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Discussione: Cattolica 2012

  1. #751
    Partecipante Esperto L'avatar di pimpa_07
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    Riferimento: Cattolica 2012

    1 pagina e mezza a pc son 3 pagine e mezze a mano.... Per quello chiedevo quanto avete intenzione di scrivere...
    Per il caso se si ipotizza depressivo maggiore è giusto un intervento supportivo-espressivo... Circa l'approccio secondo me è molto a scelta (anche personale).. Ma spesso per i disturbi dell'umore si suggerisce una terapia sistemico-familiare più farmacologica (se necessario)... Eventualmente puoi proporre l'individuale Dell'approccio che preferisci a seconda del caao
    Ele!

  2. #752
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    Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da Picciosa Visualizza messaggio
    Anche io non ho intenzione di superarle (anche perché di più non saprei scrivere!),questo è una pagina e mezzo scritta a pc, per cui scritta a mano penso arrivi a poco più di due pagine...

    Feedback sul caso (soprattutto sul trattamento)???
    Il caso mi sembra sviluppato molto bene e il trattamento anche!
    Più lo leggo e più mi convinco che ci siano molti punti in comune con il PTSD tanto che, non è detto che la persona che ne soffre debba necessariamente aver assistito ad un evento traumatico in prima persona (es. aver assistito alla morte del marito) infatti ho letto che:

    I pazienti con PTSD vengono abitualmente classificati in tre categorie, in base al loro tipo di coinvolgimento nell'evento critico che ha originato il disturbo:
    primari, le vittime dirette che hanno subito personalmente l'evento traumatico
    secondari, i testimoni diretti dell'evento, o i parenti delle vittime primarie (ad esempio, nel caso di un lutto)
    terziari, il personale di soccorso (volontario o professionale) che si trova ad operare con le vittime primarie o secondarie.

    I principali disturbi, accusati dalla maggior parte dei pazienti, sono riassunti dalla cosiddetta "triade sintomatologica", per come definita dalla classificazione del DSM-IV: intrusioni, evitamento, hyperarousal. In particolare, si possono riscontrare tra gli altri sintomi:
    Flashback: un vissuto intrusivo dell'evento che si propone alla coscienza, "ripetendo" il ricordo dell'evento.
    Numbing: uno stato di coscienza simile allo stordimento ed alla confusione.
    Evitamento: la tendenza ad evitare tutto ciò che ricordi in qualche modo, o che sia riconducibile, all'esperienza traumatica (anche indirettamente o solo simbolicamente).
    Incubi: che possono far rivivere l'esperienza traumatica durante il sonno, in maniera molto vivida.
    Hyperarousal: caratterizzato da insonnia, irritabilità, ansia, aggressività e tensione generalizzate.

    Che ne dite? Torna?

  3. #753
    Partecipante
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    Riferimento: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da pimpa_07 Visualizza messaggio
    1 pagina e mezza a pc son 3 pagine e mezze a mano.... Per quello chiedevo quanto avete intenzione di scrivere...
    Per il caso se si ipotizza depressivo maggiore è giusto un intervento supportivo-espressivo... Circa l'approccio secondo me è molto a scelta (anche personale).. Ma spesso per i disturbi dell'umore si suggerisce una terapia sistemico-familiare più farmacologica (se necessario)... Eventualmente puoi proporre l'individuale Dell'approccio che preferisci a seconda del caao
    Ho letto che sarebbe meglio scrivere non più di due pagine

  4. #754
    Partecipante Esperto L'avatar di Picciosa
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    Riferimento: Cattolica 2012

    No, ma prima di metterlo giú a pc, l'ho scritto a mano e veniva due pagine ( piú qualcosa che poi ho aggiunto direttamente, penso arrivi a due pagine e mezzo circa)..Considerando che lá non mi verranno in mente tutte le cose che ho qui con uno sguardo ai libri e senza limiti di tempo, dovrei stare nelle due pagine!
    Ultima modifica di Picciosa : 15-07-2012 alle ore 01.12.28
    E' meglio avere rimorsi che rimpianti...

  5. #755
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    Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da Marcia17 Visualizza messaggio
    I pazienti con PTSD vengono abitualmente classificati in tre categorie, in base al loro tipo di coinvolgimento nell'evento critico che ha originato il disturbo:
    primari, le vittime dirette che hanno subito personalmente l'evento traumatico
    secondari, i testimoni diretti dell'evento, o i parenti delle vittime primarie (ad esempio, nel caso di un lutto)
    terziari, il personale di soccorso (volontario o professionale) che si trova ad operare con le vittime primarie o secondarie.
    Però il DSM dice solo che devi aver assistito direttamente al fatto, se non erro.
    quindi eviterei di dire cose azzardate...

    Io scriverò parecchio mi sa, di solito mi vengono 3-4 pagine.
    ad ogni modo nelle prve precedenti non hanno dato 1 limite, quindi mi aspetto sia così anche stavolta.

  6. #756
    Partecipante Esperto L'avatar di Picciosa
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    Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da iamghost Visualizza messaggio
    Però il DSM dice solo che devi aver assistito direttamente al fatto, se non erro.
    quindi eviterei di dire cose azzardate...

    Io scriverò parecchio mi sa, di solito mi vengono 3-4 pagine.
    ad ogni modo nelle prve precedenti non hanno dato 1 limite, quindi mi aspetto sia così anche stavolta.
    Dice "ha vissuto, ha assistito, si è confrontata"

    In ogni caso, secondo me, con le dovute spiegazioni, si può insierire...Io preferisco farlo durante gli approfondimenti diagnostici, dicendo appunto che, nel caso in cui dovesse emergere che la signora condivide l'ambiente lavorativo del marito si dovrebbero rivedere le ipotesi diagnostiche e prendere in considerazione il PTSD (la metto giù così, anche perché così emergerebbe un sintomo di PTSD, ossia l'evitamento dell'ambiente traumatico, mentre prima si ha poco, solo i risvegli, ma non parla né di incubi, né di flashback e mi sembra azzardato)
    E' meglio avere rimorsi che rimpianti...

  7. #757
    Partecipante Super Figo
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    Re: Cattolica 2012

    secondo me il Post traumatico si deve escludere per forza.

    propongo questo:

    Pietro è un uomo di 32 anni che si presenta al colloquio con lo psicologo clinico di un Centro di Salute Mentale in uno stato di profonda ed evidente sofferenza psicologica. Il colloquio inizia con un lungo silenzio nel quale Pietro dimostra nervosismo e imbarazzo. Con difficoltà e su sollecitazione dello psicologo, Pietro comincia a raccontare la sua storia partendo da come sta e da ciò che l’ha portato a chiedere aiuto. Il paziente descrive che da quasi due mesi non riesce a provare alcun interesse per tutto quello che, fino ad ora di fatto, rappresentava la sua vita. Pietro riferisce di avere un rapporto affettivo abbastanza soddisfacente anche se ora preferirebbe quasi non farsi vedere più dalla sua partner e si ritaglia spazi di solitudine per evitare che lei possa rendersi conto di quanto sia cambiato, non vuole che lei scopra la sua inquietudine e il suo disagio. D’altra parte la mattina fa fatica ad alzarsi e ad essere puntuale ai suoi impegni. Pietro sostiene che anche nel lavoro, (è un impiegato amministrativo in una grande multinazionale) le cose vanno molto male perché non riesce ad affermarsi e ad avere avanzamenti, né a dimostrare quanto vale agli altri. Inoltre sono anche compromessi i rapporti con i colleghi i quali non lo tengono in considerazione. Confida che avrebbe voluto laurearsi ma per una serie di motivi ha dovuto accontentarsi di un lavoro qualsiasi. Eppure, dice, non è sempre stato così, infatti Pietro riferisce che a volte gli capita di essere per lunghi periodi pieno d’energia, “proprio un vulcano di idee e infatti in quei momenti faccio tanti progetti coinvolgo gli altri e riesco a diventare un capo; poi però all’improvviso tutto cambia, forse perché la vita spesso è crudele e mi manda troppe prove difficili da affrontare, per cui mi ritrovo a sentirmi sempre più triste e penso che non ne vale la pena”. Pietro descrive alcuni episodi significativi della sua vita a sostegno della sua convinzione dell’inutilità di impegnarsi in quanto la vita è sempre piena di sorprese negative. Per quel che riguarda la famiglia d’origine Pietro riferisce di avere una madre con la quale ha un pessimo rapporto che cerca di vedere il meno possibile, è una donna sempre indignata che trova sempre un motivo per rimproverarlo. Ha perso il padre da piccolo e di lui ricorda poco. Alla fine della seduta Pietro sottolinea che non aveva alcuna intenzione di fare una consultazione psicologica in quanto non crede di avere un grave problema, né pensa che il suo malessere passeggero anche se pesante possa essere risolto, “ognuno ha i suoi affanni e la vita non risparmia nessuno”. Un suo amico d’infanzia però l’ha convinto ad andare dallo psicologo avendo riconosciuto in lui la stessa angoscia che lo tormentava in passato e per la quale aveva richiesto l’intervento di uno psicologo.
    Sulla base di quanto sopra esposto il candidatola indichi in modo sintetico:
    a) la classificazione e il referente teorico utilizzato per l’ipotesi diagnostica;
    b) l’ipotesi diagnostica più rispondente ai comportamenti e alla sintomatologia espressa, motivandola;
    c) le dinamiche e i meccanismi alla base del funzionamento sintomatologico del paziente e delle sue modalità di presentarsi allo psicologo;
    d) i passi successivi da effettuare nella valutazione del paziente, comprese le aree da indagare e gli eventuali strumenti psicodiagnostici da utilizzare (motivando)
    e) una valutazione sulle possibilità di trattamento, specificandone l’orientamento, gli obiettivi, il setting e il modo di proporlo al paziente.
    Nello svolgimento della prova si invita il candidato a fornire le risposte in relazione a ciascun punto. Saranno considerati validi solo gli elaborati completi di tutte le risposte.

  8. #758
    Partecipante Super Figo
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    Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012

    a classificazione e il referente teorico utilizzato per l’ipotesi diagnostica.ecco il DSM è la classificazione,ma essendo ateorico,che referente teorico mettete??

  9. #759
    Partecipante Esperto L'avatar di Picciosa
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    Re: Cattolica 2012

    Cosa si intende con: c) le dinamiche e i meccanismi alla base del funzionamento sintomatologico del paziente e delle sue modalità di presentarsi allo psicologo; ?
    E' meglio avere rimorsi che rimpianti...

  10. #760
    Partecipante Esperto L'avatar di Picciosa
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    Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012

    Citazione Originalmente inviato da LemureGatta Visualizza messaggio
    a classificazione e il referente teorico utilizzato per l’ipotesi diagnostica.ecco il DSM è la classificazione,ma essendo ateorico,che referente teorico mettete??
    No, io metterei la solita frase sul DSM, che è ateorico quindi stop. Se uno usasse il PDM il referente sarebbe psicodinamico...
    E' meglio avere rimorsi che rimpianti...

  11. #761
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    Re: Cattolica 2012

    a) la classificazione e il referente teorico utilizzato per l’ipotesi diagnostica;

    per l’inquadramento diagnostico si farà riferimento al DSM-IV-TR.

    b) l’ipotesi diagnostica più rispondente ai comportamenti e alla sintomatologia espressa, motivandola;

    pietro giunge dallo psicologo lamentando principalmente di soffrire da due mesi circa di una mancanza di interesse pervasiva, che lo limita nel funzionamento lavorativo, affettivo, e relazionale, e di un senso di fatica nel seguire i suoi impegni. Afferma inoltre di non sentirsi valorizzato sul lavoro ne considerato dai colleghi.
    Dalle sue parole si evince un senso di incontrollabilità (“inutilità di impegnarsi in quanto la vita è sempre piena di sorprese negative”) della vita.

    Riporta anche momenti in cui si sente pieno di energia e di idee che sembrano susseguirsi velocemente.

    Sulla base dei sintomi lamentati, ci si potrebbe orientare verso l’area dei disturbi dell’umore; in particolare, l’alternanza tra sintomi maniacali e depressivi potrebbe fare pensare ad un disturbo Bipolare. Sarebbe però importante indagare che vi siano ulteriori segnali di episodio depressivo maggiore, e se i momenti maniacali siano da considerarsi più verosimilmente dovuti ad un episodio ipomaniacale, al fine di orientarsi con più chiarezza verso una diagnosi di disturbo bipolare I, disturbo bipolare II, o disturbo ciclotimico.

    Non è tuttavia possibile, al momento escludere che questi sintomi siano la conseguenza di uso di sostanze o della presenza di una condizione medica generale, né che questa modalità di funzionamento, che sembra investire molti contesti diversi ed essere in parte egosintonica, sia presente fin dalla prima età adulta e non sia tipica di un modello di personalità stabile e pervasivo. In questo senso di potrebbe pensare ad un disturbo di personalità caratterizzato da instabilità emotiva e affettiva come il borderline, dato che evidenzia alcuni aspetti grandiosi come il non sentirsi considerato abbastanza e il on riuscire a dimostrare il suo valore (per cui servirebbero però indizi di incapacità di controllare la rabbia, vuoto interiore e angoscia abbandonica) o l’istrionico (per cui servirebbero però indizi riguardo teatralità e drammaticità, nonché tentativi di attirare l’attenzione anche in modo sessualmente attraente e/o manipolatorio).

    c) le dinamiche e i meccanismi alla base del funzionamento sintomatologico del paziente e delle sue modalità di presentarsi allo psicologo;

    Pietro si presenta allo psicologo mostrando imbarazzo e nervosismo; la successiva chiarificazione della mancanza di spontaneità nella richiesta del consulto potrebbe in parte giustificare questo atteggiamento?

    Non sembra essere consapevole che i periodi maniacali facciano parte del problema quanto quelli depressivi, né essere motivato ad un percorso psicologico.

    d) i passi successivi da effettuare nella valutazione del paziente, comprese le aree da indagare e gli eventuali strumenti psicodiagnostici da utilizzare (motivando)

    per chiarificare l’ipotesi diagnostica proporrei un ciclo di incontri di approfondimento diagnostico, in cui sarebbe preliminare l’analisi della domanda.
    Si dovrebbe in particolare indagare, dal momento che non si è recato spontaneamente dallo psicologo, la motivazione a intraprendere un percorso psicologico, le aspettative a riguardo, la corrispondenza tra aspetti intrinseci ed estrinseci della domanda, la consapevolezza di Pietro del proprio disturbo ed eventuali vantaggi secondari dei sintomi.
    Sarebbe anche importante indagare se vi siano stati tentativi di risoluzione precedenti e con quali esiti.

    Successivamente si dovrebbero escludere la condizione medica generale e l’uso di sostanze tramite un invio al medico.

    Si approfondirebbero poi gli aspetti relativi alla sintomatologia: da quanto tempo Pietro vive l’alternanza depressione-mania, quali altri sintomi degli episodi di umore alterato sono presenti, in quali circostanze sono emersi e in quali momenti della giornata si fanno più evidenti, quale vissuto Pietro gli attribuisce. Questo servirebbe per indagare se vi siano i criteri per porre una diagnosi secondo il DSM-IV-TR e per cominciare ad indagare la compromissione del funzionamento.

    A questo proposito indagherei il funzionamento affettivo con la partner, e in particolare perché Pietro non voglia dirle nulla dei suoi sintomi (si vergogna? Teme di non essere compreso e supportato?), anche per capire se lei sia mai stata un supporto per lui o se potrebbe diventarlo e quindi essere una risorsa per il trattamento eventuale successivo. A livello lavorativo indagherei perché Pietro abbia deciso di non proseguire gli studi, cosa lo blocchi dall’affermarsi e come ritiene che i colleghi debbano coinvolgerlo, nonché perché ritenga di non esserlo abbastanza.
    Indagherei anche il funzionamento familiare attuale e pregresso: come ha vissuto la morte del padre, quali stili educativi la madre ha messo in atto nei suoi confronti, quali regole e confini hanno stabilito essendo solamente in due?

    Utilizzerei gli strumenti del colloquio e del test, in particolare: SCID-I per un’anamnesi generale e per vedere se ci sono i criteri per la diagnosi da DSM, MMPI-2 per un quadro generale della personalità, Rorschach per indagare vissuti profondi, paure, conflitti e angosce, e il test CDQ per rilevare il grado di vissuto depressivo attuale.

    e) una valutazione sulle possibilità di trattamento, specificandone l’orientamento, gli obiettivi, il setting e il modo di proporlo al paziente.

    Pietro mostra una scarsa consapevolezza del proprio disturbo (non riconoscendo gli episodi manici/ipomanici) e una bassa motivazione al trattamento.
    Sarebbe quindi necessario un eventuale sostegno iniziale per aumentare motivazione e fiducia nelle proprie capacità di controllo della propria vita, che permetta di creare l’alleanza necessaria all’intervento terapeutico.

    Si contatterebbe lo psichiatra per una stabilizzazione farmacologica dell’instabilità umorale.

    Successivamente previo invio allo psicoterapeuta si potrebbe condurre una psicoterapia individuale supportivo-espressiva a sfondo teorico psicodinamico, con obiettivi:

    - garantire un setting stabile che Pietro possa interiorizzare
    - acquisire un oggetto interno completo come base per raggiungere una visione di sé più integrata
    - tornare ad investire sulla realtà nei momenti depressivi
    - rielabroare i termini del conflitto tramite interpretazione


    cosa manca? cosa ho sbagliato? c'è qualcosa di non chiaro? non mi interessa tanto la diagnosi, quanto + il discorso, gli approfondimenti, e il trattamento!
    Ultima modifica di iamghost : 15-07-2012 alle ore 15.44.09

  12. #762
    Partecipante Assiduo
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    Re: Cattolica 2012

    AIUTO per questo caso:

    paola 26 anni psicologa lavora come insegnante di sostegno part-time a pavia.
    fidanzata da 6 anni con franco che ha 30 anni e vive a torino.
    figlia unica, in questi 6 anni ha avuto storielle non importanti con uomini + grandi.
    vuole bene a Franco ma è sempr ein attesa di qualcosa: lavoro da psicologa, grande amore, ecc...

    arriva spaventatissima, chiede appuntamento urgente perché da 2 gg si sente stralunata come fosse fuori dal mondo, si accorge che tutto attorno a lei è normale, ma è come se lei si sentisse estraniata da tutto, come in un sogno.
    è cominciato tutto 2 sere fa, dopo aver discusso con franco. erano casa di lui e lui le ha messo sul tavolo l'anello di fidanzamento chiedendole per la prima volta di sposarlo. lei ha iniziato a sentire fastidio e mancata comprensione della situazione, pur ritenendola logica. lui ha detto che questa richiesta consegue anche al fatto che p giunto il momento di vivere assieme a torino perché ormai lui con il suo stipendio se lo può permettere, e possono avere famiglia e figli. lei ha iniziato a sentirsi stralunata quando franco le ha fatto capire che x lei non ci sarà un futuro come psicologa e che è meglio così perché una brava madre deve stare con i figli. nel corso degli anni lei si è sempre sentita capace e ammirata e sentiva di essre stata scelta dagli uomini delle sue storielle affettive in seguito alla sua "intelligenza" e capacità.

    H E L P!

  13. #763
    Partecipante Esperto L'avatar di pimpa_07
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    Riferimento: Cattolica 2012

    Secondo me senza analizzarlo tutto ci sono alcuni punti che mi fan pensare a un dist dissociativo... Tipo depersonalizzazione! Non so... È l'unica cosa che ho pensato quando ho letto la parte in cui dice che si sente estranea dal mondo come se fosse in un sogno ecc (sintomi tipici di depersonalizzazione)... In effetti cmq è bello tosto..
    Ele!

  14. #764
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    Re: Cattolica 2012

    Difficile...Proporre una diagnosi è duretta...

    Il sintomo di sentirsi stralunata come fosse fuori dal mondo potrebbe essere derealizzazione, per cui si potrebbe proporre diagnosi di disturbo dissociativo NAS...Da l'idea che sia una sorta di ferita narcisistica; il disturbo disturbo narcisistico perché la ragazza si sia sempre sentita capace e ammirata, quindi tende a sopravvalutare le proprie capacità senza un vero e proprio riscontro reale...Si potrebbe anche prendere in considerazione una diagnosi border (non ha lasciato il ragazzo per il timore abbandonico?), ma forse è un po' azzardata...

    Ci sono svariate cose da approfondire:

    - Se le siano mai capitati episodi simili in passato e se sì, in quali circostanze;
    - Esplorare il suo sentirsi sempre in attesa di qualcosa;
    - Esplorare le storie e le sue aspettative nei confronti delle stesse (tener conto che sono state con uomini più grandi)
    - Approfondire il legame con la famiglia di origine e le dinamiche familiari
    - Riguardo al percorso scolastico, possiamo presumere sia stato lineare (ha 26 anni ed è psicologa)

    Come test si potrebbero usare la SCID-I e II e la SCID-D (per gli stati dissociativi), l'MMPI-2 (per avere un'idea dela sua struttura di personalità e la percezione dei suoi sintomi) e Rorschach
    E' meglio avere rimorsi che rimpianti...

  15. #765
    Partecipante Esperto L'avatar di pimpa_07
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    Riferimento: Cattolica 2012

    La derealizzazione è un po' diversa... Questi son più sintomi di depersonalizzazione..
    Ele!

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