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Discussione: Dubbi primo colloquio

  1. #121
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
    Data registrazione
    04-07-2002
    Residenza
    in viaggio verso il Paradiso (o qualcosa che ci assomiglia)
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    3,739

    Riferimento: Dubbi primo colloquio

    Citazione Originalmente inviato da psicologo Visualizza messaggio
    Io facevo riferimento ad una situazione specifica che mi è capitata ma che pr correttezza non esplico nei dettagli.

    Ti chiedo come ti comporteresti in questa situazione. Separazione già avvenuta ed un genitore chiede l'affido esclusivo, perche l'altro ha condotte illecite in presenza del figlio o con la sua condotta mette il figlio a rischio. Si vuole chiedere al giudice una ctu e quindi per avvalorare la richiesta l'avvocato chiede ad uno psicologo di accertare il rischio evolutivo per il minore se la situazione permanesse in questa condizione. Lo psicologo non farebbe una valutazione da ctu ma arricchirebbe con il suo parere professionale la richesta dell'avvocato, che a sua volta comproverebbe mediante prove testimoniali e fattuali la sua richiesta. Non si tratterebbe di prendere in carico il minore ma di dare un parere tecnico. Tu declineresti l'incarico?
    Certo meglio sarebbe seguire come ctp la ctu, ma se per attivare una ctu serve una motivazione comprovata da un parere tecnico tu declineresti l'incarico?
    Ciao
    Pur avendo poche esperienze in ambito giuridico, provo a risponderti.
    Io rifiuterei l'incarico o si tratta di una ctp (e quindi in un contesto chiaramente strutturato, in cui tu sei un consulente di parte e pertanto ha senso schierarsi con il committente - in questo caso il genitore) oppure prendersi un incarico di questo tipo è rischioso anche per il singolo professionista, e potrebbe essere anche inutile.
    Inutile perchè la CTU non parte per volere del singolo avvocato (o almeno, la maggior parte delle volte è così) ma viene disposta dal giudice dopo segnalazione al tribunale dei minori e/o al tribunale ordinario, fatta dai servizi sociali (per i caso di maltrattamento, come quello che descrivi).
    Dannoso perchè in questi caso io mi chiedo sempre: ma siamo sicuri che l'altro genitore è così inadeguato, oppure è il genitore che mi chiede la relazione ad essere matto da legare al punto che usa il presunto disagio del figlio come arma contro il coniuge?

    Te lo dico perchè a me è realmente capitato: arriva nel mio studio una madre, che mi chiede una relazione per dimostrare che il suo ex-marito è maltrattante verso il figlio che hanno avuto in comune, attualmente di 10 anni. Io mi sono rifiutata, ma ho proposto alla signora (e lo rifarei tutt'ora, se mi recapitasse un caso simile o una situazione come quella da te segnalata) un percorso per aiutare il piccolo, che stava realmente male ne è venuto fuori che sia il padre che la madre erano persone problematiche, ma a capacitá genitoriali era messo meglio lui della signora, che appunto sperava di usare il disagio del bambino per farla pagare all'ex. Appena ho restituito quanto emerso e la signora ha capito che da me non avrebbe ottenuto un'alleata, è sparita (e con lei il piccolo, ovviamente)..

    Purtroppo queste cose, nei casi di separazione, sono tutt'altro che infrequenti

    Poi non so dirti se è corretto il mio modo di ragionare, ho qualche esperienza a fianco di un CTU come collaboratrice spero che altri sappiano dare un parere definitivo
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  2. #122
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    09-11-2011
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    98

    Riferimento: Dubbi primo colloquio

    Citazione Originalmente inviato da psicologo Visualizza messaggio
    Io facevo riferimento ad una situazione specifica che mi è capitata ma che pr correttezza non esplico nei dettagli.

    Ti chiedo come ti comporteresti in questa situazione. Separazione già avvenuta ed un genitore chiede l'affido esclusivo, perche l'altro ha condotte illecite in presenza del figlio o con la sua condotta mette il figlio a rischio. Si vuole chiedere al giudice una ctu e quindi per avvalorare la richiesta l'avvocato chiede ad uno psicologo di accertare il rischio evolutivo per il minore se la situazione permanesse in questa condizione. Lo psicologo non farebbe una valutazione da ctu ma arricchirebbe con il suo parere professionale la richesta dell'avvocato, che a sua volta comproverebbe mediante prove testimoniali e fattuali la sua richiesta. Non si tratterebbe di prendere in carico il minore ma di dare un parere tecnico. Tu declineresti l'incarico?
    Certo meglio sarebbe seguire come ctp la ctu, ma se per attivare una ctu serve una motivazione comprovata da un parere tecnico tu declineresti l'incarico?
    Potresti redigere una relazione sul tema con riferimenti teorici, ma non sul caso specifico (per ovvi motivi), da consegnare all'avvocato che potrà usarla per elaborare la richiesta di CTU in un procedimento ex 709 c.p., ma senza citarti come consulente (almeno in questa fase). Non so quanto possa essere valida come strategia: un giudice potrebbe trovare la richiesta poco spontanea, strumentale.
    Comunque ci sono dei risvolti penali che è bene che il cliente abbia presente; non si tratta solo di cercare di cambiare l'affido. Quando un genitore accusa l'altro di comportamenti pregiudizievoli per la crescita del figlio, occorre aver chiaro che la questione potrebbe venir trascinata in ambiti molto più complessi e delicati, perché anche l'omissione (per esempio quella di non rivolgersi al Tribunale dei minori o di non fare denuncia alle sedi competenti) può essere considerato un comportamento pregiudizievole. Attivare altre sedi, naturalmente, comporta il fatto di avere certezze riguardo a tali comportamenti illeciti, certezze che vanno oltre le perizie psicologiche. Ed il denunciante può ritrovarsi con una controquerela a proprio carico se non ha sufficienti prove.
    Se la sente, questo ipotetico genitore, di alzare un tal polverone?
    Se la sente, lo psicologo, di avallare una simile richiesta non avendo ancora a disposizione tutti gli elementi, tutto il quadro della situazione?
    Ultima modifica di benedetta14 : 16-08-2012 alle ore 12.03.41

  3. #123
    Partecipante Affezionato
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    09-11-2011
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    Riferimento: Dubbi primo colloquio

    Citazione Originalmente inviato da arwen Visualizza messaggio
    Ciao
    Pur avendo poche esperienze in ambito giuridico, provo a risponderti.
    Io rifiuterei l'incarico o si tratta di una ctp (e quindi in un contesto chiaramente strutturato, in cui tu sei un consulente di parte e pertanto ha senso schierarsi con il committente - in questo caso il genitore) oppure prendersi un incarico di questo tipo è rischioso anche per il singolo professionista, e potrebbe essere anche inutile.
    Inutile perchè la CTU non parte per volere del singolo avvocato (o almeno, la maggior parte delle volte è così) ma viene disposta dal giudice dopo segnalazione al tribunale dei minori e/o al tribunale ordinario, fatta dai servizi sociali (per i caso di maltrattamento, come quello che descrivi).
    Dannoso perchè in questi caso io mi chiedo sempre: ma siamo sicuri che l'altro genitore è così inadeguato, oppure è il genitore che mi chiede la relazione ad essere matto da legare al punto che usa il presunto disagio del figlio come arma contro il coniuge?

    Te lo dico perchè a me è realmente capitato: arriva nel mio studio una madre, che mi chiede una relazione per dimostrare che il suo ex-marito è maltrattante verso il figlio che hanno avuto in comune, attualmente di 10 anni. Io mi sono rifiutata, ma ho proposto alla signora (e lo rifarei tutt'ora, se mi recapitasse un caso simile o una situazione come quella da te segnalata) un percorso per aiutare il piccolo, che stava realmente male ne è venuto fuori che sia il padre che la madre erano persone problematiche, ma a capacitá genitoriali era messo meglio lui della signora, che appunto sperava di usare il disagio del bambino per farla pagare all'ex. Appena ho restituito quanto emerso e la signora ha capito che da me non avrebbe ottenuto un'alleata, è sparita (e con lei il piccolo, ovviamente)..

    Purtroppo queste cose, nei casi di separazione, sono tutt'altro che infrequenti

    Poi non so dirti se è corretto il mio modo di ragionare, ho qualche esperienza a fianco di un CTU come collaboratrice spero che altri sappiano dare un parere definitivo
    Potrei chiederti che tipo di percorso per il minore è stato compiuto? E quanto è durato?

  4. #124
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    Riferimento: Dubbi primo colloquio

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Potrei chiederti che tipo di percorso per il minore è stato compiuto? E quanto è durato?
    ciao
    dopo i primi dieci minuti del primo colloquio, in cui la signora è partita dicendo che il bambino stava male per colpa del padre, il discorso si è un po' ridimensionato: dopo aver gentilmente detto alla madre che non avrei certamente fatto alcun tipo di relazione senza un mandato di un avvocato come ctp, la signora comunque ha ammesso che - al di là degli atteggiamenti, giusti o sbagliati che fossero, dell'ex compagno - il bambino effettivamente mostrava segni di diagio, iniziati circa all'epoca della separazione... a quel punto ho proposto un normale percorso di consulenza per il bambino e i genitori, secondo un approccio sistemico (che è poi il tipo di approccio in cui mi sto specializzando)
    la signora c'è stata e ho visto lei, l'ex compagno e il bambino in incontri separati, per circa 4-5 incontri... la consultazione non è mai finita, perchè arrivata al momento in cui avrei dovuto approfondire la storia famigliare e personale dei genitori, la signora si è (a mio parere) "spaventata" dall'idea di dover raccontare di sè (e capendo che, come le avevo preanunciato, sotto i riflettori non ci sarebbe stato solo il papà) ...e quindi ho perso la famiglia
    Dott.ssa Chiara Facchetti
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  5. #125
    Partecipante Esperto L'avatar di sara81
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    02-06-2003
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    Riferimento: Dubbi primo colloquio

    Ciao a tutti,

    sono al primo anno della scula di specializzazione e mi sto informando su come avviare l'attività privata. Il mio dubbio principale è distinguere i colloqui (sostegno) da quelli di psicoterapia, che attualmente non posso fare. Non vorrei aspetare di finire la scuola per iniziare l'attività privata!! Quindi cosa una psicologa può fare e cosa no? E poi voi come vi muovereste? Premetto che non ho ancora svolto il tirocinio per la scuola e quindi non ho visto alcun colloquio, tranne quelli presentati nella scuola.

    Grazie!

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