No infatti! a me sembrano molto simili... uno parla di zona di sviluppo prossimale, l'altro di schaffolding ma in sostanza credo che sia la stessa cosa... entrambi sottolineano l'importanza del contesto sociale e culturale.
No infatti! a me sembrano molto simili... uno parla di zona di sviluppo prossimale, l'altro di schaffolding ma in sostanza credo che sia la stessa cosa... entrambi sottolineano l'importanza del contesto sociale e culturale.
Qualcuno mi illumina sulla Grammatica Universale di Chomsky?
La grammatica universale di Chomsky fa riferimento a quell leggi universali, di base, relative al linguaggio.
Leggi che si possono riscontrare in ogni lingua naturale.
Chomsky parla di "LAD", inoltre, per riferirsi ad una sorta di dispositivo per l'acquisizione del linguaggio.
Il LAD permetterebbe un'acquisizione rapida del linguaggio e giustificherebbe la presenza di una "grammatica universale".
le leggi della lingua sono le regole grammaticali generative, la struttura profonda del linguaggio, che vanno a determinare quelle che chomsky definisce competence a performance, ovvero la capacità e la traduzione concreta della comprensione e produzione delle parole. le regole grammaticali universali sono meccanismi innati della mente, predisposti su base biologica
Potrei citare allora la teoria di Shaffer come possibile tentativo di integrazione delle teorie di Piaget (aspetto cognitivo) e di Vigotskij (aspetto comunicativo)?
Non ci sto capendo più niente... questo tema non lo sopporto!!!
Linguaggio e pensiero sono costruiti socialmente, cioè nella comunicazione (ipotesi di Schaffer, 1977, realizzata attraverso gli studi delle interazioni madre-bambino: è la madre che insegna al bambino un uso "intenzionale" del linguaggio). Cmq anche Bruner da solo può bastere.
qualcun'altro ha ipotizzato un disturbo dell'umore con manifestazioni psicotiche per questo caso?
Giovanni ha 35 anni e lavora come magazziniere in un’azienda di modeste dimensioni. Da circa 4 mesi presenta una sintomatologia caratterizzata da caduta del tono dell’umore, disturbi del sonno, apatia, calo del desiderio sessuale, chiusura sociale, difficoltà di concentrazione ed ansia. Si è già rivolto al medico curante che gli ha prescritto una terapia antidepressiva (SSRI) ma, insoddisfatto degli esiti del trattamento, ricerca ed individua in maniera autonoma uno psicologo a cui rivolgersi. Giovanni si presenta al primo appuntamento presso lo studio privato in leggero anticipo e si mostra da subito estremamente angosciato. Riferisce di essersi accorto che alcuni colleghi stanno
cercando di screditarlo con dispetti e pettegolezzi al fine di costruire di lui un’immagine deteriorata dal punto di vista mentale. Ciò ha causato prolungate assenze dal lavoro.
Giovanni inoltre ha portato con sé, come dimostrazione, informazioni scaricate da internet dove vengono descritte, in maniera dettagliata, alcune vicende professionali che egli denomina “azioni di mobbing” che riferisce a sé.
Nell’ultimo mese esce di casa raramente e, in particolare, non frequenta più le attività commerciali del paese in cui risiede perché preoccupato dagli sguardi che gli rivolgono gli avventori delle medesime.
Giovanni è celibe e ha scelto da tempo di vivere da solo e in modo autonomo, seppure in un appartamento nello stesso condominio in cui risiedono i genitori e le due sorelle maggiori. Il candidato esponga:
a) la classificazione ed il modello teorico utilizzato per l’ipotesi diagnostica;
b) l’ipotesi diagnostica più rispondente ai comportamenti e alla sintomatologia espressa,
motivandola;
c) una ipotesi diagnostica differenziale, motivandola;
d) le dinamiche e i meccanismi alla base del funzionamento sintomatologico del paziente;
e) gli strumenti psicodiagnostici da utilizzare
f) un’indicazione di trattamento, specificandone l’orientamento, gli obiettivi ed il setting.