Evidentemente sono stata poco chiara, ma è un problema mio sicuramente.
Allora: "facciamo finta" che io sono una psicologa o psicoterapeuta che ha uno studio con un po' di pazienti, ha un giro discreto, tuttavia, un po' perché lavorare 7 ore in studio, 5 giorni su 7, è davvero troppo massacrante, un po' perché si ha bisogno di un'altra entrata, potrebbe dedicarsi ad altre attività che esulano il lavoro di sostegno psicologico o psicoterapia, ma sempre restando nell'ambito del suo mestiere. Qualche spunto? Decine e decine se solo guardiamo qualche categoria del tariffario dell'ordine: gruppi dedicati a varie tematiche della psicologia della salute, seminari, servizi privati di sportelli o progetti vari di sostegno o riabilitazione, insomma le idee non mancherebbero.
Forse quello che manca è lo stipendio sicuro.
E allora si è sbagliata laurea.
E anche epoca.
Tutta un'altra cosa è che io faccio un mestiere e per arrotondare ne vado a fare un altro, che non c'azzecca niente: uno dei due lo farò male.. o forse tutti e due.
Un conto se sono un neolaureato che cerca di sbarcare il lunario, un conto è una signora che ha l'hobby della psicoterapia.

Aiutooo!
Magari il caso che porti tu è differente, ma ho preso spunto da questo esempio, perché, ahimé, sento troppi giovani colleghi credere fermamente in questo pensiero del "faccio qualcos'altro, che tanto non c'è lavoro per ora".
Ah, beh, se non c'è ora.. figuriamoci tra qualche anno.
E di prof. con il passatempo della psicoterapia ( dopo 10 anni di analisi personale, 10 anni di specializzazioni e quant'altro ) ne ho conosciute molte ( evidentemente è un trend tra le 50 enni

), ma non vedo come possano mantenersi con il lavoro da psicoterapeuta se già hanno un altro lavoro che gli porta via tempo ed energie...
Io voglio dire a tutti i giovani psicologi di non credere a queste leggende metropolitane, che un sistema di poteri vecchi e anacronistici, tenta di spacciare come la realtà.
C'è una crisi economica, è vero.
Ma il "posto fisso", non esisteva già più da 15 anni.
Il futuro è nelle mani di ognuno, ma non bisogna aspettare che gli altri, gli adulti, diano il permesso di fare lo psicologo.
Se avete una laurea, almeno sulla carta questo mestiere potete farlo (anche l'abilitazione

), ma dovete essere pronti alla frustrazione, i guadagni all'inizio saranno pochini, ma non vi dovete fermare agli ostacoli.
Trovate il vostro modo per affrontarli.
Trovate chi volete essere e diventare, e lavorate per questo.
Se siete autentici e portate voi stessi (nelle relazioni, intendo), arriveranno anche i pazienti.
Ciao ciao
