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Discussione: Giugno 2013 unicatt

  1. #706
    Partecipante Esperto
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    15-06-2008
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Ma cos'è successo, siete sparite tutte? Nessuno che vuole confrontarsi o ha dubbi?

  2. #707
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    io ci sono!!
    e sono molto preoccupata, e con mille dubbi, visto che a novembre la terza prova non l'ho passata
    quello che sto facendo ora è ripassare le varie patologie, ovviamente senza imparare a memoria tutta la lista dei criteri. poi con l'abc della psicopatologia mi sto facendo uno schema degli interventi per ciascuna patologia, visto che è la cosa che più mi manda in crisi.

    di certo il Kaneklin non aiuta affatto!!! se leggete i casi svolti su quel libro ci sono cose che io non mi azzarderei mai e poi mai a mettere!! non capisco! si fa cenno a diagnosi piuttosto certe, si elencano i criteri diagnostici da DSM commentando quelli che presenta il paziente, e poi ci sono interi paragrafi sulle interpretazioni dei disagi, che a mio avviso sono azzardatissimi!!! io tenderei a restare più neutra. non lo so...

    un'altra cosa che mi confonde è appunto l'intervento. l'abc propone (citando Gabbard) interventi supportivi o interventi espressivi. ma sono termini psicodinamici? a volte sembra di sì, però in alcuni casi dopo aver proposto un'intervento espressivo/supportivo ho trovato scritto che si rimandava il pz a una terapia cognitivo-comportamentale. quindi espressivo e supportivo sono termini neutri??? si possono usare indipendentemente dall'orientamento che si decide di utilizzare????? e l'abc comunque sembra troppo psicodinamico. io sono davvero confusa... nonostante nei vari esempi di interventi per le varie patologie non espliciti un orientamento psicodinamico poi negli obiettivi mette cose come il rinforzamento dell'Io, o cita pulsioni, e nelle interpretazioni mette meccanismi di difesa e tutte quelle cose stra freudiane... che personalmente non mi sento di scrivere, visto che non ho una formazione troppo di quel tipo.

    poi penso: in teoria ogni orientamento dovrebbe poter intervenire su ogni disturbo. ok che magari ci sono orientamenti più efficaci per certe patologie (d'accordo sul cognitivo-comportamentale per i disturbi fobici, lo psicoanalitico per i doc, e magari il sistemico per i dca), però in teoria ogni orientamento dovrebbe essere opportuno, no???????
    sono davvero in confusione

  3. #708
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    mi rispondo da sola: dalla discussione di giugno 2012 in Cattolica:

    piccolo chiarimento sulla proposta di intervento:

    qualsiasi intervento psicoterapeutico può essere:

    1) supportivo
    2) espressivo
    3) espressivo-supportivo

    una volta scelto quale fare, si sceglie l'orientamento:

    1) psicodinamico
    2) cognitivo-comp
    3) sistemico-relazionale
    4) umanistico
    5) eccetera

  4. #709
    Partecipante Assiduo
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    24-03-2013
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    ragazze!!!ci sono anch'io.
    innanzitutto grazie a Picciosa per i suoi prezioni consigli
    Chiara_cookie anch'io mi ponevo le stesse domande!!!!!la terapia supportivo espressiva sembrava anche a me solo ad orientamento psicodinamico. ma ora mi sorge un altro dubbio. Il falabella a mio avviso è una sintesi ridotta del gabbard, dunque, una domanda, se io uso un orientamento dinamico o cognitivo nell'anamnesi o comunque nell'approfondire le aree dovrò per forza seguire un orientamento. es, se seguo quello dinamico sarà più incline a raccogliere gli aspetti conflittuali le dinamiche interne....giusto? e di conseguenza metterò nell'intervento un intervento psiconamico giusto? il problema che anch'io sono molto perplessa nel senso che non mi oso a scrivere cose psicoanalitiche perchè non ho tutta sta formazione a riguardo.....ragazze grazie a tutte.!!!!!!!! il caso non è per niente semplice, o non si và a fondo nell'esplorare es. mi limito a dire "indagare più a fondo l'area affettiva con x y z" o "i rapporti con la famiglia d'origine" oppure è davvero un casino....

  5. #710
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Ciao Chiara!
    Ecco sì, anche io ho letto a fondo quel thread, anche se è infinito mi è sembrato molto utile (anche se i casi non li sto ancora guardando, li lascio per la fase 2). Comunque io non ho il kaneklin, ma molti mi hanno detto che non è utile, se non per dare uno sguardo ai casi di comunità (che pare possano uscire addirittura al posto del caso adulto, anche se io non ne ho mai sentito parlare...).
    Sinceramente non ho anche il falabella, che mi hanno sconsigliato perché troppo psicodinamico, però sto studiando su tanti riassunti e altri libri.

    Ma a te cosa hanno detto quando sei andata a parlare con i docenti?

    Anche io ho un po' di difficoltà con i trattamenti per i vari disturbi e anche per i test non so mai quali siano più adatti...
    Possiamo fare mente locale qui.

    poi penso: in teoria ogni orientamento dovrebbe poter intervenire su ogni disturbo. ok che magari ci sono orientamenti più efficaci per certe patologie (d'accordo sul cognitivo-comportamentale per i disturbi fobici, lo psicoanalitico per i doc, e magari il sistemico per i dca), però in teoria ogni orientamento dovrebbe essere opportuno, no???????
    sono davvero in confusione
    Sì hai ragione, però devi dire quello che è considerato il trattamento più idoneo. Sinceramente spero che l'importante sia, in certi casi, consigliare una terapia supportiva o espressiva o altri trattamenti, non tanto l'orientamento, a meno che non scrivi la psicodinamica espressiva per gli psicotici in acuzie
    Questo comunque mi fa venire in mente un dubbio che ho (che ho visto ora ha scritto anche Sury).
    Ma voi mettete l'orientamento teorico all'inizio e fate tutto in relazione a quello o mettete solo l'orientamento dell'approccio terapeutico (dove necessario?)

    Altra questione, che mi è venuta in mente un po' leggendo sury un po' leggendo in giro: ma voi mettete anche le interpretazioni dei sintomi o comunque motivate tutte le aree da approfondire?
    Ultima modifica di Saloméxx : 08-07-2013 alle ore 17.37.28

  6. #711
    Partecipante Assiduo L'avatar di Chiara_cookie
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Ciao Chiara!

    Ma a te cosa hanno detto quando sei andata a parlare con i docenti?
    Niente di ché. avevano in mano il mio compito con un appunto scritto su un postit che faceva un commento generale, che avrebbe potuto andare bene per ogni compito. chiedendo nello specifico cosa intendevano con quel commento andavano in confusione, leggevano pezzi a caso del compito e dicevano che non andava bene per dei motivi improvvisati, nonostante si contraddicevano! insomma, non è stato per niente utile, né esaustivo. alla fine rassegnata e non avendo assolutamente capito i motivi della bocciatura ho girato la domanda e ho chiesto cosa bisogna fare per non essere bocciati la prossima volta, e ancora ho ricevuto risposte del cavolo, del tipo "studia in gruppo" oppure "è un esame che serve all'abilitazione, dovreste saperlo come si fa un compito sufficiente!". il gruppo di "non ammessi" che ho incontrato quel giorno mi ha fornito testimonianze al limite del reale. sembra che si dimentichino i motivi per i quali ti bocciano. e quell'incontro è solo un onere che svolgono malavoglia e senza un minimo di interesse e preparazione!!! a un ragazzo bocciato in terza prova hanno detto che è stato troppo freddo. a un altro hanno detto che ha proposto un intervento che non esiste (che in realtà esiste, ed è scientificamente valido, solo che loro non lo conoscevano), ad altri hanno detto che sono stati troppo aderenti al DSM. a una addirittura hanno detto che è stata troppo insicura e l'hanno dedotto dalle troppe correzioni (sembrano leggende metropolitane, ma le ho sentite tutte quel giorno in cui ho incontrato la commissione!) a me hanno detto che mancavano i collegamenti tra le mie conclusioni e i dati della traccia. ma con il compito in mano facevo vedere che c'erano eccome i riferimenti specifici per quel caso (anche perché non avevo impostato uno studio standard, ma avevo proprio cercato di ragionare per quel caso, commentando quei dati...), allora cambiavano motivazioni, sono passati a dirmi che sono stata troppo ipotetica perché ho usato troppe volte "si potrebbe" o forme al condizionale. ovviamente per me è giusto usare il condizionale e una terminologia ipotetica per non far passare l'idea di una diagnosi certa, solo che più insistevi nel dimostrare che il tuo compito non aveva i difetti che ti dicevano, e più si inventavano scuse. non voglio fare polemica, ormai ho digerito la questione, e voglio metterci una pietra sopra. voglio solo pensare che quando ti bocciano lo fanno per dei motivi che poi si dimenticano di spiegarti, perché prendono sotto gamba il momento di "restituzione" (in realtà ho il leggero sospetto che prendano sotto gamba l'intero processo di correzione, ma lasciamo stare...). non ho assolutamente la pretesa di considerare il mio compito di gennaio perfetto e privo di errori. purtroppo non esplicitano i criteri che usano per correggerli, e cosa bisogna fare per raggiungere la sufficienza, per cui una volta bocciati non abbiamo assolutamente alcuna voce in capitolo. possono dirti di tutto. possono prendere dei piccoli dettagli come motivo per una bocciatura, quando in realtà sai che in un altro compito quello stesso dettaglio è stato trascurato. e loro non segnando i compiti in fase di correzione si difendono da qualsiasi accusa.
    siccome dal memento che ho scoperto di non essere stata ammessa all'orale al giorno di incontro con la commissione è passato più di un mese ho avuto modo di pensare molto ai motivi della mia bocciatura. la cosa che fa ridere è che avevo trovato motivi più plausibili di quelli che mi hanno detto loro. quindi se c'è del positivo in questa vicenda è proprio il fatto che ho avuto l'occasione di ripensare criticamente al mio compito, rifarlo, e cercare i punti deboli che mi sono costati l'insufficienza. quindi se volete vi dico i motivi a cui sono arrivata a pensare io per la mia bocciatura:

    -siccome ero confusa dalla consegna che non chiedeva un'ipotesi diagnostica ero indecisa sul farla o meno. i dati del caso erano discutibilissimi riconducendoli ad almeno un paio di patologie, quindi mi sono lasciata tentare e ho azzardato un'ipotesi commentando i vari comportamenti, difficoltà, problemi che presentava quel soggetto e li ho ricondotti a un disturbo (secondo il DSM-IV). poi ero tentatissima di fare una diagnosi differenziale, perché il caso si prestava davvero bene; aveva tanti dati che potevano essere visti come segni di un disturbo, ma in assenza di altri potevi escludere certi disagi. solo che avevo paura che non volessero una traccia impostata sui commenti dei sintomi, proprio perché non era espressamente richiesto. quindi avevo paura che facendo sia un'ipotesi diagnostica che una diagnosi o più differenziali sarei andata fuori tema. quindi non ho fatto alcuna diagnosi differenziale!!!!!!!!!! e secondo me è stato incoerente! perché o facevo sia la diagnosi che quella differenziale, o non facevo né l'una né l'altra!
    -ho proposto un intervento sistemico-relazionale, perché a mio avviso c'erano diverse problematiche a livello di comunicazione tra lui e la moglie e il figlio, sottolineando comunque che sarebbe stato opportuno solo in caso nei vari colloqui da me previsti si sarebbero confermati certi aspetti (che erano quelli che volevo indagare e approfondire). e secondo me un trattamento familiare per un disturbo di personalità ossessivo compulsivo (quello che avevo ipotizzato) non è troppo azzeccato.

    resto dell'idea che l'intervento sistemico è sicuramente utile per tutti quei casi che coinvolgono l'intera famiglia, e dove il disagio del soggetto è strettamente connesso ai suoi familiari (come nel caso di gennaio). io ho una formazione sistemica, quindi ovviamente sono di parte è che non sento per niente mio il modello psicoanalitico, e mi viene difficile proporlo...

    cmq nella discussione dell'anno scorso avevo postato la traccia subito dopo il giorno dell'esame. magari la vado a ripescare e la riposto

  7. #712
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Questo comunque mi fa venire in mente un dubbio che ho (che ho visto ora ha scritto anche Sury).
    Ma voi mettete l'orientamento teorico all'inizio e fate tutto in relazione a quello o mettete solo l'orientamento dell'approccio terapeutico (dove necessario?)
    io tendenzialmente espliciterei l'orientamento solo in fase di proposta di trattamento, cercando di giustificarla. ad ogni modo l'orientamento dello psicologo (ovvero tu) a cui è stata chiesta l'analisi del caso non deve per forza coincidere con l'orientamento di un'eventuale psicoterapia proposta, proprio perché in quel caso rimanderesti il soggetto a uno specialista. per cui ci sta che indaghi per esempio certi aspetti prettamente psicodinamici e poi proponi interventi cognitivo-comportamentali. MA NON NE SONO SICURA!!!!!!!

  8. #713
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Ok molto bene. Quindi in poche parole pare che la terza prova sia un terno al lotto.
    Grazie, sei stata molto utile

    Citazione Originalmente inviato da Chiara_cookie Visualizza messaggio
    io tendenzialmente espliciterei l'orientamento solo in fase di proposta di trattamento, cercando di giustificarla. ad ogni modo l'orientamento dello psicologo (ovvero tu) a cui è stata chiesta l'analisi del caso non deve per forza coincidere con l'orientamento di un'eventuale psicoterapia proposta, proprio perché in quel caso rimanderesti il soggetto a uno specialista. per cui ci sta che indaghi per esempio certi aspetti prettamente psicodinamici e poi proponi interventi cognitivo-comportamentali. MA NON NE SONO SICURA!!!!!!!
    concordo! Non so se possa essere d'aiuto, ma ragiono allo stesso modo.

  9. #714
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    Citazione Originalmente inviato da Chiara_cookie Visualizza messaggio
    Niente di ché. avevano in mano il mio compito con un appunto scritto su un postit che faceva un commento generale, che avrebbe potuto andare bene per ogni compito. chiedendo nello specifico cosa intendevano con quel commento andavano in confusione, leggevano pezzi a caso del compito e dicevano che non andava bene per dei motivi improvvisati, nonostante si contraddicevano! insomma, non è stato per niente utile, né esaustivo. alla fine rassegnata e non avendo assolutamente capito i motivi della bocciatura ho girato la domanda e ho chiesto cosa bisogna fare per non essere bocciati la prossima volta, e ancora ho ricevuto risposte del cavolo, del tipo "studia in gruppo" oppure "è un esame che serve all'abilitazione, dovreste saperlo come si fa un compito sufficiente!". il gruppo di "non ammessi" che ho incontrato quel giorno mi ha fornito testimonianze al limite del reale. sembra che si dimentichino i motivi per i quali ti bocciano. e quell'incontro è solo un onere che svolgono malavoglia e senza un minimo di interesse e preparazione!!! a un ragazzo bocciato in terza prova hanno detto che è stato troppo freddo. a un altro hanno detto che ha proposto un intervento che non esiste (che in realtà esiste, ed è scientificamente valido, solo che loro non lo conoscevano), ad altri hanno detto che sono stati troppo aderenti al DSM. a una addirittura hanno detto che è stata troppo insicura e l'hanno dedotto dalle troppe correzioni (sembrano leggende metropolitane, ma le ho sentite tutte quel giorno in cui ho incontrato la commissione!) a me hanno detto che mancavano i collegamenti tra le mie conclusioni e i dati della traccia. ma con il compito in mano facevo vedere che c'erano eccome i riferimenti specifici per quel caso (anche perché non avevo impostato uno studio standard, ma avevo proprio cercato di ragionare per quel caso, commentando quei dati...), allora cambiavano motivazioni, sono passati a dirmi che sono stata troppo ipotetica perché ho usato troppe volte "si potrebbe" o forme al condizionale. ovviamente per me è giusto usare il condizionale e una terminologia ipotetica per non far passare l'idea di una diagnosi certa, solo che più insistevi nel dimostrare che il tuo compito non aveva i difetti che ti dicevano, e più si inventavano scuse. non voglio fare polemica, ormai ho digerito la questione, e voglio metterci una pietra sopra. voglio solo pensare che quando ti bocciano lo fanno per dei motivi che poi si dimenticano di spiegarti, perché prendono sotto gamba il momento di "restituzione" (in realtà ho il leggero sospetto che prendano sotto gamba l'intero processo di correzione, ma lasciamo stare...). non ho assolutamente la pretesa di considerare il mio compito di gennaio perfetto e privo di errori. purtroppo non esplicitano i criteri che usano per correggerli, e cosa bisogna fare per raggiungere la sufficienza, per cui una volta bocciati non abbiamo assolutamente alcuna voce in capitolo. possono dirti di tutto. possono prendere dei piccoli dettagli come motivo per una bocciatura, quando in realtà sai che in un altro compito quello stesso dettaglio è stato trascurato. e loro non segnando i compiti in fase di correzione si difendono da qualsiasi accusa.
    siccome dal memento che ho scoperto di non essere stata ammessa all'orale al giorno di incontro con la commissione è passato più di un mese ho avuto modo di pensare molto ai motivi della mia bocciatura. la cosa che fa ridere è che avevo trovato motivi più plausibili di quelli che mi hanno detto loro. quindi se c'è del positivo in questa vicenda è proprio il fatto che ho avuto l'occasione di ripensare criticamente al mio compito, rifarlo, e cercare i punti deboli che mi sono costati l'insufficienza. quindi se volete vi dico i motivi a cui sono arrivata a pensare io per la mia bocciatura:

    -siccome ero confusa dalla consegna che non chiedeva un'ipotesi diagnostica ero indecisa sul farla o meno. i dati del caso erano discutibilissimi riconducendoli ad almeno un paio di patologie, quindi mi sono lasciata tentare e ho azzardato un'ipotesi commentando i vari comportamenti, difficoltà, problemi che presentava quel soggetto e li ho ricondotti a un disturbo (secondo il DSM-IV). poi ero tentatissima di fare una diagnosi differenziale, perché il caso si prestava davvero bene; aveva tanti dati che potevano essere visti come segni di un disturbo, ma in assenza di altri potevi escludere certi disagi. solo che avevo paura che non volessero una traccia impostata sui commenti dei sintomi, proprio perché non era espressamente richiesto. quindi avevo paura che facendo sia un'ipotesi diagnostica che una diagnosi o più differenziali sarei andata fuori tema. quindi non ho fatto alcuna diagnosi differenziale!!!!!!!!!! e secondo me è stato incoerente! perché o facevo sia la diagnosi che quella differenziale, o non facevo né l'una né l'altra!
    -ho proposto un intervento sistemico-relazionale, perché a mio avviso c'erano diverse problematiche a livello di comunicazione tra lui e la moglie e il figlio, sottolineando comunque che sarebbe stato opportuno solo in caso nei vari colloqui da me previsti si sarebbero confermati certi aspetti (che erano quelli che volevo indagare e approfondire). e secondo me un trattamento familiare per un disturbo di personalità ossessivo compulsivo (quello che avevo ipotizzato) non è troppo azzeccato.

    resto dell'idea che l'intervento sistemico è sicuramente utile per tutti quei casi che coinvolgono l'intera famiglia, e dove il disagio del soggetto è strettamente connesso ai suoi familiari (come nel caso di gennaio). io ho una formazione sistemica, quindi ovviamente sono di parte è che non sento per niente mio il modello psicoanalitico, e mi viene difficile proporlo...

    cmq nella discussione dell'anno scorso avevo postato la traccia subito dopo il giorno dell'esame. magari la vado a ripescare e la riposto
    se riesci a ripescare il caso dell'anno scorso ci faresti un favore immenso. mi spiace per la tua prova, io penso di nn aver passato le prime quindi ti lascio immaginare.....ogni tanto mi chiedo cosa ci faccio ancora qua a studiare. scusa se ti faccio questa domanda ma alla terza bocciano molte persone? no perchè arrivare li dopo tutti questi sbattimenti e poi rischiare di non passarlo con delle giustificazioni del genere è alquanto demotivante ....

  10. #715
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    ragazze ma voi individuate un trattamento per ogni specifico disturbo es. disturbo bipolare oppure un trattamento / due trattamenti per l'intera categoria (in questo caso disturbi dell'umore?) grazie mille

  11. #716
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da sury2013 Visualizza messaggio
    ragazze ma voi individuate un trattamento per ogni specifico disturbo es. disturbo bipolare oppure un trattamento / due trattamenti per l'intera categoria (in questo caso disturbi dell'umore?) grazie mille
    Io penso che individuerò una ipotesi di diagnosi principale e per quella metterò la/le ipotesi di trattamento.

  12. #717
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    Citazione Originalmente inviato da Saloméxx Visualizza messaggio
    Io penso che individuerò una ipotesi di diagnosi principale e per quella metterò la/le ipotesi di trattamento.
    quindi non vai nello specifico l'ipotesi di trattamento la fai in relazione alla categoria? giusto?

  13. #718
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    questo è il caso uscito a giugno 2012 (preso dal post di picciosa [a cui tra l'altro devo fare i complimenti, perché nella discussione dell'anno scorso ha svolto dei casi clinici davvero molto molto bene!!!!!!!!!!!! )

    Il caso era quello di una coppia che ha fatto una consultazione presso uno psicologo del consultorio. Lui ha 51 anni, primogenito, figlio di padre schizofrenico, si è occupato a lungo dei due fratelli e della madre.
    Lei, 41 anni, non presenta sintomi significativi nè sul piano clinico nè psicologico. Si è spostata a lungo con la famiglia di origine e ha potuto realizzare il suo desiderio di stabilizzarsi in Italia solo con il matrimonio. Inizialmente vedeva nella differenza di età col marito un senso di protezione, che è svanito con l'inizio della convivenza e si è trasformato nel contrario, perché sono emerse delle "manie" di lui che sino a quel momento le aveva tenuto nascoste.
    Lei lo tratta con severità e critica a riguardo. Le "manie" di lui consistono nella pulizia della casa e coinvolge in ciò anche la moglie e il figlio di sei anni, per cui tutto ciò che viene dall'esterno va pulito accuratamente, bisogna togliere le scarpe prima di entrare in casa, inoltre nessuno può più andare a trovarli da tempo (tranne i genitori di lui).
    La moglie spiega di essere arrivata al limite della sopportazione (ha pensato anche alla separazione), temendo anche per la serenità del figlio che da qualche tempo manifesta comportamento aggressivo e, inoltre, ha presentato aperta ostilità nei cofronti del padre. Il signore minimizza e banalizza quanto da lei riportato, ma si dice aperto all'intervento, pèer salvaguardare il proprio matrimonio.
    A livello del rapporto di coppia, non hanno più rapporto sessuali da tempo (lei si rifiuta), tanto che in un'occasione lui ha anche tentato di forzarla.
    Il neurologo che lo ha visto ha parlato di ossessioni e ha suggerito una terapia farmacologica (non indispensabile), tuttavia il signore ha rifiutato.


    Bisognava analizzare il caso e proporre un intervento.

  14. #719
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    ed ecco il post che avevo scritto subito dopo la terza prova di novembre. quindi stessa commissione, e si vede direi!! l'impostazione era molto simile:

    un uomo di 42 anni, R., che si presenta dallo psicologo con dei problemi legati all'attività professionale: infatti il suo lavoro subisce degli andamenti stagionali, dove si alternano periodi di intenso lavoro (in cui lui si dedica molto attivamente), e altri di meno lavoro, in cui si sente senza capacità decisionali. inoltre il suo lavoro, benché gli permetta di contribuire al mantenimento della famiglia, lo fa sentire in una posizione subalterna rispetto alla moglie decisamente più presente. il figlio, unicogenito preadolescente, ha presentato problemi scolastici e sociali, e uno psicologo dello stesso consultorio da cui era stato portato, ipotizzava potesse essere un problema legato all'eccessiva rigidità del padre. R infatti è molto rigido, vorrebbe che il figlio facesse come vuole lui, e spesso sfociano in liti in cui R. ha degli scoppi di rabbia in cui afferma: "va bè, non puoi fare come voglio io perché tanto ti mantiene tua madre... tanto vale che mi disinteresso a te".
    ha buone relazioni extrafamiliari, amicali e amorose (non ricordo bene...) ma fallisce continuamente nell'intimità (ecco, sta frase mi ha un po' messo in crisi! fallisce nell'intimità... in che senso poi????)

    in passato il medico di base gli aveva prescritto degli antidepressivi, ma lui non ne ha trovato giovamento, forse perché non rispettava la posologia, o forse perché non sopportava "che un farmaco decidesse per lui".

    al colloquio si presenta rigido sia nella postura che nelle espressioni. è molto ben vestito, di un abbigliamento ricercato ed elegante, ma sembra quasi un "manichino". ha il "culto" della razionalità e dell'intelligenza, distingue nettamente i buoni dai cattivi, e tende o a sopravvalutarsi o a sottovalutarsi. è inflessibile nei suoi riguardi e in quelli del figlio, con delle aspettative troppo rigide. ha difficoltà a controllare la rabbia, oddio non ricordo

    è primogenito di due figli. alla nascita del fratello è stato affidato a una coppia di zii che vivono in una città distante, perché la madre non si riteneva capace di badare sia al marito che ai due figli. lui dice di essere cresciuto bene dagli zii, coccolato e viziato, ha avuto successo scolastico, sportivo e sociale. anche se ribadisce che a volte si sentiva come se dovesse dimostrare di essere bravo (o il più bravo? non ricordo, scusate) ma non sapeva a chi di preciso. si definisce corretto e (non ricordo...) ma a volte si verificavano scoppi d'ira ingiustificati, ma cmq collegati a sentimenti di esclusione.
    il padre era titolare di un'attività che sembrava essere redditizia. era una persona molto severa, rabbiosa che riversava il suo odio per gli altri in modo sempre maggiore. negli ultimi anni si era ritirato senza più uscire nè farsi vedere, tanto che era stato etichettato "demente" per questo motivo. morì mentre R. era all'estero per studi e per avviarsi ad un'attività propria, e per sfuggire al clima familiare difficile. il fratello ha provato prendere in mano l'attività del padre, ma era piena di debiti e ci rinuncia. torna R, liquida il fratello, prova a riavviare lui l'attività, ma fallisce. cerca quindi un nuovo lavoro, che è quello attuale.

    il candidato discuta il caso presentato e proponga dei possibili interventi.

  15. #720
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    Riferimento: Giugno 2013 unicatt

    Citazione Originalmente inviato da sury2013 Visualizza messaggio
    quindi non vai nello specifico l'ipotesi di trattamento la fai in relazione alla categoria? giusto?
    io non so bene come muovermi per il trattamento

    poi magari bisogna dilungarsi di più sull'ipotesi di trattamento se è espressamente richiesto dalla traccia (come nelle due prove dell'anno scorso)

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