diciamo che l'mmpi è un test ampio e trasversale, per la valutazione della personalità e della sintomatologia globale (misurazione analitica della sintomatologia globale). l'importante è non mettere che lo utilizzi per fare diagnosi, non è un test diagnostico (solo scid o icd-10) ma al max ti fornisce la probabilità o un'indicazione sulla diagnosi. sono test d'approfondimento. questo vale x tutti gli altri test sintomatologici, come quelli sulla depressione
qualcuno potrebbe dirmi quali testi state usando per la preparazione del caso clinico??io vorrei concentramri su quello di sviluppo...grazie![]()
sì, è corretto.
riporto la scaletta o la metodologia del processo diagnostico che mi hanno insegnato all'università, in un'ottica 'scientifica' quindi basata sul modello cbt, che per fare diagnosi secondo il dsm è quella più adeguata.
MACROANALISI
riportare i vari sintomi, organizzarli secondo una gerarchia (gravità, tempo ecc) e individuare le macrocategorie di disturbi nei quali si possono manifestare. fatto questo, uso SCID per porre la diagnosi (esplora la presenza dei vari sintomi), poi analisi differenziali. la scid presenta a rasseggna anamnestica, così che si possono ottenere altre info (esame del problema, decorso ecc)
MICROANALISI
questa è una valutazione dimensionale della sintomatologia presente, indipendente dalla diagnosi, e anche globale, usando vari test:
-uso vari test per la gravità della sintomatologia. es Hamilton rating scale for depression
- valutazione globale personalità e sintomatologia: mmpi
-fattori stressanti: PSI
-personalità predisponente: TCI
-funzionamento familiare: FAD
la SCID è l'unico strumento, da quanto ne so, che è fatto per fare la diagnosi secondo il dsm (l'altro strumento, che non ricordo, riguarda l'icd-10, l'unico altro sistema diagnostico 'conevenzionale', nel senso che o uno o l'altro, in quanto 'ateoretici'. non so se la diagnosi secondo una prospettiva dinamica può andare, ma non credo.)
perciò sì, la scid io metto che la uso per ogni caso clinico per stabilire la diagnosi (scid 2 per i disturbi di personalità). poi alla fine, secondo me (ho anche seguito dei colloqui dove era somministrata) è molto discutibile, come ogni volta che si vuole inserire una persona in una categoria (una paziente di 17 anni risultava avere 3 disturbi di personalità...).
ed è anche per questo che è importante la valutazione dimensionale della microanalisi, perchè quella del dsm è puramente categoriale. in questa parte, per rispondere alla domanda su altri test, non è fondamentale la diagnosi, anche se ti ci puoi ricollegare. ad esempio puoi usare un test sulla depressione in una diagnosi di DAP, se sono presenti sintomi depressivi. sono trasversali
se alcuni test possono essere utilizzati per la valutazione della sintomatologia indipendentemente dalla diagnosi, altri test sono specifici di alcuni disturbi:
fobia specifica: Fear questionnaire
sociale: LSPS
doc: y-bocs
dap: sensitivity anxiety index
agorafobia e dap: mobility inventory for agoraphobia
gad: pwsq (credo)
Conosci la SWAP-200? è una questionario in cui ci sono degli item che in base alle risposte che inserisci fornisce una valutazione delle aree problematiche del paziente. é possibile equipararla alla SCID? praticamente se ho capito la SCID (o la SWAP) ti aiuta a fare diagnosi e poi utilizzi gli altri test per misurare la gravità del disturbo?
quindi per esempio di fronte ad un soggettocon disturbo di attacchi di panico possiamo somministrare la SCID/SWAP per fare diagnosi e poi chiudere con il test PAAAS, PASQ O PACQ?
ad esempio è sbagliato dire che se uno ha un punteggio superiore a 70 in una scala clinica dell mmpi allora ha quel disturbo; il punteggio esprime una maggior probabilità. questo vale anche x tutti i cut off degli altri strumenti. quest errore comunque lo fanno anche i ricercatori che pubblicano articoli..almeno a detta della mia prof
L’obiettivo di questo lavoro é finalizzato alla conoscenza e applicabilità di uno strumento, la Shedler Western Assessment Procedure 200 (SWAP-200) e alla dimostrazione di come esso permetta di descrivere processi psicologici sottili che vanno al di là del significato apparente delle parole e delle azioni del paziente, di cui riflettono qualità stabili e durature e non semplicemente stati momentanei, come potrebbe accadere con le diagnosi categoriali del DSM a cui la maggior parte dei clinici fa riferimento. Il presente lavoro é suddiviso in 4 capitoli. - Il Capitolo 1 é un capitolo introduttivo e ripercorre le tappe attraverso cui la personalità e la sua patologia sono state concettualizzate e articolate nella storia della psichiatria e della psicologia clinica, sia nello sviluppo della teoria sia della ricerca sulla personalità nella tradizione della psicologia accademica; inoltre affronta pregi e limiti delle diagnosi dei disturbi di personalità della classificazione DSM. - Il Capitolo 2 tratta i punti di forza e i limiti della SCID-II del DSM-III-R con il questionario autosomministrato, strumento ormai diventato il modello per una corretta e sistematica intervista psichiatrica. - Il Capitolo 3 affronta la SWAP-200 che costituisce un’innovazione in campo psicodiagnostico perché permette di esprimersi in una forma sistematica e quantificabile attraverso le 200 affermazioni che vengono selezionate e assegnate seguendo una distribuzione fissa. Essa si diversifica molto dal DSM che classifica invece la patologia della personalità elencando i sintomi manifesti dei pazienti piuttosto che considerare le dinamiche e l’organizzazione del carattere; inoltre, descrive la metodologia Q-sort e la nosologia empiricamente derivata dall’analisi “Q”. - Il Capitolo 4 si incentra sull’indagine empirica, condotta all’interno della struttura in cui é stata svolta l’attività di tirocinio: il Ser.t, ASL BA/5 Putignano (BA). Lo studio é stato condotto su un campione di 30 persone con doppia diagnosi di personalità (disturbo di personalità e dipendenza da sostanza). La ricerca vuole pertanto mostrare come la SWAP-200 possa presentare una tassonomia, alternativa al DSM, e come i disturbi di personalità rappresentino un continuum e non categorie, come sono descritte dal DSM. Delle due appendici, la prima riguarda l’elenco dei 200 item che compongono lo strumento SWAP-200 e i 113 item che compongono il questionario autosomministrato della SCID-II del DSM-III-R; la seconda é relativa al confronto tra la diagnosi ottenute attraverso la SCID-II con quelle ottenute attraverso l’utilizzo della SWAP-200.
non la conoscevo..comunque, se metti come riferimento diagnostico il dsm allora vai con la scid, la swap non va bene.
per il resto sì, diagnosi con scid (categoriale) e poi valutazione dimensionale. le categorie del dsm infatti ti danno solo assenza/presenza del disturbo. la valutazione dimensionale ti fornisce info sulla gravità, la tipologia ecc
e ovviamente la scid non può esser utilizzata con pz che hanno deficit mentali o in fase psicotica acuta.
comunque io non so come abbiano insegnato il processo diagnostico a padova, spero che così vada bene. se c'è qualcuno di pd potrebbe dare suggerimenti
grazie Bluemind!