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  1. #16
    Vertigo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da karmen
    Ritroviamo la nostra dignità professionale, se vogliamo davvero che la collettività riconosca un ruolo sociale importante alla nostra professione.
    ... l'unico modo per ritrovare (o forse per guadagnarsi) un po' di dignità è mettere in seria discussione l'attuale normativa sull'ordine e la struttura dell'esame di stato ... ogni altra cosa è parlare vano.

    Non so se hai presente la situazione ... qui non è una questione di pippe mentali ma di appropriazione e spartizione mafiosa del mercato del lavoro ... ripeto, sfido chiunque (docenti, presidenti di commissione, presidente dell'ordine ...) a dimostrarmi il senso e la coerenza dell'attuale ordinamento della professione di Psicologo, in particolare per quanto riguarda il modo in cui viene organizzato l'esame di stato ...

    Una cosa è certa, fino a quando le cose resteranno così non mi sogno minimamente di sottopormi a questo rituale ... continuerò a lavorare da "bandito" ... ho partecipato ed avuto pubblicazioni a congressi europei ... ho sviluppato e validato test con campioni nazionali da fare invidia ai tiraborse e ai docenti universitari (che notoriamente sfruttano tesi e studenti per poi fare soldi con i risultati ...) ho anticipato di almeno 5 anni le organizzazioni speciali (altra organizzazione di mafiosi) nell'organizzare un servizio di test e reportistica professionale online ... la maggior parte degli psicologi "patentati" che conoscono non sanno neanche dove iniziare nell'affrontare problemi per i quali l'ordine li ha giudicati competenti e capaci ... non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di andare a raccontare due minchiate sulla psicologia generale a quattro poveri mafiosi.

    Ok, mi piace fare della psicologia ... ma non a qualsiasi costo.

    Gli psicologi avranno quello che si meritano fino a quando non saranno in grado di prendere veramente sul serio la propria professione, il che è una cosa ben diversa dal mettere su chiesette e corporazioni .... per il resto, possiamo continuare a parlare della cenere ... ma è il fuoco che brucia, la cenere arriva il vento e se la porta.

    V3RT

  2. #17
    Ospite non registrato
    E' vero che gli Psicologi dovrebbero lavorare sul proprio vittimismo; però quelli che, come te, ne hanno preso coscienza, possono vedere anche oltre, dove il vittimismo viene alimentato con attenzione e intenzione.
    L'università che non seleziona, il tirocinio che non forma, le scuole che mentre prendono i soldi degli Psicologi formano anche la concorrenza accogliendo di tutto per i corsi più disparati nei quali, apprendnendo le tecniche della relazione, perfino soggetti non laureati possono buttarsi nel mercato sprecando potenziali di immagine che appartengono alla nostra categoria.
    Bah, io sono pessimista che le cose possano cambiare rapidamente.
    Ci vorrebbe un movimento innovativo, gente che pensi al futuro con attese ideali e non per conquistare poltrone.
    Un saluto

  3. #18
    L'unico modo per ritrovare (o forse per guadagnarsi) un po' di dignità è mettere in seria discussione l'attuale normativa sull'ordine e la struttura dell'esame di stato ... ogni altra cosa è parlare vano.

    Ho presente la situazione. Ben presente. L'appropriazione e la spartizione mafiosa del mercato del lavoro non è un problema esclusivo della nostra categoria professionale. Professioni più antiche e più "appetibili" della nostra dal punto di vista economico combattono con questo piccolo problema da secoli.
    "La libertà non è star sopra un albero. Libertà è partecipazione" diceva Gaber. Altro che pippe mentali. Si tratta di decidere se mettersi in gioco cercando di mandare all'aria il sistema da dentro o restare elitariamente fuori a guardare e giudicare, o peggio ancora inchinarsi ai gruppi di potere perchè "si deve fare per campare" per poi lamentarsi che il mercato del lavoro è spartito tra quegli stessi gruppi dinanzi ai quali ci si è inchinati.
    Perchè, come diceva Mao, "il rivoluzionario deve essere come una goccia d'acqua nel mare", è da dentro che si cambiano le cose, entrando nel sistema e lottando strenuamente per conservare la propria etica, la propria morale, per dare una informazione più onesta, non piegandosi a ricatti e marchette.
    Sono d'accordo. L'attuale ordinamento della professione di Psicologo fa ridere (anzi fa piangere). E' il momento di mettersi in gioco e dire basta. Il gruppo può essere di potere. O di contro-potere. L'importante è organizzarsi, partecipare, sostenere, e soprattutto, scegliere una volta per tutte, da quale parte stare.
    I "banditi" sono affascinanti, ma non contribuiscono al cambiamento. Il prezzo è che le cose continuano a restare come stanno. Se il fuoco brucia bisogna lasciarlo bruciare, no?

  4. #19
    Vertigo
    Ospite non registrato
    I "banditi" sono affascinanti, ma non contribuiscono al cambiamento. Il prezzo è che le cose continuano a restare come stanno. Se il fuoco brucia bisogna lasciarlo bruciare, no?
    Karmen, il riferimento al "bandito" era voluto ma metaforico, il senso è che per ora continuo a fare quello che so e che voglio fare, indipendentemente da quello che pensano e dicono all'Ordine. Personalmente non mi sento un bandito ma semplicemente uno che cerca di fare bene quello che deve fare.

    Il fatto che moltre altre categorie professionali si siano spartite il territorio in modo mafioso non mi sembra un buon motivo per imitarle ... la maggior parte degli ordini professionali in Italia è stata fondata nella notte dei tempi ... qui stiamo parlando di scelte fatte negli anni 90 ... è come se domani uno si alza e ripropone un disegno di legge per mettere le sputacchiere nei ministeri ... non so se mi spiego ... gia questo basterebbe per sputtanare la categoria degli psicologi in modo irreparabile.

    Poi, ho postato diverse e svariate volte su questo forum e sempre in relazione al tema di cui stiamo parlando ... nessuno mi ha mai dato eco, né tra gli studenti, né tra i laureati né (tantomeno) tra i "patentati" ... ci sono state persone che hanno risposto con treni di stronzate e nefandezze narrate con quell'aria da professionisti che solo certi psicologi sanno darsi, anche quando non sanno neanche di cosa stanno parlando ... c'è chi (tra gli psicologi dell'ordine) è stato capace di dire che è giusto fare un esame di stato perchè in fondo uno le cose se le può anche essere dimenticate dopo la laurea ... questa persona è oggi considerata un professionista ... capisci?

    Tu dici che bisogna "combattere da dentro ..." ... ok, sono arrivato a proporre un test o sondaggio che avrei messo io stesso online per elaborare statistiche su opinioni e quant'altro ... anche qui non mi ha cagato nessuno ... tutti troppo presi a ripassare lo stramaledetto manuale di psicologia generale per imparare a tirare giù le braghe all'esame di stato ...

    non so te, ma io sono fuori dalla università da molti anni e ne ho viste (e combattute) di tutti i colori in mezzo agli psicologi ... ti assicuro che mi è venuto il disgusto per la categoria ... e questo non per la materia in sé che adoro ma per l'ambiente ... secondo te cosa dovrei fare quando nessuno ti da retta e tutti fanno finta di nulla adeguandosi alla situazione attuale? ... non ho intenzione di andarmi ad "incatenare" per protesta al "cancello" dell'ordine perchè mi hanno insegnato a darle e aprenderle con la stessa indifferenza ... ho provocato ed invitato le stesse autorità dell'ordine a confrontarsi su questi temi ... naturalmente non frega niente a nessuno ... figurati ...

    ho usato il termine "pippe mentali" perchè di chiacchere in relazione a questa cosa nel forum ne ho lette parecchie ma nessuno ha mai fatto o proposto nulla ... gli studenti dovrebbero essere i primi a farsi sentire, ed invece sembra che si siano fatti con il bostick ... ero già fuori ma ricordo gli anni della "pantera", quando c'erano cose moooolto più leggere per le quali protestare ... oggi ci sarebbe da mettere a ferro e fuoro l'ateneo ma nessuno dice e fa nulla ... in tutto questo, mentre il loro futuro è fottuto a passo di carica, gli studenti di sinistra (e lo dico da molto più a sinistra di quanto si possa pensare) vanno fieri della loro stupidissima targa in marmo all'entrata della facoltà di psicologia di Roma che recita "Questa facoltà ripudia ogni forma di razzismo ecc..." li fa sentire così "Compagni".

    Non ho mai studiato psicologia con il chiodo fisso di fare lo psicologo o di buttarmi da una finestra e fino ad ora ho sempre lavorato in gruppi interdisciplinari dove mi sono trovato benissimo ... purchè ci fossero pochi psicologi ... per quanto mi riguarda credo do poter vivere e fare molte cose belle anche senza l'ordine degli psicologi.

    Appena avrò un pò di tempo forse prverò a farmi una pera di vinavil, a vestirmi da chirichetto e a sostenere il rituale dell'esame di stato ... ma con il solo obiettivo di andare a divertirmi davanti a questa cricca di coglioni ... li almeno qualcosa me la dovranno pure balbettare ...

    Buona fortuna.

    V3RT

  5. #20
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    09-01-2007
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    roma
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    Riferimento: prendersi cura della nostra professione

    Citazione Originalmente inviato da karmen Visualizza messaggio
    Dovremmo prenderci più cura della nostra professione, dici. Ma la stanza del lavoro e la stanza della professione sono così poco frequentate! Mentre quella della formazione è così affollata! Che vorrà dire? Forse che gli psicologi sono in perenne formazione e rimandano continuamente a domani l'ingresso vero, reale, nella professione?
    Ecco, mi sembra di sentirlo il coro di critiche e di proteste a questa affermazione...Come se fosse facile lavorare! Ma il mercato della psicologia è saturo...Ma se non finisco la scuola di specializzazione non posso cominciare a lavorare...Ma l'Ordine non fa niente per tutelarci...E così via!
    Ma forse gli psicologi dovrebbero cominciare a lavorare un pò di più sul vittimismo che sembra quasi intrinseco alla nostra categoria professionale. Forse non abbiamo ancora superato i complessi di inferiorità nei confronti della SCIENZA, forse ci sentiamo ancora i cuginetti un pò stupidi dei MEDICI, forse abbiamo paura di trovarci di fronte una persona in preda a un delirio psicotico e...aspettiamo di essere pronti...accumulando carta su carta, attestati di partecipazione a seminari, convegni, corsi e pseudo-corsi...aspettando di essere pronti a guardare negli occhi la malattia mentale senza lasciarci sopraffare...aspettando che il lavoro ci venga a cercare.
    Ma perchè questo avviene solo in Italia? Nei famigerati Stati Uniti gli psicologi fanno di tutto, intervengono anche sull'astensionismo al voto, hanno il loro posto nelle aule dei tribunali, nelle scuole, investono in ricerca...la professione cresce, si sviluppa...perchè noi continuiamo solo a parlare...parlare...parlare...di quel che ci piacerebbe fare solo se... e intanto ci formiamo, e ben venga la formazione, purchè segua un progetto formativo coerente e non sia un saltellare da un corso all'altro, senza un disegno professionale, purchè non sia una ulteriore area di parcheggio prima del lavoro vero...
    Ci sono tante aree innovative, in cui lo psicologo può intervenire, se solo si mette in gioco, se solo restituisce dignità alla propria professione e si propone da professionista e non da "volontario".
    Ritroviamo la nostra dignità professionale, se vogliamo davvero che la collettività riconosca un ruolo sociale importante alla nostra professione.

    Parole sante !!!

  6. #21
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    roma
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    Riferimento: prendersi cura della nostra professione

    Nico, Bravo !
    Dopo tante newsletter che spero fossero un brainstorming, una proposta concreta. Spero porti ad azioni altrettanto concrete. Per ora raccogliamo idee. Secondo me bisogna in primo luogo far conoscere le potenzialità della nostra professione alla massa e combattere una serie di stereotipi. Mi rendo conto che circolano poche idee e molto confuse circa la psicologia, e solo noi psicologi possiamo cambiare la situazione, sia come Ordine Professionale che come singoli psicologi. Sensibilizziamo, pubblicizziamo, partecipiamo. Creiamo noi delle linee guida, come fanno gli psichiatri, sui temi che dovrebbero competere solo noi. Ora c'è una diffusione della comunicazione di massa talmente ampia che credo i cambiamenti culturali possano essere molto più veloci che in passato. Quindi rivendichiamo la nostra scientificità, facciamo capire che non stiamo filosofeggiando e che tutto quello che dice la psicologia viene dal metodo scientifico e da lunghe sperimentazioni. Soprattutto facciamo sapere che operiamo secondo una deontologia (o almeno dovremmo), che è garanzia di serietà, al contrario di molti improvvisati, che invece non si dovrebbero occupare dei temi di nostra competenza, e facciamolo sapere alle Istituzioni, ma soprattutto ai potenziali clienti. Facciamogli capire che un pedagogista counselor clinico (ad esempio) non è come uno psicologo, perchè e cosa cambia. Magari creiamo e mandiamo delle linee guida alle Regioni, oppure partecipiamo a trasmissioni televisive. Perchè non si vede mai un membro dell'Ordine in televisione a spiegare cosa sono i Disturbi del Comportamento, come si previene il bullismo, come si educano le nuove generazioni alla prosocialità, all'educazione civica, all'educazione affettiva? Perchè l'Ordine non manda delle linee guida sulle diagnosi per i DSA alle Regioni, che ancora non sanno come conciliare legge e realtà? Diamo lustro al nostro singolo operato prendendoci sul serio, con consapevolezza della nostra professionalità e preparazione, e operiamo sempre con rispetto verso noi stessi come psicologi, senza piegarci alle "regole di mercato". Voglio dire: facciamo il nostro lavoro con serietà e senza compromessi. Tutto questo lo devono fare gli psicologi, gli ordini devono occuparsi di mooolto, a partire dal raccordo tra Università e mercato del lavoro.

  7. #22

    Re: prendersi cura della nostra professione

    Ben detto, sono d'accordo su molte vostre affermazioni. Mi sono abilitata quest'Estate e sto per iscrivermi all'Ordine, ma non lo faccio con piacere! Sono tante le richieste e proposte che vorrei avanzare, tant'è che avevamo pensato, insieme ad altri colleghi, ad una lettera aperta e una raccolta firme; perchè non può limitare le sue attività a corsi di formazione rivolti a noi psicologi, ma deve promuovere e pubblicizzare! Molti, ancora oggi, non sanno chi sia lo psicologo!
    Altro punto con cui mi trovo d'accordo è la questione della formazione infinita a cui ci sottoponiamo! Ormai ci sono corsi, master, specializzazioni su tutto.. Ma sono tutti necessari??? Per utilizzare un test devo avere il corso sullo specifico test? Quanto è cambiata la preparazione richiesta al professionista psicologo negli ultimi 60 anni?
    Quoto in pieno:
    "Ritroviamo la nostra dignità professionale, se vogliamo davvero che la collettività riconosca un ruolo sociale importante alla nostra professione"

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