Gentili colleghi, vorrei aprire questa discussione per confrontarmi su un tema che mi sta particolarmente a cuore: la correttezza tra colleghi. Ho notato che il rispetto, la lealtà e trasparenza tra psicologi, valori e principi che costituiscono uno dei nuclei della deontologia professionale e oggetto specifico del codice deontologico, per alcuni professionisti sono molto "interpretabili". Da qui per alcuni non è un problema parlare male solo per questioni personali che nulla hanno a che vedere con la professione, svalutare il modo di lavorare dei colleghi che operano nello stesso settore e fanno concorrenza e permettersi in alcuni casi di esprimere questo astio pubblicamente durante un corso. Esistono poi delle situazioni limite di segnalazione all'ordine o denunce facili basate su altrettanti "nulla" per usare a scopi personali il nostro vuoto istituzionale.
Parliamo spesso di aspetti deontologici che toccano la relazione con il paziente, ma non trovo di secondaria importanza nella costruzione, cura e crescita della nostra identità professionale anche l'attenzione alla colleganza e al lavoro di rete. Cosa ne pensate? Siete stati testimoni di simili comportamenti scorretti? Come vi avete reagito? Credete anche voi che sia imprescindibile curare anche questo aspetto professionale, spesso trascurato?







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