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Discussione: Eclettismo tecnico

  1. #76
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    16-08-2008
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    in tema di "commistione" fra approcci diversi:
    ci sono punti di sovrapposizione tra l'approccio sistemico e quello cognitivista?

    Lo chiedo perché mi è capitato di leggere alcuni appunti di una scuola di psicoterapia sistemico-relazionale e mi sembrava di rileggere pari pari alcuni principi di psicologia cognitiva interazionista. Allora mi chiedevo se la scuola sistemica avesse adottato alcuni principi e tecniche di stampo cognitivista o se, in barba alle differenze nell'approccio teorico, dicano a volte le stesse cose ma con nomi diversi (meno probabil secondo me).
    Cosa ne pensate a riguardo?

    ciao
    Ciao Johnny,
    ti riferisci al modello di A. Salvini? te lo chiedo perché su un articolo di un suo collaboratore ha fatto cambiare il nome dell'approccio tre volte in 4/6 mesi.
    Ad ogni modo, tecniche cognitiviste sono utilizzate da molti modelli terapeutici e non escludo ( pur non avendone la sicurezza) che anche i sistemici le usino.
    Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  2. #77
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    che ne pensate dell'eclettismo tecnico come modello a cui ispirarsi nella pratica psicoterapeutica?
    Grazie.
    Lucio
    l'esigenza di uscire dai confini del proprio modello teorico ha iniziato a menifestarsi negli anni 80.
    Questa esigenza si manifesta in 3 tendenze:

    1) integrazione teorica: vengono integrati fra loro 2 o più modelli, operando una fusione di elementi concettuali e una interpretazione degli uni nel linguaggio degli altri. Capostipite di questa tendenza sono Dollard e Miller che fanno una "traduzione" di vari concetti psicoanalitici nel linguaggio del comportamentismo.
    2) ricerca di fattori comuni: sottolinea le affinità tra le varie scuole di psicoterapia, sia a livello teorico che pratico. L'efficacia della psicoterapia deriva dai cosiddetti "fattori aspecifici", cioè comuni a tutti gli approcci di psicoterapia. Scopo di questo modello è trovare questi fattori e quindi porre le basi per il superamento dei diversi modelli e la costruzione di un modello integrativo.
    3) eclettismo tecnico: a differenza delle altre, dà un' importanza molto piccola agli aspetti teorici e ha un atteggiamento pragmatico. Il clinico adotta tecniche di vari approccisenza per questo accettare i fondamenti teorici da cui queste tecniche derivano. Il termine ECLETTISMO TECNICO è stato coniato da Lazarus il quale sostiene che in campo clinico deve prevalere un'istanza pragmatica. Lo scopo è individuare il trattamento che risulta più efficace per la specifica persona e per lo specifico problema, senza porsi troppe domande su aspetti teorici.


    secondo me una teoria di riferimento è impossibile non averla, le tecniche derivano sempre da una teoria di riferimento: io sono per l'integrazione teorica. Pur non accettando tutto l'impianto teorico da cui la specifica tecnica deriva, se questa si dimostra efficace per un determinato tipo di problema, o di paziente, sarebbe bene adottarla.
    Ultima modifica di Johnny : 04-03-2012 alle ore 18.00.44

  3. #78
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    secondo me una teoria di riferimento è impossibile non averla, le tecniche derivano sempre da una teoria di riferimento: io sono per l'integrazione teorica. Pur non accettando tutto l'impianto teorico da cui la specifica tecnica deriva, se questa si dimostra efficace per un determinato tipo di problema, o di paziente, sarebbe bene adottarla.
    Pur aderendo all'Eclettismo tecnico, sono d'accordo con te che una teoria di riferimento sia necessaria: le tecniche, a mio parere, andrebbero acordate con il proprio modello.
    Io sono esistenzialista, ma con alcuni accorgimento, uso tecniche comportamentali o derivanti da altri approcci; certo non ritengo integrabile nel modello a cui mi riferisco, ad esempio, le libere associazioni, Poi dipende anche da psicoterapeuta a psicoterapeuta: personalmentele con le libere associazioni mi addormenterei.
    Lucio
    Ultima modifica di Lucio Regazzo : 04-03-2012 alle ore 18.01.26
    Lucio Demetrio Regazzo

  4. #79
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Mi ha fatto ridere che con le libere associazioni ti addormenteresti. Diciamo che sei eclettico fino ad un certo punto...

  5. #80
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Citazione Originalmente inviato da Psichedelic Visualizza messaggio
    Mi ha fatto ridere che con le libere associazioni ti addormenteresti. Diciamo che sei eclettico fino ad un certo punto...
    L'Eclettismo non é una ribollita. Farebbe fare grasse risate anche a me vedermi addormentato mentre il paziente naviga da solo nelle sue associazioni.
    L'Eclettismo ha le sue regole; alcune fondamentali:
    1- tecniche che si accordano con il proprio modello;
    2- """""""""" che siano compatibili con la struttura dello psicoterapeuta.
    Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  6. #81
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Sono le regole del buon senso in primis, tantissimi terapeuti in tal caso sono eclettici senza dichiararsi tali.

  7. #82
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Citazione Originalmente inviato da Psichedelic Visualizza messaggio
    Sono le regole del buon senso in primis, tantissimi terapeuti in tal caso sono eclettici senza dichiararsi tali.
    Non sono certo di aver ben capito il contenuto del tuo post, comunque credo anch'io che alcuni terapeuti siano eclettici senza dichiararlo né saperlo.
    Per qunto riguarda il buon senso, reputo che il rigore metodologico dell'Eclettismo vada oltre.
    Lucio Demetrio Regazzo

  8. #83
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Il rigore dell'eclettismo va oltre rispetto all'integrazione degli approcci che un terapeuta può tentare di realizzare in base al proprio buon senso? Puoi spiegare meglio questo punto? Esistono norme, regolamentazioni e riferimenti precisi da seguire?

  9. #84
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Forse il buon senso dovrebbe essere utilizzato da qualsiasi terapeuta indipendentemente dal suo approccio (a meno che tu ti riferisca ad es. ad autori come A. Beck, che passando dalla psicoanalisi alla fondazione della psicoterapia cognitiva basandosi sull'emergenza dei pensieri automatici e che usava parlare del fatto che in tale tipo di terapia si potesse facilitare una modificazione dei pensieri distorti/disfunzionali , che considera alla base di molti problemi e sofferenze, rifacendosi anche al "senso comune" ed al buon senso, pur poggiando su una solida metodologia e teoria) nel corso della sua pratica, evitando sia di operare con il paraocchi teorico/metodologico, sia di fare un'accozzaglia di metodi che non conosce personalmente in termini di applicazione ma solo per la loro efficacia che in qualche modo, può sembrargli più adeguata, per "intuizione", in una data situazione (caso in cui, se gli va male, potrebbe produrre effetti anche molti negativi nel paziente). L'eclettismo tecnico secondo gli studi condotti da diversi autori (anche nell'Eclettismo tecnico, si riconoscono diversi orientamenti, che integrano tra loro tecniche diverse e compatibili e tecniche ed epistemologie transteoriche), sembrerebbe non possa essere utilizzato se non con il necessario rigore. Paradossalmente, sembra che possa essere proprio il notevole studio ed il necessario rigore applicativo, coniugato con la necessaria flessibilità del terapeuta, a renderlo parecchio ostico a chi ha invece, per motivi personali, assoluta necessità di riferirsi ad un'unica teoria e relativa metodologia.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  10. #85
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Citazione Originalmente inviato da Psichedelic Visualizza messaggio
    Il rigore dell'eclettismo va oltre rispetto all'integrazione degli approcci che un terapeuta può tentare di realizzare in base al proprio buon senso? Puoi spiegare meglio questo punto? Esistono norme, regolamentazioni e riferimenti precisi da seguire?
    L’eclettismo tecnico si divide in due tipi principali: il primo prevede che le tecniche debbano essere scelte valutandole in pratica e non teoricamente, in base alla loro reale capacità di ottenere risultati in campo clinico, quindi unirle in un insieme che forma un singolo trattamento; il secondo, definito accoppiamento prescrittivo, si differenzia non per il modo con cui decidere le tecniche valide, ma su come utilizzarle. Piuttosto che formarne un singolo trattamento utile per tutti i disagi, selezionarle secondo la patologia che il paziente presenta, la sua struttura di personalità ( per unire efficienza ad efficacia) e la struttura di personalità del terapeuta.
    Il buon senso indirizza verso l'utilizzo dei fatttori aspecifi comuni a tutti i modelli:
    la relazione tra cliente e terapeuta, i fattori legati al terapeuta, quelli legati al cliente, l'apertura e la trasparenza, l'effetto placebo, la gestione delle resistenze e il setting ( quindi non propriamente tecniche).
    Sono d'acordo con Gaia quando scrive:
    "L'eclettismo tecnico secondo gli studi condotti da diversi autori (anche nell'Eclettismo tecnico, si riconoscono diversi orientamenti, che integrano tra loro tecniche diverse e compatibili e tecniche ed epistemologie transteoriche), sembrerebbe non possa essere utilizzato se non con il necessario rigore. Paradossalmente, sembra che possa essere proprio il notevole studio ed il necessario rigore applicativo, coniugato con la necessaria flessibilità del terapeuta, a renderlo parecchio ostico a chi ha invece, per motivi personali, assoluta necessità di riferirsi ad un'unica teoria e relativa metodologia."
    Aggiungo che l'ultima frase di Gaia (in corsivo) possa spiegare, almeno in parte, perché l'Eclettismo tecnico sia molto osteggiato-
    Ciao.
    Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  11. #86
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Io vorrei provare a proporre questa riflessione, non so se sia calzante, però bo, ci provo.

    Le psicoterapie e le teorie che le sostengono sono semplicemente tecniche o rappresentano veri e propri paradigmi culturali?

    La scienza cerca di descrivere qualcosa, l'arte tenta di afferrare il bello, l'etica il comportamento buono, ora mentre ciò che viene descritto rappresenta qualcosa di unico (la scienza o la teoria scientifica è vera quando produce risultati e funziona), rispetto al bello e al buono le cose cambiano da cultura a cultura, ci troviamo a che fare con un pluralismo che potrebbe avere una base comune, ma le differenze ci sono, non le si possono negare.

    Occhio e croce in ambito scientifico si può provare a mostrare cosa è scorretto e cosa no, cosa funziona e cosa non funziona, in questi altri ambiti qua invece non esiste nemmeno in linea di principio idealmente un sistema che possa dirci chi ha ragione. Perché non c'è nulla con cui poter confrontare questa ragione.

    Se per qualcuno l'arte prodotta da certi bambini non ha valore, ed è brutta e cattiva e perciò questi vanno educati in qualche modo ad abbandonare certe forme di rappresentazione, per qualcun altro le cose potrebbero non stare così. Le psicoterapie sono cure mediche o forme d'arte?

    Io spesso mi sono interrogato sulla questione del bello; cioé delle persone sostengono che un certo dipinto rappresenta qualcosa di sublime, un altro qualcosa di scarso e mediocre, ecco, rispetto a queste valutazioni io ho avuto sempre l'impressione che s'insidiasse qualcosa di soggettivo e personale e nulla di oggettivo e condiviso. Io ho i miei gusti, ma quelli degli altri devono essere necessariamente scorretti? Ma rispetto a cosa, ai miei? Questo lo vedo, però non posso estenderlo verso una forma di verifica empirica.

    Si può provare a valutare scientificamente se un certo tipo di psicoterapia permette di raggiungere certi scopi, utilizzando certe risorse, ma non se lo scopo sia un qualcosa di utile da conseguire o se valga la pena spendere queste risorse per conseguirlo.

    L'eclettismo potrebbe essere un modo più agile per salvaguardare forme di cultura diverse, che perseguono direttamente scopi diversi rispetto a quelle dominanti o istituzionali. Non dico o affermo che qualcuno ha ragione, qua per come la vedo io, usando un'analogia, un insegnante di pittura o disegno piuttosto che abbracciare a spada tratta una sola forma di bello (Tipo: i colori ed il foglio devono essere usati così e basta ), dovrebbe provare ad avere un bagaglio più ampio ed essere meno rigido perché gli individui non amano tutti le stesse cose e non hanno tutti gli stessi interessi.
    Paradossalmente più è ampio questo bagaglio più è probabile che l'insegnante riuscirà a fare il suo dovere, aiutare la persona a sviluppare le potenzialità che lei desidera sviluppare ed approfondire quel che vuole approfondire l'altro.

    Per questo io ho sempre un po' odiato la scuola per come è intesa ora; è un sistema abbastanza repressivo che più che aiutare tenta di fare a pezzi le persone, se fossero schizofrenici gli insegnanti sarebbe un bene : questo è bello, quest'altro è brutto, questo va letto, questo va conosciuto, quest'altro... No, leggere tanto è bene, non leggere affatto è male, non si devono toccare i genitali in pubblico!... E così via.

    Una psicoterapia meno educativa, che non rappresenti semplicemente una forma d'educazione dovrà spingersi necessariamente verso forme di eclettismo e di "pazzia" non ancora sperimentate .
    Chi riesce davvero ad insegnarti qualcosa nella vita, che è utile a te e non a qualcun altro (cioé soprattutto in genere a chi te la insegna, perché nel far questo qua c'ha il suo tornaconto), lo si incontra di rado e per caso, l'eclettismo secondo me nelle sue varie forme è un bene ed una risorsa positiva.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 08-03-2012 alle ore 10.35.34

  12. #87
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    [QUOTE=Char_Lie;2636809]Le psicoterapie e le teorie che le sostengono sono semplicemente tecniche o rappresentano veri e propri paradigmi culturali?

    Non sono né tecniche, né paradigmi; secondo me, un modello é un insieme formato da una teoria e tecniche conseguenti.
    La psicoterapia é fortemente condizionata dall'ambiente culturale e l'eclettismo non ti permette di sfuggire a ciò. La psicoterapia può diventare repressiva, nel senso di riportare il paziente all'interno di schemi culturali sovraordinati.


    Le psicoterapie sono cure mediche o forme d'arte?
    Né l'una, né l'atra.

    Si può provare a valutare scientificamente se un certo tipo di psicoterapia permette di raggiungere certi scopi, utilizzando certe risorse, ma non se lo scopo sia un qualcosa di utile da conseguire o se valga la pena spendere queste risorse per conseguirlo.

    Se terapeuta e paziente sono d'accordo nel perseguire lo scopo Y, allora vale il coto perseguire lo scopo

    In rosso la mia risposta. Ciao. Lucio
    Lucio Demetrio Regazzo

  13. #88
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    è un sistema abbastanza repressivo che più che aiutare tenta di fare a pezzi le persone, se fossero schizofrenici gli insegnanti sarebbe un bene : questo è bello, quest'altro è brutto, questo va letto, questo va conosciuto, quest'altro... No, leggere tanto è bene, non leggere affatto è male, non si devono toccare i genitali in pubblico!... E così via.

    Una psicoterapia meno educativa, che non rappresenti semplicemente una forma d'educazione dovrà spingersi necessariamente verso forme di eclettismo e di "pazzia" non ancora sperimentate .

    Saluti[/QUOTE]

    Quando hai tempo e voglia,
    prova a leggere l'artcolo di cui invio il link; parla di repressione in psicoterapia. Ciao.Lucio
    P.S.: il link apre l' home; l'articolo ha un link a sinistra.

    PSICOTERAPIA RIPARATIVA SI CONFRONTA CON QUELLA
    http://www.regazzo.org/.../la_psicot...nfronta_con_qu...
    Ultima modifica di Lucio Regazzo : 08-03-2012 alle ore 16.19.25 Motivo: errore del linkPSICOTERAPIA RIPARATIVA SI CONFRONTA CON QUELLA
    Lucio Demetrio Regazzo

  14. #89
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    è un sistema abbastanza repressivo che più che aiutare tenta di fare a pezzi le persone, se fossero schizofrenici gli insegnanti sarebbe un bene : questo è bello, quest'altro è brutto, questo va letto, questo va conosciuto, quest'altro... No, leggere tanto è bene, non leggere affatto è male, non si devono toccare i genitali in pubblico!... E così via.

    Una psicoterapia meno educativa, che non rappresenti semplicemente una forma d'educazione dovrà spingersi necessariamente verso forme di eclettismo e di "pazzia" non ancora sperimentate .

    Saluti

    Quando hai tempo e voglia,
    prova a leggere l'artcolo di cui invio il link; parla di repressione in psicoterapia. Ciao.Lucio
    P.S.: il link apre l' home; l'articolo ha un link a sinistra.

    PSICOTERAPIA RIPARATIVA SI CONFRONTA CON QUELLA
    http://www.opsonline.it/forum/psicol...nfronta_con_qu...
    Ho letto l'articolo, è interessante. Io mi sento particolarmente in sintonia con questo modo di vedere le cose, cioé da un lato penso che la verità ci sia, ma non ha senso parlare di verità in certi ambiti. Che una sensazione sia vera o no in quanto tale, che significa? Ecco qua a questo livello io stesso sono d'accordo che non ha senso chiedersi cose del genere.
    Non ha senso parlare di una vera individualità contro una falsa individualità come amano fare alcune scuole psicoanalitiche, perché poi a seconda di come si intenderà debba essere questa vera individualità, s'andranno ad incistare certi valori nella cura.
    Come quando si credeva che l'omosessualità fosse un'eterosessualità camuffata, ossia un modo di vivere la sessualità "non autentico", ma "non autentico" rispetto a cosa?
    Cercare di far star meglio un omosessuale a causa dei disagi reali che incontra nella vita di tutti i giorni convincendolo a vivere come un eterosessuale non penso che debba rappresentare un modo di vivere migliore per tutti gli omosessuali attualmente tali, per qualcuno forse sì, non posso generalizzare, ma non necessariamente per tutti.
    Io tenderei a dividere le cose, la verità scientifica per me esiste oggettivamente, non riesco a negarlo davvero (la scienza in fin dei conti deve soltanto funzionare e descrivere certi processi di trasformazione e certi effetti, non dà nessuna risposta rispetto all'utilità e il valore da dare agli scopi per cui si usano certe tecnologie prodotte), è la verità morale, culturale o valoriale che non esiste oggettivamente e bisogna fare i conti con un pluralismo di possibili modi di vivere ed anche di essere disadattati ed universi di valori difficilmente conciliabili .
    Una cura verso la salute in fin dei conti non dovrebbe essere rappresentata da un corrispondere a qualcosa di stabilito da qualche medico (o psicoanalista o psichiatra o da uno stato di natura più naturale secondo qualcuno ), ma un riuscire a trasformare il mondo in maniera tale che questo si avvicini a quello immaginario (e non in atto) in cui ci si figura sani.
    Mentre il mondo così com'è, è in linea di principio è descrivibile, il passaggio da uno stato di malattia ad uno stato di salute non può essere rappresentato da un processo di descrizione o corrispondenza a qualcosa. Ad esempio si cercano di debellare certe forme di invecchiamento ed anche certe forme di malattia, ma non si sa ancora se questi stati, non invecchiare esser sani in certi sensi, in natura esistano e siano possibili.
    La salute è un qualcosa che non è detto si possa raggiungere, quindi definire il passaggio da uno stato di malattia (disagio o sofferenza psicologica, fisica e così via) ad uno stato di salute come un corrispondere ad un qualcosa di autentico che esiste di sicuro da qualche parte dentro o fuori di noi (che in genere ha a che fare con modi di vivere che esistono già) per me è scorretta in questi ambiti.
    Anche in ambito medico è scorretto impostare le cose così secondo me, non solo in ambito psicoterapeutico.


    Bisogna definire lo stato B verso cui si desidera tendere da uno stato di partenza A (che si assume sia di malattia) e solo poi chiedersi se esistono cure per raggiungerlo. Definire B non è un compito puramente scientifico.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 09-03-2012 alle ore 13.44.40

  15. #90
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    Riferimento: Eclettismo tecnico

    meno male che quando si va in seduta ci si sdraia sul divano e si sente che bel profumo di pulito c'è nello studio dell'analista, e poi gli si chiede preoccupati se ha il mal di testa, e poi gli si dice che è ringiovanito, e tutte queste belle amenità

    E pure si ringrazia per averci ricevuto nel suo regno

    A volte le sedute sono semplicemente meravigliose.

    Non ci frega nulla di queste teorie.

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