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  1. #1276
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    17-01-2009
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    767

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    nel primo caso risponderei così: mi recherei dal giudice per spiegare che a causa del segreto professionale non posso divulgare notizie o fatti di cui sono venuta a conoscenza in virtù del rapporto professionale. l'eccezione sta nel caso in cui il paziente abbia fornito il suo consenso rispetto alla testimonianza, consenso che deve essere espresso con coscienza circa le possibili conseguenze di una testimonianza da parte dello psicologo. infine direi che comunque, anche con il consenso, spetta sempre in ultima istanza al professionista decidere se farne uso o meno, sempre per tutelare il proprio cliente.
    nel caso in cui mi fosse chiesto di testimoniare da un tribunale ecclesiastico direi che non sono tenuta a presentarmi dato che esso non si occupa di questioni penali o civili.
    può andare?

    ps si sa se i 7 bocciati di oggi sono passati tutti dalla commissione uomini?

    Citazione Originalmente inviato da frensys84 Visualizza messaggio
    la mia amica ha fatto l' orale oggi x fortua abilitata, erano in tutto 51 di cui 44 abilitati!! mi ha detto che hafatto l' orale con la conmitteri le ha chiesto tesi e tirocinio, l'ha tenuta 20 minuti assurdo!!
    la domanda sul tribunale ecclesiastico era: se a lei psicologo le fosse ordinato di deporre testimonianza dal tribunale ordinario che cosa farebbe??? e se invece le venisse ordinato da un tribunale ecclesiastico???...

  2. #1277
    Partecipante Assiduo
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    05-10-2011
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    130

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    altro dubbio: quando si parla di interdetti si parla di persone maggiorenni considerate incapaci di agire, ma solo di maggiorenni? vero?
    Citazione Originalmente inviato da Arianna150681 Visualizza messaggio
    me lo chiedevo anche io quali fossero, ma non credo si riferisca all'obbligo di testimonianza o referto/denuncia...chi ci illumina?
    anche a me spaventano molto tutti questi bocciati e il cambiamento rispetto ai primi giorni soprattutto, in cui nessuno è stato bocciato...

  3. #1278
    Partecipante Assiduo
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    05-10-2011
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    stavo rileggendo l'art31 e pensavo: ma i casi in cui si deve avvertire l'autorità tutoria per es. possono esser quelli in cui si presenta un adolescente dallo psicologo (pubblico o privato) per problemi con i genitori, che non vogliono che si rechi dallo psicologo e lo psic. reputa necessario un suo intervento anche in assenza del consenso? può essere un esempio? faccio cmq l'intervento, valutando bene se è necessario ma prima avverto l'autorità tutoria. E quindi niente compenso in questi casi?

  4. #1279
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    17-01-2009
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    767

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    certo, secondo me solo maggiorenni.

    Citazione Originalmente inviato da margher83 Visualizza messaggio
    altro dubbio: quando si parla di interdetti si parla di persone maggiorenni considerate incapaci di agire, ma solo di maggiorenni? vero?

  5. #1280
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    17-01-2009
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    767

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    eh bella domanda quella sul compenso....
    ragionando, se viene da te un minore e ti dice che in famiglia viene maltrattato, è evidente che non vai a chiedere il consenso informato dai genitori per la presa in carico e l'intervento, quindi credo si configuri il caso di necessità ed emergenza. si informa il tribunale dei minori e si prende in carico il bambino.
    sul compenso mi viene da pensare che le opzioni sono 2: lo stato si prende in carico il minore anche dal punto di vista economico e quindi corrisponde il compenso allo psicologo, oppure impone alla famiglia di corrispondere quanto dovuto al professionista per l'opera che sta prestando sul figlio.
    non so però...sto solo ragionando non ho basi per dire questo...ma posso chiedere ad un'amica avvocatessa...

    Citazione Originalmente inviato da margher83 Visualizza messaggio
    stavo rileggendo l'art31 e pensavo: ma i casi in cui si deve avvertire l'autorità tutoria per es. possono esser quelli in cui si presenta un adolescente dallo psicologo (pubblico o privato) per problemi con i genitori, che non vogliono che si rechi dallo psicologo e lo psic. reputa necessario un suo intervento anche in assenza del consenso? può essere un esempio? faccio cmq l'intervento, valutando bene se è necessario ma prima avverto l'autorità tutoria. E quindi niente compenso in questi casi?

  6. #1281
    Partecipante Assiduo
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    05-10-2011
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    130

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    è quello che pensavo pure io, cmq ti torna che questo è il caso previsto dall'articolo 31 quando dice: "se lo psicologo giudica cmq necessario l'intervento procede ma prima comunica all'autorità tutoria"? (giudice tutelare)
    Citazione Originalmente inviato da Arianna150681 Visualizza messaggio
    eh bella domanda quella sul compenso....
    ragionando, se viene da te un minore e ti dice che in famiglia viene maltrattato, è evidente che non vai a chiedere il consenso informato dai genitori per la presa in carico e l'intervento, quindi credo si configuri il caso di necessità ed emergenza. si informa il tribunale dei minori e si prende in carico il bambino.
    sul compenso mi viene da pensare che le opzioni sono 2: lo stato si prende in carico il minore anche dal punto di vista economico e quindi corrisponde il compenso allo psicologo, oppure impone alla famiglia di corrispondere quanto dovuto al professionista per l'opera che sta prestando sul figlio.
    non so però...sto solo ragionando non ho basi per dire questo...ma posso chiedere ad un'amica avvocatessa...

  7. #1282
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    17-01-2009
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    767

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    sisi mi torna...
    rispetto alla domanda che ho postato qualche ora fa te come risponderesti? ossia se il tuo paziente ti chiede di poter vedere i tuoi appunti, la cartella clinica, insomma le informazioni sull'intervento che si sta effettuando, prima del termine del rapporto professionale? a quanto ho capito lo psic deve effettuare la restituzione mostrando al paziente l'esito dell'intervento effettuato una volta concluso, ma non credo sia tenuto a mostrare quelli che sono suoi appunti, resoconti, valutazioni professionali, ma solo l'esito...che dici?

    Citazione Originalmente inviato da margher83 Visualizza messaggio
    è quello che pensavo pure io, cmq ti torna che questo è il caso previsto dall'articolo 31 quando dice: "se lo psicologo giudica cmq necessario l'intervento procede ma prima comunica all'autorità tutoria"? (giudice tutelare)

  8. #1283
    Partecipante
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    30-04-2009
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    32

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    Citazione Originalmente inviato da margher83 Visualizza messaggio
    stavo rileggendo l'art31 e pensavo: ma i casi in cui si deve avvertire l'autorità tutoria per es. possono esser quelli in cui si presenta un adolescente dallo psicologo (pubblico o privato) per problemi con i genitori, che non vogliono che si rechi dallo psicologo e lo psic. reputa necessario un suo intervento anche in assenza del consenso? può essere un esempio? faccio cmq l'intervento, valutando bene se è necessario ma prima avverto l'autorità tutoria. E quindi niente compenso in questi casi?
    si avverte l'Autorità tutoria quando il ragazzo dichiari di aver subito (AD ESEMPIO) un maltrattamento o abuso.....
    Ho letto sul sito dell'Ordine un articolo in merito allo psicologo scolastico che realizza un progetto (per chi ha fatto la 2 prova potrebbe venir fuori una domanda del genere). Se il progetto prevedeva la prevenzione di un comportamento a rischio ( es disturbi alimentari, tossicodipendenze) e, nel corso delle varie giornate programmate nel progetto, un ragazzo dichiari che in seguito a maltrattamenti in famiglia ha cominciato ad assumere droghe o ad avere disturbi alimentari, lo PSICOLOGO è OBBLIGATO A DENUNCIARE.
    Se invece l'adolescente rivela di avere un comp a rischio in assenza di maltrattamento lo psicologo può instaurare un rapporto professionale prima di ottenere un consenso dai genitori, sempre rispettanto LA RISERVATEZZA DI TALE COMUNICAZIONE. (non violando il segreto che vige su tale comunicazione).
    Ultima modifica di karola84 : 10-05-2012 alle ore 19.59.00

  9. #1284
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    io avevo letto la stessa cosa che hai detto tu, mi era proprio cascato l'occhio sul fatto che lo psicologo non è tenuto a mostrare i suoi resoconti e le sue valutazioni, penso che sia così
    Citazione Originalmente inviato da Arianna150681 Visualizza messaggio
    sisi mi torna...
    rispetto alla domanda che ho postato qualche ora fa te come risponderesti? ossia se il tuo paziente ti chiede di poter vedere i tuoi appunti, la cartella clinica, insomma le informazioni sull'intervento che si sta effettuando, prima del termine del rapporto professionale? a quanto ho capito lo psic deve effettuare la restituzione mostrando al paziente l'esito dell'intervento effettuato una volta concluso, ma non credo sia tenuto a mostrare quelli che sono suoi appunti, resoconti, valutazioni professionali, ma solo l'esito...che dici?

  10. #1285
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    ah ok, quindi ci deve essere stato proprio un maltrattamento o un abuso, pensavo anche per questioni meno gravi, non avevo capito, grazie mille!
    Citazione Originalmente inviato da karola84 Visualizza messaggio
    si avverte l'Autorità tutoria quando il ragazzo dichiari di aver subito (AD ESEMPIO) un maltrattamento o abuso.....
    Ho letto sul sito dell'Ordine un articolo in merito allo psicologo scolastico che realizza un progetto (per chi ha fatto la 2 prova potrebbe venir fuori una domanda del genere). Se il progetto prevedeva la prevenzione di un comportamento a rischio ( es disturbi alimentari, tossicodipendenze) e, nel corso delle varie giornate programmate nel progetto, un ragazzo dichiari che in seguito a maltrattamenti in famiglia ha cominciato ad assumere droghe o ad avere disturbi alimentari, lo PSICOLOGO è OBBLIGATO A DENUNCIARE.
    Se invece l'adolescente rivela di avere un comp a rischio in assenza di maltrattamento lo psicologo può instaurare un rapporto professionale prima di ottenere un consenso dai genitori, sempre rispettanto LA RISERVATEZZA DI TALE COMUNICAZIONE. (non violando il segreto che vige su tale comunicazione).

  11. #1286
    Partecipante Assiduo L'avatar di tarpissa
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    Grazie per tutte le info,davvero preziose.Queste bocciature mi preoccupano un pò,come mai è successo? Cosa hanno chiesto a questi ragazzi? Grazie a chi risponderà

  12. #1287
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    sono state dette cose gravi da questi ragazzi??? vi prego, anche se avete finito e siete liberi pensate a noiiiiiiii...

    Citazione Originalmente inviato da tarpissa Visualizza messaggio
    Grazie per tutte le info,davvero preziose.Queste bocciature mi preoccupano un pò,come mai è successo? Cosa hanno chiesto a questi ragazzi? Grazie a chi risponderà

  13. #1288
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    Citazione Originalmente inviato da margher83 Visualizza messaggio
    altro dubbio: quando si parla di interdetti si parla di persone maggiorenni considerate incapaci di agire, ma solo di maggiorenni? vero?

    giustissimo

  14. #1289
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    ragazzi/e sto riflettendo sul compito (caso clinico adulti), vi prego consigliatemi...
    secondo voi, di fronte alla richiesta di elencare gli aspetti deontologici di una eventuale consulenza e ipotesi di intervento con informazioni coerenti circa il consenso informato, come sarebbe meglio rispondere?
    io vi dico la mia, voi ditemi la vostra.
    per quanto riguarda la consulenza, intesa ad esempio come consulenza psichiatrica, direi che essa si pone nel momento in cui il professionista si rende conto di non avere quelle conoscenze adeguate per continuare nell'intervento che sta svolgendo, quindi si limiterà a trasmettere al professionista lo stretto necessario per ciò che riguarda lo stato di salute (fermo restando che il paziente abbia firmato il consenso informato).
    sul secondo punto io direi che proporrei l'invio ad uno psicoterapeuta per una TCC, spiegando al paziente le ragioni che mi spingono ad inviarlo ad altro professionista e dando informazioni sugli obiettivi generali di un trattamento di quel genere e sul setting.
    secondo voi è corretto tutto ciò???
    voi cosa mettereste e cosa avete messo nel compito, se lo avete fatto?
    vi prego datemi una mano perchè temo troppo che possano attaccarmi su questa cosa...

  15. #1290
    Matricola
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    Citazione Originalmente inviato da Arianna150681 Visualizza messaggio
    esempio pratico nel caso di minori:
    nel primo colloquio il tutor sottoponeva ai genitori del minore il consenso informato, spiegando loro gli obiettivi dell'intervento, le modalità, la durata, i doveri dello psicologo, ecc ecc; in seguito, nello stesso colloquio si procedeva all'analisi della domanda e alla raccolta anamnestica.
    nel secondo colloquio e in quelli successivi si procedeva alla valutazione diagnostica vera e propria, attraverso la somministrazione di test.
    infine al termine della valutazione si effettuava la restituzione con la diagnosi.
    è corretto questo iter diagnostico secondo te?
    e un'altra cosa: nel caso in cui, al termine di una valutazione lo psic-psicoterapeuta decidesse di proporre una psicoterapia come trattamento del disturbo diagnosticato, come tirocinante non si può partecipare giusto? perchè il mio tutor me lo ha sempre vietato...
    Va benissimo! Ricorda però che chiedevano sempre "colloquio? che intendi per colloquio?". In pratica vogliono che tu specifichi "colloquio diagnostico", "colloquio valutativo", "colloquio di sostegno", "colloquio psicoeducativo", ecc.

    eppoi si, è giusto, NO PSICOTERAPIA, e io aggiungerei che la psicologa a tal proposito si è comportata conformemente al codice, inculcandoti la concezione di trasmissione transgenerazionale della norme...

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