
Originalmente inviato da
Dadedidò
Vorrei la vostra opinione su una mia considerazione. Tutti i miei amici/colleghi psicoterapeuti lavorano anche (se non prevalentemente) da educatori, operatori domiciliari, insegnanti di sostegno, addirittura alcuni come volontari. In giro c'è di tutto. Zona di provincia, nessuna città universitaria, clima culturale piatto, inerme, depressivo. Fondi e risorse nel sociale, comuni, asl: ZERO. Il DSM delle asl: greggi di cronici psichiatrici gravi o casi psicopatologici arrivati all'attenzione del servizio pubblico tramite medici di famiglia, farmacisti, conoscenti. Poi, il privato. Con una massa numerosissima di psicoterapeuti. Ognuno con la sua tecnica, ognuno che fa riferimento alla sua scuola, ognuno con tariffe raramente inferiori ai 50 euro a seduta.
Quasi tutti con studi vuoti, o quasi.
Ma ha senso in un periodo di crisi economico-sociale senza precedenti continuare ad ostinarsi a cercare di "vendere" un prodotto (un servizio, diciamo meglio...) che la maggior parte della gente non può permettersi né economicamente, né a livello di tempi (pochi riescono a seguire una psicoterapia per anni), di costi personali e di sforzi che oggi sono faticosissimi per la gente che lavora dalle 8 alle 5 in un ufficio per neanche mille euro al mese?
Fermo restando l'importanza della nostra formazione anche psicoterapeutica da perfezionare sempre più (mi piacerebbe sapere in quanti di noi, magari schiavizzati per 7 euro l'ora da qualche coop sociale o da qualche associazione..), in un momento in cui - dati degli Ordini alla mano - il mercato non si muove, nessuno paga, nulla simuove e cresce tranne il disagio psicologico che sta inequivocabilmente aumentando...non converrebbe cercare di ampliare il nostro raggio d'azione in ambiti più "funzionali", più agili e fruibili in un tempo di crisi economica gravissima (in cui la gente riempie i discount per risparmiare addirittura sulle cose da mangiare!) come la consulenza e il counseling se possibile dimostrando credibilità e capacità di "interpretare le esigenze e i bisogni" del nostro tempo davanti all'utenza?
non so......era solo una riflessione....che ne pensate?