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Discussione: lavorare all'estero

  1. #3166
    Partecipante
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    06-04-2006
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    Sevenoaks
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    49

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da TheOldBoy Visualizza messaggio
    Scusa, ma a fare che?
    Bella domanda. Devo dire che mi sto attivando solo ora, ed e' un progetto molto a lungo termine (anni piu' che mesi), quindi sto cercando di prendere confidenza con la realta' Italiana.
    Certo, se mi sentissi piu' confident nelle mie abilita' come terapista penserei a come organizzare un bussiness nel privato per quanto riguarda la presa in carico di disturbi emozionali e cognitivi in persone (e familiari) con ictus, demenza, traumi cranici, malattie neurodegenerative etc. So che il pubblico offre qualcosa in Italia, ma le Unita' Neurocomportamentali e gli Adjustment Groups che ci sono in Inghilterra non penso abbiano un equivalente. In forma minore mi piacerebbe traferire lo stesso approccio che ho visto qui nella realta' in Italia (da solo o con altre figure professionali, con due format molto diversi ovviamente).
    Questo e' anche uno dei motivi per cui ho cambiato lavoro adesso (per avere piu' esperienza nell'ambito della terapia).

    Questo nella migliore delle ipotesi, ovvero rimanere nel mio campo.

    La priorita' pero' rimane quella di crearmi una famiglia e di vivere tranquillo. La mancanza degli amici/parenti Italiani si fa sentire, e l'ultimo giorno di vacanza risale al Giugno 2010. Non voglio chiudere nessuna porta, ma piuttosto valutare il fattibile.

    Dai posts precedenti ho visto che anche tu vivi qui negli UK! Come procede? Ti trovi bene? Non sarebbe male scriversi per scambiarsi tips and hints ;-)

    A presto!

  2. #3167
    TheOldBoy
    Ospite non registrato

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da Marco_va Visualizza messaggio
    Bella domanda. Devo dire che mi sto attivando solo ora, ed e' un progetto molto a lungo termine (anni piu' che mesi), quindi sto cercando di prendere confidenza con la realta' Italiana.
    Certo, se mi sentissi piu' confident nelle mie abilita' come terapista penserei a come organizzare un bussiness nel privato per quanto riguarda la presa in carico di disturbi emozionali e cognitivi in persone (e familiari) con ictus, demenza, traumi cranici, malattie neurodegenerative etc. So che il pubblico offre qualcosa in Italia, ma le Unita' Neurocomportamentali e gli Adjustment Groups che ci sono in Inghilterra non penso abbiano un equivalente. In forma minore mi piacerebbe traferire lo stesso approccio che ho visto qui nella realta' in Italia (da solo o con altre figure professionali, con due format molto diversi ovviamente).
    Questo e' anche uno dei motivi per cui ho cambiato lavoro adesso (per avere piu' esperienza nell'ambito della terapia).

    Questo nella migliore delle ipotesi, ovvero rimanere nel mio campo.

    La priorita' pero' rimane quella di crearmi una famiglia e di vivere tranquillo. La mancanza degli amici/parenti Italiani si fa sentire, e l'ultimo giorno di vacanza risale al Giugno 2010. Non voglio chiudere nessuna porta, ma piuttosto valutare il fattibile.

    Dai posts precedenti ho visto che anche tu vivi qui negli UK! Come procede? Ti trovi bene? Non sarebbe male scriversi per scambiarsi tips and hints ;-)

    A presto!
    Nel pubbico in Italia ci entri se hai i santi in paradiso, salvo eccezioni.

    Per la Neuropsicologia (ma non solo) credo che sia meglio rimanere in UK.

    Io sono dovuto rientrare in Italia l'anno scorso, sia per motivi familiari sia perché avevo perso il lavoro e non ne ho più trovato un altro. E non avevo chi mi finanziasse la permanenza in UK.

    Ti consiglierei di informarti bene sulla situazione italiana; puoi sempre tornarci come turista.

  3. #3168
    Partecipante
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    06-04-2006
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    49

    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da TheOldBoy Visualizza messaggio
    Nel pubbico in Italia ci entri se hai i santi in paradiso, salvo eccezioni.

    Per la Neuropsicologia (ma non solo) credo che sia meglio rimanere in UK.

    Io sono dovuto rientrare in Italia l'anno scorso, sia per motivi familiari sia perché avevo perso il lavoro e non ne ho più trovato un altro. E non avevo chi mi finanziasse la permanenza in UK.

    Ti consiglierei di informarti bene sulla situazione italiana; puoi sempre tornarci come turista.
    Eh si, sono consapevole delle difficolta'. Ho trascorso il tirocinio all'Ospedale Sant'Anna di Como, e il dottorato nel Dipartimento di Neuroscienze dell'Ospedale di Baggiovara (MO), che ha una neuropsicologa e una psicologa ricercatrice entrambe fantastiche (hence my passion for neuropsychology). Sono stato membro dell'Ordine deigli Psicologi dell'Emilia Romagna e parte del gruppo neuropsicologi che cercava di discutere con l'Ordine l'importanza di valorizzare la nostra nicchia. Ho anche partecipato come relatore in un workshop aperto a tutti gli psicologi (a Bologna) per descrivere quello che i neuropsicologi fanno e i tipi di pazienti che vedono (anche se al tempo ero troppo focalizzato sulla neuroanatomia).
    Sono ben consapevole delle frustrazioni e delle difficolta', so che ci sono pochissimi posti e in genere gli employer non sono meritocratici. La burocrazia poi e' impressionante.
    Lavorare nel pubblico in Italia non e' mai stata un opzione per me.
    Mi informero' certamente perche' l'idea di trasportare un modello che sembra funzionare qui negli UK e' allettante, ma ovviamente ho una vafa idea delle difficolta'.
    Tornare da turista e' un po' difficile. Si torna per visitare i genitori/parenti e gli amici, se ci riesci. Ad avere tempo pero :-/

  4. #3169

    Riferimento: lavorare all'estero

    Secondo voi effettuare uno sve (un volontariato in cui è tutto spesato in un altro paese europeo) è una perdita di tempo o potrebbe aiutare a trovare lavoro? Ovviamente se si sceglie un progetto nel sociale e nel paese in cui si vuole emigrare..
    In secondo luogo vorrei capire in che modo in Uk si cerca lavoro (cioè vi sono delle agenzie del lavoro o che?A chi si deve rivolgere una persona?). Grazie!

  5. #3170
    Postatore Epico L'avatar di Arte1misia
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Può servire per imaprare la lingua. In UK il volontariato è molto considerato!! Io lo sto facendo anche qui.

  6. #3171

    Re: lavorare all'estero

    Grazie delle risposte.
    Per chi lavora, in Italia, nel campo della psicologia, quanto è utile sapere bene bene l'inglese? Serve solo per la ricerca e la pubblicazione di materiale scientifico?


    Grazie ancora,

    Tommaso

  7. #3172
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    723

    Riferimento: Re: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da _Tommaso_ Visualizza messaggio
    Grazie delle risposte.
    Per chi lavora, in Italia, nel campo della psicologia, quanto è utile sapere bene bene l'inglese? Serve solo per la ricerca e la pubblicazione di materiale scientifico?


    Grazie ancora,

    Tommaso
    Sapere una lingua straniera e' sempre una bella chicca in un CV. Sul volontariato direi che male non fa: distinguerei pero' tra il fare il 'volontario di professione' (uno schiavo senza catene ) come in italia o il volontario come possibile rampa di lancio per il mondo del lavoro.

    Nel secondo caso si tratta di un'opzione 'sana' che potrebbe aprire qualche porta.

  8. #3173
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    04-08-2003
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da silvs123 Visualizza messaggio
    Secondo voi effettuare uno sve (un volontariato in cui è tutto spesato in un altro paese europeo) è una perdita di tempo o potrebbe aiutare a trovare lavoro? Ovviamente se si sceglie un progetto nel sociale e nel paese in cui si vuole emigrare..
    In secondo luogo vorrei capire in che modo in Uk si cerca lavoro (cioè vi sono delle agenzie del lavoro o che?A chi si deve rivolgere una persona?). Grazie!
    un volontariato tutto spesato? :-O
    Cos'èèèèè? Ci sono siti dove lo spiegano? Esiste davvero una cosa del genere?
    Certo che l'Italia è proprio il "terzo mondo" della psicologia!!!!

  9. #3174
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    30

    Riferimento: lavorare all'estero

    è il servizio volontario europeo
    dai un occhio http://www.serviziovolontarioeuropeo.it/

  10. #3175
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da silvs123 Visualizza messaggio
    Secondo voi effettuare uno sve (un volontariato in cui è tutto spesato in un altro paese europeo) è una perdita di tempo o potrebbe aiutare a trovare lavoro? Ovviamente se si sceglie un progetto nel sociale e nel paese in cui si vuole emigrare..
    In secondo luogo vorrei capire in che modo in Uk si cerca lavoro (cioè vi sono delle agenzie del lavoro o che?A chi si deve rivolgere una persona?). Grazie!
    Direi che un volontariato non e' mai del tutto una perdita di tempo. In alcuni casi aiuta a 'mettere un piede nella porta' e aprire qualche possibilita'. Ho in mente diversi colleghi/amici che sono partiti (per rimanere nell'ambito della psicologia) come Honorary (volontario) Assistant Psychologist per poi 'avanzare' ad Assistant (e, successivamente, trainee psychologist e chartered psychologist). Con il senno di poi farei un po' di indagi a priori per sapere se c'e' la possibilita' di progredire.

    Per cercare lavoro negli UK...dipende che lavoro cerchi. Ci sono dei centri chiamati Job Centres dove puoi dare il tuo CV e sperare di essere chiamato per un lavoro. Oppure puoi essere piu' attivo/a e promuoverti/ricercare indipendentemente lavoro a seconda delle tue esperienze/inclinazioni. Molte persone che vogliono lavorare nell'ambito psicologico cercano lavori nella sanita'. Credo ci sia un sito, Trovit, dove puoi cercare lavori come Health Care Assistant, Support Worker, key Worker etc...per avere un idea di che cosa sono puoi cercare la person specification su google...molti lavori pubblicizzati come 'Bank' (non mi ricordo come si dice in Italiano, in pratica sei 'a chiamata') sono piu' facili da ottenere e ti permettono di avere esperienza poi utile per avere lavori full time. Tanti altri optano per lavoro come Teaching Assistant o altri lavori nella scuola, specialmente con ragazzi/bambini con disturbi dell'apprendimento, ma non so quanto sia difficile perche' non me ne intendo di quel campo.
    Si possono dire tante cose degli Inglesi, ma se dimostri di avere esperienza e voglia di fare ti prendono decisamente in considerazione.

  11. #3176
    Matricola L'avatar di Luz Marina
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    16

    Re: Riferimento: lavorare all'estero

    [QUOTE=Marco_va;2677653]Carissimi colleghi,

    Chi vi scrive e' uno psicologo emigrato 4 anni fa negli UK. Credo a mio tempo di aver anche contribuito a questo thread, ma non ho ricercato in modo approfondito e non saprei esattamente...
    Questa notte (e' l'1 e 33), come esercizio catartico, mentre cerco di valutare i pro e i contro di rimanere a lavorare qui, volevo fornirvi qualche informazione da 'insider' su com'e' lavorare nell'ambito della psicologia (e neuropsicologia) clinica qui negli UK, quante sono le chances di trovare lavoro, che percorso seguire, etc...

    Io sono partito 4 anni fa con una Laurea in Psicologia Generale e Sperimentale, vecchio ordinamento (Universita' di Milano Bicocca - 110 e lode). Esperienza clinica davvero poca, se non quella acquisita nel tirocinio presso un laboratorio di neuropsicologia e psicologia clinica. Penso che molti si rispecchieranno in queste circostanze, per lo meno per quanto riguarda la ridotta esperienza di contatto diretto con pazienti se non esattamente l'averla acquisita nello stesso ambito
    Due anni prima di emigrare ho anche iniziato un Dottorato di Ricerca (Neuroscienze), che mi ha portato a trascorrere un'anno in una famosa universita' UK (Cambridge). Sebbene questo sia stato utile nella ricerca di lavori, certo non e' stato fondamentale. Uno psicologo e' uno scientist practitioner - ma saltare dalla ricerca alla clinica e' tutt'altro che facile

    Non appena ho realizzato che la ricerca full time non faceva per me, ho intrapreso l'ardua strada per diventare uno psicologo qualificato (Chartered Psychologist) negli UK. Non avendo esperienza clinica, ne una specializzazione in psicoterapia, sono dovuto partire da zero. Notate comunque che anche una specializzazione non garantisce l'equipollenza dei titoli. Per lavorare come Chartered Psychologist (psicologo certificato) e' necessario essere HPC-certified. HPC sta per Health Professional Council; essere riconosciuti ed iscritti a questo ente e' indispensabile per praticare l'attivita' (nel privato e nel pubblico). Per chi ha maturato parecchia esperienza in Italia, una conversione dei titoli e' possibile e consigliata.

    Nel mio caso (non avevo esperienza), ho seguito questo approccio:
    - ho fatto tradurre i titoli.
    - mi sono iscritto alla BPS come Graduate Member (e mi hanno dato la Graduate basis for chartered membership).
    non e' del tutto indispensabile, ma lo consiglio vivamente. Aumenta le possibilita' di trovare lavoro perche' potenziali employer sanno che il vostro titolo e' equiparabile a quello inglese.

    second step: cercare lavoro come assistente psicologo.

    Questi lavori sono molto competitivi. Nel settore privato per ogni posto pubblicizzato ci sono, in media, tra i 70 e i 100 'applicanti'. Nell'NHS questo numero sale a 180/220. Se applicate per posti piu' prestigiosi a Londra, si puo' arrivare fino ad un rapporto 1/450. Questi dati sono basati sulla mia esperienza. Ho contribuito di recento allo shortlisting per un posto da Assistant, e gli applicants erano 180 per 1 posto. Inoltre sono stato selezionato per un intervista (colloquio) a Londra, e li ho appreso che avevano fatto richiesta piu' di 400 persone.

    Applicare per questi lavori puo' essere frustrante. Molte persone in gamba che non riescono ad essere assunte cercano lavoro come Support Worker, Health Care Assistant, Key Worker etc. per cercare di fare esperienza e migliorare il proprio curriculum. Io ho avuto fortuna. Dalla mia avevo un PhD (Dottorato di Ricerca) che mi ha aiutato (gli Inglesi guardano molto attentamente i vostri titoli e i vostri voti). Ho trovato un posto nel privato (Brain Injury Rehabilitation Trust) dove sono rimasto per 18 mesi. Questo dopo circa una quindicina di application (cartacee pero', non quelle dell'NHS che ci vuole anche solo mezz'ora per sistemarle e spedirle una volta che ci hai preso la mano :-)

    Lavorare come assistente e' davvero 'rewarding' dal punto di vista professionale ed emotivo. Penso di essere onesto quando dico che si lavora bene. La paga e' buona per gli standard italiani, non proprio satisfactory per quegli inglesi (io ho iniziato con 16000 pound annui - lordo). C'e' una buona possibilita' di supervisione e la possibilita' di lavorare in un team multidisciplinare, cosa che in Italia non avevo mai fatto.
    La lingua puo' essere una difficolta' a seconda dell'ambito dove si lavora. Lavorare con traumatizzati cranici spesso disartici e' stato un bello scoglio!!

    step 3: applicare per un posto in un clinical doctorate.
    Il Clinical doctorate e' l'unico modo per diventare HPC certified (as far as I know), se scegliete di maturare la vostra esperienza negli UK. E' in sostanza un concorso pubblico a livello nazionale (una volta all'anno) in cui puoi applicare presso un massimo di 4 universita'. Se ti selezionano, diventi un trainee psychologist e sei stipendiato per 3 anni dall'NHS. La paga e' Banda 6 - tra i 25000 e i 32000 o qualcosa del genere credo, anche se in realta' non si va oltre i 27000 (di piu' a Londra).
    Needless to say, i posti sono pochi e la competizione altissima.
    Personalmente non sono riuscito ad entrarvi dopo 2 anni e 5 colloqui.

    Dopo il mio primo lavoro nel privato, ho avuto la fortuna (che deriva dalla perseveranza!) di trovare un posto come assistente nell'NHS. Dimenticavo di dire che fino a qui i contratti erano a tempo determinato. Avere esperienza in piu' campi aiuta nel migliorare il proprio CV (curriculum vitae) in vista di un application per il Clinical Doctorate. Nel mio caso, ho trovato posto in una memory clinic. Ma mi sono dovuto trasferire 300 KM piu' a nord (Manchester).
    Lavorare nell'NHS e' molto bello. Quando nell cerimonia di apertura delle olimpiadi hanno organizzato un tributo all'NHS mi sono sentito incredibilmente orgoglioso di farne parte. La supervisione e' ottima e l'esperienza clinica che se ne puo' trarre e' eccezionale. Non so come si lavora in Italia, ma gli standard che ho visto nel mio dipertimento sono davvero mooolto alti.

    Dopo aver fallito di nuovo il tentativo di entrare nel clinical doctorate, mi e' stato detto che il mio contratto era diventato a tempo indeterminato. Ma, ahime', i 72 giorni consecutivi di pioggia (dal 28 Maggio all'8 Agosto!) e un mese di Luglio trascorso sempre attaccato al termosifone e molto spesso febbricitante mi hanno esasperato al punto tale che ho cercato lavoro piu' a sud (Surrey)
    Se nel 2011 (dopo 18 mesi come assistant) avevo dovuto spedire circa 30 application per avere 3 colloqui e un'offerta nell'NHS, quest'anno ne ho spedite 7, per 3 colloqui e un offerta. E' dura, ma con il tempo (e l'esperienza) diventa un po' meglio. Anche questo lavoro e' a tempo indeterminato. Non ce ne sono moltissimi, ma non sono neanche troppo rari (direi 1 su 6, forse 1 su 8, dipende dai campi - nella neuroriabilitatione, nelle memory clinic e nel pathway della demenza sono piu' frequenti). Il massimo in termini di paga per un assistant e' la banda 5 - va dai 21mila ai 27mila circa annui (un po' di piu' a Londra).

    Il bilancio complessivo della mia esperienza? Positivo. Ma molto stress per i vari spostamente per sequire il lavoro, e una qualita' di vita molto oscillante. Il tempo atmosferico mi ha anche massacrato per benino, specie quest'anno! ;-)
    Nel complesso sto iniziando a pensare ad un cambio di cariera e ad un ritorno in Italia.

    ;-)

    Rimango disponibile per qualsiasi informazione




    ciao Marco, grazie per il tuo post. in qualche modo mi sento meno 'anormale'....
    anche io sono Italiana, in Uk da 6 anni, e anche io sto pensado di tornare in Italia. anzi, per la precisione, la decisione dentro di me l'ho gia' presa. devo solo decidere quando presentare il mio notice ma vorrei concludere il tutto per mx natale. ringrazio l'nhs inglese perche' mi ha dato la possibilita' di veder che le cose possono essere diverse con la determinazione ed il buon senso. ho imparato molto dal punto di vista clinico e spero di trovare il modo di trasferire le mie skills nel contesto italiano. certo, burocrazia e crisi economica in Italia sono fattori che non giocheranno a mio favore, ma voglio provarci. spero anche io di riuscire a rimanere nel mio ambito cosa che in Italia piu' risultare difficile. non quanti mi considerano una pazza a lasciare il certo per l'incerto totale. ma come dice Marco, alcune volte vedi altre priorita'. sei fortunato se trovi q.no qui con cui condivedere la tua vita e a volte la solitudine che a volte provi in questo paese. ma non sempre va cosi. ho tanti amici qui, di diverse nazionalita', ho una vita piena di cose, faccio sport.....ma sento la mancanza delle cose a me familiari e che mi sono care e se anche guadagno benaccio come PWP, mi rendo conto che non sono felice.....non e' essere mammone, ma voglio vivere bene.

    da che hai scritto Marco, hai accumulato un sacco di esperienza che di certo in Italia non avresti mai potuto avere. hai conosciuto una altra realta', un modo di pensare e organizzare cose che e' anni luce dalla realta' Italiana e penso che e' questo ti/ci servira'. non nascondo le mie paure. so che sara' dura ma non impossibile...e so che avro' appoggio di persone a me care che possono anche diventare una risorsa. ho passato l wkd a buttare giu' un piano di azione e problem solve possibili ostacoli....speriamo bene

    all the best to everyone

  12. #3177
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da silvs123 Visualizza messaggio
    Secondo voi effettuare uno sve (un volontariato in cui è tutto spesato in un altro paese europeo) è una perdita di tempo o potrebbe aiutare a trovare lavoro? Ovviamente se si sceglie un progetto nel sociale e nel paese in cui si vuole emigrare..
    In secondo luogo vorrei capire in che modo in Uk si cerca lavoro (cioè vi sono delle agenzie del lavoro o che?A chi si deve rivolgere una persona?). Grazie!
    mi auguro che sia un buon modo x iniziare, anche io penso di farlo, è un ottimo modo x perfezionare la lingua e calarti in un altro ambiente, e si ha tempo x mandare curriculum, senza rimetterci troppi soldi in prima persona aspettando senza far niente. Ho un mio amico che attualmente lo sta facendo, è partito con un inglese scolastico e dopo qualche mese lo parla già molto bene e in più mastica anche il rumeno!tu come sei messa con l'inglese?con che qualifiche parti?

  13. #3178
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    Riferimento: Re: Riferimento: lavorare all'estero

    Cara Luz, caro Marco

    mi sento di intervenire nella vostra discussione per cercare di dissuadervi dalla scelta che state meditando.

    Lo so che siamo in pieno agosto, fuori piove mentre voi con il raffreddore vi riscaldate con una minestra comprata da Tesco.
    Lo so. Ci siamo passati tutti.
    Ma cerchiamo di ragionare.

    Vi voglio fare solo una domanda. Spero sia sufficiente per minare la sicurezza in voi stessi e nelle vostre capacita'.

    Non e' che gli anni in UK, il partire da zero, il farcela, gli sforzi ripagati, il conto in banca alla Barclays, le esperienze fatte, le responsabilita' lavorative che ci hanno affidato ci hanno fatto dimenticare chi veramente eravamo quando eravamo in Italia e che cosa inevitabilmente ritorneremo una volta tornati?

    Per usare con approssimazione una metafora kleiniana, vivere in UK e' essere nella posizione schizo-paranoica dove tutto il male e' all'esterno (la mancanza di sole, la pioggia in agosto, la toilet senza bidet, i rubinetti dell'acqua calda e fredda separati, e tutte quelle cose che ci fanno male e non potremo mai accettare), ma tonare in Italia e' entrare nella posizione depressiva dove il male, lo sbaglio siamo noi.

    Riflettete, non fate cazzate

  14. #3179
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    Riferimento: Re: Riferimento: lavorare all'estero

    Citazione Originalmente inviato da luca london Visualizza messaggio
    Cara Luz, caro Marco

    mi sento di intervenire nella vostra discussione per cercare di dissuadervi dalla scelta che state meditando.

    Lo so che siamo in pieno agosto, fuori piove mentre voi con il raffreddore vi riscaldate con una minestra comprata da Tesco.
    Lo so. Ci siamo passati tutti.
    Ma cerchiamo di ragionare.

    Vi voglio fare solo una domanda. Spero sia sufficiente per minare la sicurezza in voi stessi e nelle vostre capacita'.

    Non e' che gli anni in UK, il partire da zero, il farcela, gli sforzi ripagati, il conto in banca alla Barclays, le esperienze fatte, le responsabilita' lavorative che ci hanno affidato ci hanno fatto dimenticare chi veramente eravamo quando eravamo in Italia e che cosa inevitabilmente ritorneremo una volta tornati?

    Per usare con approssimazione una metafora kleiniana, vivere in UK e' essere nella posizione schizo-paranoica dove tutto il male e' all'esterno (la mancanza di sole, la pioggia in agosto, la toilet senza bidet, i rubinetti dell'acqua calda e fredda separati, e tutte quelle cose che ci fanno male e non potremo mai accettare), ma tonare in Italia e' entrare nella posizione depressiva dove il male, lo sbaglio siamo noi.

    Riflettete, non fate cazzate
    Caro Luca,

    Per fortuna niente zuppa di Tesco per il momento, Agosto e' stato una boccata di ossigeno weather-wise :-) (il weekend appena trascorso era uno di quelli che ti da la carica). Come discutevo ieri con il mio capo in supervisione, il mio desiderio di ritornarne in Italia e di esportare una versione ridotta di un modello che funziona e' un progetto a medio/lungo termine purtroppo (con un pargolo in arrivo devo pianificare tutto nei minimi dettagli). Non sono ancora nella situazione descritta da Luz, ma oscillo molto ampiamente. Certo i 120000km trascorsi su e giu' per la nazione per inseguire lavori ed acquisire esperienza 'have taken their toll'.
    E' comunque abbastanza impressionante paragonare i due sistemi e vedere come in Italia, virtualmente, la psicologia non e' un servizio pubblico offerto al cittadino. Ed e' svilente vedere come nella cultura generale permane l'idea dell'inutilita' della psicologia. Qui soltanto citare la quantita' di soldi spesi dall'NHS per instaurare e mantenere questi servizi (in tempi di crisi per giunta!) fa per lo meno riflettere quei pazienti che iniziano una terapia un po' titubanti sull'efficacia di mindfulness, acceptance and committment therapy, CBT etc.
    Non so - ci sono tanti pro e alcuni contro al vivere qui (il costo della vita stellare, la burocrazia efficiente ma 'spietata', una societa' comunque un po' classista, le estati piovose, gli inverni bui etc.). L'Italia non e' poi troppo lontana (te lo dice uno che ha fatto avanti e indietro in macchina 6 volte in 4 anni...in inverno e in estate!!), ma a volte sembra lontana anni luce.
    Mah.

  15. #3180
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    147

    Riferimento: Re: Riferimento: lavorare all'estero

    [QUOTE=Luz Marina;2678157]
    Citazione Originalmente inviato da Marco_va Visualizza messaggio
    ciao Marco, grazie per il tuo post. in qualche modo mi sento meno 'anormale'....
    anche io sono Italiana, in Uk da 6 anni, e anche io sto pensado di tornare in Italia. anzi, per la precisione, la decisione dentro di me l'ho gia' presa. devo solo decidere quando presentare il mio notice ma vorrei concludere il tutto per mx natale. ringrazio l'nhs inglese perche' mi ha dato la possibilita' di veder che le cose possono essere diverse con la determinazione ed il buon senso. ho imparato molto dal punto di vista clinico e spero di trovare il modo di trasferire le mie skills nel contesto italiano. certo, burocrazia e crisi economica in Italia sono fattori che non giocheranno a mio favore, ma voglio provarci. spero anche io di riuscire a rimanere nel mio ambito cosa che in Italia piu' risultare difficile. non quanti mi considerano una pazza a lasciare il certo per l'incerto totale. ma come dice Marco, alcune volte vedi altre priorita'. sei fortunato se trovi q.no qui con cui condivedere la tua vita e a volte la solitudine che a volte provi in questo paese. ma non sempre va cosi. ho tanti amici qui, di diverse nazionalita', ho una vita piena di cose, faccio sport.....ma sento la mancanza delle cose a me familiari e che mi sono care e se anche guadagno benaccio come PWP, mi rendo conto che non sono felice.....non e' essere mammone, ma voglio vivere bene.

    da che hai scritto Marco, hai accumulato un sacco di esperienza che di certo in Italia non avresti mai potuto avere. hai conosciuto una altra realta', un modo di pensare e organizzare cose che e' anni luce dalla realta' Italiana e penso che e' questo ti/ci servira'. non nascondo le mie paure. so che sara' dura ma non impossibile...e so che avro' appoggio di persone a me care che possono anche diventare una risorsa. ho passato l wkd a buttare giu' un piano di azione e problem solve possibili ostacoli
    credo che il desiderio di tornare in italia (e diffondere le cose imparate in UK) accomuni molti fra noi "italiani all'estero".

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