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  1. #16
    Partecipante Affezionato
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    24-09-2011
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    Riferimento: Psicopraxis: psicoterapia interazionista (Padova/Mestre)

    Citazione Originalmente inviato da criccicri Visualizza messaggio
    All'alba del terzo anno io ti dico pragmaticamente che:

    1) devi essere molto convinta del modello epistemologico di riferimento

    2) non c'è lavoro per i clinici e la spesa annua è 4.300 euro ca.

    Detto questo, da un punto di vista formativo, è l'unica scuola ad indirizzo interazionista. Difficile fare paragoni.
    Scusa ma...
    1) x ogni orientamento bisogna essere molto convinti.. questo destruttura molte certezze, forse bisogna essere a proprio agio con l'incertezza per accettarlo, vuoi dirmi questo?

    2) Lavoro per i clinici non c è per nessun approccio di riferimento.. a parte qualche sporadico caso che il lavoro se lo costruisce con l inventiva, e questo mi sembra un buon approccio per poter " creare".

    3) mi spieghi se e come viene usato il DSM ? Da ciò che capisco non si usa ma come si fa una diagnosi ( nonostante l approccio non sposi questo concetto suppongo che dei punti di riferimento deve averli )

    Grazie
    Ultima modifica di crissangel : 27-06-2013 alle ore 09.30.26 Motivo: sistemato il quote per rendere più comprensibile il messaggio

  2. #17
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    Riferimento: Psicopraxis: psicoterapia interazionista (Padova/Mestre)

    Citazione Originalmente inviato da elisa801 Visualizza messaggio
    1) x ogni orientamento bisogna essere molto convinti.. questo destruttura molte certezze, forse bisogna essere a proprio agio con l'incertezza per accettarlo, vuoi dirmi questo?
    sì, direi che questa "traduzione" è pertinente!

    2) Lavoro per i clinici non c è per nessun approccio di riferimento.. a parte qualche sporadico caso che il lavoro se lo costruisce con l inventiva, e questo mi sembra un buon approccio per poter " creare".
    anche questo è vero: il modello ti propone metodi e tecniche soprattutto per "creare", dal momento che non suggerisce protocolli standardizzati d'intervento (ovviamente prospetta le metodologie più accreditate lasciando a te l'arbitrarietà di applicarle ad personam)

    3) mi spieghi se e come viene usato il DSM ? Da ciò che capisco non si usa ma come si fa una diagnosi ( nonostante l approccio non sposi questo concetto suppongo che dei punti di riferimento deve averli )
    Il DSM non è messo al bando a priori, come nessuno strumento del resto. Dipende da come lo si usa e soprattutto con quale obiettivo. Il concetto di diagnosi per il modello interazionista potrebbe essere tradotto come "individuazione della richiesta del cliente", piuttosto che "identificazione di una costellazione di sintomi ascrivibili alla sindrome XYZ".
    Mi spiego: possono venire da me 10 persone diverse, che per il DSM V hanno tutte i sintomi ascrivibili alla diagnosi di "depressione". Detto questo, come terapeuta interverrò ad personam, nella realtà soggettiva del singolo cliente.

    Ad ogni edizione il DSM aggiunge o toglie voci. Basta pensare che nella prima metà nel '900 c'era anche la diagnosi di "disoccupato", successivamente di "omosessuale" per arrivare al disturbo narcisistico di personalità che nell'ultima edizione è stato eliminato.

    I punto è: a cosa ti serve la diagnosi? a capire dove focalizzarti nell'intervento. Nel modello interazionista è il cliente che ti fornisce il tuo focus. Tu devi imparare come fare per indentificarlo. Le etichette sono poco indicative in questo senso...

    Spero di esserti stata utile, se hai domande più specifiche chiedi pure.

  3. #18
    Partecipante Affezionato
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    Re: Psicopraxis: psicoterapia interazionista (Padova/Mestre)

    Grazie sei stata molto chiara! Dimmi un altra cosa quando nel sito scrivono che ogni studente è portato a fare ricerca personale cosa significa? Che lo studente deve intraprendere progetti di ricerca ?

    Sto cercando di chiarirmi le idee su questo orientamento quindi se hai consigli da darmi te ne sarei grata... tu sei soddisfatta della scuola?

  4. #19
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    Riferimento: Re: Psicopraxis: psicoterapia interazionista (Padova/Mest

    Citazione Originalmente inviato da elisa801 Visualizza messaggio
    ...nel sito scrivono che ogni studente è portato a fare ricerca personale cosa significa? Che lo studente deve intraprendere progetti di ricerca ?
    la scuola si fa portavoce del detto "diffida del professionista che legge un solo libro", che tradotto per lo specializzando significa "non limitarsi alla bibliografia indicata anno per anno" (e su cui verte l'esame di ogni fine anno per il MIUR) e non denigrare a priori tutti gli altri modelli epistemologici (quindi leggere anche "altro" che non sia interazionismo).
    Inoltre, a seconda dello specifico settore in cui ciascuno di noi lavora/fa tirocinio, ogni anno lo specializzando è tenuto a scrivere una tesina applicando l'epistemologia di riferimento ad argomento/contesto di interesse. Quindi tra bibliografia ufficiale (necessaria ma non sufficiente), aggiornamento professionale (che al 3° e 4° anno può essere un vero e proprio progetto di ricerca), e letture di interesse personale, si fa "ricerca"

    tu sei soddisfatta della scuola?
    sono soddisfatta del modello espistemologico di riferimento, ed è l'unica scuola costruttivo-interazionista in Italia. Apparte Salvini, che ormai fa poche ore di lezione, ci sono alcuni docenti molto validi. Poi ognuno ha le sue idiosincrasie, come all'università.
    Sono anche disponibili per accogliere eventuali problemi (di qualsiasi genere) dello specializzando, anche nel pagamento delle rate.

  5. #20
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    Riferimento: Psicopraxis: psicoterapia interazionista (Padova/Mestre)

    ciao a tutti
    ho dovuto modificare il messaggio iniziale, dato che conteneva una chiara e diretta pubblicità alla scuola cosa non consentita nel forum al di fuori della stanza promozionale evidentemente questo messaggio era sfuggito a chi moderava la stanza prima di me provvedo io anche se in ritardo

    ...spero che potrete continuare a discutere in modo proficuo e costruttivo, come avete fatto finora
    buon proseguimento
    Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  6. #21
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicopraxis: psicoterapia interazionista (Padova/Mestre)

    A che teorie fanno riferimento x lo sviluppo della personalità?
    E quali sono a parere tuo le maggiori differenze da una scuola cognitivo-comportamentale?

  7. #22
    Partecipante
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    Riferimento: Psicopraxis: psicoterapia interazionista (Padova/Mestre)

    Citazione Originalmente inviato da arwen Visualizza messaggio
    ciao a tutti
    ho dovuto modificare il messaggio iniziale, dato che conteneva una chiara e diretta pubblicità alla scuola cosa non consentita nel forum al di fuori della stanza promozionale
    Ti chiedo scusa, ho copiato e incollato dal sito della scuola per concentrare tutte le informazioni potenzialmente utili, non avevo pensato alla pubblicità

    Comunque non prendo provvigioni sono solo una specializzanda...

    @elisa801
    Il costrutto di "personalità" è molto ambiguo: ad oggi, quasi tutti i ricercatori che si occupano di questo argomento concordano sulla difficoltà di operazionalizzare questo concetto senza incorrere nel rischio di reificare qualcosa che ontologicamente non esiste. Lo stesso discorso si può applicare ad altri costrutti, come il dualismo mente-cervello (oggetto di uno degli ultimi convegni della scuola), per citare uno dei più comuni. Di conseguenza, se rispondessi a quale teoria fa riferimento il modello interazionista a riguardo del costrutto "personalità", non sarebbe coerente con il modello stesso. Per non essere troppo pedante affrontando questioni epistemologiche, direi che nel primo anno si affrontano appunto questioni di questo tipo. Il criterio generale è quello del pragmatismo teorico e del pluralismo metodologico: ovvero, avere un modello teorico di riferimento (il costruttivismo) che ci permetta di esercitare la nostro professione in funzione dell'obiettivo che ci poniamo utilizzando di volta in volta la metodologia che riteniamo più funzionale. Questo senza cadere nell'eclettismo teorico (esempio attingere ora a modelli psicoanalitici, cognitivo comportamentali, sistemici etc.) senza sapere come sono stati costruiti questi strumenti e a che finalità).

    Per quanto riguarda le differenze con il modello cognitivo-comportamentale direi che sono moltissime. Non sapendo bene a quali differenze sei interessata, te ne schematizzo alcune:
    Modello CBT: è un modello meccanicistico e deterministico, ovvero il modello epistemologico di riferimento assume che l'essere umano sviluppi un comportamento deviante a causa (determinismo) di una risposta non adeguata allo stimolo ambientale. Il ruolo del terapeuta è quello di insegnare come reagire adeguatamente attraverso una modificazione cognitiva (dei "ragionamenti") e del comportamento. Questo si traduce con l'utilizzo di protocolli, ovvero "istruzioni" più o meno standardizzate che il T. deve proporre/insegnare in seduta e dare come compito tra una seduta e l'altra al paziente.
    Ne deriva che il modello assume che ci sia uno sviluppo o persona "normale" e un'alternativa deviante o patologica: la discriminante è il risultato a test o la classificazione nosografica descrittiva.
    Sinteticamente, tu paziente stai male perchè non sai gestire la tua vita/stimoli ambientali. Vieni da me che sono detentore della verità rivelata, so cosa è giusto/bene per te e ti dico cosa dei fare per diventare "normale".
    Il modello interazionista ha ugualmente come obiettivo il "cambiamento" (a differenza dei modelli che hanno come obiettivo la comprensione della causa o una maggiore consapevolezza), inteso come obiettivo di benessere concordato con il cliente e costruito passo passo con lui. Di conseguenza non si può decidere aprioristicamente cosa fare quando entra una persona, nè è utile ricondurre l'ignoto (la narrazione del cliente) al già noto (manualistica diagnostica) solo per sentirci a nostro agio nel collegare sindrome-diagnosi-protocollo d'intervento.

    Se mi leggesse un prof. (mio o di altri indirizzi), sono sicura che si metterebbe le mani nei capelli per l'inaccuratezza dei termini e il riduzionismo esplicativo.. ma voi non ci fate caso, vero

    Buona domenica ragazzi!

  8. #23
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicopraxis: psicoterapia interazionista (Padova/Mestre)

    Citazione Originalmente inviato da criccicri Visualizza messaggio
    Ti chiedo scusa, ho copiato e incollato dal sito della scuola per concentrare tutte le informazioni potenzialmente utili, non avevo pensato alla pubblicità

    Comunque non prendo provvigioni sono solo una specializzanda...

    @elisa801
    Il costrutto di "personalità" è molto ambiguo: ad oggi, quasi tutti i ricercatori che si occupano di questo argomento concordano sulla difficoltà di operazionalizzare questo concetto senza incorrere nel rischio di reificare qualcosa che ontologicamente non esiste. Lo stesso discorso si può applicare ad altri costrutti, come il dualismo mente-cervello (oggetto di uno degli ultimi convegni della scuola), per citare uno dei più comuni. Di conseguenza, se rispondessi a quale teoria fa riferimento il modello interazionista a riguardo del costrutto "personalità", non sarebbe coerente con il modello stesso. Per non essere troppo pedante affrontando questioni epistemologiche, direi che nel primo anno si affrontano appunto questioni di questo tipo. Il criterio generale è quello del pragmatismo teorico e del pluralismo metodologico: ovvero, avere un modello teorico di riferimento (il costruttivismo) che ci permetta di esercitare la nostro professione in funzione dell'obiettivo che ci poniamo utilizzando di volta in volta la metodologia che riteniamo più funzionale. Questo senza cadere nell'eclettismo teorico (esempio attingere ora a modelli psicoanalitici, cognitivo comportamentali, sistemici etc.) senza sapere come sono stati costruiti questi strumenti e a che finalità).

    Per quanto riguarda le differenze con il modello cognitivo-comportamentale direi che sono moltissime. Non sapendo bene a quali differenze sei interessata, te ne schematizzo alcune:
    Modello CBT: è un modello meccanicistico e deterministico, ovvero il modello epistemologico di riferimento assume che l'essere umano sviluppi un comportamento deviante a causa (determinismo) di una risposta non adeguata allo stimolo ambientale. Il ruolo del terapeuta è quello di insegnare come reagire adeguatamente attraverso una modificazione cognitiva (dei "ragionamenti") e del comportamento. Questo si traduce con l'utilizzo di protocolli, ovvero "istruzioni" più o meno standardizzate che il T. deve proporre/insegnare in seduta e dare come compito tra una seduta e l'altra al paziente.
    Ne deriva che il modello assume che ci sia uno sviluppo o persona "normale" e un'alternativa deviante o patologica: la discriminante è il risultato a test o la classificazione nosografica descrittiva.
    Sinteticamente, tu paziente stai male perchè non sai gestire la tua vita/stimoli ambientali. Vieni da me che sono detentore della verità rivelata, so cosa è giusto/bene per te e ti dico cosa dei fare per diventare "normale".
    Il modello interazionista ha ugualmente come obiettivo il "cambiamento" (a differenza dei modelli che hanno come obiettivo la comprensione della causa o una maggiore consapevolezza), inteso come obiettivo di benessere concordato con il cliente e costruito passo passo con lui. Di conseguenza non si può decidere aprioristicamente cosa fare quando entra una persona, nè è utile ricondurre l'ignoto (la narrazione del cliente) al già noto (manualistica diagnostica) solo per sentirci a nostro agio nel collegare sindrome-diagnosi-protocollo d'intervento.

    Se mi leggesse un prof. (mio o di altri indirizzi), sono sicura che si metterebbe le mani nei capelli per l'inaccuratezza dei termini e il riduzionismo esplicativo.. ma voi non ci fate caso, vero

    Buona domenica ragazzi!


    Beh direi che spiegazione più chiara non avrei potuto ottenerla! Grazie!
    Altre domande: per quale utente ( non paziente ) finale è più adatto tale tipo di terapia?
    So che non c è l '' analisi personale nel percorso di studi, che ne pensi?

  9. #24
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    Riferimento: Psicopraxis: psicoterapia interazionista (Padova/Mestre)

    Citazione Originalmente inviato da elisa801 Visualizza messaggio
    Altre domande: per quale utente ( non paziente ) finale è più adatto tale tipo di terapia?
    Ti rispondo come ha risposto Salvini ad una ragazza che ha partecipato ad una giornata di presentazione: "Con quale tipo di utenza non è indicato questo approccio?" La risposta è stata, ed io la condivido appieno, che non è adeguata per un utente che non ha possibilità di esercitare/esprimere un'intenzionalità nella conduzione della propria esistenza. Ad esempio il paziente neurologico, il bambino piccolo (ma in quel caso si lavora con i genitori), situazioni coercitive o coatte, gravi limitazioni fisiche etc. Meno la persona può "fare", meno potrà cambiare...

    che non c è l '' analisi personale nel percorso di studi, che ne pensi?
    Una terapia personale è indicata nel momento in cui uno specializzando ne senta l'esigenza. L'utilità che ne deriva è però di carattere personale e non formativo, in quanto "lavorare" su noi stessi non è un'esperienza ripetibile o assimilabile ad alcun tipo di intervento che faremo con l'utente XY. Ho diversi colleghi che sono in terapia con prof della scuola o ex allievi, ma per un'esigenza personale. Il concetto di "il cliente viene in terapia perchè vuole star meglio" (tradotto per lo psicoterapeuta: vuole un cambiamento più adattivo), vale anche per noi stessi. Le supervisioni invece hanno carattere formativo e se ne fanno alcune di gruppo durante l'anno "scolastico" all'interno delle "lezioni".

    Prima o poi tutti hanno un momento di crisi, sbandamento, stress, chiamalocomevuoi, e lo specializzando/terapeuta che ha l'umiltà di riconoscere i propri limiti di solito chiede una "terapia" (parola poco amata, poichè implica il concetto di malattia e guarigione...). Imporre quando e con che modalità è come reificare il concetto di necessità di "andare in terapia per poter aiutare a nostra volta chi verrà in terapia", e su questo si potrebbe discutere a lungo

    Comunque già ti fai delle domande sulla scelta della scuola, e questo è un ottimo punto di partenza, qualsiasi cosa sceglierai!

  10. #25
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicopraxis: psicoterapia interazionista (Padova/Mestre)

    Citazione Originalmente inviato da criccicri Visualizza messaggio
    Ti rispondo come ha risposto Salvini ad una ragazza che ha partecipato ad una giornata di presentazione: "Con quale tipo di utenza non è indicato questo approccio?" La risposta è stata, ed io la condivido appieno, che non è adeguata per un utente che non ha possibilità di esercitare/esprimere un'intenzionalità nella conduzione della propria esistenza. Ad esempio il paziente neurologico, il bambino piccolo (ma in quel caso si lavora con i genitori), situazioni coercitive o coatte, gravi limitazioni fisiche etc. Meno la persona può "fare", meno potrà cambiare...



    Una terapia personale è indicata nel momento in cui uno specializzando ne senta l'esigenza. L'utilità che ne deriva è però di carattere personale e non formativo, in quanto "lavorare" su noi stessi non è un'esperienza ripetibile o assimilabile ad alcun tipo di intervento che faremo con l'utente XY. Ho diversi colleghi che sono in terapia con prof della scuola o ex allievi, ma per un'esigenza personale. Il concetto di "il cliente viene in terapia perchè vuole star meglio" (tradotto per lo psicoterapeuta: vuole un cambiamento più adattivo), vale anche per noi stessi. Le supervisioni invece hanno carattere formativo e se ne fanno alcune di gruppo durante l'anno "scolastico" all'interno delle "lezioni".

    Prima o poi tutti hanno un momento di crisi, sbandamento, stress, chiamalocomevuoi, e lo specializzando/terapeuta che ha l'umiltà di riconoscere i propri limiti di solito chiede una "terapia" (parola poco amata, poichè implica il concetto di malattia e guarigione...). Imporre quando e con che modalità è come reificare il concetto di necessità di "andare in terapia per poter aiutare a nostra volta chi verrà in terapia", e su questo si potrebbe discutere a lungo

    Comunque già ti fai delle domande sulla scelta della scuola, e questo è un ottimo punto di partenza, qualsiasi cosa sceglierai!
    Grazie ancora per la tua disponibilità. Ieri mi è arrivato il libro inviatomi dalla scuola per capirne meglio i parametri di riferimento. Certo vorrei sentire anche altre voci, magari dissonanti... in ogni caso mi sei stata di enorme guida. Grazie.

  11. #26
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    psicoterapia interazionista

    ciao, vorrei dei pareri, consigli su questa scuola, diretta da alessandro salvini

  12. #27
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: psicoterapia interazionista

    Citazione Originalmente inviato da meryasile Visualizza messaggio
    ciao, vorrei dei pareri, consigli su questa scuola, diretta da alessandro salvini
    nessuno farà questa scuola? Ho sentito che non partirà la sede di mestre. Purtroppo, nessuno da zona Mestre?
    Ultima modifica di meryasile : 28-10-2014 alle ore 09.15.53

  13. #28

    Riferimento: psicoterapia interazionista

    Ciao meryasile. Io farò il colloquio, tra mille dubbi, e moooolta confusione la prossima settimana. Se vuoi, poi ti dico....

  14. #29
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    Riferimento: psicoterapia interazionista

    ciao...iniziato la scuola? come sta andando?

  15. #30

    Riferimento: psicoterapia interazionista

    ciao a tutti! e buon 2016!!
    Io pensavo di iniziare l'anno in bellezza iscrivendomi a questa scuola.
    Qualcuno avrebbe qualche consiglio da darmi? vengo da Neuroscienze, e nonostante la psicoterapia cognitiva, il termine interazionista mi è del tutto estraneo e non conosco i modelli teorici di riferimento. qualcuno potrebbe darmi qualche chiarimento? anche perchè non capisco entro quale filone rientra... cognitivo? costruttivista? se non sbaglio non esistono altre scuole interazioniste e questo mi preoccupa un pò..
    Aspetto risposte numerose.
    Help me, please

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