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  1. #121
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Mi trovi perfettamente d'accordo. Giusto per informazione: la Società Italiana di Analisi Bioenergetica prevede che, se un diplomato in psicoterapia intende diventare "Certified Bioenergetic Therapist" (il che apre lo spazio alla carriera interna, per esempio) debba portare in supervisione tre casi nel giro di un anno.
    Ma "portare in supervisione", in questo caso, significa che il supervisore viene nel tuo studio, si accomoda e osserva un minimo di dieci sedute "random" nel corso di 12 mesi.

    Come dire... non una cosetta da poco.

    Buona vita
    La supervisione'"in vivo' (l'elemento random e' basilare) e' forse il migliore strumento che abbiamo per continuare ad imparare!

  2. #122
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Axamer Ibk Visualizza messaggio
    La supervisione'"in vivo' (l'elemento random e' basilare) e' forse il migliore strumento che abbiamo per continuare ad imparare!
    Non si può essere che pienamente daccordo sia con te che con Willy. Eppur tuttavia allora dobbiamo dare ragione alle associazioni professionali di categoria di counseling (mi riferisco alle maggiori e serie) che ritengono a:

    a) che i propri iscritti siano obbligati ad effettuare supervisione, pena il decadimento della certificazione di competenza rilasciata;
    b) che sia molto discutibile che tale obbligo non esista all'interno dell'Ordine degli psicologi, quanto meno per coloro che esercitano la "pratica clinica"

    Io quoto e rincaro: altro che discutibile, è scandaloso!!!

    E lo stesso si potrebbe dire per l'assicurazione professionale: l'Ordine degli psicologi fa di tutto per rimandare (complice i casini del Governo e le pressioni delle lobby dei professionisti in parlamento), mentre le associazioni professionali di counseling ce l'hanno obbligatoria!!!

  3. #123
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Notizia dell'ultimora che sta proprio in questi istanti impazzando in internet: il Parlamento ha approvato la Legge sul riconoscimento delle professioni non regolamentate e delle associazioni di categoria. A questo punto il confronto sarà indispensabile.

  4. #124
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Notizia dell'ultimora che sta proprio in questi istanti impazzando in internet: il Parlamento ha approvato la Legge sul riconoscimento delle professioni non regolamentate e delle associazioni di categoria. A questo punto il confronto sarà indispensabile.
    Bella notizia. Significa che anche in Italia siamo usciti dal medioevo delle gilde e delle corporazioni? Se ne sentiva la mancanza

  5. #125
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da ParanorWill Visualizza messaggio
    Bella notizia. Significa che anche in Italia siamo usciti dal medioevo delle gilde e delle corporazioni? Se ne sentiva la mancanza

    che bello
    domani mattina mi metto a progettare le case, tanto mi creo un'associazione di categoria di "progettisti di case", non serve la laurea in ingegneria.
    Oppure mi metto a curare la gente dalla broncopolmonite e calcoli renali somministrando gocce di acqua e limone, tanto ci sarà qualche associazione di categoria di naturopati orientali o cose del genere che ora mi permette di farlo.

  6. #126
    Partecipante Esperto L'avatar di -bijoux-
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    che bello
    domani mattina mi metto a progettare le case, tanto mi creo un'associazione di categoria di "progettisti di case", non serve la laurea in ingegneria.
    Oppure mi metto a curare la gente dalla broncopolmonite e calcoli renali somministrando gocce di acqua e limone, tanto ci sarà qualche associazione di categoria di naturopati orientali o cose del genere che ora mi permette di farlo.
    No ragazzi non travisiamo la realtà, NESSUNO può fare il lavoro delle categorie già approvate dalla legge come la nostra, in cui è necessaria una specifico percorso formativo! Nessuno può fare il medico, lo psicologo, l'ingegnere, l'avvocato ecc senza essere non solo formato adeguatamente nei parametri della legge ma SOPRATTUTTO iscritto al rispettivo albo!!!
    Queste professioni non potranno in alcun modo fare la professione dello psicologo! Nel caso in cui sia veritiera la notizia del riconoscimento delle professioni non regolamentate e delle associazioni di categoria (non sto seguendo la vicenda) queste professioni potranno tutelarsi con delle associazioni regolamentate e quindi pretendere ad esempio una determinata formazione per chi farà il loro lavoro... In pratica tutelano di più la loro clientela, ad esempio un osteopata (che non è una professione riconosciuta con un proprio albo) potrà, nel caso sia vera tale legge, garantire maggior professionalità alla propria clientela dato che il suo lavoro non potrà essere applicato senza regole ma sarà appunto regolamentato e riconosciuto....
    In sostanza più riconoscimento e regolamentazione (traduzione= piu vincoli formativi) per queste professioni e non più libertà nell'applicare la nostra!!! Stiamo attenti a non far trapelare questo messaggio!!!

  7. #127
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    che bello
    domani mattina mi metto a progettare le case, tanto mi creo un'associazione di categoria di "progettisti di case", non serve la laurea in ingegneria.
    Oppure mi metto a curare la gente dalla broncopolmonite e calcoli renali somministrando gocce di acqua e limone, tanto ci sarà qualche associazione di categoria di naturopati orientali o cose del genere che ora mi permette di farlo.
    Queste cose non sono ovviamente possibili, come è del resto normale che sia. Ogni professione regolamentata continuerà a mantenere le proprie specifiche e riserve professionali. La differenza sarà quella tra una precedente situazione priva di riconoscimento giuridico e regolamentazione ed una maggiore possibilità, si spera, di un esercizio di professioni prima non riconosciute a livello legislativo; vincolato a criteri di accreditamento più chiari e norme deontologiche. Questo credo rappresenti una forma realistica di tutela sia per chi esercita una professione che per chi ne usufruisce. Che le figure professionali che emergono da tale contesto possano essere oggetto di dibattito o anche di critiche è un altro discorso. Ognuno è libero di avere le proprie posizioni in merito. Ma sinceramente non credo, come ha affermato l'Ordine degli psicologi nella sua petizione contro questa legge, che la sua approvazione significhi "consegnare la salute dei cittadini italiani nelle mani di maghi e fattucchieri". Una modalità espressiva della quale mi sembra già si sia discusso all'interno di questo forum; ma che purtroppo sembra connaturata ad un certo modo di intendere i rapporti con altre figure professionali che carica di animosità le coscienze.

  8. #128
    Banned
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Ho appena ricevuto la mail dall'Ordine nazionale . Si può incollare qui?
    Non commento, mi limito a dire che sono totalemente d'accordo con quanto viene detto in questa lettera.

    La legge sulle "professioni" non regolamentate: il nostro 11 settembre.
    Presidente Consiglio Nazionale Ordine Psicologi
    L'anno che si chiude non è stato, per le Professioni, un grande anno: la maggior parte vissuto con grande apprensione per una serie di provvedimenti alcuni annunciati, altri promessi, altri ancora, imposti. Tutti, sostanzialmente, contro e a danno dei professionisti. Tutti, certamente, a danno dei cittadini.
    Governo e Parlamento, entrambi colpevolmente ondivaghi sul tema professioni, hanno l'uno varato e l'altro approvato provvedimenti confusi e confusivi, costosi e potenzialmente pericolosi per la collettività.
    Non bastava - evidentemente - il caos determinato da alcune delle novità introdotte dalla mini-riforma dell'agosto 2012. Sembrava difficile fare di peggio: invece il Parlamento – con il complice silenzio del Governo – è riuscito a farlo allo spirare della Legislatura, ed ha toccato il fondo con l'approvazione di una legge, di evidente fetore elettoralistico, che regolamenta le associazioni delle cosiddette "professioni" non organizzate in ordini e collegi: un atto, a dir poco, indecente perpetrato mercoledì 19 dicembre – in sede legislativa - dalla 10a Commissione Attività Produttive della Camera.
    Non esito a dire che siamo di fronte all'11 settembre delle Professioni, quelle vere: perché con la pubblicazione in Gazzetta, le pseudo-professioni e gli altrettanti pseudo-professionisti potranno essere legittimati a svolgere attività per le quali i Professionisti, quelli veri, hanno dovuto acquisire una laurea, svolto un tirocinio ed infine superato un esame di Stato.
    E' bene non dimenticare che il sistema Professionale ordinistico del nostro Paese è strutturato in 27 organi nazionali, 118 sedi regionali e 1.759 sedi territoriali. La rete dei Professionisti partecipa attivamente al processo di innovazione del Paese con importanti risultati sul piano sociale, culturale oltre che economico. Il contributo delle Professioni giuridico-economiche, tecniche, sanitarie e socio-sanitarie – oltre al valore aggiunto in termini di rilevanza e valore sociale – è stimato attorno a 250 miliardi di euro, circa il 12% del Pil. Rilevante l'importanza in termini occupazionali.
    Anche per questi motivi le Professioni ordinistiche hanno il dovere di rivendicare un ruolo sempre più importante nel sistema sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Un ruolo in cui è centrale, ma di questo né il Governo né il Parlamento si sono minimamente preoccupati, la soddisfazione e la tutela del cliente/utente.
    Voglio ricordare alcuni dei principi essenziali, comuni a tutte le Professioni, e che definiscono il professionalismo, quello vero: la Repubblica tutela le Professioni intellettuali, come espressione del lavoro e come patrimonio di conoscenze e di competenze al servizio della collettività; sono definite Professioni intellettuali quelle basate sull'esercizio di attività lavorativa a prevalente contenuto intellettuale e incidenti su diritti e valori costituzionali, su beni e risorse di interesse generale collettivo e aventi consistente rilevanza sociale; l'accesso alle Professioni intellettuali è subordinato al superamento dell'esame di Stato, specifico di ciascuna Professione, e all'iscrizione all'albo del corrispondente ordine o collegio professionale; la funzione di garanzia pubblica sull'esercizio delle Professioni intellettuali è assunta dagli Ordini e Collegi, sotto la vigilanza dello Stato.
    Questi principi sono distanti anni luce da quelli che caratterizzano la legge appena approvata. Essa devolve esplicitamente - e colpevolmente - completamente ad associazioni private l'individuazione dei requisiti necessari allo svolgimento di attività che non hanno alcun carattere professionale disegnando, di fatto, un sistema interamente ed esclusivamente fondato sull'autoreferenzialità e sull'autocertificazione, privo, inoltre, di organismi indipendenti cui affidare le opportune procedure di valutazione, controllo e accreditamento.
    L'applicazione di questo principio anche nell'ambito della salute significa che lo Stato rinuncia, apertamente ed esplicitamente, a garantire un'adeguata formazione dei professionisti ed abbandona ogni controllo sui livelli qualitativi delle loro prestazioni: abdica alla fondamentale funzione di responsabile della salute dei cittadini. La professione di psicologo e le prestazioni che essa ricomprende sono indissolubilmente legate al diritto alla salute che l'articolo 32 della Costituzione definisce come un diritto dell'individuo e un interesse della collettività. Il diritto alla salute viene in tal modo calpestato, consentendo di affidare – letteralmente – anche a maghi e fattucchiere la salute dei cittadini.
    Per questo stiamo valutando tutte le azioni possibili - ricorsi e quant'altro - contro un provvedimento che apre scenari a dir poco inquietanti.
    Nel 2013 questa legge scellerata inizierà a produrre i suoi devastanti effetti: tutti stiano certi che la nostra vigilanza sarà massima, pronti come siamo, a controllare con ogni possibile mezzo che siano tutelati i sacrosanti diritti dei cittadini.
    So per certo che - in particolare - la comunità degli Psicologi saprà gestire una condivisa "politica professionale", libera dall'autoreferenzialità e priva di scorie corporativistiche, ma fortemente ancorata ad una identità professionale così come tratteggiata dalla nostra Legge di ordinamento e dal nostro codice deontologico ed ancor più fortemente orientata alla qualità dei servizi professionali offerti.
    Sono convinto però che tutto ciò non sia più sufficiente perché la psicologia e soprattutto gli psicologi vedano riconosciuto il ruolo che spetta loro nella nostra società. Oltre alla buona politica professionale, credo nell'assoluta necessità vi debba essere, parallelamente, un nostro impegno diretto anche per una buona Politica: solo così la cultura psicologica potrà essere una risorsa utile per indicare buone soluzioni e costruire sviluppo per la nostra società.

  9. #129
    Partecipante Esperto L'avatar di -bijoux-
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Per fare chiarezza ho cercato informazioni su cosa cambierà per queste professioni: in sostanza i professionisti non regolamentati potranno costituire associazioni professionali (private fondate su base volontaria), con il fine di valorizzare la qualità delle competenze e della formazione degli associati promuovendo anche la formazione continua degli iscritti, tutelando al loro interno il rispendo di una deontologia e applicando eventuali sanzioni disciplinari agli iscritti (in poche parole l'obiettivo è tutelare l'utenza). Queste associazioni possono in pratica rilasciare attestati agli iscritti certificando così la qualità del professionista e la conformità alle loro norme, anche se comunque non sono necessari questi attestati per l'esercizio della professione. In poche parole un professionista potrà avere una certificazione (rilasciata da queste associazioni private) per dimostrare all'utenza la sua conformità alle norme di tale associazione...

  10. #130
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Re: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Sbaglio o tutto questo succedeva già? Tra l'altro, essendo tutto così autoreferenziale e privato, sai che affidabilità ispirano

  11. #131
    Partecipante Esperto L'avatar di Empowered
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    Riferimento: Re: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    Sbaglio o tutto questo succedeva già? Tra l'altro, essendo tutto così autoreferenziale e privato, sai che affidabilità ispirano
    Tutto accadeva già in effetti...

  12. #132
    Johnny
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da -bijoux- Visualizza messaggio
    Per fare chiarezza ho cercato informazioni su cosa cambierà per queste professioni: in sostanza i professionisti non regolamentati potranno costituire associazioni professionali (private fondate su base volontaria), con il fine di valorizzare la qualità delle competenze e della formazione degli associati promuovendo anche la formazione continua degli iscritti, tutelando al loro interno il rispendo di una deontologia e applicando eventuali sanzioni disciplinari agli iscritti (in poche parole l'obiettivo è tutelare l'utenza). Queste associazioni possono in pratica rilasciare attestati agli iscritti certificando così la qualità del professionista e la conformità alle loro norme, anche se comunque non sono necessari questi attestati per l'esercizio della professione. In poche parole un professionista potrà avere una certificazione (rilasciata da queste associazioni private) per dimostrare all'utenza la sua conformità alle norme di tale associazione...
    da quel che mi risulta:
    uno degli obiettivi delle associaz. di categoria è allinearsi alle direttive europee che, in generale, spingono verso la direzione delle "competenze" anziché del "titolo di studio".
    C'è tutta una serie di professioni semi-regolamentate: cosa sono le professioni semi-regolamentate? tutte quelle professioni che TUTTI possono svolgere, senza la necessità di avere un titolo di studio o aver frequentato corsi di formazione.
    Tuttavia, all'interno di queste professioni, possono essere organizzate delle "associazioni di categoria", cioè associazioni di professionisti che dicono "ok non serve un titolo di studio o requisiti per svolgere questa professione, però voi (utenza) sappiate che noi (iscritti all'associazione di categoria x) abbiamo fatto un corso di 3 anni e facciamo le supervisioni ogni 6 mesi, perciò, pur nella libertà di rivolgervi a chi volete, noi possiamo garantire che i nostri iscritti hanno le COMPETENZE per svolgere questa professione".
    L'obiettivo è evitare che sorgano lobby ("solo noi possiamo fare questa professione") e fare in modo che il mercato si autoregoli. In poche parole tutti possono fare tutto, ma l'utente sa che chi è iscritto a un'associazione di categoria sicuramente sa fare il proprio lavoro, poi l'utente sceglie se rivolgersi a un professionista che è iscritto all'associaz. di categoria o no.

    Le professioni abilitanti invece possono essere svolte SOLO da chi ha un "titolo" acquisito con esame di stato (avvocato, psicologo, medico, ingegnere, ecc...).

    Il problema per noi psicologi è che la nostra professione ha confini labili e quello che facciamo noi può essere fatto anche da altri semplicemente cambiando termini("counseling" anziché "sostegno psicologico"....)
    Ultima modifica di Johnny : 21-12-2012 alle ore 17.03.03

  13. #133
    Partecipante Esperto L'avatar di -bijoux-
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    da quel che mi risulta:
    uno degli obiettivi delle associaz. di categoria è allinearsi alle direttive europee che, in generale, spingono verso la direzione delle "competenze" anziché del "titolo di studio".
    C'è tutta una serie di professioni semi-regolamentate: cosa sono le professioni semi-regolamentate? tutte quelle professioni che TUTTI possono svolgere, senza la necessità di avere un titolo di studio o aver frequentato corsi di formazione.
    Tuttavia, all'interno di queste professioni, possono essere organizzate delle "associazioni di categoria", cioè associazioni di professionisti che dicono "ok non serve un titolo di studio o requisiti per svolgere questa professione, però voi (utenza) sappiate che noi (iscritti all'associazione di categoria x) abbiamo fatto un corso di 3 anni e facciamo le supervisioni ogni 6 mesi, perciò, pur nella libertà di rivolgervi a chi volete, noi possiamo garantire che i nostri iscritti hanno le COMPETENZE per svolgere questa professione".
    L'obiettivo è evitare che sorgano lobby ("solo noi possiamo fare questa professione") e fare in modo che il mercato si autoregoli. In poche parole tutti possono fare tutto, ma l'utente sa che chi è iscritto a un'associazione di categoria sicuramente sa fare il proprio lavoro, poi l'utente sceglie se rivolgersi a un professionista che è iscritto all'associaz. di categoria o no.

    Le professioni abilitanti invece possono essere svolte SOLO da chi ha un "titolo" acquisito con esame di stato (avvocato, psicologo, medico, ingegnere, ecc...).

    Il problema per noi psicologi è che la nostra professione ha confini labili e quello che facciamo noi può essere fatto anche da altri semplicemente cambiando termini("counseling" anziché "sostegno psicologico"....)
    Vorrei sottolineare la tua ultima frase che condivido in pieno, nonostante la nostra sia una professione abilitante (e come dici giustamente te dovrebbe essere esercitata SOLO da professionisti iscritti all'albo) purtroppo spesso questo non avviene dato la labilità dei confini di molte pratiche psicologiche... Di questo non posso che darti ragione e haimè me ne rammarico, purtroppo questo è il frutto di anni di non tutela della nostra professione in cui chi ne aveva l'autorità non ha mai fatto sentire la sua voce...
    In ogni caso spero che l'ordine si svegli e non finisca solo per fare la guerra a semi-professioni limitrofe (spesso inefficacie come si è dimostrato) ma che si attivi per PRUOMUOVERE e DIFFERENZIARE una volta per tutte la nostra!! Per farci conoscere e divulgare la nostra professionalità, per sottolineare la nostra lunga (e aggiungerei azzardatamente costosa) formazione che sarà pur servita a qualcosa e che ci avrà dato delle competenze di gran lunga superiori ad ogni altro semiprofessionista improvvisato... In sostanza sta a noi (mi riferisco alla categoria in generale) differenziarci per bravura e competenza iniziando a cogliere ed a rispondere all'immenso bisogno della nostra figura professionale nella società odierna; finchè non faremo questo l'utenza si rivolgerà al primo professionista di passaggio...
    Ultima modifica di -bijoux- : 21-12-2012 alle ore 18.28.59

  14. #134
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Notizia dell'ultimora che sta proprio in questi istanti impazzando in internet: il Parlamento ha approvato la Legge sul riconoscimento delle professioni non regolamentate e delle associazioni di categoria. A questo punto il confronto sarà indispensabile.
    Non mi sembra che cambi molto, primo perché comunque non si potrà fare abuso di professione, ad esempio sanitaria. Secondo punto, non sara' necessario iscriversi alle associazioni riconosciute e non ci saranno quindi attività riservate. Vuol dire che chiunque potrà definirsi counselor, pranoterapeuta, ecc. Sinceramente sono contento di aver scelto il percorso universitario, sia per la formazione che per il fatto che in ambito psicologico dia la possibilità di accedere ad una professione con attività riservate, es. diagnosi, riabilitazione, sostegno e la possibilità di diventare specialista in psicoterapia. A me non da fastidio che ci siano associazioni riconosciute. Di fatto gli iscritti non potranno fare attività riservate alle professioni sanitarie o altre professioni regolamentate in Ordini e Collegi.

  15. #135
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    che bello
    domani mattina mi metto a progettare le case, tanto mi creo un'associazione di categoria di "progettisti di case", non serve la laurea in ingegneria.
    Oppure mi metto a curare la gente dalla broncopolmonite e calcoli renali somministrando gocce di acqua e limone, tanto ci sarà qualche associazione di categoria di naturopati orientali o cose del genere che ora mi permette di farlo.
    Secondo me, ci possono essere degli aspetti positivi riguardo il fatto che hanno approvato la legge delle professioni non organizzate in ordini o collegi. La legge dice chiaramente che tali professioni non possono svolgere alcuna attività riservata alle professioni regolamentate. Ecco che l'Ordine degli psicologi dovrebbe, secondo me, monitorare che quando le associazioni riconosciute (assieme all'UNI) elencheranno le competenze di tali professioni, non facciano abuso di professione. Di fatto il counselor non potrà fare sostegno o consulenza in ambito psicologico. In poche parole dovrà essere chiaro che non potrà intervenire in caso di disagio psicologico (sostegno) oltre che ovviamente in caso di psicopatologia (riabilitazione, psicoterapia, ecc.). La legge e' chiara che le associazioni dovranno essere chiare riguardo le attività di tali professioni. Spero che l'Ordine degli Psicologi non stia a piangersi addosso e veda le risorse di tale legge. Che agisca in modo che i counselor seguano la legge: "nessuna attività riservata"! Di fatto il counselor non avrà attività riservate, l'iscrizione alle associazioni non sara' obbligatoria. Questa regolamentazione potrebbe mettere un po' di ordine se ben sfruttata!

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