Ciao a tutti,
se c'è qualcuno che deve ancora fare l'esame di progettazzione e valutazione degli interventi formativi (ex Semeraro). Che ne dite di aiutarci a vicenda per toglierci di mezzo questo maledetto esame? Io inizio a rispondere di seguito a una delle domande che sono state fatte negli appelli precedenti, chi vuole partecipare è ben accetto:
Prevenzione del rischio in adolescenza e promozione delle life skills
Recentemente si è passati da un modello clinico di salute, diagnosi e trattamento di soggetti con patologie, a un modello sistemico (bio-psico-sociale), nel quale l'oggetto di studio non è più solo l'aspetto biologico, come nel modello precedente, ma anche quello psicologico e soprattutto quello sociale, l'influenza del contesto.
Nell'adolescenza i ragazzi si trovano ad affrontare un momento di transizione importanti per il proprio sviluppo psico sociale: ricercando l'indipendenza dai genitori, si notano cambiamenti fisici (es. il pelo e la voce), psicologici (es. allargamento degli interessi personali e sociali) e iniziano a passare più tempo con il gruppo dei pari.
Percorrendo questa delicata fase dello sviluppo ci si può imbattere in esperienze che aumentano le probabilità del ragazzo di incorrere in conseguenze negative per il proprio sviluppo e adattamento psicosociale, i fattori di rischio. Alcuni fattori di rischio possono esercitare un'influenza diretta o indiretta, mentre altri possono essere internalizzati (es. sentimenti depressivi, frustrazione, stress) o esternalizzati (es. comportamenti rischiosi quali uso di droghe, alcol e sesso precoce).
Agli antipodi dei fattori di rischio si possono incontrare i fattori di protezione. Questi fattori sono il risultato della interazione tra risorse individuali e aspetti contestuali, e aiutano a promuovere comportamenti positivi allo sviluppo e adattamento sociale dell'individuo. Tra le risorse individuali si schierano i valori, le conoscenze specifiche della dannosità dei comportamenti negativi, la disapprovazione dei comportamenti negativi, alte aspettative di vita e le life skill (verranno approfondite in seguito). Mentre tra gli aspetti contestuali giocano un ruolo fondamentale la famiglia, la scuola e il gruppo dei pari. La famiglia può apportare modelli positivi di adulto e disincentivare comportamenti negativi, fornire un esempio del rispetto delle regole mediante uno stile educativo autorevole ed incentivare l'apertura al dialogo tra i propri membri. Anche nella scuola si insegna il rispetto delle regole così come l'insegnante può essere considerato un appoggio per discutere sul tema dei comportamenti negativi e può incentivare l'alunno ad alte aspettative di vita. Il gruppo dei pari in questa età è molto importante poiché i ragazzi passano più tempo fuori casa (o scuola), trascorrendo le giornate in luoghi di aggregazione che possono fornire possono rivelarsi delle vere palestre educative per la ricerca dell'identità del ragazzo.
Per prevenire i fattori di rischio in adolescenza si possono attuare diversi metodi: top-down, bottom-up, bottom-up, e metodi interattivi. Nel primo metodo gli operatori socio-sanitari propongono programmi di prevenzione del rischio alla popolazione bersaglio; nel secondo metodo la popolazione target, prima esclusa, ora partecipa attivamente nella creazione di programmi di prevenzione del rischio; mentre il terzo metodo può essere considerato un buon compromesso dei due precedenti dato che sia gli operatori socio-sanitari che la popolazione bersaglio lavorano ai programmi di prevenzione.
Alcuni esempi di metodi interattivi sono il peer-education (educazione tra pari, nel senso che alcuni ragazzi vengono formati e reinseriti nel gruppo dei pari al fine di formare i propri coetanei), il potenziamento della abilità metacognitive e le life skill.
Le life skills fanno parte di questi ultimi modelli e riguardano: decision making (capacità di prendere decisioni individuali o collettive), problem solving (capacità di risolvere problemi cognitivi o interpersonali, creatività ( capacità di pensare a soluzioni nuove riseptto a quelle già sperimenteate), pensiero critico ( riflettere sulle informazioni in modo autonomo), comunicazione efficace (capacità di usare il linguaggio in modo ampio e articolato), capacità di relazione (capacità di porsi in rapporto con gli altri in modo positivo), autocoscienza e autoefficacia (progressiva conoscenza di sé e delle proprie abilità), empatia (capacità di mettersi nei panni dell'altro), gestione delle emozioni (aspetti cognitivi, affettivi e sociali che gesticono le emozioni), gestione dello stress (utilizzo delle strategie di coping), capacità di conoscere e rispettare le regole (es. limiti che pongono gli adulti).







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