ma certo che lo psicologo ha la possibilità di insegnare, ma io volevo focalizzare proprio su questo.
Al momento in cui diventasse insegnante, anche di psicologia, egli è solo "insegnante", è un ruolo diverso, salirà in cattedra, e guai per lui se non sapesse salire sul gradino del ruolo.
e ricordatevi che queste cose me le ha insegnate uno di voi, un analista di chiara fama, che mi ha insegnato che il gregge va guidato con poche, semplici regole, che i ragazzi hanno bisogno di confini certi, e lui è uno che tiene le redini di un'analisi, non si fa guidare dal paziente, ma il suo lavoro lo gestisce lui, non l'allievo.
ecco l'esempio lampante. IL RUOLO.
Tutto ciò che lo psicologo ha studiato diventerà la sua materia, e non che al contrario ha qualità e competenze superiori perchè la sua materia diventa lui.
Eh.
Io sono del parere che la psicologia vada tenuta fuori dalla scuola, che lo psicologo venga pure come nostro collega, non come psicologo, sennò si crea casino.
io me ne sono resa conto, la psicologia fa solo danni, porta il caos, il disordine nelle istituzioni, in quanto è una scienza inesatta, e la scuola necessita di certezze.
E' come se andaste dal comandante della Folgore a dirgli di tener conto della psicologia dei paracadutisti, dopo un po' gli sparano addosso, come succede a noi insegnanti.
QUELLO CHE VOI SBAGLIATE SEMPRE, è di focalizzarvi sull'allievo, mentre dovreste focalizzarvi sul docente, sulla FIDUCIA che l'allievo deve avere nelle sue capacità che poi è il presupposto dell'affidarsi, vedi Socrate, la maieutica, e anche quel prete di barbiana, che prendeva a calci i suoi ragazzi ma li faceva crescere, come si chiamava?
AFFIDARSI, ragazzi, ma non è il presupposto di ogni psicoterapia?, ahaha
Il maestro è la figura del genitore, e con tanti figli a cui i genitori vengono a mancare, serve solo quello! Il Padreee...
Intendiamoci, la psicologia che fa danni non è TUTTA, è solo quella che praticamente cancella la figura dell'insegnante, del Maestro, del punto di riferimento.
Quella che parte dal presupposto che i ragazzi siano degli adulti, che si sanno gestire, quindi propone delle attività bellissime, ma caotiche, senza guida.
il ragazzo apprende da sè, quante volte l'ho sentito dire, l'insegnante si metta da parte di fronte alle stupende potenzialità dell'allievo, che balla colossale, è la balla della sinistra e della pseudopedagogia anni 70, l'autogestione, che cavolo, la ribellione.
Bei risultati, ha portato.
Il ragazzo ha bisogno di guida, altrimenti è in balia di se stesso, sbatte in qua e là in cerca delle sicurezze che non trova più nè in famiglia, nè a scuola.
E sfoga la propria rabbia, ecco il male.








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