
Originalmente inviato da
scriciola
Ciao a tutti, oggi ho fatto la preiscrizione on line per l'eds di giugno!! Pauuuuuura!!
Scherzi a parte, volvo chiedervi dei pareri perchè da sola a volte m vengono dubbi giganteschi.
Oggi mi sono messa a guardare seriamente le tracce per il caso clinico, provando a vedere se riesco ad ipotizzare diagnosi ecc.
Alcune tracce mi sembrano relativamente facili, cioè i sintomi sono chiari e quindi si può già avere un orientamento per una diagnosi piuttosto che per un'altra, anche se poi rimane ovviamente tutto da indagare.
Poi mi sono imbattuta in alcune tracce dubbie e lì è scattata la paranoia.
Vi posto un esempio che ho trovato sul sito unipd (è una traccia vecchia)
In relazione al seguente caso descrivere le modalità di lavoro per una valutazione del profilo
psicologico e accenni dell'intervento clinico che si considera più indicato.
Luca, 24 anni, si presenta all'appuntamento accompagnato dai genitori. Al momento in cui viene
invitato ad accomodarsi anche i familiari chiedono di entrare per riferire, in particolare la madre,
cosa non ha funzionato nei precedenti incontri svolti con altri psicologi. Attualmente Luca studia
all'università, frequenta come pendolare, ma ha cambiato varie sedi e questo ha comportato
secondo lui un ritardo negli studi. Il padre si rende disponibile ad accompagnarlo perchè lui perda
meno tempo negli spostamenti. La madre è molto impegnata nel suo lavoro ma cerca anche lei di
aiutarlo non caricandolo di altri impegni familiari. Ci sono altre due sorelle e la madre si rivolge
preferibilmente a loro che sono anche più grandi e indipendenti. Luca riferisce molti pensieri in
relazione ai compagni del liceo che stanno ormai per concludere gli studi universitari mentre per lui
è difficile individuare uno scopo. Ha dato di recente un esame molto importante e adesso sente
una maggiore ansia e si trova spesso assorto nel pensare al futuro; pensa a quali altre difficoltà
potranno esserci ma poi aggiunge che il ritardo negli studi può in compenso avergli fatto acquisire
molta maturità. Quando studia si isola. In generale frequenta pochi coetanei e non ha altri interessi
tranne un hobby nel campo del collezionismo, interesse che condivide con un suo familiare. I
precedenti contatti, avuti negli ultimi tre anni, con psicologi li ha sempre interrotti per sua scelta,
un po' perchè si sente incapace di fare delle analisi profonde di sé e un po' perchè non nasconde
che vorrebbe farcela da solo.
Cosa ne pensate??
Qua a me verrebbe in mente di indagare molto la sfera relazionale e le tematiche di attaccamento...magari ci sta sotto un disturbo di personalità di tipo dipendente...ma sinceramente mi sembra tutto molto vago...voi come procedereste??