ok grazie davero! insomma il campo è complicato e non ben definito...Sto riflettendo su una cosa alla base di tutto questo, tra master, scuole terapia e supervisioni varie...QUANTI SCHEI!!!
ok grazie davero! insomma il campo è complicato e non ben definito...Sto riflettendo su una cosa alla base di tutto questo, tra master, scuole terapia e supervisioni varie...QUANTI SCHEI!!!
In prima battuta ti può sembrare poco definito, ma in realtà è tutto molto chiaro.
Vedrai che quando deciderai cosa vuoi fare del tuo lavoro e in che tipo di ambito svolgere la tua professione di psicologo, ti sembrerà tutto molto definito.
E' solo questione di tempi e di esperienze da fare.
Quanto agli "schei" (?) che credo significhi "denaro", beh,.. diciamo che sei libera di scegliere cosa fare, molte spese sono legate a quello che vuoi fare tu, non ha quello che "va fatto".
La tendenza ad iscriversi alle scuole di specializzazione in psicoterapia, sembra ultimamente in discesa. Le iscrizioni languono, alcune scuole sono disperate e fanno i conti.
Se vuoi lavorare in ambiti alternativi alla clinica, la formazione ha costi contenuti.
E comunque, come semplice psicologo laureato e abilitato, potresti già fare tante cose.
La supervisione è utile un pò in tutti i campi, perchè lauree, master, corsi e scuole, non garantiscono una sufficiente supervisione e molte cose sui libri, s'imparano e si comprendono solo nella pratica.
Ciao![]()
Io ogni giorno che passa mi rendo sempre più conto di quanto sia difficile inserirsi e saper fare bene questo lavoro....a volte mi chiedo se davvero ne sono all'altezza, se forse sarebbe il caso di lasciare tutto e trovare un lavoro qualunque.....quanti dubbi, quante incertezze![]()
Cignetto, la mia idea è che, spesso, anche le cose in cui si ha passione, inizialmente, possono essere imprecise, imperfette...proprio perchè nuove, ma se l'interesse e, ripeto, la passione sono reali, allora vale sempre la pena seguire quella strada, per quanto difficile sia...
Approfitto per chiedere una cosa.
Una mamma separata mi ha chiesto di poter valutare eventuali disagi dei figli in presenza del padre (un po' problematico).
Ovviamente il padre si rifiuta drasticamente di dare il consenso. Avrei il permesso dell'avvocato e del pediatra. Così posso vedere i bambini?
Per una valutazione psicodiagnostica di eventuali disagi dovuti alla separazione (molto tragica) in bambini scolari e prescolari cosa posso fare? Pensavo test casa, albero e famiglia e gioco strutturato. Altre idee?
Grazie!
Ciao,
direi proprio di NO!!
E' bello che un avvocato ti dia il suo "permesso", ma direi che non solo senza il consenso firmato di entrambi i genitori i risultati del test sarebbero invalidati davanti al giudice e al CTP della controparte o al CTU del giudice, ma quel che è peggio, rischieresti tu in prima persona come professionista per denuncia e segnalazione al tuo Ordine di appartenenza.
Inoltre vedere i bambini è una situazione che andrebbe affrontata solo se ce ne sia una reale necessità, altrimenti sono stress per i bambini che andrebbero proprio evitati.
Comunque per stare più tranquilla, telefona al tuo Ordine Regionale e spiega i dettagli di questa vicenda, che immagino qui avrai omesso, e chiedi quale sia l'iter migliore da seguire.
Saluti![]()
Io credo dipenda molto dalla funzione della valutazione. Per es. se un avvocato mi chiede un parere professionale circa una certa situazione al fine di accreditare anche scientificamente una eventuale causa/ricorso ( quindi avente la funzione di memoria), è naturale che non chieda il parere alla controparte ma ciò non toglie nulla alla ctu perchè e' antecedente, anzi propedeutica alla nomina di un ctu che valuti la situazione. Diverso sarebbe se la ctu è giò stata convocata, allora la ctp non ha ragione di fare valutazione. Concordo sul fatto che la valutazione non utilizzi troppi test perchè andrebbe ad inficiare un'eventuale ctu, io mi baso su valutazioni più ampie.
Ciao
io credo dipenda molto dalla finalità e dal momento dell'iter giudiziario. Ciò che dice Fiona è corretto se la ctu è gia stata attivata, ma se per es un genitore ritiene che l'altro genitore crei dei disagi emotivi al figlio o risulti inidoneo per vari motivi potrebbe chiedere un'attivazione di ctu per rivedere i termini dell'affidamento e allora il parere dello psicologo risulta corroborare la memoria dell'avvocato nel chiedere un approfondmento da parte del tribunale, la valutazione rappresenta null'altro che un parere tecnico che serve ad avvalorare anche scientificamente le istanze presentate. Concordo con fiona sul limitare l'uso dei test e i colloqui con ilminore, perchè se verrà attivata una ctu vi saranno molti altri test.. Diverrso è se la ctu è già stata attivata, allora il ctp non deve fare alcuna valutazione.
Ciao,
non e' chiara la vicenda, quindi se la collega fornisse dei dettagli sarebbe possibile capire in che fase del procedimento le e' stato chiesto d'intervenire.
Comunque mi sembrava che fosse stata interpellata all'interno di una causa di separazione, sotto personale iniziativa del legale, affinché certificasse che i bambini sono "a disagio" con il papà . Un po' come quando dopo un colpo di frusta vado da un ortopedico che mi certifica la lesione e la sintomatologia. Niente a che vedere con una Ctp o una Ctu. Non so forse e' stata solo una mia orribile fantasia... ma poiché queste cose capitano...
Saluti![]()
Quindi Fiona mi confermi che se la collega è stata chiamata solo per attestare una situazione come se fosse un ortopedico, riprendendo il to esempio, la collega non incorrerebbe in nessun problema deontologico? Certo è che bisogna ricordarsi di non essere una ctu e di non essere troppo invasivi con il minore.
Ciao a tutti!
volevo gentilmente un consiglio pratico da chi già sta lavorando privatamente. Sono agli sgoccioli con il tirocinio e con l'esame di stato alle porte, la mia intenzione sarebbe di aprire uno studio privato come psicologa dello sviluppo. Ho fatto un corso in psicodiagnostica dell'età evolutiva, un master cognitivo -comportamentale per i disturbi dell'età evolutiva ma mi domandavo da cosa partire. Quali casi prendere all'inizio? che tipo di servizi offrire alle famiglie??? come farsi conoscere???
Ehee ...Purtroppo no.
Il punto e' un altro: se io, che mi occupo di clinica, per esempio, vedo un minore , accompagnato dalla madre, per il secondo appuntamento dirò alla signora che ho bisogno di un consenso firmato da entrambi i genitori, altrimenti incorro in sanzioni. Quindi come potrei vedere i bambini (tralaltro come li dovrei vedere? In coppia? Uno alla volta? Non so, la vicenda non e' chiara, ne' quale sia il "quesito") senza avere il consenso? E' ovvio che se c'e' un procedimento in corso, saró la Ctp nominata e potrò valutare i colloqui del Ctu . Solitamente le valutazioni le fa il Ctu affiancato dai Ctp , con o senza la presenza del giudice, dipende da cosa s'indaga e dall'età del minore.
Comunque per tornare al tema: i primi colloqui con minori hanno degli elementi importanti da tenere in considerazione per non rischiare richiami o denunce.
Saluti
Io facevo riferimento ad una situazione specifica che mi è capitata ma che pr correttezza non esplico nei dettagli.
Ti chiedo come ti comporteresti in questa situazione. Separazione già avvenuta ed un genitore chiede l'affido esclusivo, perche l'altro ha condotte illecite in presenza del figlio o con la sua condotta mette il figlio a rischio. Si vuole chiedere al giudice una ctu e quindi per avvalorare la richiesta l'avvocato chiede ad uno psicologo di accertare il rischio evolutivo per il minore se la situazione permanesse in questa condizione. Lo psicologo non farebbe una valutazione da ctu ma arricchirebbe con il suo parere professionale la richesta dell'avvocato, che a sua volta comproverebbe mediante prove testimoniali e fattuali la sua richiesta. Non si tratterebbe di prendere in carico il minore ma di dare un parere tecnico. Tu declineresti l'incarico?
Certo meglio sarebbe seguire come ctp la ctu, ma se per attivare una ctu serve una motivazione comprovata da un parere tecnico tu declineresti l'incarico?
Caro collega,
complessa questa situazione!!
Ho maggiore esperienza come CTU che come CTP.
Quindi non so cosa risponderti.
Ho capito bene la situazione, ma mi stupisce che un unico parere tecnico sia sufficiente a richiedere una CTU.
Perchè non viene fatta una denuncia al Tribunale dei minori?
Come farai a fare una valutazione senza osservare i bambini con il padre? Sulla base di cosa valuterai un "rischio evolutivo"?
Non so cosa suggerirti. Forse nella "stanza" della psicologia giuridica, qualche collega su questo forum, ti potrà illuminare meglio di me
Fammi sapere!
Saluti
Ciao!
Aiutooo!
Quante domande!
Quante idee!!
Allora, su questo forum credo tu possa trovare tantissima ispirazione e tante discussioni sui diversi argomenti che hai citato.
Spulcia bene tra i post e troverai tanti giovanissimi alle prese con i tuoi dubbi e con le prime esperienze.
Voglio darti solo un suggerimento: guardati intorno, dove vivi e lavori, che servizi esistono nelle Asl e nei comuni del tuo territorio, cosa offrono le associazioni o le cooperative, e analizza cosa manca e cosa potrebbe servire tra le cose in cui senti di avere competenze e...beh, se riesci a trovare altri colleghi, che come te, hanno voglia di creare qualcosa insieme, sarebbe meglio lavorare in gruppo. Altrimenti parti da sola e pian piano trova la tua strada.
Un affettuoso in bocca al lupo!!
Saluti