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Discussione: 3 prova CASO EVOLUTIVO

  1. #166
    Partecipante Assiduo L'avatar di CMICHELA
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    Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Citazione Originalmente inviato da dalilasil Visualizza messaggio
    Io trovo interessante anche il caso dell'area 2...della donna di 25 anni lavoro su entrambi poi ci confrontiamo...

    leggendo la traccia del caso delll'area 3 dato che chiede un ipotetico intervento io credo che per progettare un intervento sia fondamentale un'ipotetica diagnosi che ci permette di lavorare sull'area/e che si sono arrestate. Leggendo così velocemente anch'io ho pensato dist dell'umore o dell'adattamento. a dopo...
    Ciao...
    io l'area due non l'ho considerata perchè sto preparando solo evolutivo... speriamo bene!!!
    Si effettivamente per ipotizzare un intervento, quantomeno si deve dire quali aspetti andare guardare... io, sinteticamente, mi sono concentrata sugli aspetti relazionali e sulla "presenza emotiva" dei genitori, che sembra non esserci... andrebbero dunque approfondita l'anamnesi e tutti gli aspetti riguardanti la separazione, nonchè le relaizoni familiari.Tra i test: SAT, TMA, CBC, DISEGNO DELLA FAMIGLIA, CAT, CDI. Inoltre ho scritto che la bambina sembra non fidarsi degli adulti (questo potrebbe essere conseguenza della separazione e dell'assenza della mamma) e che quindi bisogna lavorare su questi aspetti. Dunque colloqui con i genitori, terapia razionale emotiva per la bambina ed eventuale intervento in classe con role playng attività ludiche riguardanti il riconoscimento e il rispetto delle emozioni....Non è da escludersi un eventuale intervento sistemico...
    POTREBBE ANDARE???

  2. #167
    Partecipante Assiduo L'avatar di CMICHELA
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    Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Intanto, vi posto questo!!!
    Paolo frequenta un asilo nido comunale; la sua educatrice chiama allarmata la madre perché il bambino continua a picchiare e a mordere, e gli altri bambini sono terrorizzati dal suo comportamento. L’unico posto in cui si calma è l’angolo della pittura dove lavora da solo e crea figure molto belle e piene di colore, di cui fornisce spiegazioni dettagliate già all’età di due anni. Paolo è stato inserito al nido subito dopo la nascita della sorella; man mano che la bambina è diventata più attiva, anche lui è diventato più vivace e ha cominciato a spingere, picchiare e mordere la sorella. Paolo è in grado di comprendere le regole ma è molto impulsivo, sembra privo di rimorsi e rende che gli sta vicino ansioso e arrabbiato. La madre decide di rivolgersi a uno psicologo per capire le cause del comportamento di Paolo. Il candidato illustri il percorso valutativo che sarebbe, a suo avviso, più opportuno intraprendere esplicitando: le fasi in cui suddividerebbe il processo di valutazione; gli aspetti del problema analizzati e valutati; le modalità e gli strumenti impiegati; gli elementi in base ai quali traccerebbe un profilo diagnostico del bambino.

  3. #168
    Partecipante Esperto L'avatar di dalilasil
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    Riferimento: Re: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Citazione Originalmente inviato da CMICHELA Visualizza messaggio
    http://www.polocs1.unifi.it/upload/s...ROVA2005VO.pdf

    Sto provando a svolgere il caso AREA 3, Bambina di 8 anni, genitori separati...
    Che ne dite???
    In questo caso non viene richiesta diagnosi (anche perchè i dati sono veramente pochi...) allora non si mette per niente??? Cioè, io ho esplicito tutto il ragionamento diagnostico, in questo caso mi limito a dire che i "sintomi" riguardano la sfera emotivo- relazionale, e poi inserisco un eventuale intervento??? Oppure azzardo comunque una diagnosi ( che in questo caso potrebbe essere bun dist di adattamento con umore depresso o ansia, oppure un vero e proprio dist dell'umore... la bambina infatti non reagisce, neanche alle derisioni...)???
    uff
    rigurdo alla DIAGNOSI SPERO CHE MEMOLE CI CONSIGLI!!!!
    IO ho ipotizzato diagnosi di disturbo dell'adattamento con ansia o depressione da verificare con i colloqui E I TEST
    differenziale PTSD
    seconda ipotesi disturbo dell'umore nello specifico distimia ma sempre da verificare con colloqui e test
    differenziale disturbi dell'ansia

    approfondisco con colloqui con la bambina,con gli insegnati e con i genitori. Approfondisco il contesto familiare nello specifico da quanto tempo sono separati e come la bambina ha vissuto l'evento per meglio capire se possa essere dist. adattamento, con che frequenza vede il padre, come sono i rapporti della b con il padre e lavoro di questo con chi trascorre il tempo la b quando la madre non c'è.
    Indago la storia della b. tappe di sviluppo. eventi significativi recenti, socializzazione e sviluppo sociale,attività, relazioni con il padre e la madre
    Indago il sintomo...da quanto tempo...

    Strumenti: disegno della famiglia, scenotest, TAD, empact event scale, TMA, osservazione diretta, resoconti narrativi delle insegnati e dei genitori

    Consiglierei un intervento di tipo cognitivo-comportamentale per la b che invierei da uno specialista (psicote) esperto in tecniche di modellamento, rinforzamento, token economy ; nel caso in cui emergano conflittualità con i genitori potrebbe essere utile la PCIT.
    Per i genitori sarebbe utile couseling psicologico e coinvolgerei le insegnanti consigliando in parallelo dI svolgere in classe attività di cooperative learning e role playing per diminuire le conflittualità, favorire la socializzazione.
    Ultima modifica di dalilasil : 09-09-2012 alle ore 14.52.25

  4. #169
    Partecipante Esperto L'avatar di dalilasil
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    Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    ..........................................

  5. #170
    Matricola
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    Riferimento: Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Citazione Originalmente inviato da CMICHELA Visualizza messaggio
    Intanto, vi posto questo!!!
    Paolo frequenta un asilo nido comunale; la sua educatrice chiama allarmata la madre perché il bambino continua a picchiare e a mordere, e gli altri bambini sono terrorizzati dal suo comportamento. L’unico posto in cui si calma è l’angolo della pittura dove lavora da solo e crea figure molto belle e piene di colore, di cui fornisce spiegazioni dettagliate già all’età di due anni. Paolo è stato inserito al nido subito dopo la nascita della sorella; man mano che la bambina è diventata più attiva, anche lui è diventato più vivace e ha cominciato a spingere, picchiare e mordere la sorella. Paolo è in grado di comprendere le regole ma è molto impulsivo, sembra privo di rimorsi e rende che gli sta vicino ansioso e arrabbiato. La madre decide di rivolgersi a uno psicologo per capire le cause del comportamento di Paolo. Il candidato illustri il percorso valutativo che sarebbe, a suo avviso, più opportuno intraprendere esplicitando: le fasi in cui suddividerebbe il processo di valutazione; gli aspetti del problema analizzati e valutati; le modalità e gli strumenti impiegati; gli elementi in base ai quali traccerebbe un profilo diagnostico del bambino.
    Ci provo....
    1) Prima di tutto, tenderei ad escludere una serie di problematiche mediche generali tra cui deficit sensoriali o problemi neurologici, che potrebbero anche rappresentare una concausa del comportamento aggressivo del bambino. Altro fattore importante è il livello socioculturale della famiglia e conseguentemente la stimolazione che il bambino riceve.
    2) Procederei anche nel cercare di approfondire il funzionamento del bambino nell'ambito di altri contesti oltre a quello scolastico: quello familiare e sociale. Nel caso in cui il bambino dovesse presentare determinati comportamenti in almeno 2 contesti, si potrebbe evidenziare la presenza di un disturbo. Importante valutare il grado di compromissione del comportamento.
    3) E' fondamentale prendere in considerazione il fatto che si siano presentati due eventi importanti nella vita del bambino: nascita della sorella ed inserimento al nido.In visione di ciò sarebbe opportuno valutare:
    - stile di attaccamento del bambino precedentemente alla nascita della sorella(incluso inserimento)
    - anamnesi dello sviluppo del bambino (approfondendo lo svil. sociale ed emotivo-affettivo)
    - anamnesi e composizione della famiglia (è importante capire il livello di presenza fisica ed emotiva della famiglia)
    - storia dettagliata del disturbo del bambino (come era prima e dopo il periodo "critico")
    Si potrebbe inoltre osservare il bambino in contesti di gioco e durante l'attività del disegno (vedere cosa pittura con più o meno piacere). Somministrazione del test SCOD-G e SCOD-I per valutare il grado di dirompenza del comportamento. Il FRT(family relations test) ed il TRI (test delle relazioni interpersonali), CBC per una visione globale e valutare eventuali comorbilità.TAD per verificare la presenza di stati di ansia o depressivi.
    I dati a disposizione sono insufficienti, nonostante ciò potremmo ipotizzare, riferendoci al manuale DSM-IV, la presenza di un Disturbo da Iperattività e Comp. dirompente nello specifico un disturbo della Condotta ad insorgenza precoce (morde picchia e terrorizza), che potrebbe essere associato o conseguente ad un disturbo dell'adattamento o ad un disturbo di ansia da separazione ( probabilmente entrambi).

  6. #171
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    Riferimento: Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Citazione Originalmente inviato da CMICHELA Visualizza messaggio
    Intanto, vi posto questo!!!
    Paolo frequenta un asilo nido comunale; la sua educatrice chiama allarmata la madre perché il bambino continua a picchiare e a mordere, e gli altri bambini sono terrorizzati dal suo comportamento. L’unico posto in cui si calma è l’angolo della pittura dove lavora da solo e crea figure molto belle e piene di colore, di cui fornisce spiegazioni dettagliate già all’età di due anni. Paolo è stato inserito al nido subito dopo la nascita della sorella; man mano che la bambina è diventata più attiva, anche lui è diventato più vivace e ha cominciato a spingere, picchiare e mordere la sorella. Paolo è in grado di comprendere le regole ma è molto impulsivo, sembra privo di rimorsi e rende che gli sta vicino ansioso e arrabbiato. La madre decide di rivolgersi a uno psicologo per capire le cause del comportamento di Paolo. Il candidato illustri il percorso valutativo che sarebbe, a suo avviso, più opportuno intraprendere esplicitando: le fasi in cui suddividerebbe il processo di valutazione; gli aspetti del problema analizzati e valutati; le modalità e gli strumenti impiegati; gli elementi in base ai quali traccerebbe un profilo diagnostico del bambino.
    1)manuale di rifermento
    2) sintetizzo il caso
    3) Data l'età del bambino (2 anni) eviterei di ipotizzare una diagnosi, prima dei tre anni di età certi sintomi e modalità possono essere solo comportamenti tipici con significato evolutivo dato che la personalità del bambino deve ancora strutturarsi e organizzarsi. Durante i primi tre anni la definizione di distrub psichiatrici è ancora oggi difficile e problematica. Pertanto Potrei ipotizzare che i sintomi di P. siano segni iniziali di un dist. oppositivo-provocatorio che si manifesteranno successivamente quando altri sistemi motivazionali saranno coinvolti. Il DSM afferma che tra i 18-36 mesi non si deve emettere diagnosi di DOP perchè certi comportamenti sono da considerarsi normali. Nonostante ciò si potrebbe decidere di monitorare a lungo termine il bambino per verificare come evolve il bambino e la sintomatologia. Un,altra ipotesi diagnostica potrebbe essere il un dist. dell'adattamento con alterazione del comportamento.
    4)Ulteriori colloqui con i genitori e gli insegnanti...anamnesi familiare, storia del sintmo a casa e in classe.
    5)metodologia: osservazione del bambino, della diade, resoconti delgi adulti, Strange Situation e A.A.I., sceno test, disegno spontaneo del b., CBCL 2/3

  7. #172
    Partecipante Esperto L'avatar di dalilasil
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    Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    volevo fare una domanda: quando parlate dell'intervento voi gli date una definizione? io no cito gli strumenti che si potrebbero utilizzare in merito...E' GIUSTO o forse bisogna un pò argomentare i presupposti teorici...spero di essere stata chiara. grazieeeeee

  8. #173
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    Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Citazione Originalmente inviato da dalilasil Visualizza messaggio
    volevo fare una domanda: quando parlate dell'intervento voi gli date una definizione? io no cito gli strumenti che si potrebbero utilizzare in merito...E' GIUSTO o forse bisogna un pò argomentare i presupposti teorici...spero di essere stata chiara. grazieeeeee
    Buondì!!!
    Io personalmente non lo definisco... sempre pensando l aftto che non è un tema, ma un caso...
    Mi regolo così:terapia sistemica al fine di far emergere dinamiche profonde e sostenere la famiglia nella fase difficile che sta affrontando... oppure cognitivo comportamentale per modificare comportamenti disfunzionali e pensieri o idee irrazionali, mediante tecniche come...
    In linea di massima faccio così, non so se sia corretto!!!
    Buono studio!!!

  9. #174
    Partecipante Esperto L'avatar di dalilasil
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    Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    ok MICHELA!!!

    non so voi ma a me stanno venendo tantissimi dubbi.... per esempio la diagnosi, differenziale, intervento bisogna farli sempre???a volte lo richiede la traccia a volte no??
    CHI A PIù ESPERIENZA CI PUò ILLUMINARE???


    Ho trovato questo caso:
    Sara 8 anni è una bambina (BIelorussa) in affido ad una coppia italina(medici) che vive in un paesino del C.Italia. I genitori hanno un filgio adottivo(sudamenricano di 6 anni adottato da quando ne aveva 1) di nome Paolo. S.ha conoscnze approsimative della l.Italiana, presenta prob. di apprendimento nelle varie aree scolastiche e in paritcolare nella comprensione dei pensieri logico-matem. in classe si distra, parla poco, si alza spesso dal banco, disturba rendendo difficile la lezione. S. appare chiusa, seria,a volte raccota bugie. Con i compagni litiga a volte è aggressiva e prepotente.
    Le insegnati chiedono di poter discutere il caso di S. con ino psic.per definire il quadro evolutivo,e le relative capacità, per individuare strumenti adeguati per S: ela classe per migliorare il suo apprendimento e il processo in classe di integrazione
    Il Candidato indichi procedure per approfondire il caso, strumenti osservazioni. Specifichi quali ipotesi d'intervento, motivandone la scelta, sugerirebbe alle insegnanti motivandone la scelta.

    buono studio
    Ultima modifica di dalilasil : 11-09-2012 alle ore 09.09.50

  10. #175
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    Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    certo..la diagnosidifferenziale è fondamentale ai fini diagnostici!
    anche se non risvhietsa va fatta...anche perchè, aldilà dell'eds NELLA REALTA' la diagnosi si fa per esclusione (DD)....per quantyo riguarda il resto..solo quello che vi sic hiede!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  11. #176
    Partecipante Assiduo L'avatar di CMICHELA
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    Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Citazione Originalmente inviato da dalilasil Visualizza messaggio
    ok MICHELA!!!

    non so voi ma a me stanno venendo tantissimi dubbi.... per esempio la diagnosi, differenziale, intervento bisogna farli sempre???a volte lo richiede la traccia a volte no??
    CHI A PIù ESPERIENZA CI PUò ILLUMINARE???


    Ho trovato questo caso:
    Sara 8 anni è una bambina (BIelorussa) in affido ad una coppia italina(medici) che vive in un paesino del C.Italia. I genitori hanno un filgio adottivo(sudamenricano di 6 anni adottato da quando ne aveva 1) di nome Paolo. S.ha conoscnze approsimative della l.Italiana, presenta prob. di apprendimento nelle varie aree scolastiche e in paritcolare nella comprensione dei pensieri logico-matem. in classe si distra, parla poco, si alza spesso dal banco, disturba rendendo difficile la lezione. S. appare chiusa, seria,a volte raccota bugie. Con i compagni litiga a volte è aggressiva e prepotente.
    Le insegnati chiedono di poter discutere il caso di S. con ino psic.per definire il quadro evolutivo,e le relative capacità, per individuare strumenti adeguati per S: ela classe per migliorare il suo apprendimento e il processo in classe di integrazione
    Il Candidato indichi procedure per approfondire il caso, strumenti osservazioni. Specifichi quali ipotesi d'intervento, motivandone la scelta, sugerirebbe alle insegnanti motivandone la scelta.

    buono studio
    Allora... bel casetto!!!
    Io procederei innanzitutto con un approfondimento dell'anamnesi, cercando di ricavare tutti i dati disoinibili dalla nascita (soprattutto per capire il vissuto: è stata abbandonata?? Lutto? Maltrattamenti??? Era in una struttura???). Com'è la bambina a casa? Com'è il rapporto con il fratello? e con i genitori adottivi??? Poi procederei con colloqui e osservazione della bambina,magari avvalendomi dell'ausilio di un mediatore culturale. In questi casi è sempre difficile capire quale sia il peso della non conoscenza della lingua sui problemi dell'apprendimento (consulto con neuropsichiatra infantile e logopedista)... magari si potrebbe usare un cognitivo non verbale per escludere problemi cognitivi (tipo la Leither???), inoltre non sappiamo da quanto tempo è in Italia, e da quanto tempo è stata adottata, ma potrebbe trattarsi di un disturbo di adattamento con alterazione della condotta??? Sicuramente resta da monitorare a lungo termine per capire l'evoluzione ed escludere eventuali disturbi psichiatrici (mi vengono in mente o dist del comportamento o disturbi dell'umore ed è tra questi che avvierei una possibile diagnosi differenziale...). Si potrebbe poi procedere con un osservazione delle relazioni familiari.
    Per un intervento si potrebbe optare, innanzitutto, per un potenziamento della lingua italiana. In classe si potrebbe avviare un progetto di integrazione (magari con un approccio ludico, tipo ricette e giochi tipici, scoperta delle tradizioni...). Per la bambina si potrebbe optare per un intervento di tipo cognitivo comportamentale per lavorare sui comportamenti problema, la rsitrutturazione cognitiva e soprattutto sulle competenze sociali. Parent training e colloqui periodici con le insegnanti.

    Che ne pensate??? Ansia!!!

  12. #177
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    Riferimento: Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Citazione Originalmente inviato da CMICHELA Visualizza messaggio
    Allora... bel casetto!!!
    Io procederei innanzitutto con un approfondimento dell'anamnesi, cercando di ricavare tutti i dati disoinibili dalla nascita (soprattutto per capire il vissuto: è stata abbandonata?? Lutto? Maltrattamenti??? Era in una struttura???). Com'è la bambina a casa? Com'è il rapporto con il fratello? e con i genitori adottivi??? Poi procederei con colloqui e osservazione della bambina,magari avvalendomi dell'ausilio di un mediatore culturale. In questi casi è sempre difficile capire quale sia il peso della non conoscenza della lingua sui problemi dell'apprendimento (consulto con neuropsichiatra infantile e logopedista)... magari si potrebbe usare un cognitivo non verbale per escludere problemi cognitivi (tipo la Leither???), inoltre non sappiamo da quanto tempo è in Italia, e da quanto tempo è stata adottata, ma potrebbe trattarsi di un disturbo di adattamento con alterazione della condotta??? Sicuramente resta da monitorare a lungo termine per capire l'evoluzione ed escludere eventuali disturbi psichiatrici (mi vengono in mente o dist del comportamento o disturbi dell'umore ed è tra questi che avvierei una possibile diagnosi differenziale...). Si potrebbe poi procedere con un osservazione delle relazioni familiari.
    Per un intervento si potrebbe optare, innanzitutto, per un potenziamento della lingua italiana. In classe si potrebbe avviare un progetto di integrazione (magari con un approccio ludico, tipo ricette e giochi tipici, scoperta delle tradizioni...). Per la bambina si potrebbe optare per un intervento di tipo cognitivo comportamentale per lavorare sui comportamenti problema, la rsitrutturazione cognitiva e soprattutto sulle competenze sociali. Parent training e colloqui periodici con le insegnanti.

    Che ne pensate??? Ansia!!!
    Beh, mi ritrovo con tutto quello che dici ed anche io ho ipotizzato dist.adattamento con alterazione della condotta.
    Complimenti per il ragionamento clinico. Importante ovviamente verificare che le problematiche siano presenti in almeno 2 contesti...

  13. #178
    Partecipante Assiduo L'avatar di CMICHELA
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    Re: Riferimento: Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Citazione Originalmente inviato da magoridoo Visualizza messaggio
    Beh, mi ritrovo con tutto quello che dici ed anche io ho ipotizzato dist.adattamento con alterazione della condotta.
    Complimenti per il ragionamento clinico. Importante ovviamente verificare che le problematiche siano presenti in almeno 2 contesti...
    Grazie... che bello confrontarsi..

  14. #179
    Partecipante L'avatar di MartinaZ
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    Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Ciao a tutti..
    vi propongo questo caso:
    Roberta, 12 anni e 6 mesi, su consiglio di una professoressa si rivolge allo psicologo scolastico al quale chiede di essere aiutata a superare la grande paura che l'assale quando va a dormire, motivo per il quale ha bisogno, al momento dell'addormentamento, della presenza materna. La paura ultimamente si è aggravata, da 2 mesi non và più a dormire dalla sua amica del cuore. Tra tre mesi tutta la sua classe andrà ad un campo scuola della durata di una settimana. Roberta ha confidato alla professoressa il motivo per il quale non intende partecipare: teme di non farcela a dominare le paure. La ragazzina, su richiesta dello psicologo, spiega che le paure riguardano i genitori, i quali potrebbero rimanere coinvolti in possibili incidenti automobilistici. Due volte ha sognato la sua cameretta in fiamme. Roberta ha avuto le prime mestruazioni tre mesi orsono, le vive con fastidio e rifiuto, come un impedimento che ostacola la sua libertà. I genitori sono molto uniti, lei è molto legata ad ambedue e alla sorella di 6 anni, anche se è molto gelosa "perché sempre al centro di attenzioni". In vacanza fino ad ora è andata con i genitori. La mamma è molto comprensiva, il padre è molto esigente, ma ritiene che il suo rapporto con loro non vada male. Con i coetanei si diverte, non le piace nessun ragazzo, a scuola va bene.
    Sulla base dei dati fomiti il/la candidata indichi:
    a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi cheı ritiene importanti nel determinare la sua scelta, nonché il modello di riferimento sul quale essaı si basa;ı b) quali aspetti meriterebbero approfondimenti ulteriori e quali strumenti potrebbero essereı utilizzati a tal fine;ı c) una ipotesi di intervento esplicitandone le motivazioni.

    a) disturbo d'ansia da separazione (paura al momento dell'addormentamento con necessità della figura di riferimento; paure riguardano i genitori, i quali potrebbero rimanere coinvolti in possibili incidenti automobilistici) come diagnosi primaria e disturbo dell'identità di genere (prime mestruazioni tre mesi, le vive con fastidio e rifiuto, come un impedimento che ostacola la sua libertà) come diagnosi secondaria.
    b) anamnesi della storia individale di R, della storia familiare e indagine approfondita dei sintomi (esordio, durata...)
    strumenti: wartegg, test della figura umana, test della famiglia, CBCL/4-18, YSR/11-18 E K-SAD-P-IV-R
    c) intervento cognitivo-comportamentale (ABC, desensibilizzazione sistemica, educazione razionale emotiva) e intervento sistemico-relazionale

    che ne dite? sono incerta sulla 2 diagnosi in un primo momenti avevo anche pensato ad un disturbo dell'adattamento (dove le mestruazione rappresentano il fattore stressante).
    Marty

  15. #180
    Partecipante Assiduo L'avatar di CMICHELA
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    Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO

    Citazione Originalmente inviato da MartinaZ Visualizza messaggio
    Ciao a tutti..
    vi propongo questo caso:
    Roberta, 12 anni e 6 mesi, su consiglio di una professoressa si rivolge allo psicologo scolastico al quale chiede di essere aiutata a superare la grande paura che l'assale quando va a dormire, motivo per il quale ha bisogno, al momento dell'addormentamento, della presenza materna. La paura ultimamente si è aggravata, da 2 mesi non và più a dormire dalla sua amica del cuore. Tra tre mesi tutta la sua classe andrà ad un campo scuola della durata di una settimana. Roberta ha confidato alla professoressa il motivo per il quale non intende partecipare: teme di non farcela a dominare le paure. La ragazzina, su richiesta dello psicologo, spiega che le paure riguardano i genitori, i quali potrebbero rimanere coinvolti in possibili incidenti automobilistici. Due volte ha sognato la sua cameretta in fiamme. Roberta ha avuto le prime mestruazioni tre mesi orsono, le vive con fastidio e rifiuto, come un impedimento che ostacola la sua libertà. I genitori sono molto uniti, lei è molto legata ad ambedue e alla sorella di 6 anni, anche se è molto gelosa "perché sempre al centro di attenzioni". In vacanza fino ad ora è andata con i genitori. La mamma è molto comprensiva, il padre è molto esigente, ma ritiene che il suo rapporto con loro non vada male. Con i coetanei si diverte, non le piace nessun ragazzo, a scuola va bene.
    Sulla base dei dati fomiti il/la candidata indichi:
    a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi cheı ritiene importanti nel determinare la sua scelta, nonché il modello di riferimento sul quale essaı si basa;ı b) quali aspetti meriterebbero approfondimenti ulteriori e quali strumenti potrebbero essereı utilizzati a tal fine;ı c) una ipotesi di intervento esplicitandone le motivazioni.

    a) disturbo d'ansia da separazione (paura al momento dell'addormentamento con necessità della figura di riferimento; paure riguardano i genitori, i quali potrebbero rimanere coinvolti in possibili incidenti automobilistici) come diagnosi primaria e disturbo dell'identità di genere (prime mestruazioni tre mesi, le vive con fastidio e rifiuto, come un impedimento che ostacola la sua libertà) come diagnosi secondaria.
    b) anamnesi della storia individale di R, della storia familiare e indagine approfondita dei sintomi (esordio, durata...)
    strumenti: wartegg, test della figura umana, test della famiglia, CBCL/4-18, YSR/11-18 E K-SAD-P-IV-R
    c) intervento cognitivo-comportamentale (ABC, desensibilizzazione sistemica, educazione razionale emotiva) e intervento sistemico-relazionale

    che ne dite? sono incerta sulla 2 diagnosi in un primo momenti avevo anche pensato ad un disturbo dell'adattamento (dove le mestruazione rappresentano il fattore stressante).
    Ciao!!!
    Anche io penserei ad un disturbo d'ansia di separazione e farei una DD con la fobia sociale... l'aspetto delle mestruazioni mi sembra da approfondire, ma il disturbo di identità di genere mi mette in difficoltà!!! (non ci avrei proprio pensato, speriamo che non esca!!!). Forse le mestruazioni potrebbero essere viste come un sintomo di crescita che in qualche modo indicano che si sta staccando dai genitor, a differenza della sorellina... boh!!! troppi giri mentali???
    Per il reso mi trovo d'accordo!!!

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