica, che si impara sulla propria pelle, per venire a capo di ciò che ci sostiene al mondo come esseri desideranti..
    Scusa se mi permetto, ma a parte il resto che noi psicologi credo sappiamo abbastanza bene, tipo il fatto che non esiste una soluzione uguale che vada per tutti e, gia' qs con tutto il rispetto, è piuttosto un'ovvieta' che una novita', a te chi ha detto che a noi "piacerebbe essere addomesticati alla normalita' o indrottinati su come dobbiamo imparare a pensare in maniera corretta"? O che non sappiamo ad es., la maggior parte di noi almeno che la psicoanalisi, ma anche altre tecniche, si imparano sulla propria pelle? Anche al limite, facendo ugualmente un percorso contemporaneo di analisi personale? Vuoi forse insegnarci tu, allora a pensare come "non pensare" per imparare cio' che ritieni per noi fondamentale, evidentemente? Ovvero, la tua personale teoria di riferimento? Se è cosi', almeno ci insegni cosa "ci sostiene al mondo come esseri desideranti" e noi, potremmo dire di aver appreso che dovevamo apprendere un fatto molto importante che ci era completamente sfuggito, per la nostra vita e per la nostra professione.
    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 03-06-2008 alle ore 16.47.15
    Gaia

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  3. #78

    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    vedo che lei è una persona che legge molto e sa bene che spesso le diverse scuole di psicoterapia fanno miscugli fra filosofia e psicanalisi, ad esempio, senza che venga chiarito né l'uno né l'altro. Credo che qualsiasi scelta, sia comunque, quella che in quel momento una persona senta di fare. è nel lavoro della clinica, che poi ci si mette in discussione veramente per capire cosa si fa con un paziente e se quello che ha imparato gli serve veramente od è una semplice sovrastruttura. Il sapere psicanalitico è il frutto dell'esperienza dell'inconscio di cui gli analisti danno testimonianza a partire da Freud, l'inventore della psicoanalisi. Tuttavia Freud stesso era disposto a rivedere la teoria, quando un solo caso la contraddicesse. Ogni analisi è nuova, non comporta l'applicazione di un sapere già definito. Freud è un "mutante" che scopre un nuovo ordine logico dei fenomeni psichici e cerca di trasmetterlo. La sua è una scoperta che fa malgrado le sue intenzioni, che lo portavano nella direzione della Psicologia generale e della neurologia ed invece incontra altro e di fronte a ciò non indietreggia come Breuer, con Anna O. Non ha un sapere precostituito, ma lo inventa e dopo di lui, Lacan ha cercato di mantenere vivo il senso di questa scoperta e la questione della trasmissione di quest'esperienza. Credo che la lezione di Freud e Lacan non possa essere misconosciuta, ma le loro opere vadano studiate e conosciuta approfonditamente a partire dai testi e non dalle vulgate.

  4. #79
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    Citazione Originalmente inviato da pastoute Visualizza messaggio
    vedo che lei è una persona che legge molto e sa bene che spesso le diverse scuole di psicoterapia fanno miscugli fra filosofia e psicanalisi, ad esempio, senza che venga chiarito né l'uno né l'altro. Credo che qualsiasi scelta, sia comunque, quella che in quel momento una persona senta di fare. è nel lavoro della clinica, che poi ci si mette in discussione veramente per capire cosa si fa con un paziente e se quello che ha imparato gli serve veramente od è una semplice sovrastruttura. Il sapere psicanalitico è il frutto dell'esperienza dell'inconscio di cui gli analisti danno testimonianza a partire da Freud, l'inventore della psicoanalisi. Tuttavia Freud stesso era disposto a rivedere la teoria, quando un solo caso la contraddicesse. Ogni analisi è nuova, non comporta l'applicazione di un sapere già definito. Freud è un "mutante" che scopre un nuovo ordine logico dei fenomeni psichici e cerca di trasmetterlo. La sua è una scoperta che fa malgrado le sue intenzioni, che lo portavano nella direzione della Psicologia generale e della neurologia ed invece incontra altro e di fronte a ciò non indietreggia come Breuer, con Anna O. Non ha un sapere precostituito, ma lo inventa e dopo di lui, Lacan ha cercato di mantenere vivo il senso di questa scoperta e la questione della trasmissione di quest'esperienza. Credo che la lezione di Freud e Lacan non possa essere misconosciuta, ma le loro opere vadano studiate e conosciuta approfonditamente a partire dai testi e non dalle vulgate.
    Sul fatto che il contributo innovativo di Freud e la sua sempre dichiarata disponibilita' a rivederlo e speranza che potesse sia essere trasmesso sia contemporaneamente, dichiarandolo "provvisorio" in mancanza di una teoria migliore che potesse spiegare cio' che lui andava studiando, sono certamente d'accordo, cosi' come so bene che per molti psicoanalisti, colui che piu' di ogni altro, ha riportato in luce, arricchendolo di contributi personali, il suo pensiero, è J. Lacan. Personalmente, conosco il fatto che anche a qs autore, si deve un nuovo modo di guardare al concetto di "senso" dell'esperienza soggettiva, per il quale trae spunto non solo dalla linguistica di De Saussure e JaKbson, ricavandone l'importanza a tal fine del rapporto della catena del significante con il significato attraverso la quale si puo' appunto ri-costruire un senso della Narrazione soggettiva cui l'analista presta ascolto; a qs concetti si possono ricondurre quelli del rapporto tra Forma e Contenurìto, di Metonimia, ecc. Conosco anche il suo personale rapporto in particolare con l'antropologia di Levy-Strauss ed il fatto che a lui va il grande merito di aver introdotto in modo nuovo, ri-fondandolo, in ambito psicoanalitico freudiano, il concetto di Altro e di Alterita', e che cio', in realta', troppo spesso viene ignorato, attribuendo per qs, una grandissima importanza al Padre.
    Quindi, premesso che qui mi sono limitata ad alcuni concetti basilari, trascurandone alti, piu' filosofici e di "logica" e metodologia, seppure noi a volte, rispondendo ad una domanda, ci limitiamo al concetto contenuto in essa, io, personalmente, non darei frettolosomente per scontato che come psicologi, non siamo a conoscenzadi altri aspetti o non abbiamo, sulla nostra pelle, altre esperienze; anche se mi rendo conto che a volte, certi entusiasmi possono anche portare a temporanei scotomi o ad eccessive enfasi su un certo argomento, magari per semplici inclinazioni personali o, per alcuni, anche per non aver avuto ancora molte esperienze, forse per via della giovanissima eta'.
    Chi ha un minimo di esperienza, sa bene che esistono tante realta' quanti sono gli individui con cui è a contatto ma anche tante realta' diverse in momenti diversi di uno stesso individuo; non solo, il rapporto tra psicologia ed antropologia insegna anche che esistono tipi di pensiero umano che sono comuni tra individui che hanno un certo tipo di sofferenza ad es., ed individui appartenenti a determinate culture, con un certo tipo di pensiero a cui si puo' cmq attribuire una sua logica interna.
    sono certamente d'accordo, avendolo scritto io per prima, che ci sono scuole che utilizzano concetti filosofici, antropologici e psicoanalitici, facendo una gran confusione che non rende poi merito a nessuno di essi e possono anzi generare analisti frustrati e, per qs, proiettivamente aggressivi con i loro pazienti, cosa che ritengo molto grave, non avendo a disposizione una reale metodologia chiara nè sperimentata nè qd, da utilizzare.
    Spero di essermi spiegata in modo chiaro.
    Buona giornata e buono studio e lavoro.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 04-06-2008 alle ore 12.45.44
    Gaia

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  5. #80
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    Vorrei aggiungere, cosa importantissima, che io ho il massimo rispetto per tutti i miei colleghi che non si riconoscono in Freud o ancor meno, in J. Lacan la cui "sua" personale inclinazione e volonta' di comunicazione e diffusione di pensiero mi è parsa subito evidente, seppur inizialmente taciuta, cosi' come in chi riconoscendovisi, opera con onesta' e serieta', senza mai dimenticare che prima di ogni altra cosa, noi abbiamo a che fare con altre persone, essseri umani con dignita' e diritti. Qs, sia che operiamo come freudiani che come junghiani o come analisti che si riconoscono in orientamenti derivati dalle teorie delle Relazioni Oggettuali, quali le piu' moderne Relazionali oppure del Se', se cio' viene fatto in modo tale da aiutare la persona che si ha di fronte realmente; uguale rispetto ritengo vada riservato a tutti quei colleghi, che operando con la massima coscienzieta' e competenza teorica e metodologia, non si riconoscono nella psicoanalisi, ma in altre correnti psicoterapeutiche che non ritengo si abbia il diritto di etichettare, solo perchè non psicoanalitiche, in modo improprio.
    Con la massima solidarieta' ai miei colleghi gia' formati ed in via di formazione secondo le loro personali inclinazioni, purchè sempre rispettose di se' e degli altri.
    Gaia

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  6. #81
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    miscugli tra filosofia e psicoanalisi??senza che venga chiarito ne l'uno ne l'altro?...posso essere persuaso del fatto che la preparazione nelle scuole di un certo orientamento non sia eccellente (forse neanche quella degli allievi lo è a questo punto)ma questa superficialità non è opportuna.Sono contento per chi ha le idee così chiare su cosa sia l'uomo e l'individualità essenziale...il male in senso antropologico...
    ovviamente tra la sicurezza di una risposta e l'inquietudine di una domanda spesso si sceglie di percorrere il primo sterile percorso...mi vengono in mente delle parole a tal proposito di un 'tale' Jaspers,medico tra i pensatori e filosofo tra i medici:
    ''conoscenza scientifica e abilità tecnica si trovano sempre nella condizione di 'spiegare' qualcosa senza nulla 'comprendere',a meno di non considerare compreso un fenomeno solo per il fatto che gli si è assegnato un nome''.

    Ora,con buona pace di tutti i freudiani,Freud ''ha'' un sapere precostituito e costruisce la psicoanalisi su un modello concettuale ben preciso del quale si danno numerosi antecedenti anche in ambito psichiatrico.E la psicoanalisi, anche se non lo sa, con Freud in testa, va fortemente verso territori già occupati dalle scienze naturali anzi l'intenzione del fondatore era ''questa'' con tutto il danno che ne deriva.Sono però d'accordo sul fatto che Freud qualcosa di importante l'abbia 'scoperta'...l'eziologia sessuale delle nevrosi è un passo fondamentale per l'epoca e tradurlo in clinica è stato decisivo...a patto però che non si dimentichi la lezione di Schopenhauer e Nietzsche.Meno d'accordo mi trovo ovviamente sul fatto che Freud rivedesse le sue inferenze anche solo dopo un caso...se il caso si presentava 'fenomenologicamente' contrastante con l'ipotesi di partenza il maestro viennese era invece abilissimo nel rincorrere vie di uscita (anche le più improbabili!)che potessero validare l'ipotesi di partenza...
    mi trovo ad essere pienamente d'accordo con Gaia per la consueta ampiezza di vedute e dunque conseguente 'umiltà' di fronte a problemi la cui grandezza supera sempre ogni nostra disposizione conoscitiva la dove ogni tentativo di riduzione e unificazione cade miseramente...ci scommetterei la pelle che esiste una percezione diffusa nel considerare Jung (exempli gratia) uno 'scopritore' di 'seconda classe' rispetto a Freud...ma forse Jung ha scoperto di meno perchè ha saputo guardare più oltre...quell''Oltre' di cui solo un 'simbolo' ne può essere eco lontana...
    saluti
    Luigi

  7. #82
    Matricola
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    Se volete lavorare lavora lavorare secondo me la cosa migliore è l'orientamento cognitivo-comportamentale, meglio se una scuola che ti da anche una formazione in neuropsicologia, che ormai serve sempre. seconda scelta approccio sistemico.
    In una scuola ad orientamento cognitivo-comportamentale si apprendono strumenti pratici che ti permettono di lavoare in contesti differenti e non solo psicoterapia, il setting è molto flessibile e questo permette la piena accettazione e possibilità di espressione per chi richiede i tuoi servizi. Per non parlare che scientificamente parlando è uno dei pochi approcci che si apre alla verifica e al dialogo all'interno della comunità scientifica e questo permette di abbandonare quello che non funziona (quanto intralciano i baglagli inutili!!). Per dirla in breve l'approccio cc non è una dottrina o una setta ma è una metodologia flessibile.

    Quando sono entrato il direttore della scuola al colloquio mi chiese "quando pensi di riprenderceli questi soldi che stai investendo?", io non capivo ma già alla fine del primo anno ho capito, dato che con una mia collega abbiamo già avuto modo di sperimentarci nel mondo del lavoro... e non lo avrei saputo fare senza quello che mi ha dato questo percorso.
    Cmq. in bocca al lupo per le scelte di tutti!!

  8. #83
    Partecipante Assiduo L'avatar di Wallyerbert
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    Sono specializzata da due anni (scuola psicodinamica Irppi) e lavoro lavoro lavoro .....senza dottrine o sette, si utilizza un metodo. Anche il metodo cognitivo è valido così come il sistemico. Senza generalizzazioni si può scegliere il metodo adatto al proprio futuro. Ciao buona scelta a tutti!

  9. #84

    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    qualcuno sa aiutarmi sugli approcci integrati?

  10. #85
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    Citazione Originalmente inviato da Psicologamatta Visualizza messaggio
    qualcuno sa aiutarmi sugli approcci integrati?
    Io ti posso dire che la scuola di specializzazione mosaico psicologie di bologna diretta dal dott.rapaggi, ha una impostazione integrata , e cioè unisce lo psicodramma alla bioenergetica e alla psicoanalisi. Meglio di così? Ti invito ad andare a spulciare un pò di notizie sul sito della scuola www.scuoladipsicodramma.com dove troverai info moooolto utili. Io sto al quarto anno e sto finendo e ti posso garantire che non ci fu per me scelta migliore, sto parlando di una scuola interessante, formativa , seria (ma non seriosa) in cui la cultura è unita al divertimento creativo. In bocca al lupo. ciao

  11. #86
    Partecipante Assiduo L'avatar di mariànto84
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    ciao a tutti...vorrei un consiglio..qualcuno di voi ha frequentato o frequenta change a bari? sono di bari e vorrei frequenetare una sistemico familiare o al massimo la cognitivo compotrtamentale di lecce...santa chiara..qualcuno mi metta info s eha frequentato queste...anche come approccio...

  12. #87
    Partecipante Affezionato L'avatar di france1986sca
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    Salve a tutti!!!!
    Ho letto che alcuni di voi stanno frequentando la IACP. Io potrei essere interessata, ma sinceramente mi spaventano quelle 100 ore di terapia personale (e mi spaventeno x un fattore economico) qualcuno sa dirmi quanto costa un'ora di psicoterapia per un allievo della scuola?? sono accettati anche percorsi di psicoterpia con terapeuti di altro orientamento (gestalt per la precisione)? vi ringrazio in anticipo!!
    Francesca

  13. #88
    Partecipante L'avatar di piccolaLuna
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    Scusatemi ma io faccio la vocefuori dal coro..secondo me il modello terapeutico migliore è quello che produce risultati dimostrabili e se fate un' occhiata a livello internazionale, l' unico approccio di cui è stata documentata la percentuale di efficacia a secondadelle varie patologie è la psicoterapia cognitivo comportamentale

  14. #89
    Partecipante Assiduo L'avatar di alessiuccia
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    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    io vi consiglio un libro: Psicoterapie a confronto...
    sono nella vostra stessa situazione e un pò per l'indecisione un pò per i costi...penso che mi prenderò un pò di tempo!
    in bocca al lupo a tutti!

  15. #90

    Riferimento: Scuola di specializzazione..come scegliere?

    Citazione Originalmente inviato da piccolaLuna Visualizza messaggio
    Scusatemi ma io faccio la vocefuori dal coro..secondo me il modello terapeutico migliore è quello che produce risultati dimostrabili e se fate un' occhiata a livello internazionale, l' unico approccio di cui è stata documentata la percentuale di efficacia a secondadelle varie patologie è la psicoterapia cognitivo comportamentale
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    Ultima modifica di crissangel : 12-09-2013 alle ore 19.08.37

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