
Originalmente inviato da
DerTodesking
Il problema di fondo è che non si capisce in che senso la psicoanalisi aiuti a comprendere meglio ad un qualche livello la psicologia di un individuo... Ad esempio qua tu parli del fatto che la psicoanalisi descriva qualcosa affermando che rappresenta un metodo per ampliare la “comprensione psicologica”, ma così già iniziano a sorgere i primi problemi. Se una persona (diciamo un tipo con caratteristiche antisociali ad esempio) viene portata a "capire" dal suo analista che “desidera non rubare”, questo desiderio qua, - anche se ora, dopo l'intervento è convinta di averlo davvero adesso il desiderio di non rubare e che lo aveva anche prima che venisse convinta che lo avesse e lo ha solo scoperto - come si fa a provare che ce l’aveva veramente anche prima che fosse convinta della cosa dall’analista stesso? Si tratta di descrivere qualcosa meglio che già esisteva, o si tratta di far accettare alla persona nuovi valori?
Una cosa è dire che A è vero e rappresenta un asserto che descrive qualcosa, altra portare a credere con convinzione una persona che questo A che la psicoanalisi svela era vero.
Che una persona sia portata a credere che esista un’entità e un'agente invisibile che guida certe sue scelte in determinati modi (l'inconscio dinamico) non rappresenta una buona prova rispetto all’esistenza reale di questa entità qua che dovrebbe funzionare in questo modo. Che tutta la spiegazione di quel che accade funzioni al livello terapeutico in diversi casi (e cioè giova sotto certi aspetti ad alcune persone entusiaste, che usufruendo di un certo tipo di spiegazione si sentono meglio o agiscono in certi modi), ancora non dimostra che le conoscenze e le spiegazioni psicoanalitiche siano corrette e descrivano qualcosa che esiste davvero da qualche parte. Si inventa un gioco e si gioca in due e per così dire ci si può divertire, ma le regole del gioco non descrivono alcunché, insomma se io e un altro decidiamo che il cavallo sulla scacchiera si sposta ad L non viene aggiunta alcuna conoscenza nello stipulare questa regola, non scopriamo affatto che il cavallo si muove a forma di L in questo caso, non comprendiamo come si muove il cavallo, non capiamo qualcosa di più rispetto al pezzo, ce lo siamo inventati noi di sana pianta questo modo di muoversi, lo abbiamo stipulato noi.
Dell’inconscio gli psicoanalisti spesso ne parlano come una specie di entità che esiste ed agisce secondo le loro spiegazioni e non di una costruzione, perciò c'è una pretesa scientifica a monte e non mi si dica che non è così che non è vero. Spesso ad esempio si sostiene che una persona desidera inconsciamente far qualcosa, ma le prove di questi desideri alla fine sono poche e disparate, che si convinca poi anche la persona stessa che desiderava davvero queste cose inconsciamente vincendo le sue "resistenze", non riesce a provare che queste forze affettive erano già presenti nella sua mente prima in forma non esplicita come sostiene la psicoanalisi. Una cosa è analizzare un costrutto già esistente, altra piazzarne un altro di sana pianta.
Descrivere cosa c'è in una cassaforte non consiste nell'aprirla cercare di toglierci quel che c'era dentro e tentare di metterci dopo ciò che s'era descritto prima. Anche io così posso dimostrare che esistono corvi bianchi allora, basta catturarne uno, prendere un secchio di vernice e dipingerlo di bianco.
In questo senso non può essere considerata una pratica affidabile per me, e cioé un metodo che aiuta il cosiddetto paziente a comprendere meglio qualcosa di sé in ambito clinico, o meglio le affermazioni del tipo "tu inconsciamente desideravi questo e quell'altro" bisogna stabilire che significano concretamente (insomma si sta descrivendo qualcosa o si sta cercando di persuadere qualcuno ad abbandonare certe sue preferenze in favore di altre?), perché non s'è neppure mai capito cosa si vuol dire quando si affermano cose del genere, per questo una verifica non la si riesce ad effettuare neanche idealmente, non si capisce cosa potrebbe mai disconfermare il fatto che inconsciamente si desiderano certe cose.
Di fronte al fatto che una persona nega di desiderare qualcosa lo psicoanalista sosterrà che oppone delle resistenze, se a negare sono due usando certe ragioni (ragionevoli) si sostiene che queste usano per difesa delle razionalizzazioni e così via... Da 'sto giochetto non ne usciamo più, io mi fermerei alle razionalizzazioni ragionevoli, che l'edipo nella maggioranza dei casi fosse una descrizione assurda lo vedevano tutti (tutti quelli che opponevano delle resistenze di fronte a costruzioni che non si basavano su prove tanto convincenti) ma gli psicoanalisti dell'epoca no, per quale motivo questa storia non potrebbe ripetersi oggi con le costruzioni fantastiche odierne?