Ale, se leggi l'ultimo mio intervento credo che troverai una risposta... Ogni cosa che noi facciamo, anche l'atto di altruismo piú puro, è sempre finalizzato al raggiungimento di una gratificazione del proprio "io"...
Ti faccio un esempio: io conosco molto bene una persona che ha rinunciato a tutto ( era di famiglia decisamente benestante...) ed ha sacrificato tutta la sua vita per lavorare in un ospedale africano... Ma non in uno qualunque: in uno degli avamposti piú estremi di una delle zone piú selvagge e pericolose di quel Continente... Non conosco persona che, convenzionalmente parlando, potrebbe essere considerata piú altruista a questo mondo... Bene: eppure ad una mia precisa domanda ( perché non tornava almeno per qualche tempo in Italia, visto che in questo periodo laggiù è in corso una ferocissima guerra tribale che ha già provocato la morte di diverse persone nel suo Ospedale...) questa persona mi ha molto sinceramente detto che non lo fa per un atto, a modo suo, di egoismo... Perchè LÌ ha un suo ruolo, LÌ c'è la sua vita, lì si sente gratificata in ciò che fa: qui, ormai, sarebbe un pesce fuor d'acqua senza un posto ed un ruolo...
Questo per dirti che tutto ciò che facciamo, persino donare totalmente la nostra vita agli altri, ha come scopo unico quello di procurare una gratificazione al nostro "io".
Mi rendo conto che è una posizione un po' "scomoda" e difficile da accettare, ma, se ci pensate bene e con una certa onestà intellettuale, è così che funziona la psiche umana.








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), immolate sull'altare dell'altruismo sempre e comunque.