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  1. #631
    Partecipante Assiduo
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    22-02-2012
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    Re: Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Re

    Citazione Originalmente inviato da bluemind Visualizza messaggio
    perchè paranoide? mi sembrava dicesse che le paranoie erano iniziate da pochi mesi..se metti depressivo come spieghi i deliri?
    Non mi pare di aver letto di deliri..
    Il caso è il seguente:

    "Giovanni ha 35 anni e lavora come magazziniere in un’azienda di modeste dimensioni. Da circa 4
    mesi presenta una sintomatologia caratterizzata da caduta del tono dell’umore, disturbi del sonno,
    apatia, calo del desiderio sessuale, chiusura sociale, difficoltà di concentrazione ed ansia. Si è già
    rivolto al medico curante che gli ha prescritto una terapia antidepressiva (SSRI) ma, insoddisfatto
    degli esiti del trattamento, ricerca ed individua in maniera autonoma uno psicologo a cui rivolgersi.
    Giovanni si presenta al primo appuntamento presso lo studio privato in leggero anticipo e si
    mostra da subito estremamente angosciato. Riferisce di essersi accorto che alcuni colleghi stanno
    cercando di screditarlo con dispetti e pettegolezzi al fine di costruire di lui un’immagine deteriorata
    dal punto di vista mentale. Ciò ha causato prolungate assenze dal lavoro.
    Giovanni inoltre ha portato con sé, come dimostrazione, informazioni scaricate da internet dove
    vengono descritte, in maniera dettagliata, alcune vicende professionali che egli denomina “azioni di
    mobbing” che riferisce a sé.
    Nell’ultimo mese esce di casa raramente e, in particolare, non frequenta più le attività commerciali
    del paese in cui risiede perché preoccupato dagli sguardi che gli rivolgono gli avventori delle
    medesime.
    Giovanni è celibe e ha scelto da tempo di vivere da solo e in modo autonomo, seppure in un
    appartamento nello stesso condominio in cui risiedono i genitori e le due sorelle maggiori."

    Da 4 mesi riporta sintomi di una depressione, ma non è specificato da quanto tempo ha questi pensieri di tipo paranoide.
    Ultima modifica di WallabyLullaby : 07-06-2012 alle ore 14.05.43

  2. #632
    Partecipante Assiduo
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    26-02-2012
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    Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Re: Ri

    i deliri sono le paranoie verso i colleghi (inoltre non esce più di casa da 1 mese), ovviamente da approfondire x vedere se sono giustificate o appunto frutto di deliri (non bizzarri). dice di essersi accorto, perciò implica che non sono presenti da tanto; ovviamente anche questo da approfondire per vedere se l'ideazione paranoide è presente da tempo.
    perciò, secondo me, c'è la depressione e in più sono emersi deliri. se i deliri sono legati all'umore per me la diagnosi è dis depressivo con manifestazioni psicotiche


    Citazione Originalmente inviato da WallabyLullaby Visualizza messaggio
    Non mi pare di aver letto di deliri..
    Il caso è il seguente:

    "Giovanni ha 35 anni e lavora come magazziniere in un’azienda di modeste dimensioni. Da circa 4
    mesi presenta una sintomatologia caratterizzata da caduta del tono dell’umore, disturbi del sonno,
    apatia, calo del desiderio sessuale, chiusura sociale, difficoltà di concentrazione ed ansia. Si è già
    rivolto al medico curante che gli ha prescritto una terapia antidepressiva (SSRI) ma, insoddisfatto
    degli esiti del trattamento, ricerca ed individua in maniera autonoma uno psicologo a cui rivolgersi.
    Giovanni si presenta al primo appuntamento presso lo studio privato in leggero anticipo e si
    mostra da subito estremamente angosciato. Riferisce di essersi accorto che alcuni colleghi stanno
    cercando di screditarlo con dispetti e pettegolezzi al fine di costruire di lui un’immagine deteriorata
    dal punto di vista mentale. Ciò ha causato prolungate assenze dal lavoro.
    Giovanni inoltre ha portato con sé, come dimostrazione, informazioni scaricate da internet dove
    vengono descritte, in maniera dettagliata, alcune vicende professionali che egli denomina “azioni di
    mobbing” che riferisce a sé.
    Nell’ultimo mese esce di casa raramente e, in particolare, non frequenta più le attività commerciali
    del paese in cui risiede perché preoccupato dagli sguardi che gli rivolgono gli avventori delle
    medesime.
    Giovanni è celibe e ha scelto da tempo di vivere da solo e in modo autonomo, seppure in un
    appartamento nello stesso condominio in cui risiedono i genitori e le due sorelle maggiori."

    Da 4 mesi riporta sintomi di una depressione, ma non è specificato da quanto tempo ha questi pensieri di tipo paranoide.

  3. #633
    Partecipante Assiduo
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    26-02-2012
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    Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Re: Ri

    con questa diagnosi risulta anche 'semplice' una possibile spiegazione della sintomatologia: stati depressivi e angosciosi espulsi mediante proiezione

  4. #634
    Partecipante Assiduo
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    Re: Esame di stato giugno 2012

    Un altro caso su cui batto la testa da parecchio è questo (Giugno 2008):

    "Il/la candidato/a indichi i temi e le aree di approfondimento che tratterebbe nel corso di una serie di
    colloqui psicodiagnostici finalizzati all'esame del caso descritto di seguito, motivando l'utilizzo di eventuali
    test pSicologici e formulando un'ipotesi diagnostica.
    C. di 56 anni si rivolge ad uno psicologo clinico su indicazione del medico di medicina generale, al quale si
    è rivolto in un momento di profonda crisi personale, che gli ha prescritto una terapia farmacologica con
    dosaggio minimo.
    Nel corso del colloquio dice di non farcela più, di aver paura di tutto, di non uscire di casa da alcuni mesi,
    di non riuscire più a guidare per il timore di far del male a se stesso o agli altri, e di sentire che il mondo gli
    crolla addosso. Recentemente, ha dovuto chiudere la sua attività lavorativa di artigiano, sia per aver
    maturato la pensione minima che per problemi di salute, in seguito ad alcuni interventi chirurgici per
    peritonite prima e un cancro alla pelle dopo. Della stessa forma tumorale era morto il padre, 25 anni fa,
    uno zio paterno e la nonna paterna
    . Dopo la repentina morte del padre, la madre è caduta in uno stato di
    sconforto da cui non si è più ripresa e C. è terrorizzato di fare la stessa fine del padre o della madre.
    Racconta di essersi sposato nel 1985 con A., già incinta, e di essere rimasto a vivere con lei nella stessa
    casa con la madre, dato che la sorella si era sposata alcuni anni prima. Per vent'anni circa la madre ha
    avuto bisogno di assistenza continua finché è stato costretto ad inserirla in una casa di riposo, con notevoli
    sensi di colpa. La figlia V. ora ha 22 anni, lavora ed è fidanzata e si prospetta una sua uscita di casa.
    Durante tutto il colloquio non riesce a stare seduto, cammina per la stanza, battendo lievemente la testa
    sulla scrivania e riferisce che il giorno prima si era recato al Pronto Soccorso in preda ad idee suicidarie.
    "

    In grassetto ho messo le parti che, secondo me, sono da capire bene..
    Allora, inizialmente sembrerebbe un caso di fobia specifica (di aver paura di tutto, di non uscire di casa da alcuni mesi,
    di non riuscire più a guidare per il timore di far del male a se stesso o agli altri).
    Poi però c'è l'aspetto della patologia che mi farebbe pensare ad una somatizzazione ed il fatto che la stessa forma tumorale si sia presentata anche nel padre, nello zio paterno e nella nonna paterna deve avere un senso.. ma quale?
    Infine c'è tutto il linguaggio non verbale che mi mette in allarme.
    E l'ideazione suicidiaria mi farebbe pensare ad una depressione maggiore divenuta grave quasi sul versante psicotico..

    AIUTO!!

  5. #635
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Esame di stato giugno 2012

    basandosi solo sugli apparenti sintomi riportati, definitivamente depressione maggiore, esplicitando di chiarire poi bene la sintomatologia x escludere il crollo psicotico ecc. fobia specifica no perchè dice di aver paura di tutto; il far del male agli altri lo vedo come corollario dell'ideazione suicidaria; no attacco di panico perchè la paura non è relativa agli attacchi; no somatizzazione perchè c'è ansia senza i sintomi somatici; x la questione del tumore potresti semplicemente indicare di svolgere accertamenti medici x escluderne l'influenza sul piano psicologico.
    ricorda che la depressione può esser anche con sintomi ansiogeni e inoltre un criterio è rallentamento o agitazione psicomotoria, e in questo caso quest'ultima ci sta tutta!
    ovviamente mie considerazioni!

  6. #636
    Partecipante Assiduo
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    Re: Esame di stato giugno 2012

    Grazie mille!
    Oggi sono particolarmente rompiscatole, vediamo un po' anche quest'altro caso?

    "In relazione al seguente caso descrivere le modalità di lavoro per una valutazione del profilo
    psicologico e accenni dell'intervento clinico che si considera più indicato.
    Luca, 24 anni, si presenta all'appuntamento accompagnato dai genitori. Al momento in cui viene
    invitato ad accomodarsi anche i familiari chiedono di entrare per riferire, in particolare la madre,
    cosa non ha funzionato nei precedenti incontri svolti con altri psicologi. Attualmente Luca studia
    all'università, frequenta come pendolare, ma ha cambiato varie sedi e questo ha comportato
    secondo lui un ritardo negli studi. Il padre si rende disponibile ad accompagnarlo perchè lui perda
    meno tempo negli spostamenti. La madre è molto impegnata nel suo lavoro ma cerca anche lei di
    aiutarlo non caricandolo di altri impegni familiari. Ci sono altre due sorelle e la madre si rivolge
    preferibilmente a loro che sono anche più grandi e indipendenti. Luca riferisce molti pensieri in
    relazione ai compagni del liceo che stanno ormai per concludere gli studi universitari mentre per lui
    è difficile individuare uno scopo. Ha dato di recente un esame molto importante e adesso sente
    una maggiore ansia e si trova spesso assorto nel pensare al futuro; pensa a quali altre difficoltà
    potranno esserci ma poi aggiunge che il ritardo negli studi può in compenso avergli fatto acquisire
    molta maturità. Quando studia si isola. In generale frequenta pochi coetanei e non ha altri interessi
    tranne un hobby nel campo del collezionismo, interesse che condivide con un suo familiare. I
    precedenti contatti, avuti negli ultimi tre anni, con psicologi li ha sempre interrotti per sua scelta,
    un po' perchè si sente incapace di fare delle analisi profonde di sé e un po' perchè non nasconde
    che vorrebbe farcela da solo."

    Innanzitutto, non viene richiesta una diagnosi.. quindi non ne facciamo proprio accenno?
    Poi, inizialmente ho pensato che questo povero ragazzo non avesse proprio nulla.. ma che il problema fosse della madre (lo penso ancora ora!).
    Però, rileggendo bene, mi è balzata agli occhi una medesima modalità di azione: ha cambiato spesso sede universitaria così come ha cambiato spesso psicologo.
    Siccome la traccia non chiede di esprimere un'ipotesi diagnostica, io non azzardo nessuna diagnosi e dico solo che sarebbe opportuno sondare quest'aspetto?
    Inoltre, indagherei sulle modalità relazionali all'interno della famiglia e sul processo di individuazione-separazione, in quanto, all'apparenza, questo nucleo familiare sembra invischiato..
    Un altro aspetto da indagare è l'isolamento: perchè ha pochi amici coetanei? Perchè ha un solo hobby (come mai proprio il collezionismo?), per giunta condiviso con un familiare? Chi è il familiare?
    Sonderei poi, nello specifico, sulla relazione con la madre e sul modo in cui lui vive il loro rapporto (apparentemente intrusivo).
    Ed un'altra area da analizzare sarebbe quella delle relazioni sentimentali.
    Proporrei la somministrazione di SCID e MMPI, in modo da avere un quadro completo relativo alla personalità.
    Non riscontrando alcuna motivazione intrinseca alla terapia, non saprei cosa consigliare, soprattutto considerando gli abbandoni terapeutici dei precedenti 3 anni.
    Però, consiglierei una terapia di tipo espressivo, ad approccio sistemico-relazionale per coinvolgere tutta la famiglia.
    Ultima modifica di WallabyLullaby : 07-06-2012 alle ore 15.31.32

  7. #637
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Esame di stato giugno 2012

    io ho fatto così


    Per considerazioni di ordine diagnostico si farà riferimento al manuale diagnostico e statistico dei diturbi mentali, quarta versione.
    Le informazioni riportate risultano insufficienti per una valutazione completa del caso e sarebbe perciò utile stabilire ulteriori incontri individuali con l’utente per approfondire le tematiche emerse e acquisire ulteriori informazioni. La valutazione del profilo psicologico richiede infatti un’analisi approfondita e ampia.
    Il fatto che l’utente venga accompagnato dai genitori al colloquio, oltre all’aver avuto altre esperienze di percorsi terapeutici, suggerisce l’approfondimento della tematica motivazionale al trattamento, in quanto questa potrebbe risultare estrinseca. Dal primo colloquio inoltre emerge che i genitori chiedono di riferire allo psicologo sul passato del figlio, indicando la possibilità di un legame genitoriale molto intenso e fusionale. Sarebbe perciò utile approfondire la storia personale del soggetto e in particolare il suo rapporto con le figure genitoriali.
    L’indagine anamnestica potrebbe inoltre focalizzarsi sull’approfondimento della sfera sociale e affettiva, la presenza e gravità di possibili sintomi, i passati percorsi terapeutici.
    Il cliente sembra lamentare come principale un’ansia generale relativa all’università e al futuro, nonché la preoccupazione di individuare uno scopo. Sembrerebbe perciò opportuno indagare ulteriormente le caratteristiche di queste preoccupazioni, il livello di gravità dell’ansia, il suo esordio e eventuali fattori antecedenti. Per le finalità diagnostiche potrebbe essere perciò presa in considerazione la macrocategoria dei disturbi ansiosi, chiedendo inoltre informazioni per poter escludere un eventuale uso di sostanze.
    Potrebbe essere utile approfondire le tematiche riguardanti le difficoltà nel percorso universitario, evidenziate anche dal ritardo presente per aver cambiato sedi o corsi di studio. Questo potrebbe essere utile per indagare l’eventuale presenza di difficoltà a concentrarsi, mancanza di energia, problemi del sonno o mancanza di piacere per le attività che svolge e avere così informazioni su un possibile quadro depressivo. Sembrerebbe possibile, dalle informazioni riportate, poter escludere un disturbo psicotico in quanto il funzionamento generale del soggetto non risulta gravemente compromesso, in particolare in relazione a sintomatologia positiva e negativa. Tuttavia, un’analisi dettagliata relativa alla presenza di questi sintomi risulterebbe utile per escludere questa tipologia di disturbi con maggiore probabilità. Per gli scopi diagnostici dei disturbi clinici dell’asse 1 del dsm potrebbe risultare utile utilizzare l’intervista semistrutturata del dsm (SCID). Per una valutazione più completa, data la giovane età dell’utente, potrebbe essere utilizzata anche la SCID 2, per l’indagine dei disturbi di personalità. Il fatto che abbia pochi amici e interessi potrebbe infatti essere indicativo di un disturbo schizoide. Inoltre, il ritardo negli studi potrebbe esser dovuto a un eccessivo perfezionismo e rigidità che influisce sul suo rendimento, potendo indicare un possibile disturbo ossessivo-compulsivo di personalità. Il carattere ossessivo del soggetto potrebbe essere anche evidenziato dal suo hobby per il collezionismo.
    A seconda da quanto emerso dall’analisi dettagliata dei sintomi ed eventuali ipotesi diagnostiche, potrebbero essere utilizzati successivamente dei test dimensionali per la valutazione della gravità della sintomatologia, come l’hamilton rating scale for anxiety, nel caso dell’ansia.
    Per ottenere una valutazione analitica, che coinvolga anche la personalità del soggetto, sarebbe utile utilizzare l’MMPI.
    La decisione sulle caratteristiche di un possibile intervento terapeutico, nel caso risultasse necessario, dovrebbe essere basate sugli approfondimenti emersi dall’indagine svolta, come ad esempio il tipo di disturbo presente. Il fatto che il soggetto riferisca un’incapacità di fare analisi profonde potrebbe suggerire l’utilità di un intervento di tipo supportivo individuale, con la finalità di rafforzare le capacità presenti nel paziente e migliorare la tolleranza di eventuali stati ansiogeni. L’intervento supportivo potrebbe risultare anche fruttuoso per rafforzare la motivazione del paziente al percorso terapeutico. Si potrebbe inoltre prendere in considerazione la possibilità di un intervento familiare, in un’ottica sistemico-relazionale, dopo aver approfondito questa possibilità con il soggetto e i genitori.
    Al termine della valutazione globale attuata e in considerazione del miglior intervento ipotizzato, si predispone l’invio del soggetto da uno psicoterapeuta qualificato.

  8. #638
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Re: Esame di stato giugno 2012

    una specifica diagnosi non la metterei, ma suggerirei d'indagarne varie, elencando le macrocategorie.
    una cosa che mi sono dimenticato di scrivere è lavorare sull'alleanza terapeutica, visti i passati.
    comunque questo è un caso così generale che va bene tutto x me..
    il problema relativo al caso precedente è invece, visto che non è chiesto, d'indicare o meno l'intervento terapeutico

  9. #639
    Partecipante Assiduo
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    Re: Esame di stato giugno 2012

    UAU!!!
    Perfetto.. non arriverò mai a tanto!

    Complimenti.

  10. #640
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Re: Esame di stato giugno 2012

    ma va. ognuno ha diverse idee e basta essere coerenti!

    Citazione Originalmente inviato da WallabyLullaby Visualizza messaggio
    UAU!!!
    Perfetto.. non arriverò mai a tanto!

    Complimenti.

  11. #641
    Partecipante Assiduo
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    22-02-2012
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    Re: Esame di stato giugno 2012

    Ok, vado a raffica, ne ho fatto un altro: Novembre 2009, ambito clinico.

    Giulia viene accompagnata al colloquio ed è la madre che ne fa richiesta. Questo potrebbe far pensare ad una motivazione alla consultazione estrinseca ma la paziente riferisce di essere stata d'accordo sulla visita e che vuole capire cosa stia accadendo.
    Pertanto, sebbene sia stata la madre a fare richiesta di un colloquio, dopo aver consultato la figlia, è ravvisabile anche una motivazione intrinseca.
    I sintomi riportati da Giulia sono relativi ad un'attenzione costante circa le calorie assunte, abbinata ad un evitamento delle situazioni di contatto con il cibo (gli amici la invitano, ma lei rifiuta) e ad una recente abbuffata con conseguente autoinduzione di vomito.
    Per le finalità diagnostiche, in riferimento al DSM-IV-TR, potrebbe essere presa in considerazione la categoria dei disturbi dell'alimentazione.
    Gli episodi da Giulia riportati sembrano essere insorti da poco tempo, nonostante la scorsa estate abbia intenzionalmente perso peso, raggiungendo, però, il proprio peso forma.
    Sarebbe consigliabile un'altra serie di incontri (3-4) per approfondire le tematiche emerse ed acquisire ulteriori informazioni.
    Gli aspetti da esplorare riguarderanno la relazione oggettuale, il processo di separazione-individuazione, la percezione di sè ed il livello di autostima.
    Sarebbe consigliabile esplorare anche la relazione con la madre e conoscere le modalità comunicative nonchè le dinamiche all'interno del sistema familiare.
    Altro aspetto da esplorare sarebbe quello relativo al rapporto tra senso della propria identità e mito della magrezza.
    Giulia ha 17 anni e nell'adolescenza il soggetto si trova a rispondere a un interrogativo inquietante: chi sono io? Per rispondere a tale domanda, il soggetto potrebbe mutuare l'identità sociale preconfenzionata proposta dai mass-media e costruire un falso sè.
    Sarebbe opportuno conoscere anche la vita affettiva e sessuale della paziente per verificare se è presente un ritiro da essa (nei casi in cui è presente un disturbo dell'alimentazione, si assiste ad un ritiro dalla vita affettiva e sessuale).
    Qualora, a seguito di ulteriori colloquio finalizzati ad un approfondimento psicodiagnostico, dovesse emergere un disturbo relativo all'alimentazione, sarebbe consigliabile, come approccio terapeutico maggiormente indicato, una terapia supportivo-espressiva con approccio sistemico-familiare, dopo aver approfondito la possibilità con la famiglia.
    Il fatto che Giulia, infine, riconosca il proprio disturbo sembrerebbe essere un indice positivo relativo alla motivazione al lavoro terapeutico.


    Ragazzi, un'ennesima domanda: ma quando, tra i sintomi, c'è "paura che i genitori possano morire" oppure "paura di far male agli altri", in che tipologia di disturbo rientra tale paura?
    Grazie mille.
    Ultima modifica di WallabyLullaby : 07-06-2012 alle ore 17.55.55

  12. #642
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Re: Esame di stato giugno 2012

    va bene, l'unica cosa che direi è che, visto che chiede le modalità di lavoro per la valutazione del profilo psicologico, io preciserei i contenuti che hai esposto in varie fasi. es
    -anamnesi: sintomi, esordio, tempo, altri problemi, il vissuto
    -analisi funzionale: eventi stressanti, antecedenti
    - diagnosi: a parte la macrogategoria potresti hp quale disturbo specifico mediante analisi differenziale (test?)
    - valutazione mediante altri test: mmpi, edi 3
    - elementi da approfondire
    -terapia

    un appunto è relativo a: Giulia ha 17 anni e nell'adolescenza il soggetto si trova a rispondere a un interrogativo inquietante: chi sono io? Per rispondere a tale domanda, il soggetto potrebbe mutuare l'identità sociale preconfenzionata proposta dai mass-media e costruire un falso sè. questo non lo metterei, perchè non chiede una comprensione o spiegazione teorica


    Citazione Originalmente inviato da WallabyLullaby Visualizza messaggio
    Ok, vado a raffica, ne ho fatto un altro: Novembre 2009, ambito clinico.

    Giulia viene accompagnata al colloquio ed è la madre che ne fa richiesta. Questo potrebbe far pensare ad una motivazione alla consultazione estrinseca ma la paziente riferisce di essere stata d'accordo sulla visita e che vuole capire cosa stia accadendo.
    Pertanto, sebbene sia stata la madre a fare richiesta di un colloquio, dopo aver consultato la figlia, è ravvisabile anche una motivazione intrinseca.
    I sintomi riportati da Giulia sono relativi ad un'attenzione costante circa le calorie assunte, abbinata ad un evitamento delle situazioni di contatto con il cibo (gli amici la invitano, ma lei rifiuta) e ad una recente abbuffata con conseguente autoinduzione di vomito.
    Per le finalità diagnostiche, in riferimento al DSM-IV-TR, potrebbe essere presa in considerazione la categoria dei disturbi dell'alimentazione.
    Gli episodi da Giulia riportati sembrano essere insorti da poco tempo, nonostante la scorsa estate abbia intenzionalmente perso peso, raggiungendo, però, il proprio peso forma.
    Sarebbe consigliabile un'altra serie di incontri (3-4) per approfondire le tematiche emerse ed acquisire ulteriori informazioni.
    Gli aspetti da esplorare riguarderanno la relazione oggettuale, il processo di separazione-individuazione, la percezione di sè ed il livello di autostima.
    Sarebbe consigliabile esplorare anche la relazione con la madre e conoscere le modalità comunicative nonchè le dinamiche all'interno del sistema familiare.
    Altro aspetto da esplorare sarebbe quello relativo al rapporto tra senso della propria identità e mito della magrezza.
    Giulia ha 17 anni e nell'adolescenza il soggetto si trova a rispondere a un interrogativo inquietante: chi sono io? Per rispondere a tale domanda, il soggetto potrebbe mutuare l'identità sociale preconfenzionata proposta dai mass-media e costruire un falso sè.
    Sarebbe opportuno conoscere anche la vita affettiva e sessuale della paziente per verificare se è presente un ritiro da essa (nei casi in cui è presente un disturbo dell'alimentazione, si assiste ad un ritiro dalla vita affettiva e sessuale).
    Qualora, a seguito di ulteriori colloquio finalizzati ad un approfondimento psicodiagnostico, dovesse emergere un disturbo relativo all'alimentazione, sarebbe consigliabile, come approccio terapeutico maggiormente indicato, una terapia supportivo-espressiva con approccio sistemico-familiare, dopo aver approfondito la possibilità con la famiglia.
    Il fatto che Giulia, infine, riconosca il proprio disturbo sembrerebbe essere un indice positivo relativo alla motivazione al lavoro terapeutico.


    Ragazzi, un'ennesima domanda: ma quando, tra i sintomi, c'è "paura che i genitori possano morire" oppure "paura di far male agli altri", in che tipologia di disturbo rientra tale paura?
    Grazie mille.

  13. #643
    Partecipante Assiduo
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    Re: Riferimento: Re: Esame di stato giugno 2012

    Citazione Originalmente inviato da bluemind Visualizza messaggio
    va bene, l'unica cosa che direi è che, visto che chiede le modalità di lavoro per la valutazione del profilo psicologico, io preciserei i contenuti che hai esposto in varie fasi. es
    -anamnesi: sintomi, esordio, tempo, altri problemi, il vissuto
    -analisi funzionale: eventi stressanti, antecedenti
    - diagnosi: a parte la macrogategoria potresti hp quale disturbo specifico mediante analisi differenziale (test?)
    - valutazione mediante altri test: mmpi, edi 3
    - elementi da approfondire
    -terapia

    un appunto è relativo a: Giulia ha 17 anni e nell'adolescenza il soggetto si trova a rispondere a un interrogativo inquietante: chi sono io? Per rispondere a tale domanda, il soggetto potrebbe mutuare l'identità sociale preconfenzionata proposta dai mass-media e costruire un falso sè. questo non lo metterei, perchè non chiede una comprensione o spiegazione teorica
    Ok, grazie millle.. infatti ero indecisa sull'ultimo punto, era proprio un azzardo.

    E quando tra i sintomi, c'è "paura che i genitori possano morire/ammalarsi" oppure "paura di far male agli altri", in che tipologia di disturbo rientra tale paura?
    Grazie mille.

  14. #644
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Re: Riferimento: Re: Esame di stato giugno 2012

    "paura che i genitori possano morire/ammalarsi": dipende da come viene presentato. nel caso clinico vecchio potrebbe essere doc o gad
    "paura di far male agli altri": anche qui va contestualizzato. cmq secondo me depressione (es colpa)


    Citazione Originalmente inviato da WallabyLullaby Visualizza messaggio
    Ok, grazie millle.. infatti ero indecisa sull'ultimo punto, era proprio un azzardo.

    E quando tra i sintomi, c'è "paura che i genitori possano morire/ammalarsi" oppure "paura di far male agli altri", in che tipologia di disturbo rientra tale paura?
    Grazie mille.

  15. #645
    Partecipante Assiduo
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    Re: Esame di stato giugno 2012

    Altro ed ultimo (credo..):

    "Dallo psicologo si presenta una ragazza di 18 anni, Elisa, accompagnata dalla madre. Elisa vive
    con i genitori e un fratello di 22 anni. Attualmente frequenta l’ultimo anno delle scuole superiori. La
    madre chiede di parlare con lo psicologo per riferire lo stato di salute della figlia. Da circa sei mesi
    Elisa soffre di tensione muscolare, capogiri, nervosismo persistente, palpitazioni e sensazioni di
    testa vuota, sudorazione e paure varie, tra cui quella che uno dei familiari possa ammalarsi. Il
    candidato/la candidata formuli una ipotesi diagnostica e indichi le procedure e gli strumenti che
    ritiene adatti per una diagnosi più approfondita precisando le finalità specifiche dell’uso degli
    strumenti."

    Non viene richiesto di indicare un possibile trattamento terapeutico.. quindi vado sul sicuro se non scrivo nulla o devo comunque scriverlo?

    Per considerazioni di ordine diagnostico si farà riferimento al manuale diagnostico e statistico dei diturbi mentali, quarta versione.
    I dati in nostro possesso sono insufficienti per una valutazione completa del caso e sarebbe perciò consigliabile stabilire ulteriori incontri individuali al fine di approfondire le tematiche emerse ed acquisire ulteriori informazioni.
    Elisa viene accompagnata al colloquio dalla madre, il chè suggerisce la possibilità di approfondire la tematica motivazionale al trattamento, soprattutto considerando che è stata la madre a chiedere di parlare con lo psicologo per riferire lo stato di salute della figlia.
    Questo potrebbe indicare un legame genitoriale molto intenso, nonchè una motivazione alla terapia di natura estrinseca.
    Sarebbe opportuno approfondire il rapporto con le figure genitoriali e, nello specifico, con la madre.
    L'indagine anamnestica potrebbe incentrarsi sulla gravità dei sintomi, sul loro esordio e sul contesto nel quale tali sintomi hanno avuto inizio.
    Considerando i sintomi riportati, si potrebbe ipotizzare un disturbo appartenente alla macrocategoria dei disturbi d'ansia.
    La presenza di sudorazione, palpitazione, testa vuota e capogiri potrebbe essere relativa ad un attacco di panico.
    A tal proposito, sarebbe consigliabile indagare sulla situazione in cui tali sintomi si sono verificati la prima volta 6 mesi fa.
    Tra gli altri sintomi riportati, troviamo la tensione muscolare ed un nervosismo persistente, accompagnati da paure varie, tra cui quella che uno dei familiari possa ammalarsi.
    Sarebbe consigliabile approfondire la paura di Elisa riguardante la possibilità che uno dei suoi familiari possa ammalarsi, la presenza di eventi stressanti, di sintomi antecedenti e verificare l'uso di sostanze stupefacenti.
    Altri aspetti importante da conoscere sarebbero il livello di compromissione delle aree funzionali generali, gli stili difensivi messi in atto e la percezione di sè.
    Dai sintomi emersi, si potrebbe ipotizzare un disturbo d'ansia generalizzato.
    Per le finalità diagnostiche relative all'asse I del DSM, potrebbe risultare utile utilizzare la SCID e, per una valutazione più completa, sarebbe utile somministrare anche l'MMPI.
    L'utilizzo della SCID è consigliabile per formulare un'ipotesi diagnostica secondo criteri definiti ed evitare errori di omissione, poichè la SCID affronta l'intero spettro psicopatologico. Inoltre indaga la presenza di sintomi di disagio psichico sia nell'attualità che in una prospettiva lifetime.
    L'MMPI, invece, è consigliabile per valutare le principali caratteristiche della personalità.
    Ultima modifica di WallabyLullaby : 07-06-2012 alle ore 18.57.10

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