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  1. #31
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    io curo tu che fai? io salvo le anoressiche dalla morte tu che fai? io ridò la gioia di vivere ad un panicante tu che fai? evito che un depresso si ammazzi, tu che fai?
    bene andiamo avanti!
    Ultima modifica di simone11 : 04-11-2012 alle ore 18.12.10
    Simone

  2. #32

    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da simone11 Visualizza messaggio
    io curo tu che fai? io salvo le anoressiche dalla morte tu che fai? io ridò la gioia di vivere ad un panicante tu che fai? evito che un depresso si ammazzi, tu che fai?
    bene andiamo avanti!
    Su questo magari hai ragione, a "salvarli" dalla morte li "salvi" (assumendo che è da questo che vogliano essere salvati, ed è su questo punto che secondo me non ci troviamo d'accordo), infatti mica ho mai messo in discussione che potesse funzionare in tal senso un intervento persuasivo su qualcuno.

    Si possono persuadere le persone a comportarsi diversamente, a pensare in altri modi, ma far questo non significa curarle da qualcosa o renderle più sane.

    Se persuadi qualcuno a lavorare e far certe cose, in qualche modo impedisci con questo sistema di fargli fare la fine del barbone, hai scongiurato un male, ma non è detto che tu non ne abbia prodotto uno ben più grave per quella persona. Prendi una bella donna che si lamenta del fatto che non abbia un lavoro e la riesci a convincere che le conviene prostituirsi, ora tieni presente che adesso magari un'entrata economica ce l'ha (insomma "mangia" e così l'hai salvata dalla fame) ma non è detto che convincendola a sopravvivere così l'hai aiutata davvero.

    Una tecnica persuasiva a parole o con altri sistemi, che so come quella pubblicitaria ad esempio, potrebbe funzionare nel produrre consenso e adesione, ma riguardo al fatto che dovrebbe far star meglio le persone ho i miei dubbi, perché star meglio non è ben definibile ed oggettivabile in ambito psicologico e mentale (è soggettiva ed individuale la cosa).

    Non morire non so se è davvero una condizione migliore rispetto al rimaner vivi in certe situazioni, per questo ti ho chiesto prima:

    Un suicida è sempre da ritenersi un malato di mente da curare? Sì o no?

    Ma non vuoi rispondere, va be'... Non rispondere, non sei obbligato a farlo.
    Ultima modifica di DerTodesking : 04-11-2012 alle ore 18.50.26

  3. #33
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da DerTodesking Visualizza messaggio
    Non morire non so se è davvero una condizione migliore rispetto al rimaner vivi in certe situazioni, per questo ti ho chiesto prima:

    .
    ma fammi il piacere ti prego!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Simone

  4. #34

    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da simone11 Visualizza messaggio
    ma fammi il piacere ti prego!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ma fammi il piacere tu di rispondere... Perché non lo fai?
    Ti ho fatto una domanda abbastanza specifica:

    Un suicida è sempre da ritenersi un malato di mente da curare? Sì o no?

  5. #35
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    non sono un moderatore ma penso che sarebbe piu' interessante ritornare in tema...la discussione in teoria era interessante

  6. #36

    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da Axamer Ibk Visualizza messaggio
    non sono un moderatore ma penso che sarebbe piu' interessante ritornare in tema...la discussione in teoria era interessante
    Era così interessante che nessuno interveniva più...
    'Sta discussione l'ho "riesumata" io, comunque discutete pure di altro. A me interessava questo aspetto qua. Comunque visto che si parlava di "validità della psicoterapia" non è che io sia andato fuori tema, ho commentato inizialmente proprio una parte dell'articolo postato da Neuromancer in cui venivano fatte certe affermazioni riguardo al fatto che la psicoterapia favorisce scelte sane di vita che non condivido perché non è oggettivabile cosa sia una scelta sana di vita. Voi siete convinti che lo sia... Io no.
    Ultima modifica di DerTodesking : 04-11-2012 alle ore 20.35.48

  7. #37
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Rimangono sullo sfondo molti aspetti della psicoterapia che è una straordinaria invenzione per la cura del disagio psichico basatasulla parola (talking cure, la cura del dialogo) in alternativa o ad integrazione di quella psichiatrica/farmacologica.
    Un primo appunto, e una critica, al considerare la psicoterapia come "talking cure".
    Dal mio punto di vista, focalizzarsi solamente sulla dimensione verbale rappresenta il passato, non il futuro della psicoterapia. Credo sarebbe interessante ripercorrere una storia parallela che porta da Wilhelm Reich e da Ferenczi, fino a Lowen e al ruolo del corpo in psicoterapia. Una storia che, sebbene non venga quasi mai citata, è - a mio parere - strettamente legata ai collegamenti proposti da Allan Schore in ambito psicoanalitico e dal movimento della "Mindfulness" in ambito cogniivista.
    Dal mio punto di vista, ogni forma di psicoterapia è psicoterapia corporea, poiché non possiamo prescindere né dal corpo del paziente, né da quello del terapeuta, nemmeno in quelle forme di psicoterapia che si avvalgono delle tecnologie di comunicazione a distanza (occorre pur sempre un corpo per scrivere, vedere, sentire e udire).

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Una critica, a mio parere patetica, mette in discussione questo speciale esercizio conversazionale equiparandolo “alla conversazione da bar”, trascurando il fatto che in uno studio terapeutico la conversazione ha una forma non ordinaria perché segue una struttura organizzata ed elaborata dal modello di riferimento e “controllata” da una equipe esterna (la cosiddetta supervisione), con precisi scopi di esplorazione e rielaborazione del problema.
    Sono, ovviamente, d'accordo. Aggiungerei solamente un aspetto che non hai citato, ma che ritengo fosse presente nella tua mente: la capacità del terapeuta di osservare se stesso e le proprie reazioni mentre ascolta ed osserva il paziente e le sue reazioni. La si può chiamare in molti modi (ed è stata definita in molti modi), ma è presente in ogni forma di psicoterapia.

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Resta aperto il problema del panorama italiano. La psicoterapia è accessibile in forma privata o pubblica. Nel primo caso, la situazione rimane complicata a causa dell’emergere di figure professionali parapsicologiche che rendono il quadro più nebuloso e frustrante per l’utenza, per una preparazione universitaria arrancante, per i costi proibitivi sia per il professionista (le tasse!, l’affitto dello studio, il costo delle supervisioni), sia per il cliente (con un costo mensile a partire da 300 euro circa…). Nel secondo caso che riguarda la sanità pubblica, i protagonisti principali sono lo psicofarmaco e lo psichiatra (che mette la firma legale nella ricetta medica, “potere” proibito per lo psicoterapeuta), una tradizione medico/organicistica che trova potenti alleati nel paradigma biologico e tecnologico consolidato dalle neuroscienze. [continua qui]

    Cosa ne pensate?

    ciaz.
    La questione non si risolve, a mio parere, con un inasprimento delle barriere all'accesso e di regolamentazione giuridica della professione. Per quanto entrambi questi aspetti possano essere utili, in alcuni casi, occorre che ci diamo da fare noi (psicologi e psicoterapeuti).
    Ad esempio, proprio le neuroscienze portano a sostenere la validità delle psicoterapie nei confronti delle terapie farmacologiche. Mi stupisce che ancora oggi si senta parlare di teoria serotoninergica della depressione, o di teoria dopaminergica della schizofrenia, quando questo tipo di approccio organicistico è stato ampiamente confutato da pubblicazioni scientifiche che vengono proprio dal campo delle neuroscienze (se mi dai qualche giorno, recupero gli articoli e te li mando... è roba di parecchi anni or sono).
    Ma qui siamo noi, spesso, a mancare, dimenticandoci che il cervello è un organo biologico, risultato di un percorso evolutivo di qualche milione di anni...

    Buona vita
    Ultima modifica di willy61 : 04-11-2012 alle ore 21.19.45
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  8. #38
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    (..)Mi stupisce che ancora oggi si senta parlare di teoria serotoninergica della depressione, o di teoria dopaminergica della schizofrenia, quando questo tipo di approccio organicistico è stato ampiamente confutato da pubblicazioni scientifiche (..)

    già
    http://www.plosmedicine.org/article/...l.pmed.0020392

    http://www.plosmedicine.org/article/...l.pmed.0030240
    Ultima modifica di simone11 : 04-11-2012 alle ore 21.46.50
    Simone

  9. #39
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da DerTodesking Visualizza messaggio
    Era così interessante che nessuno interveniva più...
    la psicoterapia favorisce scelte sane di vita che non condivido perché non è oggettivabile cosa sia una scelta sana di vita. Voi siete convinti che lo sia... Io no.
    Sì non è oggettivabile.
    Inoltre le scelte sane di vita sono una citazione dall'articolo che ho trattato e che mi è sembrato giusto trascrivere.
    Non generalizzare Char_lie.

    ciaz.

  10. #40
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Non generalizzare Char_lie.

    ciaz.
    Era un mio dubbio, in effetti. Avevo anche mandato una segnalazione ai moderatori, chiedendo di controllare gli IP, ma senza esito alcuno (nel senso che nessuno mi ha fatto sapere nulla).

    Buona vita

    P.S.: Lo sai che chiedere a DerTodesking (o Char_Lie) di "non generalizzare" è come chiedere ad un erbivoro di nutrirsi di bistecche, no?
    Ultima modifica di willy61 : 04-11-2012 alle ore 22.01.28
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  11. #41
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da simone11 Visualizza messaggio
    (..)Mi stupisce che ancora oggi si senta parlare di teoria serotoninergica della depressione, o di teoria dopaminergica della schizofrenia, quando questo tipo di approccio organicistico è stato ampiamente confutato da pubblicazioni scientifiche (..)

    già
    http://www.plosmedicine.org/article/...l.pmed.0020392

    http://www.plosmedicine.org/article/...l.pmed.0030240
    vero! E nonostante questo ci sono ancora alcuni pazienti che nei primi colloqui ti parlano del classico "scompenso delle cellule del cervello che il tal farmaco mette a posto"....di fatto offrendo la famigerata 'cura'

  12. #42
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Un primo appunto, e una critica, al considerare la psicoterapia come "talking cure".
    Dal mio punto di vista, focalizzarsi solamente sulla dimensione verbale rappresenta il passato, non il futuro della psicoterapia. Credo sarebbe interessante ripercorrere una storia parallela che porta da Wilhelm Reich e da Ferenczi, fino a Lowen e al ruolo del corpo in psicoterapia. Una storia che, sebbene non venga quasi mai citata, è - a mio parere - strettamente legata ai collegamenti proposti da Allan Schore in ambito psicoanalitico e dal movimento della "Mindfulness" in ambito cogniivista.
    Dal mio punto di vista, ogni forma di psicoterapia è psicoterapia corporea, poiché non possiamo prescindere né dal corpo del paziente, né da quello del terapeuta, nemmeno in quelle forme di psicoterapia che si avvalgono delle tecnologie di comunicazione a distanza (occorre pur sempre un corpo per scrivere, vedere, sentire e udire).
    Mi aveva già posto questa eccezione Johnny e avevo risposto che "in seduta il linguaggio, la narrazione, sono gli strumenti principali che possiamo utilizzare in alternativa o ad intergrazione dei farmaci. Le tecniche sono basate sul linguaggio, sulla comunicazione. Non mi pare riduttivo riuscire a parlare di un disagio ricostruendo ed esplorando strategicamente il problema di difficile autosservazione per ii paziente".

    Insomma ho utilizzato un po' retoricamente questa espressione anglosassone per differenziarla connotativamente dall'approccio farmacologico.
    In effetti il corpo dovrebbe sempre stare al centro delle nostre osservazioni nella conduzione della terapia. Però devo ammettere che ho alcune perplessità su come possano essere utilizzate le numerose informazioni che se ne possono trarre.
    Forse la mia è una semplice ignoranza teorica rispetto ad altri modelli che prevedono una significativo approfondimento sperimentale e applicativo del corpo in chiave clinica.

    Devo dirti, willy, che sto cominciando a studiare la psicoterapia e la psicologia da un punto di vista storico (un lavoro immenso) con tutti i limiti contingenti (che tu sai ) che certo non aiutano un ossessivo come me ad esplorare minuziosamente l'affascinante materia storica. Quindi la tua indicazione la trovo appropriata e di buon senso e spero possano afferrarla e metterla in pratica un po' tutti.

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Aggiungerei solamente un aspetto che non hai citato, ma che ritengo fosse presente nella tua mente: la capacità del terapeuta di osservare se stesso e le proprie reazioni mentre ascolta ed osserva il paziente e le sue reazioni. La si può chiamare in molti modi (ed è stata definita in molti modi), ma è presente in ogni forma di psicoterapia.
    Sì è onnipresente, ma durante la terapia è difficilissima oltre che improbabile. Però il mio è un approccio costruttivista e quindi risente di un'epistemlogia di fondo molto prudente nel considerare un punto di vista esterno ad un "sistema autopietico" quale siamo.
    Ecco, sono d'accordo con te a patto che questa "metaosservazione" sia prevista nella supervisione, che ogni professionista dovrebbe effettuare almeno ogni settimana.



    ciaz.

  13. #43
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Devo dirti, willy, che sto cominciando a studiare la psicoterapia e la psicologia da un punto di vista storico (un lavoro immenso) con tutti i limiti contingenti (che tu sai ) che certo non aiutano un ossessivo come me ad esplorare minuziosamente l'affascinante materia storica. Quindi la tua indicazione la trovo appropriata e di buon senso e spero possano afferrarla e metterla in pratica un po' tutti.
    Compito meraviglioso... Prova a dare un'occhiata a "Colpa", e a "Ubi Major!", di Roberto Speziale-Bagliacca, Astrolabio editore. C'è dentro moltissima storia (e moltissima critica) ad alcuni modelli psicoanalitici (quello kleiniano, in particolare). Devo dire che raramento ho letto dei testi contemporaneamente utili dal punto di vista clinico e capaci di far sentire al lettore come una disciplina si è evoluta (e, a volte, involuta) nel corso degli anni.

    Anche questo è fatto bene:
    Psychotherapy as a profession--the Italian model.
    By: Lobb, Marghertta Spagnuolo. International Journal of Psychotherapy. Nov2003, Vol. 8 Issue 3, p227-233. 7p. Abstract (English): The Italian situation on psychotherapy is presented here with a critical eye on the old diatribe between science of spirit and science of nature, the focus given to training and to the insurance market and the balance between culture and business in our professional field. It is the opinion of the author that the role of psychotherapy and the consulting professions is crucial in every culture and that the constitutional definition of these professions in every country has to be taken into adequate account by professional communities. In this light, the history of psychotherapy law and the actual training and practice in Italy is presented. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1080/13569080310001655278. (AN: 12831235)

    D'accordo con te circa la necessità di una supervisione continua.

    Buona vita
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  14. #44
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    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Qualche articolo (da un punto di vista costruttivista) che ti potrebbe interessare:

    Realism, Antirealism, Constructivism, and Constructive Realism in Contemporary Epistemology and Science.
    By: Lektorskii, V. A. Journal of Russian & East European Psychology. Nov/Dec2010, Vol. 48 Issue 6, p5-44. 40p. Abstract: The article introduces the history of the debate between realism and antirealism of the theory of knowledge. The author maintains that contemporary constructivism can be understood only in this context. The article demonstrates how the transition from an antirealistic position to realistic constructivism has taken place in the modern theory of knowledge and human sciences. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.2753/RPO1061-0405480601. (AN: 59332745)
    Argomenti: REALISM; CONSTRUCTIVISM (Psychology); THEORY of knowledge; COGNITIVE development; SOCIAL sciences & psychology

    Re-membering Michael White.
    By: Campbell, Alistair. Australian & New Zealand Journal of Family Therapy. Jun2009, Vol. 30 Issue 2, preceding p71-71. 2p. Abstract: The article shares the author's views on the life of psychotherapist Michael White, the founder of narrative therapy. He states that White is best known for his development and investigation of narrative and constructivist approaches to therapy. He further states that he intends help in recognizing White's work as influential and meaningful. The author adds that he was struck by the diversity of White's legacy and hopes to join in the commemoration in his honor. (AN: 42325118)
    Argomenti: EDITORIALS; PSYCHOTHERAPY; WHITE, Michael; NARRATIVE therapy; CONSTRUCTIVISM (Psychology)

    Theories of emotion causation: A review.
    By: Moors, Agnes. Cognition & Emotion. Jun2009, Vol. 23 Issue 4, p625-662. 38p. 6 Diagrams, 2 Charts. Abstract: I present an overview of emotion theories, organised around the question of emotion causation. I argue that theories of emotion causation should ideally address the problems of elicitation, intensity, and differentiation. Each of these problems can be divided into a subquestion that asks about the relation between stimuli and emotions (i.e., the functional level of process description, cf. Marr, 1982) and a subquestion that asks about the mechanism and representations that intervene (i.e., the algorithmic level of process description). The overview reveals that theories of emotion causation sometimes differ with regard to the kind of process that they hold responsible for emotion causation. More precisely, they hold different assumptions regarding the conditions under which the process is supposed to operate (optimal versus suboptimal), the format of the representations involved (propositional versus perceptual), and the object or input of the central process (stimulus versus responses/experience). Further, the overview reveals that theories of emotion causation sometimes differ with regard to the level of process description that they focus on. Finally, the overview brings to light several similarities among the theories discussed. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1080/02699930802645739. (AN: 39453202)
    Argomenti: EMOTIONS (Psychology); CAUSATION; CONSTRUCTIVISM (Psychology); THEORISTS; STIMULUS intensity; COGNITION

    Timekeeping is Everything : Rhythm and the Construction of Meaning.
    By: Botella, Luis. Journal of Constructivist Psychology. Oct2008, Vol. 21 Issue 4, p309-320. 12p. Abstract: Rhythm and drumming have not been explored systematically from a constructivist or a personal construct theoretical approach. This article is an exploration of the bridges between constructivism and drumming in terms of the interrelated processes of listening outwardly, listening inwardly, and the actual motoric action of playing. Listening outwardly is approached from the constructivist notion of validation and/or invalidation of anticipations. Listening inwardly is related to the bodily base of rhythm perception. Playing drums is discussed particularly in relation to the emotional expressivity of drumming. The article ends with some personal reflections. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1080/10720530802255251. (AN: 34212909)
    Argomenti: RHYTHM; CONSTRUCTIVISM (Education); PERSONNEL management; CONSTRUCTIVISM (Psychology); PERCEPTION; QUALITY of life

    The efficacy of personal construct therapy: A comprehensive review.
    By: Holland, Jason M.; Neimeyer, Robert A.; Currier, Joseph M.; Berman, Jeffrey S. Journal of Clinical Psychology. Jan2007, Vol. 63 Issue 1, p93-107. 15p. 3 Charts. Abstract: Prior narrative and quantitative reviews have suggested that personal construct therapy (PCT) is an efficacious and viable form of treatment. However, these reviews failed to include all published, controlled PCT outcome studies and did not account for all measures of outcome. The present quantitative review, therefore, offers a comprehensive integration of the 22 published studies that compare PCT to a control group, examining its overall efficacy at posttest and follow-up as well as its effects for different types of outcome measures. Overall, the efficacy of PCT was found to be somewhat weaker than that reported in previous reviews. It was also found that traditional self-report and behavioral observation measures tended to yield larger effects compared to measures that focused on personal meanings and scored content supplied by the client. © 2006 Wiley Periodicals, Inc. J Clin Psychol 63: 93–107, 2007. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1002/jclp.20332. (AN: 23430266)
    Argomenti: COGNITIVE therapy; CONSTRUCTIVISM (Psychology); PSYCHOTHERAPY; META-analysis; PSYCHOMETRICS; BEHAVIORAL assessment; CLINICAL psychology; PSYCHOLOGY -- Research; PSYCHOLOGICAL tests

    How I Embody a Narrative Constructive Approach.
    By: Hoyt, Michael F. Journal of Constructivist Psychology. Oct-Dec2002, Vol. 15 Issue 4, p279-289. 11p. Abstract: The author provides a candid view, emphasizing the importance of language, compassion, politics, poetics, and mystery in his construction of constructivism. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1080/10720530290100497. (AN: 7311079)
    Argomenti: PSYCHOLOGY; CONSTRUCTIVISM (Psychology)

    The Estrangement of Social Constructionism and Experimental Social Psychology: History of the Rift and Prospects for Reconciliation.
    By: Jost, John T.; Kruglanski, Arie W. Personality & Social Psychology Review (Lawrence Erlbaum Associates). 2002, Vol. 6 Issue 3, p168-187. 20p. Abstract: Social constructionism and experimental social psychology represent two complementary paradigms for understanding human social behavior, but over the last quarter century they have remained oddly and unnecessarily estranged from one another. In this article, we trace the history of social constructionist thought and find that the intellectual lineage and guiding assumptions of these two subcultures of social psychology are essentially the same. Next, we clarify the philosophical and ideological bases of their divide to determine how wide the rift really is. Although the differences may appear to be unbridgeable, we argue that a rapprochement is both possible and desirable. At the level of metatheory, Donald Campbell and William J. McGuire have demonstrated that constructionist and empirical insights can be usefully integrated in social psychology. At the level of empirical research, studies of the situated self-concept, social identity, collective representation, attitudes as temporary constructions, communication and shared reality, and cultural psychology have progressed through the incorporation of constructionist themes. Similar opportunities await researchers who explore the contextual bases of history, ideology, and other shared systems of meaning and their implications for social psychology. Finally, we identify some substantive and stylistic complementarities of social constructionism and experimental social psychology and analyze their joint potential for contributing to a well-balanced discipline of social psychology that is worthy of both parts of its name. [ABSTRACT FROM AUTHOR] (AN: 6860585)
    Argomenti: SOCIAL psychology; CONSTRUCTIVISM (Psychology)

    Editorial: method in our madness, or madness in our method? The many faces of psychotherapy.
    By: Wilkinson, Heward. International Journal of Psychotherapy. Mar2000, Vol. 5 Issue 1, p5-9. 5p. Abstract: The Editorial notes that the papers in this issue pluralistically juxtapose at least two methodological insights in new ways, fulfilling the bridging, and growing edge, function of the Journal. Previous expressions of this are outlined, focusing especially on values and the grounds of knowledge in psychotherapy. The significances of the papers are then discussed: the affirmation of constructivism against objectivist use of field theory in Geoff Heath's review paper, 'A constructivist attempts to talk to the field'; Judy Ryde's subtle pluralistic exploration of working with difference in supervision, 'Supervising across difference'; Drs Perez-de-Albeniz's and Jeremy Holmes' paper, 'Meditation: concepts, effects and uses in therapy', which deploys the scientific tools of medical-neurological analysis and quantitative studies precisely upon something commonly assumed to be outside of such modes of enquiry, namely, meditation and meditation techniques; and Marion Minerbo's post-modern turn to psychoanalysis in 'Post-modern forms of subjectivity', which gives an intriguing post-modern slant upon the modes of enquiry of psychoanalysis, and is an important challenge to ordinary causalistic models of psychoanalytic interpretation, for symbolic choices within a world of public meanings create our identity. Finally, current political developments in the Journal with the European Association for Psychotherapy, and Taylor and Francis, Carfax Publishers are touched upon. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.1080/13569080050020236. (AN: 3335080)
    Argomenti: PSYCHOTHERAPY; MEDITATION; CONSTRUCTIVISM (Psychology)
    Database: Psychology and Behavioral Sciences Collection

    Buona vita
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  15. #45

    Riferimento: Validità della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Sì non è oggettivabile.
    Inoltre le scelte sane di vita sono una citazione dall'articolo che ho trattato e che mi è sembrato giusto trascrivere.
    Non generalizzare Char_lie.

    ciaz.
    Almeno su qualcosa allora siamo d'accordo . Ma questa cosa (il fatto che il sano di una scelta non sia qualcosa di oggettivo) secondo te non ha ripercussioni sullo statuto ontologico della malattia mentale, sulla presunta oggettività della malattia mentale?
    Come si capta e può osservare una malattia mentale se non a partire dalle scelte di un soggetto?

    Una persona che non mangia ad esempio, motivando la cosa dicendo che non vuol più distruggere la vita di alcun altro essere vivente, è matta? E' da curare? Magari questa direbbe pure "io vorrei vivere, ma per vivere devo distruggere la vita di questi esseri, e così non voglio più vivere". Questa persona non vive bene, ma il suo non vivere bene dipende da una malattia che ha attaccato la mente?

    Io immagino casi del genere, e non credo che pure l'anoressica o qualcun altro fa quel che fa senza motivo, ora bisognerebbe assumere che ci sono motivazioni sane e motivazioni insane? Se non è l'atto in sé insano, cosa si giudica insano?

    Se c'è un errore nella visione della realtà sarei d'accordo nel "curare", nella rimozione dell'errore di visione al fine di impedire che una persona faccia quel che alla fine non vorrebbe fare (agisce per ottenere un effetto ma ne ottiene un altro che non vuole ottenere), ma errori di visione io ho osservato che sono molto più rari di quel che si crede (sono stato a contatto con persone con diverse diagnosi di "malattia", ma così "matte" nell'afferrare quel che c'era attorno a loro, io ho osservato che non lo erano affatto) per questo ho dedotto che il problema non può consistere nella percezione del mondo circostante, ma se non consiste in questo... In cosa consiste?

    Poi un'altra cosa che mi chiedo è: se la sanità mentale corrispondesse ad una corretta visione delle cose, perché non ritengono siano pazze anche persone che vedono la madonna e cose del genere?

    L'idea di fondo quale sarebbe?
    Se migliaia e migliaia di persone ti appoggiano e ritengono giustificato il tuo comportamento e il tuo modo di pensare non sei pazzo, se non ti appoggia nessuno sei pazzo?


    Tu mi hai risposto e io ho risposto alla risposta, se non volete più parlare di questi aspetti e non vi interessano, comunque non rispondete.

    In ogni caso pure la mania di Willy delle bibliografie potrebbe essere un qualcosa da analizzare , io c'ho i miei modi di fare che possono apparire strani ad altri, ma pure altri ce li hanno. E lo strano chi è? Io sono arrivato alla conclusione che pure le stramberie sono in fin dei conti normali, sono solo modi di fare che si discostano dalla media.

    Saluti
    Ultima modifica di DerTodesking : 05-11-2012 alle ore 08.45.27

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