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Discussione: Psicologi scolastici

  1. #16
    Postatore Compulsivo L'avatar di Semplicemente
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    Re: Psicologi scolastici

    Ho letto di un test per l'orientamento realizzato dal centro per l'orientamento di trieste. E' composto da 140 affermazioni a cui il candidato deve dare un gradimento con scala 0-3, dove 0 è nessun interesse e 3 è molto interesse. So che è molto efficace ma non è in vendita. Come reperirlo? qualcuno di voi potrebbe mandarmelo con l'email? scrivetemi in pm e vi lascio il contatto. grazie.
    Senza l'Amore di Dio non possiamo far nulla!

  2. #17

    Riferimento: Psicologi scolastici

    Ciao, posso chiederti dove hai fatto il master in psicologia scolastica e se sei stata soddisfatta della formazione?
    grazie!



    Citazione Originalmente inviato da Haidy2009 Visualizza messaggio

    Lo spero anch'io ho appena terminato un master in psicologia scolastica, ma purtroppo il riconoscimento di questo ruolo all'interno della scuola dipende dall'approvazione di quel decreto di legge archiviato nei meandri della politica italiana.....

  3. #18
    Banned
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    Riferimento: Psicologi scolastici

    Ciao Dalia Argento,
    ho risposto nella tua pagina-profilo.
    Ultima modifica di Haidy2009 : 01-02-2013 alle ore 19.43.51

  4. #19
    Partecipante Leggendario L'avatar di Lyanne
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    Riferimento: Psicologi scolastici

    Ciao a tutti, c'è qualcuno che lavora come psicologo scolastico, o a contatto con lui/lei, e ha voglia di scrivere qualche impressione su questa figura e sull'interazione con altre figure nella realtà complessa della scuola?
    In particolare credo che potrebbe essere interessante capire meglio non sono quali sono gli ambiti di intervento dello psicologo scolastico ma anche se e come lui/lei riesce ad inserirsi all'interno delle relazioni di una scuola, quali sono i problemi che avverte maggiormente, come vengono vissuti e affrontati da coloro che vivono la realtà scolastica, quali sono la sua posizione e il suo ruolo in tutto questo, come viene vissuta la sua presenza, ecc.

  5. #20

    Riferimento: Psicologi scolastici

    Citazione Originalmente inviato da Lyanne Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, c'è qualcuno che lavora come psicologo scolastico, o a contatto con lui/lei, e ha voglia di scrivere qualche impressione su questa figura e sull'interazione con altre figure nella realtà complessa della scuola?
    In particolare credo che potrebbe essere interessante capire meglio non sono quali sono gli ambiti di intervento dello psicologo scolastico ma anche se e come lui/lei riesce ad inserirsi all'interno delle relazioni di una scuola, quali sono i problemi che avverte maggiormente, come vengono vissuti e affrontati da coloro che vivono la realtà scolastica, quali sono la sua posizione e il suo ruolo in tutto questo, come viene vissuta la sua presenza, ecc.
    io avrei da fare delle domande, così, nell'attesa che intervengano i tuoi colleghi con osservazioni sul loro ruolo.

    Intanto, per esempio, a scuola nostra intervengono sia operatori laureati in Psicologia, con esperienze alle spalle, anche in altre strutture, quindi molto esperti, e questi lavorano con noi in classe.

    a volte incontriamo Psicologi o anche Psichiatri, in via eccezionale, che seguono privatamente o attraverso l'Asl i nostri alunni, e che in questo caso fanno delle riunioni, con noi, con i genitori,con gli insegnanti di sostegno, con quelli di classe di tutte le materie, col coordinatore del sostegno e a volte anche alla presenza del Dirigente.

    Io ho percepito spesso un rapporto di convenienza, in queste riunioni, poco costruttivo,c'è troppa gente ad assistere, c'è un pubblico e tutti sono tirati e sulle sue.

    E' un rapporto come dire, ipocrita, i genitori non dicono la verità, quel che pensano, degli insegnanti, gli insegnanti non si azzardano a dire le loro difficoltà, il fine praticamente diventa la riunione stessa, che vada bene e che possibilmente possiamo fare tutti la figura delle persone che collaborano, dagli psicologi ai genitori al Dirigente.

    Siamo tutti abbastanza attenti, ecco, a quel che si dice, e poi non siamo tutti d'accordo sul bimbo in questione.

    le difficoltà ci sono eccome, nel rapporto con gli operatori, anche con quelli interni, anche con quelli che conosciamo, forse perchè ognuno ha il suo carattere, e mica tutto si può guidare, insomma.

    C'è chi giura che il bimbo tale con lui è meraviglioso, e chi mugugna ( sottovoce per non farsi sentire), guarda che con me è insopportabile.

    E poi i suggerimenti strategici dello Psicologo, anche a distanza: qui bisognerebbe aprire un capitolo a parte.

    Non voglio dire che non funzionino, però su quelli si scatenano le reazioni più varie, ad esempio sul "sistema a premi" c'è chi dice che è diseducativo e che diventa un ricatto del bambino, alla lunga. Solo per dire, non so se c'entri.

    Ciao!

  6. #21
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    Riferimento: Psicologi scolastici

    Ciao Giovanna, grazie per il tuo intervento intanto. Interessante quello che scrivi.
    In classe con voi lo psicologo che cosa fa?

  7. #22

    Riferimento: Psicologi scolastici

    Citazione Originalmente inviato da Lyanne Visualizza messaggio
    Ciao Giovanna, grazie per il tuo intervento intanto. Interessante quello che scrivi.
    In classe con voi lo psicologo che cosa fa?
    Dunque, intanto diciamo che fa l'insegnante di sostegno, integrando con un orario piuttosto ampio, di 26 ore anzichè di diciotto, perchè è pagato dal Comune, la mancanza di insegnanti di sostegno che coprano tutto il fabbisogno che c'è.

    Quindi si divide tra i vari alunni, e si unisce alla programmazione degli insegnati di sostegno, facendo le varie materie nelle ore specifiche, esempio se c'è l'ora mia, sta con me in classe e fa fare una lezione diversa o uguale aiutando, a seconda dei casi.

    Inoltre segue la lezione come osservatrice, ma questo non è concordato, è sottinteso diciamo, e fa i suoi interventi, partecipa, parla con la classe, con i vari alunni, interviene su quello che dico io o dicono loro, aiuta anche a tenere la disciplina se ci vuole, perchè no, li richiama, fa quello che si fa tutti insomma.

    Se ci sono problemi particolari esempio di conflitto, tra alunni e un alunno in particolare, per esempio, può capitare che ci si divida, si parla con l'uno o con gli altri in separata sede e si cerca di risolvere la questione, si fa in parole povere quella che si chiama contemporanea presenza.

    Poi se c'è confidenza, è capitato anche l'operatrice psicologa ti dica guarda sbagli a fare così, a volte si perde anche tempo, eh, quando c'è lei, perchè ti racconta le sue esperienze nel campo, quindi.

    Poi a volte partecipa anche dove non è in classe, perchè le cose circolano nei corridoi, quindi se c'è un alunno difficile anche se non lo segue, qualcosa ti dice lo stesso, così.

  8. #23

    Riferimento: Psicologi scolastici

    ah, mi ero dimenticata, abbiamo anche un progetto dell'Asl, si chiama progetto ventaglio, praticamente viene una psicologa a scuola, ed è a disposizione di genitori, alunni e insegnanti, ha uno sportello d'ascolto, e per esempio una volta l'anno chiama i ragazzi uno per volta e credo chieda se hanno problemi, come si trovano a scuola, ecc.
    quindi io l'ho vista una volta, si è affacciata e mi ha chiesto se le mandavo i bimbi uno per volta.

    lì per lì le volevo dire di no, che era la mia ora, poi ho soprasseduto, scherzoooo)))

    Questo era per dire che secondo me uno psicologo scolastico dovrebbe andarci coi piedi di piombo, perchè sono importanti le dinamiche che suscita!

    E non tener conto solo degli alunni, ma anche di tutto l'ambiente, infatti dopo una cosa del genere di solito si commenta, della serie " E' venuta da te quella?" " Moh? io stavo facendo una cosa importante, arriva quella e ti porta via il Tizio, già ha difficoltà, poi ha perso la spiegazione, poi figuriamoci cosa ci capisce dopo" ecc.
    Ultima modifica di Giovanna11 : 04-09-2013 alle ore 14.42.29

  9. #24
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    Riferimento: Psicologi scolastici

    ciao a tutti...
    Io lavoro (ho lavorato e non so se quest'anno lo rifarò per vari motivi personali) come psicologo in classe. Sono entrata attraverso un progetto.

    Concordo e quoto tutto ciò che dice Giovanna, soprattutto ciò che dice accadere nei consigli di classe (ancora di più nei GLH).

    Passo a cosa facevo io...

    noi(io e latri operatori, sia psico che consulenti, psicoterapeuti, pedagogisti e psichiatri ognuno nel suo ruolo)lavoravamo sia in classe (attraverso dei circle time) sia con gli insegnanti e con altre figure nella scuola. Con i bambini, le tematiche erano diverse....alcune erano legate al periodo di sviluppo(lavoravamo con bambini delle elementari fino alle superiori) altre invece erano legate a particolari esigenze della scuola o venivano direttamente da richieste delle insegnanti che ci chiedevano consiglio su situazioni particolari.

    Ciò che mi è tanto piaciuto di questo progetto è..che dopo la diffidenza iniziale di ognuno (insegnanti, bambini e anche noi operatori) abbiamo collaborato davvero nel vero senso del termine.
    Sceglievo (parlo della mia esperienza)insieme all'insegnante (che fungeva da tutor) un'argomento da trattare....insieme programmavamo le varie attività che IO avrei svolto in classe (in sua presenza e dopo aver spiegato ai bambini che siamo tutti alla pari: io, insegnante e loro..infatti TUTTI nessuno escluso era seduto sulle sedioline piccole......) e quelle che LEI avrebbe svolto nelle settimane successiva per prolungare e approfondire il tema.
    Ovviamente le attviità che facevo io avevano un taglio psico, le sue...erano prettamente didattiche..e ogni volta che tornavo...si predisponeva un attività di "mezzo" che ci facesse capire (sia a me che all'insegnante) se e come quell'argomento era "passato"....ed è proprio questo, questa continua fiducia, collaborazione..che ha dato i suoi frutti!!!!!!!!


    Detto questo..le principali difficoltà le ho incontrate all'inizio quando (come già detto) ho notato diffidenza!
    Insomma...molti ci vedevano come "quelli che vogliono risolvere la situazione.."....

    a questo proposito....abbiamo previsto due incontri dove onguno (in maniera anonima) ci dava un "appellativo"...una sorta di giochino
    (non immaginate cosa è venuto fuori....) e da lì, la volta successiva siamo partite con la definizione dei ruoli.....con i rispettod ei confini e della competenze di tutti...anche perchè, per inciso sono STRA CONVINTA che buona parte del progetto riesce se gli insegnanti capiscono che non si devono sentire giudicati, (non è il ns ruolo), anzi, valorizzati ...ciò che secondo me molte volte penalizza tanti psico e tanti porgetti è che si parte col piede sbagliato. Chi meglio di un insegnante cha lavora in classe per 5, 6 ore al giorno con quei bambini/ragazzi..conosce le loro reazioni, le loro difficoltà e la situazione scolastica?.....Certo ogni parere è soggettivo....ma credo che valorizzare la risorse di ognuno(compreso quelle delle insegnanti) sia, per noi psico, una carta vincente!

    scusate la lungaggine...ma questo argomento..mi piace proprio!!!!!!!!!!!!!!!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  10. #25
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    Riferimento: Psicologi scolastici

    Citazione Originalmente inviato da Giovanna11 Visualizza messaggio
    ah, mi ero dimenticata, abbiamo anche un progetto dell'Asl, si chiama progetto ventaglio, praticamente viene una psicologa a scuola, ed è a disposizione di genitori, alunni e insegnanti, ha uno sportello d'ascolto, e per esempio una volta l'anno chiama i ragazzi uno per volta e credo chieda se hanno problemi, come si trovano a scuola, ecc.
    quindi io l'ho vista una volta, si è affacciata e mi ha chiesto se le mandavo i bimbi uno per volta.

    lì per lì le volevo dire di no, che era la mia ora, poi ho soprasseduto, scherzoooo)))

    Questo era per dire che secondo me uno psicologo scolastico dovrebbe andarci coi piedi di piombo, perchè sono importanti le dinamiche che suscita!

    E non tener conto solo degli alunni, ma anche di tutto l'ambiente, infatti dopo una cosa del genere di solito si commenta, della serie " E' venuta da te quella?" " Moh? io stavo facendo una cosa importante, arriva quella e ti porta via il Tizio, già ha difficoltà, poi ha perso la spiegazione, poi figuriamoci cosa ci capisce dopo" ecc.
    ed è proprio per queste dinamiche che io eviterei il classico sportello! oltre in fatto che, sempre a mio avviso, lo sportello....non aiuta i ragazzi/bambini. Chi ci va..viene poi spesso etichettato come problematico..(questo è emerso dai ns questionari....)...poi boh...dipende molto da come viene svolto. Io in particolare preferisco la presenza in classe....
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  11. #26
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    Riferimento: Psicologi scolastici

    Ciao a tutti.
    Credo che Giovanna tocchi parecchi punti nevralgici.
    Personalmente ho qualche ricordo, non molti, in questo campo (ora svolgo il mio lavoro in ospedale): nei primi anni ho lavorato nei doposcuola e nella scuola estiva (allora gestiti dai Comuni). In entrambi i casi c'era uno psicologo/a con cui avevamo delle riunioni di programmazione, un po' si parlava dei casi. E va bene. Questo circa vent'anni fa (1994-1995).
    Poi ho iniziato a lavorare come insegnante di classe, avevo situazioni toste, come molti altri colleghi, e un anno o due c'era una psicologa che teneva uno specie di sportello, per bambini, genitori, insegnanti. Ricordo il caso di un bambino, i genitori erano consapevoli della situazione, e l'intervento è stato utile (la psicologa avdeva incontrato anche loro).
    In un'altra scuola, invece, l'intervento si è rivelato meno positivo. Era una classe con una storia tutta sua: una quinta, genitori in gran parte "bene", insegnanti che li avevano presi dalla prima, al momento tutt'e due assenti. Pare che negli anni precedenti ci fossero stati problemi tra loro due. L'anno prima i bambini avevano avuto due supplenti alle quali si erano molto affezionati. io e la mia collega eravamo nuove per loro. E' stato tutt'altro che facile. Quando la psicologa, il cui incarico comprendeva sia lo sportello sia il lavoro nelle classi, ha iniziato le sue ore da noi (c'era un calendario), era appena morto, per un incidente sul lavoro, il padre di un bambino.
    Non l'hanno accettata, ritenevano che non li aiutasse e forse non avevano tutti i torti. Quando lei veniva in classe, o la ignoravano o erano "arrabbiati". Ripensandoci, ora anche io affronterei la realtà di quella classe in altro modo. Tutto serve.
    Sono ruoli delicati, sia quello dell'insegnante, sia quello dello psicologo scolastico. La realtà della scuola è in continuo fermento.
    Credo che le risorse, se ben combinate, possano svolgere un buon lavoro, ma bisogna che ci sia chiarezza su chi fa cosa e avere l'umiltà di lavorare insieme (non con l'idea di "io farei di meglio con i bambini" oppure "mi fa perdere tempo"), cosa non certo semplice.
    Le potenzialità, come si dice oggi, ci sono, eccome, ma ci sono anche i rischi: che ci si chiuda, che si voglia prospettare una realtà migliore di quella che è, che ci si senta sotto esame, che si veda lo psicologo come un fastidio o che, al contrario, insegni, "tappi i buchi" perché non c'è personale. Sono rischi di una realtà in fermento e di una figura secondo me ancora poco definita.
    La poca chiarezza, in questi tempi, rischia di creare attriti con figure per certi versi affini: vedi la discussione ins. di sostegno/psicologi e alimentare le tensioni, anziché appianare i contrasti.
    Poi c'è un'altra questione: l'insegnante di per sé deve avere competenze psicologiche.
    Ok, un'altra figura, ponendosi da un'altra prospettiva, può vedere le cose in un altro modo e apportare un proprio contributo nell'ottica del miglioramento delle relazioni, ad esempio, ma bisogna porre attenzione a tutte le dinamiche. Che non diventi il "nemico che osserva", "l'amicone", o quello che dice "cosa deve fare l'insegnante", ecc. Possibilità, certo.
    Ci vogliono tatto da una parte e disponibilità ad ascoltare dall'altra, ma non solo.
    Guardiamo il contesto scuola: com'è? I bambini devono stare bene, gli insegnanti anche, si dice, no?
    Ok, ma intanto da una parte bisogna stare attenti al singolo bambino e al suo percorso, ai suoi problemi, effettuare percorsi personalizzati, gestire rapporti con le famiglie nel "modo migliore" (e già lì ce n'è...) e nel frattempo "sottostare" alla valutazione nazionale (famigerate prove INVALSI), che alla fin fine vogliono significare. "La tua classe è così"; "Tu sei così" "Gli altri sono così".
    Vogliono,ok: lì entra in gioco "il tronco", la struttura della persona. Però, ragazzi, non sono bruscolini. La "pressione" c'è. Poi, ovviamente, ci sono le possibilità di risposta.
    Chi ha assistito alla comparazione dei grafici tra classi ai collegi docenti, credo abbia un ricordo indelebile.
    Scuola "armonia" e scuola competizione.... e bisogna far quadrare il cerchio. E poi che altro?
    In questa realtà, la scuola stessa "ci mette" uno psicologo......
    Fa riflettere la cosa, non trovate?

  12. #27
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    Riferimento: Psicologi scolastici

    Memole (scusa, avevo letto solo il tuo ultimo post, dopo aver scritto): la tua esperienza mi sembra molto significativa e in effetti tu stessa tocchi parecchi punti forti, collaborazione tra insegnanti, progettazione comune, sentirsi pari, insomma lavorare insieme. E' rincuorante leggere esperienze di questo tipo.

  13. #28
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    Riferimento: Psicologi scolastici

    Ciao! Sono nuova... Vi ringrazio per le cose che state mettendo a disposizione... Si tratta sicuramente di una discussione molto utile! Anch'io ho lavorato nelle scuole, avendo avuto modo di iniziare a rendermi conto dell'utita e del significato dello psicogo nelle scuole.. Ma al di la di qualsiasi altra considerazione vorre che mi aiutaste - se potete- a capire una cosa: come si fa ad entrare a lavorare nelle scuole? C'è chi ha parlato di psicologo come insegnante di sostegno ... Io ho potuto fare varie esperienze nelle scuole solo come tirocinante ... C'è bisogno del master in psicologia scolastica?
    Grazie in anticipo

  14. #29
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    Riferimento: Psicologi scolastici

    no, se vuoi lavorare come psicologo scolastico(sportelli, circle time, osservazione...) puoi proporti come libero professionista oppure cercare di entrare in progetti (già attivi o che proponi tu)..mentre per lavorare come insegnante di sostegno(NON psicologo...) devi avere l'abilitazione (ex scuole magistrali, ex SISS o scienze formazione primaria).....

    Ma l'insegnante di sostegno è un insegnante, NOn uno psicologo (che poi alcuni insegnanti di sostegno abbiano la laurea in psicologia ok..ma di base sono insegnanti)
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  15. #30

    Riferimento: Psicologi scolastici

    Da noi credo, ma non ne sono sicura, che sia entrata come educatrice, cioè noi come scuola e come Collegio credo possiamo chiedere o ci viene proposto l'intervento di educatori esterni, al Comune, il Comune immagino attinga a delle Cooperative o cose così, poi il Collegio approva dopo le varie intermediazioni. Questi interventi vengono proposti o richiesti, a seconda dei casi, la scuola è aperta, basta che si trovino le risorse e, naturalmente, tutto passa dall'approvazione in sede di collegio.

    Come poi queste risorse vengono utilizzate nella pratica, sta un po' alla disponibilità dell'operatore esterno, un po' alle sue competenze, un po' ad accordi inter-nos, a seconda di che cosa si concorda.

    Credo che come educatore il vincolo del titolo di insegnante la scuola non lo possa richiedere, non ne sono sicura, ma penso di no, essendo un esterno è più libero da vincoli, basta abbia il titolo di educatore, ma ripeto, non ne sono certa. E' chi lo paga che dice alla scuola ti mando questa figura,ha questi titoli e queste competenze, questa sarebbe la logica, almeno.

    una cosa che NON può fare come qualsiasi operatore esterno, è stare da solo a contatto con la classe, cioè la responsabilità della classe è sempre e solo dell'insegnante che deve essere sempre presente, quando c'è l'operatore!

    E questo secondo me è un altro nodo, cioè che noi siamo responsabili pure di ciò che fa l'educatore, anche se è psicologo)

    Un'altra figura presente in classe è sempre impegnativa, c'è come si diceva, un osservatore che cambia le cose! Succede quando si fa compresenza, è tutto diverso.

    bisogna praticamente presentare ai ragazzi questa figura, loro devono sapere cosa fa, gli va spiegato, nel caso nostro loro conoscono l'educatrice, la riconoscono perchè la vedono sempre, quindi è una di noi, fa parte del quadro della scuola, e quindi è un po' un'insegnante, che però non dà i voti, ma aiuta, i voti belli o brutti li dà l'insegnante della materia, è buffo ma è così Piacerebbe anche a me fare la parte della buona, confesso))
    Ultima modifica di Giovanna11 : 04-09-2013 alle ore 23.01.33

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