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  1. #1291
    Matricola
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    12-01-2010
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    19

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    Citazione Originalmente inviato da margher83 Visualizza messaggio
    grazie!!! nel caso del tribunale ecclesiastico non si ha obbligo di testimonianza ma tra il civile e il penale mi sa che ci sono delle differenze
    vi sono due possibilità:
    1. Tribunale Civile, Amministrativo, Religioso ecc.;
    2. Tribunale Penale.
    Nella prima delle due possibilità, se lo Psicologo ritiene di non potere (in quanto privo del necessario consenso informato) o di non dovere testimoniare (sulla base di quanto previsto a sua volta dall’ultimo periodo dell’art. 12 C.D.) al Giudice non resta che prendere atto di tale “giustificato motivo” esplicitamente previsto dall' art. 256 C.P.C., e di rinunciare quindi ad acquisire la testimonianza dello Psicologo stesso senza alcuna conseguenza ulteriore per quest’ultimo.
    Nel caso del Tribunale Penale, si è sempre tenuti a testimoniare, sotto ordinanza del giudice, a meno che lo psicologo non si trovi ad operare in due situazioni in cui viene primariamente tutelata la salute psicologica del soggetto:
    1. Procedimento penale riguardante un tossicodipendente;
    2. Procedimento penale riguardante un soggetto minorenne.

    Penso sia così...

  2. #1292
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
    Data registrazione
    17-01-2009
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    767

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    quindi potrei esprimermi con il termine di colloquio di conoscenza riferendomi ai primissimi colloqui in cui si raccolgono i dati anamnestici e si analizza la domanda. poi potrei parlare di colloqui diagnostici per riferirmi agli incontri in cui si effettuava la valutazione diagnostica vera e propria, è giusto? io ho sempre parlato di primi colloqui riferendomi a quelli in cui si raccoglieva l'anamnesi e la domanda, è corretto parlare di primi colloqui? o meglio, a loro andrà bene?

    Citazione Originalmente inviato da jack_knip Visualizza messaggio
    Va benissimo! Ricorda però che chiedevano sempre "colloquio? che intendi per colloquio?". In pratica vogliono che tu specifichi "colloquio diagnostico", "colloquio valutativo", "colloquio di sostegno", "colloquio psicoeducativo", ecc.

    eppoi si, è giusto, NO PSICOTERAPIA, e io aggiungerei che la psicologa a tal proposito si è comportata conformemente al codice, inculcandoti la concezione di trasmissione transgenerazionale della norme...

  3. #1293
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    17-01-2009
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    767

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    mi autocorreggo, con colloquio di conoscenza ci si riferisce al contesto in cui lo psicologo fornisce ad un utente interessato ad iniziare un percorso psicologico, il tipo di attività eseguita dallo psicologo in quel contesto, SENZA RACCOLTA DI NESSUN DATO. solo informazioni generali sul servizio che si offre all'utenza.
    quindi per riferirsi al colloquio in cui si raccolgono i dati, si analizza la domanda e si fa firmare il consenso informato, a quale termine dobbiamo riferirci? io in tal senso ho sempre sentito parlare di primi colloqui, è corretto?
    e poi...per i colloqui successivi, quelli in cui si effettua la valutazione vera e propria con i test, è corretto parlare di colloqui diagnostici?
    che differenza c'è tra un colloquio valutativo e uno diagnostico? non effettui in entrambi una valutazione?
    grazie a chi mi risponderà

    Citazione Originalmente inviato da Arianna150681 Visualizza messaggio
    quindi potrei esprimermi con il termine di colloquio di conoscenza riferendomi ai primissimi colloqui in cui si raccolgono i dati anamnestici e si analizza la domanda. poi potrei parlare di colloqui diagnostici per riferirmi agli incontri in cui si effettuava la valutazione diagnostica vera e propria, è giusto? io ho sempre parlato di primi colloqui riferendomi a quelli in cui si raccoglieva l'anamnesi e la domanda, è corretto parlare di primi colloqui? o meglio, a loro andrà bene?

  4. #1294
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    17-01-2009
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    jack knip mi sto un po' incasinando con sti colloqui....
    dunque ti prego aiutami...a pensarci non è più corretto in ordine temporale analizzare la domanda (ossia sapere per quale motivo il paziente si è recato da noi e se qualcuno glielo ha suggerito), proporre il consenso informato e infine raccogliere l'anamnesi? mi sembrerebbe più logico il percorso...e tutto ciò in quello che io definisco (giustamente o no?) primo colloquio. successivamente si procede con colloqui diagnostici (o valutativi) attraverso la somministrazione di test, osservazione e colloquio stesso.

    Citazione Originalmente inviato da jack_knip Visualizza messaggio
    Va benissimo! Ricorda però che chiedevano sempre "colloquio? che intendi per colloquio?". In pratica vogliono che tu specifichi "colloquio diagnostico", "colloquio valutativo", "colloquio di sostegno", "colloquio psicoeducativo", ecc.

    eppoi si, è giusto, NO PSICOTERAPIA, e io aggiungerei che la psicologa a tal proposito si è comportata conformemente al codice, inculcandoti la concezione di trasmissione transgenerazionale della norme...

  5. #1295
    Partecipante Assiduo L'avatar di tarpissa
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    04-03-2009
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    CHIETI
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    Citazione Originalmente inviato da Arianna150681 Visualizza messaggio
    ragazze/i vi pongo una domanda che hanno fatto all'orale durante una precedente sessione (con commissione diversa dalla nostra chiaramente):

    "se lei avesse in cura un giovane maggiorenne e la chiamasse la madre del giovane dicendole che ha notizie utili alla terapia, come si comporterebbe?"

    ecco io ho pensato e ripensato, riletto bene gli articoli del codice, ma non c'è niente che regoli un caso come questo, fermo restando sempre il rispetto del segreto professionale. ma di fatto è corretto apprendere queste notizie dalla madre del paziente?
    Devi verificare se la madre è al corrente del percorso terapeutico della figlia e se la figlia l'ha informata e coinvolta in tale percorso,altrimenti sei tenuta al segreto. Se la figlia è maggiorenne può decidere autonomamente di entrare in terapia e non comunicare ciò alla madre. Ciao

  6. #1296
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    io ero giunta alla conclusione che non dobbiamo accogliere nessun tipo di informazione che non provenga dal nostro paziente, quindi parlerei con la madre e le spiegherei che solo nel caso in cui la figlia volesse il suo intervento potremmo pensare ad un suo coinvolgimento.

    Citazione Originalmente inviato da tarpissa Visualizza messaggio
    Devi verificare se la madre è al corrente del percorso terapeutico della figlia e se la figlia l'ha informata e coinvolta in tale percorso,altrimenti sei tenuta al segreto. Se la figlia è maggiorenne può decidere autonomamente di entrare in terapia e non comunicare ciò alla madre. Ciao

  7. #1297
    Partecipante Assiduo
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    130

    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    esatto, non puoi riferire assolutamente niente alla mamma
    Citazione Originalmente inviato da tarpissa Visualizza messaggio
    Devi verificare se la madre è al corrente del percorso terapeutico della figlia e se la figlia l'ha informata e coinvolta in tale percorso,altrimenti sei tenuta al segreto. Se la figlia è maggiorenne può decidere autonomamente di entrare in terapia e non comunicare ciò alla madre. Ciao

  8. #1298
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    help!!! dubbio sul pubblico ufficiale, quello dell'art 13, ma è il CTU? e solo il CTU? o mi sbaglio??? grazie!!!

  9. #1299
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    ma dici quando si riferisce all'obbligo di denuncia, che spetta solo agli incaricati di pubblico servizio (o pubblici ufficiali)?
    io credo che qualunque professionista sanitario che operi nel settore pubblico sia considerato pubblico ufficiale nel momento in cui viene a conoscenza di un reato punibile d'ufficio, e di conseguenza obbligato a farne denuncia. che c'entra il consulente tecnico d'ufficio?

    Citazione Originalmente inviato da margher83 Visualizza messaggio
    help!!! dubbio sul pubblico ufficiale, quello dell'art 13, ma è il CTU? e solo il CTU? o mi sbaglio??? grazie!!!

  10. #1300
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    non mi torna perchè l'art specifica pubbl uff e incar di pubbl serv, ma, se sono la stessa cosa, perchè distingue?
    Citazione Originalmente inviato da Arianna150681 Visualizza messaggio
    ma dici quando si riferisce all'obbligo di denuncia, che spetta solo agli incaricati di pubblico servizio (o pubblici ufficiali)?
    io credo che qualunque professionista sanitario che operi nel settore pubblico sia considerato pubblico ufficiale nel momento in cui viene a conoscenza di un reato punibile d'ufficio, e di conseguenza obbligato a farne denuncia. che c'entra il consulente tecnico d'ufficio?

  11. #1301
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    allora, ho del materiale in cui si dice che lo psicologo deve identificarsi in uno dei due ruoli quando:
    1) nell'esercizio della professione alle dipendenze di una pubblica amministrazione (es. SSN o un Ministero) o a convenzione con una pubblica amministrazione con poteri di certificazione, lo psicologo è considerato un pubblico ufficiale
    2) nell'esercizio della professione su incarico temporaneo da parte di una pubblica amministrazione (es. una scuola pubblica) senza poteri di certificazione, lo psic è considerato incaricato di pubblico servizio
    3)nell'esercizio della libera professione lo psic non è considerato nè pubblico ufficiale nè incaricato di pubblico servizio

    quindi, in parole spicciole: se lavori presso una asl sei un pubblico ufficiale; se presti temporaneamente la tua opera professionale presso una scuola pubblica sei incaricato di pubblico servizio. in tutti gli altri casi non lo sei, ma sei solo un libero professionista.

    esauriente e soddisfacente?

    Citazione Originalmente inviato da margher83 Visualizza messaggio
    non mi torna perchè l'art specifica pubbl uff e incar di pubbl serv, ma, se sono la stessa cosa, perchè distingue?

  12. #1302
    Partecipante
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    Citazione Originalmente inviato da margher83 Visualizza messaggio
    non mi torna perchè l'art specifica pubbl uff e incar di pubbl serv, ma, se sono la stessa cosa, perchè distingue?
    Il pubblico ufficiale è colui che esercita una pubblica funzione legislativa, giurisdizionale o amministrativa. I dipendenti pubblici (es: psicologo che lavora nell'Asl) mentre l'incaricato di pubblico servizio può essere sia lo psicologo che lavora nel privato in una struttura convenzionata con il servizio sanitario nazionale (es: case-famiglia dell'onlus); oppure lo psicologo che pur lavorando nel privato viene ad esempio assunto dalla scuola per un progetto.

  13. #1303
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    Ragazze/i ripetiamo assieme cosa dire e non dire del tirocinio? perkè credo sia molto importante.....

  14. #1304
    Partecipante
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    Volevo chiedervi secondo voi faranno un elenco unico per interrogare?

  15. #1305
    Partecipante Figo L'avatar di Arianna150681
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    Riferimento: eds novembre 2011 Chieti

    non credo proprio...hanno sempre diviso in due commissioni, uomini da una parte e donne dall'altra. è capitato che durante la mattinata ci fosse un'ulteriore scissione, e che una prof si mettesse ad interrogare da sola. credo per accelerare in tempi.

    Citazione Originalmente inviato da karola84 Visualizza messaggio
    Volevo chiedervi secondo voi faranno un elenco unico per interrogare?

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