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  1. #46
    Partecipante
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    01-01-2008
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    Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Ciao!
    Scusa se m'inserisco ma non sono assolutamente d'accordo.
    Lavorare nella clinica non può essere un passatempo. Se spendo energie e testa in un altro lavoro non avrò risorse sufficienti per fare lo psicoterapeuta.
    L'attività di psicoterapeuta richiede non solo formazione ma anche molta esperienza che certo non mi posso fare se lavoro tutta la vita con 3 o 4 pazienti a settimana (se va bene ). Voi ci andreste da un dentista che ogni mese lavora su massimo 3 pazienti o un chirurgo che ha operato solo 3persone? Va bene la tecnica, ma ci vuole anche esperienza.
    Ma soprattutto cosa pensare di una persona che valuta un lavoro così complesso e di responsabilità come quello dello psicoterapeuta, un lavoro da fare a tempo perso? Perché non si è impegnato abbastanza per dedicarsi a questo mestiere? Non so...qui mi pare che ci sia il rischio di far passare dei limiti personali, come conseguenze della crisi economica.
    Attenzione! Non sarà che forse fare questo benedetto mestiere di psicoterapeuta e' tanto fantasticato e idealizzato, ma quando poi ci si trova a farlo e' di grande frustrazione? Perché il mercato del lavoro e' altamente competitivo, i pazienti sono tosti e nessuno ci aspetta a braccia aperte?
    Non so...proviamo a rifletterci un po'.
    Ciao ciao
    Be ma non credo per queste persone sia un passatempo lavorare come psicoterapeuti. Se lo sono è perchè hanno compiuto un certo percorso formativo (anche lungo e costoso di solito) e quindi non lo sono per caso. Semplicemente hanno affiancato un'altra professione che lascia loro il tempo e il modo (perchè per campare serve uno stipendio a fine mese, anche senza voler essere dei duri materialisti) di svolgere la loro professione di studio. E' vero non hanno molti pazienti ma qualcuno si e un piccolo giro, quindi non lavorano male.

  2. #47
    Partecipante Esperto L'avatar di -bijoux-
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    Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Ciao!
    Scusa se m'inserisco ma non sono assolutamente d'accordo.
    Lavorare nella clinica non può essere un passatempo. Se spendo energie e testa in un altro lavoro non avrò risorse sufficienti per fare lo psicoterapeuta.
    L'attività di psicoterapeuta richiede non solo formazione ma anche molta esperienza che certo non mi posso fare se lavoro tutta la vita con 3 o 4 pazienti a settimana (se va bene ). Voi ci andreste da un dentista che ogni mese lavora su massimo 3 pazienti o un chirurgo che ha operato solo 3persone? Va bene la tecnica, ma ci vuole anche esperienza.
    Ma soprattutto cosa pensare di una persona che valuta un lavoro così complesso e di responsabilità come quello dello psicoterapeuta, un lavoro da fare a tempo perso? Perché non si è impegnato abbastanza per dedicarsi a questo mestiere? Non so...qui mi pare che ci sia il rischio di far passare dei limiti personali, come conseguenze della crisi economica.
    Attenzione! Non sarà che forse fare questo benedetto mestiere di psicoterapeuta e' tanto fantasticato e idealizzato, ma quando poi ci si trova a farlo e' di grande frustrazione? Perché il mercato del lavoro e' altamente competitivo, i pazienti sono tosti e nessuno ci aspetta a braccia aperte?
    Non so...proviamo a rifletterci un po'.
    Ciao ciao

    Fiona è sempre un piacere leggerti

  3. #48
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    Citazione Originalmente inviato da episteme Visualizza messaggio
    Be ma non credo per queste persone sia un passatempo lavorare come psicoterapeuti. Se lo sono è perchè hanno compiuto un certo percorso formativo (anche lungo e costoso di solito) e quindi non lo sono per caso. Semplicemente hanno affiancato un'altra professione che lascia loro il tempo e il modo (perchè per campare serve uno stipendio a fine mese, anche senza voler essere dei duri materialisti) di svolgere la loro professione di studio. E' vero non hanno molti pazienti ma qualcuno si e un piccolo giro, quindi non lavorano male.
    Evidentemente sono stata poco chiara, ma è un problema mio sicuramente.
    Allora: "facciamo finta" che io sono una psicologa o psicoterapeuta che ha uno studio con un po' di pazienti, ha un giro discreto, tuttavia, un po' perché lavorare 7 ore in studio, 5 giorni su 7, è davvero troppo massacrante, un po' perché si ha bisogno di un'altra entrata, potrebbe dedicarsi ad altre attività che esulano il lavoro di sostegno psicologico o psicoterapia, ma sempre restando nell'ambito del suo mestiere. Qualche spunto? Decine e decine se solo guardiamo qualche categoria del tariffario dell'ordine: gruppi dedicati a varie tematiche della psicologia della salute, seminari, servizi privati di sportelli o progetti vari di sostegno o riabilitazione, insomma le idee non mancherebbero.
    Forse quello che manca è lo stipendio sicuro.
    E allora si è sbagliata laurea.
    E anche epoca.
    Tutta un'altra cosa è che io faccio un mestiere e per arrotondare ne vado a fare un altro, che non c'azzecca niente: uno dei due lo farò male.. o forse tutti e due.
    Un conto se sono un neolaureato che cerca di sbarcare il lunario, un conto è una signora che ha l'hobby della psicoterapia.
    Aiutooo!
    Magari il caso che porti tu è differente, ma ho preso spunto da questo esempio, perché, ahimé, sento troppi giovani colleghi credere fermamente in questo pensiero del "faccio qualcos'altro, che tanto non c'è lavoro per ora".
    Ah, beh, se non c'è ora.. figuriamoci tra qualche anno.
    E di prof. con il passatempo della psicoterapia ( dopo 10 anni di analisi personale, 10 anni di specializzazioni e quant'altro ) ne ho conosciute molte ( evidentemente è un trend tra le 50 enni ), ma non vedo come possano mantenersi con il lavoro da psicoterapeuta se già hanno un altro lavoro che gli porta via tempo ed energie...
    Io voglio dire a tutti i giovani psicologi di non credere a queste leggende metropolitane, che un sistema di poteri vecchi e anacronistici, tenta di spacciare come la realtà.
    C'è una crisi economica, è vero.
    Ma il "posto fisso", non esisteva già più da 15 anni.
    Il futuro è nelle mani di ognuno, ma non bisogna aspettare che gli altri, gli adulti, diano il permesso di fare lo psicologo.
    Se avete una laurea, almeno sulla carta questo mestiere potete farlo (anche l'abilitazione ), ma dovete essere pronti alla frustrazione, i guadagni all'inizio saranno pochini, ma non vi dovete fermare agli ostacoli.
    Trovate il vostro modo per affrontarli.
    Trovate chi volete essere e diventare, e lavorate per questo.
    Se siete autentici e portate voi stessi (nelle relazioni, intendo), arriveranno anche i pazienti.
    Ciao ciao

  4. #49
    Partecipante
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    36

    Re: Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Evidentemente sono stata poco chiara, ma è un problema mio sicuramente.
    Allora: "facciamo finta" che io sono una psicologa o psicoterapeuta che ha uno studio con un po' di pazienti, ha un giro discreto, tuttavia, un po' perché lavorare 7 ore in studio, 5 giorni su 7, è davvero troppo massacrante, un po' perché si ha bisogno di un'altra entrata, potrebbe dedicarsi ad altre attività che esulano il lavoro di sostegno psicologico o psicoterapia, ma sempre restando nell'ambito del suo mestiere. Qualche spunto? Decine e decine se solo guardiamo qualche categoria del tariffario dell'ordine: gruppi dedicati a varie tematiche della psicologia della salute, seminari, servizi privati di sportelli o progetti vari di sostegno o riabilitazione, insomma le idee non mancherebbero.
    Forse quello che manca è lo stipendio sicuro.
    E allora si è sbagliata laurea.
    E anche epoca.
    Tutta un'altra cosa è che io faccio un mestiere e per arrotondare ne vado a fare un altro, che non c'azzecca niente: uno dei due lo farò male.. o forse tutti e due.
    Un conto se sono un neolaureato che cerca di sbarcare il lunario, un conto è una signora che ha l'hobby della psicoterapia.
    Aiutooo!
    Magari il caso che porti tu è differente, ma ho preso spunto da questo esempio, perché, ahimé, sento troppi giovani colleghi credere fermamente in questo pensiero del "faccio qualcos'altro, che tanto non c'è lavoro per ora".
    Ah, beh, se non c'è ora.. figuriamoci tra qualche anno.
    E di prof. con il passatempo della psicoterapia ( dopo 10 anni di analisi personale, 10 anni di specializzazioni e quant'altro ) ne ho conosciute molte ( evidentemente è un trend tra le 50 enni ), ma non vedo come possano mantenersi con il lavoro da psicoterapeuta se già hanno un altro lavoro che gli porta via tempo ed energie...
    Io voglio dire a tutti i giovani psicologi di non credere a queste leggende metropolitane, che un sistema di poteri vecchi e anacronistici, tenta di spacciare come la realtà.
    C'è una crisi economica, è vero.
    Ma il "posto fisso", non esisteva già più da 15 anni.
    Il futuro è nelle mani di ognuno, ma non bisogna aspettare che gli altri, gli adulti, diano il permesso di fare lo psicologo.
    Se avete una laurea, almeno sulla carta questo mestiere potete farlo (anche l'abilitazione ), ma dovete essere pronti alla frustrazione, i guadagni all'inizio saranno pochini, ma non vi dovete fermare agli ostacoli.
    Trovate il vostro modo per affrontarli.
    Trovate chi volete essere e diventare, e lavorate per questo.
    Se siete autentici e portate voi stessi (nelle relazioni, intendo), arriveranno anche i pazienti.
    Ciao ciao
    Capisco questo punto di vista.

  5. #50

    Re: Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    Citazione Originalmente inviato da crissangel Visualizza messaggio
    Ciao
    Se apri uno studio, è necessario fare almeno una sommaria analisi del mercato e delle richieste/bisogni che caratterizzano la zona geografica in cui ti proponi. Farsi conoscere nella zona significa anche fare rete con altri professionisti: colleghi psicologi, che magari hanno delle competenze differenti dalle tue, da utilizzare come possibile bacino di invii se ti capitano persone che hanno bisogno di una tipologia di intervento per il quale non sei competente o per il quale non hai gli strumenti adatti (per una valutazione cognitiva con determinazione del QI, faccio un esempio, è necessario disporre di una buona batteria di test neuropsicologici e di una WISC/WAIS, che costano molto) e magari sai che invece quel collega sarebbe adatto ad affrontare la richiesta; nel caso opposto il collega in questione potrebbe inviare a te, per lo stesso motivo, sapendo quali sono i tuoi punti di forza. Anche i medici di medicina generale potrebbero richiedere collaborazioni e fare invii, ma nella mia esperienza (ho iniziato la libera professione nel 2006, come psicologo, in un'altra zona, prima di entrare nei servizi pubblici) non ne fanno moltissimi: è comunque bene fare loro visita, conoscerli, farsi conoscere e descrivere brevemente che cosa si propone nel proprio studio.
    Una collaborazione con uno studio privato o un poliambulatorio è possibile: puoi chiedere al direttore sanitario la possibilità di prendere in affitto uno studio per qualche mezza giornata la settimana (con possibilità e speranza di incrementare la presenza, ciò ovviamente dipende da quanto lavoro riuscirai a crearti). Nei poliambulatori in genere ci sono medici di differenti branche che lavorano al suo interno, il vantaggio è che potrebbe esserci un buon movimento di persone le quali, o per iniziativa personale o perchè inviate da qualcuno dei colleghi inseriti, potrebbero richiedere il tuo intervento. In genere l'affitto non viene pagato sotto forma di quota mensile, ma lasciando una percentuale della tua parcella al titolare dell'ambulatorio. A volte le percentuali richieste variano a seconda che il paziente lo abbia trovato da solo (sia un accesso spontaneo o inviato da professionisti esterni o attraverso il passaparola) o che sia stato inviato a te da un medico della struttura (in questo secondo caso è richiesta una percentuale generalmente più alta). Se si tratta di una struttura privata non convenzionata, sarebbe utile fare una indagine sui servizi erogati dalle asl della zona, per capire che cosa manca e se eventualmente tu, con le tue competenze sei in grado di sopperire, quali sono i servizi ed i progetti che rientrano nei piani di zona e quali servizi sono particolarmente oberati e intasati dalle richieste da non essere in grado di garantire prese in carico effettive o comunque in tempi ragionevolmente brevi...il servizio pubblico in genere (e legalmente) non fa invii ai privati, ma trovando il modo di pubblicizzarsi e di far sapere che si è comunque sul mercato, qualcuno in genere arriva.
    Ciao Crissangel,

    secondo te qual è il metodo migliore per instaurare una collaborazione con colleghi che non conosci? Io ho pensato di fare così: ho scritto un mail in cui mi presento, dico che vorrei instaurare una collaborazione professionale, poi descrivo brevemente il campo in cui opero (la neuropsicologia dell’età evolutiva, sto frequentando la scuola di Parma) e 2 righe sulle mie esperienze precedenti. Ho deciso di non spedire il curriculum perché di fatto non sto cercando un lavoro né rispondendo a un annuncio , sto semplicemente offrendo un servizio ad un collega che se è interessato mi chiederà eventualmente ulteriori informazioni.

    Attualmente non ho uno studio ma credo che, se qualcuno dovesse inviarmi un paziente, non avrei problemi a trovare una stanza provvisoria, magari a ore o mezza giornata o, in extremis, c’è casa mia….

    Il punto però è questo: se un collega mi invia un paziente a me fa chiaramente piacere ma non è esattamente quello che voglio. Io preferire lavorare per altri colleghi “a chiamata”, ossia, se un collega o uno studio di colleghi (sia psicologi, che pediatri che logopedisti) ha bisogno di me per un paziente mi chiamano, io vado da loro a fare la valutazione e/o il trattamento neuropsicologico con questo paziente e lascio allo studio una parte del mio guadagno.
    Questo per esempio è ciò che facevano i miei amici odontoiatri quando hanno iniziato ossia, prima di prendersi uno studio hanno lavorato per un bel po’ di tempo “ a percentuale” in diversi studi sparsi sul territorio.

    Secondo voi, Crissangel e amici di opsonline, tutto ciò può funzionare anche per uno psico? Perché a me andrebbe benissimo lavorare così!!

    Per questo, all’inizio della mail ho scritto : “ Sono Tizia e scrivo in quanto interessata ad instaurare una collaborazione professionale. Ho la possibilità di ricevere i pazienti presso di me, ma sono anche disponibile a lavorare presso la studio di altri colleghi contribuendo, ovviamente, alle spese”….che vi pare? Rende l’idea? Perché io non sono tanto convinta.

    In molti mi hanno detto che è meglio dire semplicemente che vorrei instaurare una collaborazione professionale senza aggiungere altro, tanto se qualcuno è interessato sarà lui a chiamarmi e a quel punto si prenderanno gli accordi del caso. Inoltre, scrivendo quella frase rischio di essere fraintesa perché il collega potrebbe pensare che voglio dividermi con lui l’intero affitto….. però se accenno solo alla “collaborazione professionale” pare che voglio essere assunta da loro o cose del genere, il che è assolutamente fuori luogo, oppure potrebbero pensare che voglio solo farmi inviare i pazienti ma così loro non ci guadagnano nulla e il risultato è che nessuno mi prende in considerazione!

    Insomma che devo scrivere secondo voi per far capire che mi piacerebbe lavorare “ a chimata”, “a percentuale”?

    Ecco Crissangel hai visto? In questo forum c’è chi è molto, molto più prolisso di te…però se hai pazienza e mi rispondi, tu o chiunque di voi, mi fate veramente un grosso favore!! E’ da giorni che voglio spedire questa benedetta lettera ma mi blocco su questi particolari……

    sarà mica paura del rifiuto???

  6. #51
    L'avatar di crissangel
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    Riferimento: Re: Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    Ciao millenniumflower!! mi è capitato di leggere alcuni tuoi post nel forum anche nella stanza di neuropsicologia. Bene, possiamo aprire il club dei prolissi allora

    L'idea della lettera di presentazione in cui descrivi le tue competenze e il servizio che offri mi sembra buona. a suo tempo lo avevo fatto anche io, sebbene il mio target all'epoca fossero i medici di medicina generale. Ad oggi, potendo considerare più che chiusa la mia esperienza in asl grazie anche e soprattutto a dei responsabili di servizi incompetenti, credo che farò la stessa cosa.
    Ti consiglierei di provare a vedere in internet o tramite altri mezzi/agganci se ci sono degli studi associati di psicologi e/o psicoterapeuti che operano nella zona. I siti internet possono essere utili per capire quali professinionisti sono presenti, in caso manchi uno psicologo con le tue competenze, puoi appunto provare ad offrire la tua collaborazione...neuropsicologia dello sviluppo, tu lo sai meglio di tutti noi, è un campo bello ampio e tosto: ci sono molte sindromi che necessitano di una valutazione funzionale a livello cognitivo e poi immagino che la tua scuola ti fornisca una ottima preparazione anche nell'ambito dei dsa.

    Se decidi di spedire una mail, sarebbe molto meglio che dopo qualche giorno (giusto per non dare l'idea di essere preda della disperazione) tu chiamassi per fissare un appuntamento di conoscenza...sembra idiota da parte mia, ma questo per me è sempre stato uno step duro da affrontare. E' tuttavia vero che una mail può essere letta, destare anche interesse, ma poi rimanere ferma per duecentoquindici motivi, di persona si ha invece modo non solo di presentarsi ma anche di dimostrare con che atteggiamento si tenta di affrontare il salto verso la libera professione.
    Sono personalmente d'accordo sulle osservazioni che ti hanno fatto relativamente ai contenuti della lettera da spedire: mettere subito le mani avanti e specificare che non si ha uno studio e che si lavorerebbe a chiamata negli studi di altri potrebbe far pensare (erroneamente, ma purtroppo è un bias diffuso) che non avendo uno studio tuo, tu non abbia molta esperienza e magari non sia così in gamba. Meglio non scoprire subito troppe carte, anche perchè, per dettagli, approfondimenti ecc c'è sempre tempo e così si hanno anche maggiori occasioni di contatto, stimolando un eventuale curiosità e interesse nel destinatario.

    Come ho già scritto, al momento mi appoggio, a tutt'oggi, allo studio di un medico di medicina generale. Siccome nel mio periodo di sfrutt...ehm, volevo dire, di lavoro, mi dividevo in due distretti, su quello urbano c'era una collega che ha uno studio privato con due colleghe e un medico. Ogni tanto, se ha dei ragazzini su cui ha dei dubbi per aspetti legati a possibili ritardi, funzionamenti limite, dsa ecc mi chiede di fare una valutazione. E allora io mi armo e vado, lasciando ai colleghi il 20% della mia parcella. Ti dire, se riesci a creare una rete, a farti conoscere, la cosa potrebbe anche funzionare...certo, in un paio di occasioni anni fa ho dovuto rinunciare perchè le richieste erano urgenti, io non avevo lo studio e il collega che mi avrebbe fatto l'invio ragionava in termini di "si mi fido della tua professionalità ma lo studio è mio e non mi piace che altri lo usino"

    Io ti dico (e come scrivo spesso, è come se lo dicessi a me stesso): prova! Non ci perdi nulla, anzi ci guadagni che comunque, anche solo con una mail e un incontro c'è qualcuno che sa che ci sei e poi può essere che reisci a crearti sta benedetta rete. In più, per la mia pur scarsa esperienza, ho notato che un paziente inviato dal suo psicologo ad un collega per un approfondimento, spesso è più tranquillo se il setting materiale (lo studio) rimane quello.

    Finito...per ora (prendetela come una minaccia )
    Ultima modifica di crissangel : 07-01-2013 alle ore 13.23.14
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  7. #52

    Re: Riferimento: Re: Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    Grazie mille per la risposta!

    1. Non ho capito in che senso suggerisci di telefonare per un appuntamento dopo aver mandato la mail...non credi che si rischi di sembrare troppo insistenti? E perchè dici che per te questo è sempre stato uno step duro da affrontare?

    2. Quindi mi consigli di far finta di avere uno studio (che poi non è una finta, in questa grande città dove mi trovo ora uno studio provvisorio a ore o a mezza giornata lo trovo subito, anzi praticamente me ne è già stato offerto uno, basta pagare e ci posso andare subito) e di parlare solo di eventuali collaborazioni professionali (senza ovviamente accennare al mio desiderio di lavorare a chiamata)?

    Ciaooooo!!

  8. #53
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    Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Psicoterapeuta disoccup

    Citazione Originalmente inviato da millenniumflower Visualizza messaggio
    Grazie mille per la risposta!

    1. Non ho capito in che senso suggerisci di telefonare per un appuntamento dopo aver mandato la mail...non credi che si rischi di sembrare troppo insistenti? E perchè dici che per te questo è sempre stato uno step duro da affrontare?
    No, come dicevo, prima è meglio lasciar passare un "ragionevole" lasco di tempo: ovvio che se chiamo il giorno dopo aver mandato la mia mail sembro un disperato e che questo non produrrà certo effetti positivi rispetto all'impressione che qualcuno potrebbe farsi. Tuttavia, mandare mail e (anche se non è il tuo caso) cv e poi attendere non porta quasi mai risultati. Al limite, si può inserire nel testo della mail una classica formula finale del tipo "disponibile ad incontro di persona per maggiori dettagli e/o chiarimenti" o frasi simili. Dico che per me è stato un grosso step da affrontare perchè non sempre ho trovato grande disponibilità, ma al di là di questo giocano fattori personali come la timidezza, la paura di non muoversi nel modo corretto...sono cose che si devono comunque affrontare e farsi vedere di persona è meglio, in linea di massima.

    2. Quindi mi consigli di far finta di avere uno studio (che poi non è una finta, in questa grande città dove mi trovo ora uno studio provvisorio a ore o a mezza giornata lo trovo subito, anzi praticamente me ne è già stato offerto uno, basta pagare e ci posso andare subito) e di parlare solo di eventuali collaborazioni professionali (senza ovviamente accennare al mio desiderio di lavorare a chiamata)?
    Esattamente quello che hai detto, almeno a mio modesto parere. La questione dello studio è relativamente semplice da risolvere, tu dici che volendo ne hai già uno a disposizione e infatti, a meno che i tempi non siano strettissimi, la stanza (che sia in condivisione con altri psicologi, o medici) si trova. Quindi io non starei a specificare questi aspetti, almeno non nella mail che mi propongo di inviare. Sul fatto del lavoro a chiamata e di usare i loro ambienti, potresti dire che attui anche questa formula di modo che i pazienti non siano costretti a girare come le trottole. Comunque, ripeto, sono idee che mi stanno venendo leggendoti e provando a risponderti e pensando a ciò che vorrei fare anche io.
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  9. #54
    Partecipante Super Esperto L'avatar di cignetto
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    Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    Salve colleghi devo dire che ho trovato questa discussione molto interessante.....è la realtà che purtroppo vivo ogni giorno devo essere sincera ci sono dei giorni che proprio non riescono a passare senza che io pianga e stia male per questa situazione in cui mi trovo. Sono una psicologa che però dopo la laurea e l'abilitazione presa dalla disperazione ha cominciato a fare la commessa, perdendo due anni della sua vita. Due anni sono tanti e quando oggi ci penso vorrei uccidermi per quello che ho fatto a me stessa. E' da un anno che sono ritornata sulla retta via, ma sono ancora senza lavoro; ho fatto due master, uno in gestione delle risorse umane e sto ultimando quello in psicodiagnostica.....vorrei iscrivermi alla scuola di specializzazione, ma non ho i soldi per farloe tanto meno voglio chiederli ai miei genitori visto che convivo da 10 mesi con il mio ragazzo ( che fa lo psichiatra) e vi assicuro che non è facile arrivare a fine mese io cerco qualsiasi tipo di lavoro che mi dia un minimo di sostentamento e che mi aiuti a pagare i miei studi.....ma quante volte ho pensato di mollare ( in verità lo penso ogni giorno), ma poi non ci riesco non so perchè......non chiedo tanto alla vita.....solo di realizzzare i miei sogni!!!! è sempre bello sfogarsi con voi

  10. #55
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    ciao millennium, secondo me la dicitura "collaborazione professionale" potrebbe essere poco chiara, qualcuno potrebbe intenderla come "voglio essere assunta", quindi il contrario di quello che ti proponi. Questo perché per l'euristica della disponibilità, un medico che riceve una richiesta di collborazione potrebbe facilmente pensare che gli stai chiedendo un lavoro come dipendente. Insomma è vaga e c'è il rischio che ognuno poi proietta e interpeta troppo liberamente...2° me è meglio specificarla e concretizzarla, ad esempio indicando quali pazienti ti possono inviare e cosa fai in concreto con loro, tipo: "per i pazienti con sospetto Morbo di Pincopallo, eseguo una valutazione neuropsico con questo e quel test per valutare questo e quell'altro...producendo una relazione scritta..., per i bambini con la tal patologia, faccio questo e quest'altro". Così loro già si prefigurano in mente in quali situazioni possono ricorrere alla tua prestazione. Ovviamente evidenziando l'utilità anche per loro. E poi non spenderei troppe parole sulle questioni logistiche, visto che non sono il fulcro della richiesta e che si risolvono facilmente, o prendendo al volo uno studio in affitto a ore, oppure quando ti arriva un pz, chiedendo al medico che te l'ha invito se puoi usufruire della sua stanza per dare al paziente una continuità di contesto. Magari dopo aver descritto cosa fai a chi, evidenziare il loro guadagno, accennando al fatto che lo condividerete e gli lascerai la percentuale, anzi definire meglio gli accordi può essere un motivo poi per chiedere appuntamento di persona. Però agli aspeti logistici non darei tutta questa centralità. Ovviamente è sempre un'opinione...

    ..vojo entrà pure io al club dei prolissi

  11. #56

    Re: Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    No, non puoi iscriverti al club dei prolissi...hai scritto troppo pocoanche se comuque sei stata molto utile grazie!
    ...ragazzi sapete che per me scrivere sta lettera è davvero difficile!!!!

  12. #57
    Partecipante Affezionato L'avatar di marisetta
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    100

    Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    Ciao cignetto ma non potevi fare la commessa part-time?cioè tenerti un lavoro con uno stipendio (spero fisso) e così avevi più tempo per dedicarti a quello che veramente vuoi fare. Io invece penso che si possano fare due lavori insieme anche se tra loro non hanno connessione (l'optimum sarebbe potere fare due lavori similari ma intanto..). Io per es. lavoravo (ora anche quello è diventato un settore molto disgustoso) nei call center, quando ti facevano fare inbound e ti davano un fisso part-time e poi continuavo a lavorare, sempre per progetti per carità (che ti va bene quando ti pagano dopo un anno...). Non lo trovavo così tragico e sono sempre riuscita a fare le due cose discretamente bene. Il fatto è che non si può campare d'aria. I master, piuttosto che i corsi, piuttosto che la vita (bollette, tasse etc..) non mi permettono di fare quello che si persegue se non hai qualcuno alle spalle. Non lo trovo denigrante cercare di darsi da fare in altri ambiti e nel frattempo formarsi. A me le mie colleghe dicono che sono brava ad essere "impenditrice di me stessa" secondo me è questa la chiave. Quante volte ti possono chiudere la porta in faccia 100-200 ad un certo punto troverai qualcuno che ti aprirà:-) io sono orgogliosa del fatto che non ho mai chiesto niente a nessuno (e a volte mi è costato tanto....quando vedevo colleghi passarmi avanti) e mi sono presentata sempre con la mia bella faccia e la mia formazione. Io credo che avere non tanto dei titoli quanto delle esperienze formative (e sopratutto mirate...mi ricordo quando c'è stato un periodo che tutti facevano i master in psicologia scolastica, pensado che lo psicologo entrasse nelle scuole, ebbene sono passati 13 anni e non ho visto nulla di tutto ciò) che fanno la differenza. La specializzazione la puoi fare se a) te la puoi permettere economicamente b) se vuoi fare lo psicoterapeuta c) se vuoi fare i concorsi pubblici. Non c'è solo quella. Come consigliavano le altre colleghe bisogna sondare il mercato. Per ora vanno molto i DSA e l'autismo che possono dare delle prospettive lavorative. Un altro campo è la psicologia giuridica (ma lì devi avere degli agganci). la formazione per ora è "so so" considerando quello che è successo ma è cmq un campo che ancora (se lo si sa fare) può dare soddisfazione:-) in bocca al lupo
    Marisetta

  13. #58
    Partecipante Assiduo L'avatar di salernitana
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    214

    Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    ciao cignetto, purtroppo mi trovo nella tua stessa situazione. sono laureata in psicologia del lavoro, ho un master in risorse umane, ho fatto stage..ecc ecc...ma, ormai da quasi tre anni, sono una commessa a tempo pieno. Vorrei continuare ad aggiornarmi, a fare un altro master ma non ho tempo. Temo di essere completamente fuori dai giochi. I miei sogni sono infranti..ho quasi 32 anni..devo gettare la spugna?

  14. #59
    Partecipante Super Esperto L'avatar di cignetto
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    Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    Ragazze grazie per le vostre risposte.....non è facile oggigiorno trovare un lavoro....figuriamoci part-time!!!!! Ora è quello che sto cercando un lavoro part-time che mi dia la possibilità di continuare a studiare e a mantenermi un pochino non vorrei gettare la spugna non me la sento.....vorrei continuare a provarci. Inoltre ci si mette anche il fatto che io sono di caserta e vi assicuro che qui al sud siamo quasi nel terzo mondo....una tragedia

  15. #60
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Psicoterapeuta disoccupato.E ora?

    ciao Cignetto
    non preoccuparti anche per me la community di opson e' spesso uno sfogo.

    Ti assicuro che non hai buttato via tempo prezioso a far la commessa. te lo dice una che faceva proprio questo lavoro negli anni buoni della lira e dopo ha mollato per la passione dalla psicologia e perche voleva concretizzare qualcosa di piu con lo studio.

    la vita va avanti e anche la convivenza con il tuo ragazzo ce lo dimostra..che dirti se non di continuare a vivere, a sognare e a non mollare mai...

    domanda stupida..il tuo ragazzo visto che psichiatra non potrebbe darti una mano? magari non ti interessa la clinica..ma io la domada te la butto li lo stesso (non in senso provocatorio) per dirti che al di la della nostra preparazione occorre crearsi un ventaglio di possibilita e di contatti. insomma seminiamo dove ci è consentito poter "calpestare". altrimenti non seminiamo.

    Per il resto, personalmente, se mi venisse offerta la possibilita di un lavoro pulito e retribuito (per pulito intendo: " senza l'atipicita dei contratti che girano ora") lo accetterei con un "si" ad alta voce. Dobbiamo vivere indipendentemente da tutto e il lavoro ci nobilita e ci da la dignita di esistere. altrimenti siamo persone studiate e basta.

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