Buongiorno a tutti.
Ho una domanda che da tempo non trova risposta; ho deciso di provare a porla in questo contesto. Se non è il contesto giusto, vi sono grata se mi indirizzate.
Il mio lavoro si svolge in 5 paesi delle montagne bergamasche; e forse non vi sarà facile immaginare la realtà che descrivo. Sono luoghi stupendi, ma talvolta le persone vivono in baite, lontano da tutto e da tutti.
Sono un'assistente domiciliare e mi devo recare a casa di una paziente oligofrenica di circa 55 anni, che vive con la madre. Vivono isolate dal mondo, in quanto hanno deciso per vergogna di tenere nascosta questa figlia oligofrenica. L'unica volta che è stata vista da medici è stato nel 1999, quando è morto il padre ed è uscita (ulteriormente) di senno. Ricoverata, le hanno dato una terapia che ancora oggi prende. Il medico di base non l'ha mai vista (perchè non ci vanno, per paura che la mettano in una struttura), e comunque non intende approfondire ne cambiare questa terapia. Le ricette per questi farmaci e altri, vengono lasciate dal medico alla farmacia del paese, che provvede a consegnarle a casa delle due donne.
La signora in questione non parla. Talvolta scrive ma ultimamente non ne vuole più sapere; quindi si comunica al minimo.
La mia domanda è questa: poichè vado da sola in questa casetta persa nelle montagne, posso correre qualche rischio? La sua mamma mi dice che spesso con lei si mostra violenta.
Io non voglio assolutamente correre rischi inutili. So di pazienti oligofrenici che hanno aggredito l'infermiera.
Quindi ho intenzione di informarmi al riguardo, e poi farlo presente alla cooperativa sociale per cui lavoro.
Grazie mille a chi può darmi informazioni serie al riguardo.