
Originalmente inviato da
complicata
dunque, voglio precisare una cosa sennò ci si fraintende.
Tanto ècosì, se non si comunica a quale situazione ci si sta riferendo si rischiano malintesi.
In effetti vi ho portato fuori strada, con quell'osservazione sulla disgrafia.
Il mio terapeuta si rivolgeva a me come genitore, il bambino in questione non è un mio alunno, si tratta di mio figlio.
Il quale ha avuto sia la diagnosi di un centro specializzato tramite test con psicologi, neuropsichiatri e terapeuti, sia se ne è parlato durante la mia analisi personale.
Ho riscontrato che:
Sì, il bambino corrisponde alla descrizione che ne viene fatta nella diagnosi, ma la dritta più efficace è venuta dal mio terapeuta,il quale indirizzandomi a un cambio di posizione, di atteggiamento, di comportamento, ha sortito più effetti di ogni altro.
La grafia del bambino è andata sensibilmente migliorando, con la tranquillità e la sicurezza, con l'affrontare un problema che principalmente riguarda la sua sfera affettiva nei rapporti con me e con la sua famiglia.
Poi c'è stato l'intervento di psicoterapeute familiari, preciso, psicoterapeute, non semplici psicologhe, anche lì mi chiedo perchè, è lecito no?
E' evidente che un intervento su un problema scolastico, perchè in estate al mare le ansie non c'erano, è stato efficace portato da terapeute.
Le psicologhe fosse hanno fatto le batterie di test, ma la palla vera è passata in mano ad altre figure.
Allora mi chiedo: nel vostro mestiere, è sufficiente una semplice laurea e un Esame di Stato, se poi per intervenire in modo efficace ci vogliono altre qualifiche e modalità?