ragazze sapete dirmi dei test per valutare pensiero critico
decison making
comunicazione efficace
relazione
gestione stress
gestione emozioni
creatività
autoefficacia regolatoria?
ragazze sapete dirmi dei test per valutare pensiero critico
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gestione stress
gestione emozioni
creatività
autoefficacia regolatoria?
Mi associo.
PRIMA COMMISSIONE:
Presidente effettivo: Prof. Beatrice BENELLI - Psicologia dello Sviluppo
Presidente supplente: Prof. Alberto VOCI - Psicologia Sociale
Membri effettivi: Prof. Emilia FERRUZZA - Psicologia Dinamica
Dott. Umberto LAMBERTI - ?
Dott. Carla BREDA - ?
Prof. Marta GHISI - Psicologia Clinica
Membri supplenti: Prof. Michele BIASUTTI - Principi e metodi di ricerca pedagogica
Dott. Iolanda ABATE - ?
SECONDA COMMISSIONE:
Presidente effettivo: Prof. Assaad MARHABA - Psicologia Generale
Presidente supplente: Prof. Giulio VIDOTTO - Disegni di ricerca e analisi dei dati in psicologia clinica
Membri effettivi: Prof. Sabrina BONICHINI - Psicologia dello sviluppo
Dott. Valentina JACOB - ?
Dott. Marina BONATO - ?
Prof. Francesca PERESSOTTI - Psicologia dello sviluppo
Membri supplenti: Prof. Roberta MAERAN - Psicologia Sociale
Prof. Franca CONSORTE - ?
Ultima modifica di WallabyLullaby : 30-05-2012 alle ore 18.03.59
Lamberti è uno psicologo dell'invecchiamento.
Jacob si occupa di disturbi del linguaggio.
Bonato disturbi d'ansia e disturbi dell'umore.
Secondo me è probabile che esca un tema sul linguaggio..
La follia, mio signore, come il sole se ne va passeggiando per il mondo, e non c'é luogo dove non risplenda.
Shakespeare
io in pratica ho approfondito le stesse cose...ma in più per la personalità ho fatto la teoria dei tratti (allport, cattel, eysenck, big five), perchè non ho mai capito se per loro va bene che per "personalità" si parli di sviluppo della personalità o personalità dal punto di vista delle sue caratteristiche costituitive..cmq alla fine ho fatto anche la teoria psicosessuale di freud e quella psicosociale di erickson...a proposito di erickson, pensiate vada bene inserirla anche se esce la frustrazione? per quanto riguarda il resto devo dire che l'attenzione mi riesce proprio difficile da comprendere..è un argomento che non sopporto..!
aspetto risposte..grazie![]()
Bha..io non credo che i professori siano nostri nemici. E credo anche che abbiano meglio da fare nella vita che controllare quello che scriviamo..
Comunque, a proposito di paranoia, io sto sviluppando tutti i disturbi del dsm...nessuno escluso! Sarei un caso difficile da risolvere![]()
La follia, mio signore, come il sole se ne va passeggiando per il mondo, e non c'é luogo dove non risplenda.
Shakespeare
Avete visto che seconda e terza prova non durano più un'ora e mezza ma due ore e mezza??
Saranno diverse dal solito: più tempo, maggiori richieste in teoria...![]()
Ciao a tutti...avete idea di cosa possa trattarsi???
Dallo psicologo si presenta un giovane laureando in discipline scientifiche, Enrico, che in maniera anaffettiva dichiara di pensare continuamente al fatto che i genitori possano morire e, pur sapendo che ciò non è realistico nell’immediato, non riesce a distogliersi da tale pensiero che occupa la mente e che compromette le sue normali attività di studio e di relazione. Il/la candidato/a formuli un’ipotesi diagnostica e indichi le procedure e gli strumenti che ritiene adatti a tale scopo.
Titoli cmque uguali! Credo che uno sorteggi per tutti... Qualcuno viene da fuori PD?
Salve a tutte!!
Paralizzata dall'ansia entro solo ora nella discussione, porgendovi una domanda che rasenta l'imbecillità. Ma, ora come ora, non so fare di meglio. I miei processi cognitivi mi hanno abbandonata il giorno in cui è uscita la data e l'eds è diventato realtà.
Tornando al punto, la domanda è: come ci si presenta all'esame? Cioè, oltre allo Xanax, cosa si DEVE e cosa si PUO' portare? Carta d'identità? Badge? Penne? Correttore?
io avevo fatto così, ma ovviamente avendo poche info uno si può sbizzarrire
Per le finalità diagnostiche richieste si farà riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quarta edizione.
Le informazioni del caso sopra riportate risultano insufficienti per una formulazione diagnostica appropriata, tuttavia è possibile esprimere alcune ipotesi e le conseguenti tematiche da dover indagare per verificarle.
E’ possibile partire da un’analisi dei disturbi clinici dell’asse 1 del dsm.
La preoccupazione centrale espressa dal paziente è inerente la possibilità che i suoi genitori possano morire.
Dal momento che il soggetto ha più di 18 anni si può escludere un disturbo d’ansia da separazione.
Il sintomo descritto esprime una forte componente ansiosa; sembrerebbe possibile escludere un quadro psicotico in quanto il paziente riconosce che i suoi timori sono eccessivi, elemento che è assente in disturbi psicotici quale quello delirante. E’ quindi possibile iniziare a indagare la macrocategoria dei disturbi d’ansia, utilizzando come strumento la SCID, intervista semistrutturata del dsm, modulo dei disturbi d’ansia.
Il fatto che la preoccupazione occupi molto spazio nella mente del paziente potrebbe indicare una caratteristica ossessiva ma è poco plausibile che a questa seguano compulsioni; sarebbe plausibile perciò escludere un disturbo ossessivo-compulsivo. La fobia specifica è definita dal timore relativo alla presenza o attesa di un particolare oggetto o situazione. L’oggetto o la situazione è comunque un evento reale o qualcosa con cui la persona ha avuto esperienza; è di conseguenza plausibile poter escludere questo disturbo. E’ possibile inoltre escludere un DAP, perché le preoccupazioni riguardano il manifestarsi di attacchi di panico, o la fobia sociale, dove queste sono incentrate sull’esposizione agli altri.
Il disturbo d’ansia generalizzato sembra l’ipotesi più plausibile per questo caso. E’ infatti definito da preoccupazioni eccessive per la vita quotidiana, che causano disagio significativo e menomazione del funzionamento sociale, della durata di almeno 6 mesi e che il soggetto non riesce a controllare. La preoccupazione è associata ad almeno 3 dei seguenti sintomi: irrequitezza, tensione muscolare, difficoltà del sonno, affaticabilità, difficoltà a concentrarsi, irritabilità. Per approfondire tale ipotesi diagnostica sarebbe quindi opporuno indagare su vari aspetti mancanti quali la durata della preoccupazione e i sintomi correlati.
Tuttavia, data la giovane età del soggetto, non è possibile escludere un disturbo di personalità, dove i sintomi ansiogeni compaiono in maniera frequente e in diversi quadri. Il contenuto della preoccupazione potrebbe indicare un disturbo dipendente di personalità. Quest’ultimo è infatti caratterizzato da un timore eccessivo della separazione e necessità di essere accuditi, come evidenziato dai seguenti sintomi: il soggetto si preoccupa di esser lasciato provvedere a se stesso, è a disagio quando è solo, richiede eccessive rassicurazioni, necessita che gli altri si assumano la responsabilità per le sue azioni, ha difficoltà a iniziare progetti, farebbe di tutto per ottenere accudimento, è incapace ad esprimere disaccordo, terminata una relazione ne ricerca subito un’altra.
Il fatto che il paziente esprima la sua preoccupazione in maniera anaffettiva può essere utile per escludere la diagnosi Borderline, in quanto angosce abbandoniche sono presenti ma in un contesto di forte emotività.
Per approfondire tale diagnosi è possibile utilizzare la SCID 2, indagando sulla presenza di questi sintomi, il loro esordio e la loro pervasività con la personalità e vita del paziente.
La SCID presenta una sezione dedicata alla rassegna anamnestica, dove è possibile indagare caratteristiche come l’esordio del problema, il funzionamento sociale e familiare, trattamenti psicologici e farmacologici, potendo così ottenere informazioni importanti per approfondire il caso.
Inoltre, per ottenere una comprensione del caso più dettagliata, sarebbe utile utilizzare vari strumenti testologici quali MMPI, per una valutazione globale della sintomatologia del paziente o lo Psychosocial Index per la valutazione degli eventi stressanti. Se fosse confermata la diagnosi di Gad sarebbe possibile somministrare il PWSQ per la valutazione dimensionale dei sintomi ansiogeni quali le preoccupazioni del paziente.
In un’ottica psicodimanica è possibile evidenziare come la preoccupazione del paziente possa esprimere un conflitto con la tematica della separazione dai genitori. Data l’età del soggetto si può ipotizzare che egli si appresti a entrare in maniera più consapevole nel mondo degli adulti e che questo possa riattivare dinamiche irrisolte. La separazione dai genitori è infatti anche un fenomeno interiore, nel quale la persona si slega dalle figure genitoriali introiettate. L’analisi della storia infantile del soggetto e i suoi rapporti con i genitori, incluse le tamatiche di dipendenza e separazione, potrebbe essere perciò molto utile. Il fatto che il paziente si sia espresso in maniera anaffettiva, inclusa la sua scelta per materie scentifiche all’università, potrebbe esprimere un distacco o lontananza, attraverso meccanismi di difesa come l’intellettualizzazione, dalla sua sfera emotiva e in particolare quella inerente tematiche dolorose.
Nel caso la diagnosi di GAD si dimostrasse la più plausibile, si potrebbe ipotizzare un intervento di tipo espressivo, con l’obiettivo di di risolvere i conflitti generatori dell’ansia e promuovere l’individuazione-separazione personale. Nel caso invece risultasse più coerente una diagnosi di diturbo dipendente di personalità, il trattamento dovrebbe essere di tipo supportivo e solo in seguito espressivo, per rafforzare l’io del paziente e renderlo in grado di tollerare maggiormente l’angoscia.