scusa Keblish, ma tu metti dunque la scomparsa del sintomo al centro, e allora è tutto molto semplice.
come già una volta ho raccontato, e io qui spesso uso la mia esperienza come appiglio, anche ingiustificatamente, il mio sintomo, o meglio il sintomo per cui sono andata in terapia, sintomo fisico, attacco d'ansia, di panico, isterico, o come lo si poteva interpretare, è SPARITO sei anni fa, dopo la PRIMA seduta.
Quindi, secondo questi criteri, la mia psicoterapia si sarebbe conclusa in modo soddisfacente ed efficace, alla prima seduta, direi superbreve, come terapia.
altri sintomi, che so, incavolamenti sul lavoro anomali, dopo un anno.
altro risultato dimostrazione di efficacia.
Altri sintomi, boh, non saprei descriverli, non li conosco più neanche i miei sintomi, vengono tutti inglobati in me,nella mia persona.
Quindi io stessa non li accetterei più come sintomi, manco se me lo dicesse Gesù.
quindi è proprio un punto di vista diverso, ecco.
Immagino che il sintomo, come nelle malattie organiche, sia un avviso, che si ripete, è costante e invalidante, esempio dolore al nervo sciatico, sintomo di ernia al disco.
ma se questo non venisse più percepito come invalidante e fastidioso, mi dici perchè uno si dovrebbe rivolgere al medico curante?
E invece sarebbe logicamente opportuno, perchè in futuro ti potresti ritrovare paraplegico.
Quindi il sintomo è utile, non bisogna farlo sparire, penso che curare i sintomi troppo alla svelta, sia un errore, ma è un parere.







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