a memoria?![]()
a memoria?![]()
oddio la inserisci...ma io approccio tutto dal punto di vista cognitivo-comportamentale...che teorie posso mettere secondo te per spiegare che ne so la schizofrenia??? per i disturbi d'ansia potrei dire che la teoria cognitivo-comportamentale spiega il sintomo ansioso come il frutto dell'apprendimento di un comportamento disadattivo e come tale può essere disappreso attraverso tecniche specifiche. dici che almeno questo potrebbe calzare? ma per il resto davvero non so dove sbattere la testa...pensavo al massimo, per i disturbi di personalità di mettere la teoria dei tratti di allport oppure quella di eysenck...ma non vorrei andare fuori tema, te che ne pensi?
per quanto riguarda un esempio di diagnosi differenziale mi viene in mente il disturbo evitante di personalità e lo schizoide: entrambi sono caratterizzati da ritiro dalle relazioni interpersonali, solo che il soggetto evitante non ha rapporti con gli altri per paura di essere umiliato e fondamentalmente sente molto la propria solitudine; lo schizoide invece preferisce stare da solo e non richiede la vicinanza di altre persone.
ragazzi ma secondo quello che sapete del caso clinico da esperienze di altri nelle sessioni precedenti potrebbe uscire un caso adulti sulle tossicodipendenze??? perchè veramente a me non vanno giù...anche i criteri del DSM sono veramente troppi e poco chiari. ho un caso di fronte a me con tutti i sintomi del DAG, poi alla fine ti dice che negli ultimi tempi, quando l'agitazione raggiunge il picco massimo, il paziente ha sviluppato mal di testa, vertigini e perdita di equilibrio in seguito all'interruzione dell'uso di sostanze (nello specifico alcol, marijuana e anfetamine). che cosa dovrei mettere secondo voi come ipotesi diagnostica? sembrerebbe che il DAG fosse storia a sè ma non ne sono mica sicura...ho pensato ad un disturbo da astinenza, ma non si capisce nel DSM se la sintomatologia del Dag può essere provocata dall'astinenza...oppure potrebbe essere un disturbo d'ansia indotto da sostanze? ragazzi chiedo il vostro aiuto su sta cosa perchè mi manda veramente in crisi...
scusate ragazzi ma quali sono gli ambiti per quanto riguarda la ii prova?? prevenzione, epoi??
psike123
Allora Arianna quando inizio l'apertura del caso scrivo che farò riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quarta edizione text-revision (DSM IV-TR). Dopo dico subito che x la comprensione e la stesura del caso utilizzo un approccio psicodinamico.
Poi riporto il caso clinico in breve attraverso ragionamenti clinici e riportando i sintomi da quelli più eclatanti a quelli meno. Effettuo 1accurata analisi della domanda e poi cerco di collocare i vari sintomi nelle diverse aree di disturbo(ad esempio disturbi d'ansia, disturbi dell'umore ecc...) ed è proprio qui che si deve iniziare la diagnosi differenziale spiegando perchè colloco i sintomi in x piuttosto che in y!!! questo lavoro lo trovo difficilissimo ogni volta che mi esercito in un caso.
Dopo la diagnosi principale (che non è mai quella certa) e i vari approfondimenti e l'utilizzo di vari strumenti (quali test colloqui ecc..), dico che qualora fosse confermata o disconfermata attraverso le dovute indagini l'ipotesi principale invierei il paziente ad un trattamento ad approccio psicodinamico e qui parlo degli obiettivi del trattamento.
Se riesco ad avere un pò di tempo ti contatto in privato x avere dei confronti....sono davvero in crisi!!!
Ragazze,ricordate sempre che per fare la diagnosi differenziale occorre conoscere la teoria,ma importantissimo è il primo colloquio,nel quale bisogna raccogliere più dati anamnestici possibili e contestualizzare tutto: dove-quando-perchè-con chi ecc. Per completare l'opera bisogna verificare se il paziente ha deciso di consultarci di sua iniziativa o ascoltando consigli altrui. Verificare chi è l'inviante perchè da qui scaturisce la MOTIVAZIONE ...che è BASILARE per un trattamento!!!
E poi bisogna sempre ipotizzare e consultarsi con i colleghi dove possibile. La riunione d'equipe è uno strumento di lavoro preziosissimo così come l'esperienza con casi precedenti analoghi.
d'accordissimo per gli approfondimenti e l'analisi della domanda...ma mi sfugge il reale utilizzo di una teoria di riferimento per fare diagnosi differenziale. io la diagnosi differenziale la farei sulla base dei sintomi e dei criteri diagnostici del dsm...O NO?????
Ciao a tutti,
anche io sto preparando la II e III prova per l'esame di stato a Chieti.
Vi devo ringraziare perchè spesso leggendo le risposte alle vostre domande rispondo a molti miei dubbi e perplessità.
Vorrei sapere dove posso trovare i casi clinici usciti nelle ultime prove d'esame a Chieti.
Qualcuno può aiutarmi ??
Grazie mille e Buon Lavoro a tutti.