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  1. #16

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Ringrazio nuovamente tutti gli intervenuti.
    Concordo che il discorso stava un tantino deragliando. Ma per me ogni lettura può essere interessante. Senza dubbio non condivido il fatto che "siamo tutti uguali". Ma di contro aberro la discriminazione. Ma a parte questo, che forse dovrebbe avere un post tutto suo, ritorno al mio problema. Ehi intendiamoci, problema, senza offesa per nessuno.
    Voglio sottolineare che io sono importante quanto il mio utente, e quindi ho altrettanto diritto alla mia salvaguardia.
    Ed è da li che è partita la mia domanda.
    Non devo e non voglio sopportare eventuali aggressioni da parte di persone per le quali quello è l'unico modo con cui sanno comunicare. Desidero aiutarle ma desidero farlo in sicurezza.
    Io non ho alcuna preparazione adeguata al riguardo. Io sono stata preparata, per mia scelta, all'assistenza socio sanitaria agli anziani. Io devo soddisfare i bisogni primari delle persone.
    Purtroppo negli ultimi anni la popolazione che necessita di aiuto è in aumento esponenziale. E per fortuna che ancora esiste una figura come la mia. Certo siamo una goccia nel mare... ma vi garantisco che strappare un sorriso a queste persone è un risultato che gratifica tantissimo.
    Di contro poichè è impossibile "prepararsi adeguatamente" a trattare queste patologie, devo rivolgermi a chi invece preparato lo E'. Ed eccomi qua.
    La situazione che descrivo è incredibile per chi vive in città. Qui siamo davvero fuori dal mondo. Anche la mamma di questa ragazza è particolare. Non posso certo farmi aiutare da lei, che ha a sua volta bisogno di aiuto. Non ho carte che lo dimostrino, ma ritengo che anche la mamma abbia un ritardo mentale. E anche il medico di base, che non so in base a quale etica, continua a prescriverle a distanza (a distanza perchè lui non vuole assolutamente andare a casa di queste persone. E le persone non hanno la capacità di andare in ambulatorio a farsi fare le ricette.) gli stessi farmaci di 10 anni fa. Non è forse vero che le terapie vanno continuamente rivalutate? Soprattutto in pazienti psichiatrici?
    Beh non vorrei essere logorroica, ma per farla breve direi che l'optimus è di andare in due operatori. E in questa richiesta ho anche tenuto conto di non traumatizzare la ragazza obbligandola ad avere in casa due persone. Lei per fortuna non dimostra fastidio, anzi. Certo ho notato che dobbiamo dosare benissimo le parole. E' inimmaginabile capire quello che lei recepisce e che si fissa in mente. Ma è evidente che alcune cose l'hanno colpita e non le scorda.
    Beh se avete altre informazioni utili, sono graditissime. Per ora grazie di nuovo a tutti.

  2. #17
    Matricola
    Data registrazione
    03-10-2006
    Messaggi
    16

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Citazione Originalmente inviato da unlimited Visualizza messaggio
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    Talvolta scrive ma ultimamente non ne vuole più sapere; quindi si comunica al minimo.
    La mia domanda è questa: poichè vado da sola in questa casetta persa nelle montagne, posso correre qualche rischio? La sua mamma mi dice che spesso con lei si mostra violenta.
    Ciao
    ti do il mio modesto contributo di operatore della psichiatria.
    Nella mia breve esperienza ho imparato che da un oligofrenico\a non puoi aspettarti più di tanto dal punto di vista cognitivo (e fin quì non dico nulla di nuovo ). Per quel che riguarda la terapia, se non la cambia da molto tempo ma non si scompensa allora forse va bene così, al massimo chiedi al suo psichiatra di riferimento se i farmaci prescritti vanno ancora bene o meno. a volte le terapie vengono cambiate ma poi c'è da vedere come reagiscono i pazienti. Per quel che riguarda l'aggressività, la maggior parte dei pazienti psichiatrici che ho visto finora hanno/ivono conflitto con i propri genitori ed a volte possono anche essere violenti. e' ovvio che non vale per tutti, ma se posso tranquillizzarti il fatto che siano violenti con i loro genitori non significa che debbano esserlo anche con gli operatori, quindi con te.
    Spero di esserti stato utile
    Buon lavoro

  3. #18

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Ciao e grazie anche a te del contributo. Come dicevo più sopra, io ritengo di aver sempre qualcosa da imparare.
    Ed in effetti dici qualcosa che rimuginavo anche io; visto e considerato che per ora l'ho vista violenta solo con la mamma (mamma che io avrei ucciso molto tempo fa; insopportabile).
    Parli di psichiatra di riferimento: magari!!!
    Queste due signore, sono chiuse nella loro casa dal 1999 senza esser viste da alcun operatore ne medico ne psichiatrico!!! Solo noi operatrici sociali (ASA, OSS e assistente sociale) siamo riuscite una volta a portarle dall'oculista entrambe: risultato??? La madre resta chiusa in casa ormai cieca e non ha voluto mai operarsi come le era stato consigliato durante quell'unica visita oculistica. Prima ci vedeva, ora è praticamente cieca veramente. La figlia (oligofrenica), ha fatto la visita scrivendo le lettere che vedeva, su un foglio; prescritti occhiali! Ebbene? Mai messi, solo il giorno che li abbiamo acquistati in famacia. Come dicevo è una situazione molto molto fuori dall'ordinario.
    Resto sempre in attesa di altre opinioni, ma grazie davvero tanto!

  4. #19
    Neofita L'avatar di wonderdg10
    Data registrazione
    26-01-2007
    Residenza
    ancona provincia
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    4

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Discriminazione mi ricorda razzismo, ma non si dice che non bisogna essere razzisti? Per nessun motivo sia di tipo etnico, religioso, o per ogni altra diversità. Forse non mi so esprimere molto bene ma credo di aver esposto abbastanza chiaramente quello che penso cioè certo ognuno di noi è fatto di una sua soggettività e quindi quando ci si relaziona si deve tenere conto di ciò, non abbiamo a che fare con delle macchine che si usano allo stesso modo, ad es. un apriscatole di qualunque colore sia è sempre un apriscatole e quindi ne facciamo lo stesso uso ma nel caso di una persona è diverso.

  5. #20
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Citazione Originalmente inviato da unlimited Visualizza messaggio
    Buongiorno a tutti.

    Ho una domanda che da tempo non trova risposta; ho deciso di provare a porla in questo contesto. Se non è il contesto giusto, vi sono grata se mi indirizzate.
    Il mio lavoro si svolge in 5 paesi delle montagne bergamasche; e forse non vi sarà facile immaginare la realtà che descrivo. Sono luoghi stupendi, ma talvolta le persone vivono in baite, lontano da tutto e da tutti.
    Sono un'assistente domiciliare e mi devo recare a casa di una paziente oligofrenica di circa 55 anni, che vive con la madre. Vivono isolate dal mondo, in quanto hanno deciso per vergogna di tenere nascosta questa figlia oligofrenica. L'unica volta che è stata vista da medici è stato nel 1999, quando è morto il padre ed è uscita (ulteriormente) di senno. Ricoverata, le hanno dato una terapia che ancora oggi prende. Il medico di base non l'ha mai vista (perchè non ci vanno, per paura che la mettano in una struttura), e comunque non intende approfondire ne cambiare questa terapia. Le ricette per questi farmaci e altri, vengono lasciate dal medico alla farmacia del paese, che provvede a consegnarle a casa delle due donne.
    La signora in questione non parla. Talvolta scrive ma ultimamente non ne vuole più sapere; quindi si comunica al minimo.
    La mia domanda è questa: poichè vado da sola in questa casetta persa nelle montagne, posso correre qualche rischio? La sua mamma mi dice che spesso con lei si mostra violenta.
    Io non voglio assolutamente correre rischi inutili. So di pazienti oligofrenici che hanno aggredito l'infermiera.
    Quindi ho intenzione di informarmi al riguardo, e poi farlo presente alla cooperativa sociale per cui lavoro.
    Grazie mille a chi può darmi informazioni serie al riguardo.
    il tuo quesito posto qui su internet rivela il bisogno vitale di PSICOLOGI che purtroppo viene ignorato dai nostri politici che non istituiscono la figura dello psicologo nei vari servizi e nella rete sociale. Penso che come te tantissimi altri (infermieri, assistenti sociali, domiciliari, ecc..) sentono un profondo bisogno di parlare e confrontarsi con lo psicologo, ma non possono farlo! Ecco che quindi anche tu sei costretta a cercare aiuto qui su internet.


    L'unico consiglio che mi sento di darti, non conoscendoti, non vedendoti di persona, e rispondendo su internet, è quello di pensare che di fronte a te non hai "un'oligofrenica" ma una persona, cioè spogliarti dei tuoi pregiudizi e non etichettare ogni suo comportamento con giudizi del tipo "ah sì, fa così perché è oligofrenica", perché così facendo alimenti le cosiddette profezie che si autoavverano.
    Questo inoltre dovrebbe modificare l'atteggiamento con cui ti poni ed evitare che la tua assistita "senta" la tua paura e quindi reagisca in qualche modo.

    Sii consapevole dei segnali che mandi sia nel linguaggio verbale, sia in quello non verbale (paraverbale, tono di voce, linguaggio del corpo,ecc) e padroneggiali, poi vedrai che andrà tutto bene.

    Lo so è poco ma su internet è il massimo che si può dire
    Ultima modifica di Johnny : 21-07-2012 alle ore 17.50.30

  6. #21
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
    Data registrazione
    23-06-2005
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    63

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    il tuo quesito posto qui su internet rivela il bisogno vitale di PSICOLOGI che purtroppo viene ignorato dai nostri politici che non istituiscono la figura dello psicologo nei vari servizi e nella rete sociale. Penso che come te tantissimi altri (infermieri, assistenti sociali, domiciliari, ecc..) sentono un profondo bisogno di parlare e confrontarsi con lo psicologo, ma non possono farlo! Ecco che quindi anche tu sei costretta a cercare aiuto qui su internet.


    L'unico consiglio che mi sento di darti, non conoscendoti, non vedendoti di persona, e rispondendo su internet, è quello di pensare che di fronte a te non hai "un'oligofrenica" ma una persona, cioè spogliarti dei tuoi pregiudizi e non etichettare ogni suo comportamento con giudizi del tipo "ah sì, fa così perché è oligofrenica", perché così facendo alimenti le cosiddette profezie che si autoavverano.
    Questo inoltre dovrebbe modificare l'atteggiamento con cui ti poni ed evitare che la tua assistita "senta" la tua paura e quindi reagisca in qualche modo.

    Sii consapevole dei segnali che mandi sia nel linguaggio verbale, sia in quello non verbale (paraverbale, tono di voce, linguaggio del corpo,ecc) e padroneggiali, poi vedrai che andrà tutto bene.

    Lo so è poco ma su internet è il massimo che si può dire

    Devo dire che è veramente "raggelante" dover sentire, nel 2012, affermazioni riguardanti una presunta "oggettiva diversità" delle persone con disagio psichico. Sembra di sentir parlare gli psichiatri di formazione precedente alla riforma di Basaglia. Convinzioni che si alimentano di stereotipi e , appunto come afferma Jonny, di profezie che si autoavverano. Onestamente non pensavo che simili percezioni fossero ancora presenti tra persone con una formazione come psicologi. Evidentemente mi sbagliavo...Certe costruzioni sono probabilmente troppo rassicuranti e dure a morire.

  7. #22
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    14-03-2011
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    163

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    "Oggettiva diversità" è un termine un pò ambiguo dove coesistono vari significati. E' chiaro che ognuno è diverso come già sottolineato... l'unica cosa che fa la differenza è la profonda sofferenza di chi ha un disturbo mentale. Per quanto riguarda l'aggressività essa non è correlata al disagio mentale tranne in rari casi di scompenso psicotico ( anzi
    dove è invece più frequente il suicidio)... Certi stigma sono duri a "morire" ..le casistiche dimostrano che chi soffre di un disturbo mentale viene spesso rifiutato e fatto oggetto in alcuni casi di sopraffazioni, ed è più frequente questo che l'aggressività della persona con disturbo mentale. Ciao

  8. #23
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Citazione Originalmente inviato da ParanorWill Visualizza messaggio
    Devo dire che è veramente "raggelante" dover sentire, nel 2012, affermazioni riguardanti una presunta "oggettiva diversità" delle persone con disagio psichico. Sembra di sentir parlare gli psichiatri di formazione precedente alla riforma di Basaglia. Convinzioni che si alimentano di stereotipi e , appunto come afferma Jonny, di profezie che si autoavverano. Onestamente non pensavo che simili percezioni fossero ancora presenti tra persone con una formazione come psicologi. Evidentemente mi sbagliavo...Certe costruzioni sono probabilmente troppo rassicuranti e dure a morire.
    preciso che la tua critica è rivolta all'utente che ha aperto la discussione, cioè alla domanda iniziale... altrimenti, avendo ripreso il mio post, sembra che ti riferisca a me

    si purtroppo nella testa della gente comune e (ahimè) anche in vari professionisti che si occupano di persone con disagio psichico vige ancora l'idea che il disagio psichico sia equivalente ad avere una malattia del corpo, ignorando che la "malattia mentale" non esiste o credendo che disturbi psichici siano "malattie del cervello".
    Esiste la psicopatologia, che è un concetto radicalmente diverso. Il cervello non è la mente, il modello medico non può essere applicato al disagio psichico.
    Basaglia era uno dei pochi psichiatri che l'aveva capito, spero che non venga dimenticato, anche se ad oggi tutto fa pensare il contrario
    Ultima modifica di Johnny : 30-07-2012 alle ore 15.23.15

  9. #24
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    preciso che la tua critica è rivolta all'utente che ha aperto la discussione, cioè alla domanda iniziale... altrimenti, avendo ripreso il mio post, sembra che ti riferisca a me

    si purtroppo nella testa della gente comune e (ahimè) anche in vari professionisti che si occupano di persone con disagio psichico vige ancora l'idea che il disagio psichico sia equivalente ad avere una malattia del corpo, ignorando che la "malattia mentale" non esiste o credendo che disturbi psichici siano "malattie del cervello".
    Esiste la psicopatologia, che è un concetto radicalmente diverso. Il cervello non è la mente, il modello medico non può essere applicato al disagio psichico.
    Basaglia era uno dei pochi psichiatri che l'aveva capito, spero che non venga dimenticato, anche se ad oggi tutto fa pensare il contrario
    Ciao ... si parla di disturbo e non di " malattia mentale " perchè le cause come sai sono ignote anche se oggi si predilige la teoria della vulnerabilità dove vari elementi sono in gioco. Ma cosa intendi che il "cervello non è la mente" le emozioni non partono da questo???

  10. #25
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    Ciao ... si parla di disturbo e non di " malattia mentale " perchè le cause come sai sono ignote anche se oggi si predilige la teoria della vulnerabilità dove vari elementi sono in gioco. Ma cosa intendi che il "cervello non è la mente" le emozioni non partono da questo???
    bè, il cervello è un organo del corpo, si ammala, esempi di malattie "cerebrali" sono sicuramente l'alzheimer, il morbo di parkinson ecc...in cui il cervello oggettivamente subisce un deterioramento.
    La mente invece è il "prodotto" del cervello, ad esempio le emozioni (l'esempio che hai proposto) sono il risultato di vari fattori che interagiscono tra loro e producono l'effetto finale "emozione" (significato dello stimolo, attivazione fisiologica attuale, ecc..ci sono varie teorie a riguardo).
    Per quanto riguarda la psicopatologia, più che di cause preferisco parlare di SIGNIFICATO come insegna l'approccio fenomenologico.

  11. #26
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: utente oligofrenica: come relazionarmi?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    bè, il cervello è un organo del corpo, si ammala, esempi di malattie "cerebrali" sono sicuramente l'alzheimer, il morbo di parkinson ecc...in cui il cervello oggettivamente subisce un deterioramento.
    La mente invece è il "prodotto" del cervello, ad esempio le emozioni (l'esempio che hai proposto) sono il risultato di vari fattori che interagiscono tra loro e producono l'effetto finale "emozione" (significato dello stimolo, attivazione fisiologica attuale, ecc..ci sono varie teorie a riguardo).
    Per quanto riguarda la psicopatologia, più che di cause preferisco parlare di SIGNIFICATO come insegna l'approccio fenomenologico.
    Ciao Johnny, come promesso... In parte sono dacccordo ma non dimentico che la chimica influenza
    le "emozioni" e che l'ambiente e le esperienze passate hanno un ruolo altrettanto importante .
    Ultima modifica di ludovicamaria : 31-07-2012 alle ore 20.42.02

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