Questo è il punto fondamentale comunque
Se il concetto di guarigione non è applicabile alle psicoterapie... Perché diavolo le si è chiamate terapie?non si guarisce da nulla perche', secondo me, il concetto di guarigione non e' applicabile alle psicoterapie: e' un concetto medico che da una visione molto passiva e deresponsabilizzata del paziente
Che esistano oggettivamente queste pratiche lo osserviamo tutti, che permettano di effettuare "scelte sane" è una cosa che è discutibile... Quale sarebbe la scelta sana?
Il sano e l'insano non è ben definibile qua perché non c'è niente a cui potersi riferire che si riconosca come tale, non è un problema quantitativo, già il solo affermare che qualcuno dovrebbe essere più sano di qualcun altro mentalmente ci fa introdurre un sistema di valori che è lontano dall'oggettività medica (in cui abbiamo patologie identificabili e cose del genere) e perciò rende scorretta l'attribuzione di questa sanità, se non in un senso metaforico relativo alle preferenze di chi si arroga il diritto di definire in cosa debba consistere questa sanità espropriando il portatore del disagio di individuare cosa per lui davvero non va ed è cattivo... Cosa è cattivo e cosa buono lo decide ognuno per sé in base a com'è fatto e cosa preferisce davvero non c'è nulla di oggettivo il tal senso.
L'insano in ambito psico-terapeutico è equiparabile all'attribuzione di cattivo in ambito morale... In questo senso qua la malattia mentale è inventata... Non sono inventati i conflitti tra vari esseri umani e tipi di umani, questi esistono, è il come risolverli oggettivamente che non è dato immaginarlo in un solo modo.
Il cosiddetto malato di mente è cattivo e non è accettabile che resti tale, deve responsabilizzarsi a non esser più così e cambiare, in fin dei conti il discorso terapeutico a questa forma di responsabilità punta.
Prima o poi tutti i discorsi psico-terapeutici arrivano a questo nodo qua.








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wow....sei partito per un volo pindarico mica da ridere 

Simone